Stare comodi: materassi e relazioni

Da un po’ di tempo ho mal di schiena. Sicuramente inizio a invecchiare, me ne ricordo ogni mattina davanti allo specchio quando do il benvenuto alle rughe nuove e ai capelli bianchi. Si dev’essere sparsa la notizia che li accolgo senza troppo scalpore. Solo non mi è chiaro perché compaiono le rughe, ma continuino a spuntare anche i brufolazzi.

Non dormo bene, a volte i pensieri si rincorrono e la schiena fa male e li incita a proseguire. Per scongiurare le nottate in bianco, che chi mi conosce sa quanto io sia simpatica i giorni successivi l’insonnia, ho cambiato materasso. Ho consultato forum online, offerte, letto recensioni e mi sono recata nei negozi. Ho scartato Ikea, perché dopo aver dormito in quasi tutti i materassi presenti in catalogo sono giunta alla conclusione che li imbottiscano con i trucioli della lavorazione del legno e mi alzo più isterica della Principessa sul Pisello (qui è quando potete formulare ironiche congetture).

Il dramma è che quando li provo mi sembrano tutti comodi, tutti confortevoli. Gli addetti alle vendite sono tutti brillanti e di ogni materasso sanno convincermi che è proprio quello di cui ho bisogno. Solo che la prova provata ce l’hai quando il materasso lo usi da un po’.

Dopo che ha perso la patina della novità, molto dopo esser stato spogliato dai rivestimenti di fabbrica e vestito con le lenzuola migliori. Quando pelle, muscoli, ossa e nervi trascorrono del tempo con la nuova superficie, ecco che la verità viene a galla.

Ciò che sembrava essere perfetto inizia ad affaticare le ossa dei fianchi e a generare tensione nel collo e diffuso senso di scomodità. Il materasso giusto è quello che ti avvolge, senza affossarti, che ti sostiene senza respingerti, quello che ti dona rilassamento nei momenti di affaticamento e stanchezza e il sorriso quando ti svegli all’alba.

Mi sono resa conto che nelle relazioni funziono come con il materasso. Solo sulla lunga distanza sono in grado di percepire se fa per me.

Stanotte ho sognato mia nonna, che dormiva nel solito materasso da una vita e che ad ogni primavera, con cura, lo apriva, ne allargava la lana e la lasciava al sole a respirare aria nuova e ad asciugarsi da lacrime e sudore, ne sprimacciava con cura il contenuto, prima di riporlo con attenzione e perizia e renderlo comodo per un nuovo anno.

E mentre faccio l’appello alle nuove rughe e ai nuovi capelli bianchi, cedo alla speranza di aver ereditato da mia nonna molto più dell’azzurro ceruleo dei suoi occhi.

 

materassi e relazioni

8 commenti » Lascia un commento

  1. Ma…. se invece del materasso, ti occupassi di più del corpo? Magari un po’ di ginnastica posturale o qualche massaggio fatto da persona competente potrebbe risolvere o attenuare il problema. Quando passi di qui…. lo sai 😀

  2. Io dormivo malissimo e mi svegliavo con la schiena a pezzi… poi ho scoperto il memory foam all’ikea e da allora dormo serena!

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