Nuda veritas
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La volpe, l’uva e gli sticazzi delle relazioni a distanza

Stanotte non dormivo bene e mi sono messa a pensare. Attività deprecabile, discutibile e che raramente apporta dei benefici. Soprattutto nelle ore notturne. E soprattutto se uno impiega questo tempo, strappato a Morfeo, per stilare bilanci e auto valutazioni. Ma oramai è successo e questo post ne è il risultato.

  • Sono una cagacazzi. Sì, lo so, vi ho stupiti perché non l’avreste mai detto. E invece.
  • Sono sempre molto critica, ho la tendenza a pretendere il controllo sugli eventi e sul tempo.
  • Odio arrivare in ritardo, quando succede sfrango le gonadi ai presunti colpevoli oppure trascorro la giornata a massacrare a me stessa, se la causa sono io.
  • Difficilmente abbandono le discussioni per prima, sono in grado di supportare il mio punto di vista mostrandone ogni caleidoscopica sfumatura fino allo sfinimento dell’avversario.
  • Temo l’abbandono e la solitudine per scelta altrui, il mio cervello ama proiettare film horror di pessima levatura in cui io muoio sola e triste odiata persino dai miei gatti.

Ora basta, che potrei andare avanti a lungo, ma è pur sempre solo lunedì e non è il caso d’infierire.

Questo sintetico e non esaustivo elenco mi serve per focalizzare, in realtà, i miei miglioramenti. Il Karma, o chi per esso, si è sempre impegnato un casino affinché io migliorassi. Questi miei difetti sono riuscita in parte a smussarli, in parte a tenerli sotto controllo. Non molto comunque, perché gli atteggiamenti si modificano, ma il carattere un po’ meno.

Il mio problema più grande è e rimane la paura dell’abbandono. Adesso che Manu ha cambiato lavoro e trascorre i giorni feriali a Milano (che è pur sempre più vicino di Stoccolma) cerco di focalizzarmi sui benefici dell’itinerare tra Lucca – dove mi godo i bambini e la quiete della piccola cittadina toscana – e Milano – dove apprezzo la vivacità delle proposte culturali e posso frequentare gli amici più cari.

Razionalmente è tutto perfetto. Il problema è la sera. Quando torno a casa e lei non c’è. Quando dormo, mi giro nel letto e lei non c’è. Lì non sempre riesco ad essere lucida e serena.

Poi la sveglia suona. Mi trovo a fare colazione coi bambini che mi fanno notare che sono scorbutica e odiosa prima del caffè, che sono rompiscatole e polemica.

Poi arriva il pranzo e i bambini si lamentano che cucino sempre le solite cose e non li lascio stare davanti alla televisione.

Poi arriva il pomeriggio e fracasso gli zebedei ai bambini perché devono: preparasi per lo sport, fare i compiti, lavarsi i denti, mettere in ordine, finire i compiti, fare la giravolta, farla un’altra volta.

Poi arriva la sera, dicevo, ma c’è un momento che precede l’andare a letto; in quel preciso momento sospeso tra il pre-svenimento da stanchezza e il silenzio della casa in cui penso:

Per fortuna lei non c’è. Che a quest’ora, sennò, mi avrebbe già lasciata. E rivaluto la lontananza, che ci permette almeno di tenere i difetti un po’ più sotto traccia.

Forse.

[Riflessione del lunedì liberamente tratta da “La volpe, l’uva e sticazzi”]

relazioni a distanza

 

17 Commenti

  1. Visto che a quanto pare ogni volta che abbiamo difficoltà a dormire pensiamo troppo e in maniera inconcludente, potremmo fare che alla prossima insonnia ci sentiamo e… non so, parliamo del tempo? Occupiamo il cervello in qualche modo? 😀
    (Un’insonne che pensa troppo, anche senza relazione a distanza)

  2. C’entra ma non c’entra col tuo post, a proposito, se fate una conferenza notturna collettiva io ci sto, allarghiamo il punto di vista. In ogni caso, a proposito di cuori, espongo a Lucca, Circuito Off di fotografia, Street Heart. All’Antico sigillo. Declinazione di cuori. E grazie per i sorrisi che strappi.

  3. Buongiorno, per evitare di pensare troppo hai miei difetti e alle mie mancanze, la sera quando non riesco a dormire…ripeto le tabelline……..

  4. Isabella dice

    Purtoppo condivido tutto 😣
    Compreso il fatto che se abitassimo nella stessa casa ci saremmo già lasciate…
    (Però a volte sarebbe bellissimo … 💚)

  5. Manuela dice

    Il tuo essere una compagna attenta, presente, sensibile, piena di attenzioni e amore, batte di gran lunga gli aspetti più spigolosi del tuo carattere.

    Se io fossi lì, sarei enormemente più felice.
    Dal momento che l’unico grande desiderio che stare con te non ha – ancora – esaudito, è poter fare indigestione di tempo con la donna che amo.

  6. Paolo dice

    io dormo pochissimo, Ho imparato a non alzarmi, accendere il telefono e chattare con quegli psicopatici come me insonni e scorbutici (la notte genera mostri) altrimenti rischiavo l’autolesionismo a bottigliate in testa.
    Cerco di non fare più bilanci perché tanto al mattino tutto si dissolve ed è completamente diverso da come la mia mente distorta e lisergica ha sceneggiato e rappresentato. Il teatro dell’onirico a volte va lasciato fra le coperte al calduccio a gongolarsi del bello che è fra le nostre mani.

  7. Io non chiudo occhio la notte, perché il mio compagno russa più del trattore in tangenziale di Rovazzi.
    A volte dalla disperazione, me ne vado a dormire nel lettino della cameretta. Poi mi giro di notte e non trovo la sua mano e mi manca… ma solo se mi sveglio, perché quando finisco nell’altro letto è solo per disperazione e per infinito sonno! 😉

  8. Eh già….. è lunedì, sono partito alle 5,53 per tornarmene in una cupa e grigia Milano. Passerò 4 notti a rigirarmi nel letto … enorme…. e tutto solo, manco più i porno mi tirano su il morale…
    E poi il telefono ti fa litigare ancora di più….
    P.s. Ho notato come tratti i tuoi bambini al telefono… nemmeno fossi la matrigna cattiva delle favole…

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