Nuda veritas
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Elogio dell’irrequietezza

Per parecchi anni della mia vita ho creduto di essere sbagliata. Di avere un errore di programmazione che m’impediva di essere come gli altri e di essere felice.

La prima volta che ho avuto questa sensazione ero in terza elementare e sul sussidario dovevo rispondere alla domanda Quale mestiere svolgerai da grande? La maestra ci ha fatto leggere a turno la propria risposta, ho ben impresso il suo viso divertito e le risate dei compagni quando ho letto la mia: Da grande farò la maestra, la veterinaria e l’esploratrice. Ricordo la frustrazione di aver dovuto cancellare quanto scritto e del non riuscire a scegliere cosa volevo essere da grande.

Qualche anno dopo la scena si è ripetuta, questa volta alla voce Sport&Hobbies. Ho lasciato il nuoto per il karate, il karate per lo spinning, lo spinning per la danza. Ho fatto teatro, mi sono iscritta a un cineforum, frequentato un corso di fitoterapia, ho imparato la tarologia e studiato il folklore esoterico e molte altre attività che non mi vengono in mente. I miei genitori sgranavano gli occhi ad ogni cambiamento. Stessa reazione, a perplessità crescente, fino ad arrivare a stupore prima e costernazione poi, quando ho cambiato corso di laurea a sei mesi dall’iscrizione, quando ho intrapreso carriere e collaborazioni intrecciate e poco comprensibili a chi ha vissuto il mondo del lavoro della prima repubblica.

Per non parlare poi del disagio che si dipingeva sui volti di tutti i miei interlocutori ogni volta che si è chiusa una relazione sentimentale. Credevo di essere io il problema, di essere un’anima che rifugge la serenità, insopportabile e complicata nelle storie d’amore, una specie di disadattata sociale condannata a morire sotto un ponte nell’atto di decidere quale lato fosse più confortevole o presa a sassate perché diversa.

Poi il lavoro su di me e sugli altri mi ha permesso di avere una lettura più veritiera della vita. Non c’è un lato in assoluto più confortevole del ponte, dipende dalla stagione, dalla luce, dal freddo, dal traffico. La nostra vita è un rincorrersi di variabili e sorprese che richiedono il massimo adattamento. Ciò che mi rende felice oggi, non è detto che mi appaghi domani. Soffro la noia, la routine mentale ed intellettuale, non ho radici in un luogo e non farei fatica a trasferirmi domani, purché ci fosse la mia famiglia. Ai miei figli insegno che l’irrequietezza è sinonimo di curiosità e di voglia di conoscere e sperimentare, li assecondo nel provare nuovi sport, li sprono a frequentare amici diversi e a non aver paura di cambiare strada quando capiscono che non è quella che meglio si adatta al loro passo o il panorama non li meraviglia più.

Solo concedendosi il diritto all’irrequietezza si accede alla conoscenza di se stessi e del mondo. Certo, una vita codificata e delineata è sicuramente più riposante rispetto a quella di chi, come me, a (quasi) 36 anni si trova ad aver vissuto almeno 5 vite diverse. Così almeno si capisce perché ho tutti questi capelli bianchi.

Prima guardavo il mio zaino pronta a partire, adesso lo osservo anche per ricordarmi quanta strada ho percorso.

Una volta mi osservavo perplessa. Oggi mi sorrido benevola.

elogio dell'irrequietezza

 

14 Commenti

  1. Chi sei ? Mi assomigli molto in fatto d’irrequietezza a parte il fatto che certe scelte io le ho portate avanti per gran parte della mia vita è ancora lo faccio , in tutte le declinazioni e variazioni del caso , ma pur sempre legate al profeti iniziale . Complimenti per la lucidità con la quale hai espresso i concetti .

  2. E pensare che nel casino della mia vita quello che è veramente cambiato è solo il divano dove ozio… ahahah!!!!
    Chi nasce tondo…
    Prima o poi troverai anche tu un bel divano comodo…

  3. laperfezionestanca dice

    Si, è giusto coltivare la propria irrequietezza, nutrire le curiosità, vivere mille vite e poi mille ancora. È così che la vita diventa davvero interessante. Ma un’unica cosa mi sento di opporti, per lanciarsi senza paura verso il futuro i bambini hanno bisogno di qualche certezza. E, come ebbi a dire a mio cognato, meglio non coinvolgere i figli in troppi propri momenti amorosi. Che poi passano e quanti amori devono vedere morire? Lo so, mi sento una voce fuori dal coro, ma questa cosa mi pesava dentro e siccome ti considero come un’amica sentivo che dovevo dirla.

  4. Erika dice

    Ciao!Mi piace molto come esprimi le tue emozioni,l’irrequietezza di cui parli se ho capito bene è legata ai cambiamenti e da quello che ho sempre letto di te mi sembra propio che la tua voglia di cambiare non ti abbia mai fermata davanti a nulla.Dalle tue parole a volte cerco di prendere un po’ di forza e coraggio che ancora mi mancano per poter dire ai miei bimbi che la loro mamma ha molto da raccontargli.La mia vita è molto simile alla tua ma noi siamo molto diverse.Ho 38 anni due figli,una donnina di 8 e un ometto di 12,un ex marito dolcissimo che sarà sempre famiglia per me e che sa già da più di un anno che amo una donna che aspetta solo che io riesca a spiccare il volo.Ma forse dovrei chiederti come si può trasformare l’irrequietezza di cui parli in energia per andare avanti e vivere a testa alta la propia omosessualità.Mi piacerebbe molto leggere l’esperienza del tuo coming out con i tuoi figli, perché ho una fottutissima paura di ferirli anche se so che il loro amore per me non diminuirebbe,non riesco ad avere quell’atteggiamento positivo che sbaraglia tutto.Ecco tu lo hai avuto alla grande invece, me lo fai propio vedere attraverso le tue parole anche con questo tuo ultimo post.E’ stupendo come insegni ai tuoi figli la libertà di essere e di espressione!Forse sono ancora troppo convinta di dover proteggere i figli da una società così”troglodita” che ferisce a colpi di giudizi.Comunque grazie,un grazie enorme perché resti un esempio importante per noi mamme così colorate😉

    • Erika dice

      Caspita!!!L’ho trovato!Ho trovato il post del tuo coming out con i tuoi figli…non ho parole,quello che sembrava un groppone da mandar giù è sceso invece come un bicchiere d’acqua fresca!Ok anche a questo giro ti ringrazio per l’ottimismo che riesci a regalare con gli episodi della tua vita.

      • erika dice

        Comunque terrò ben in mente l’immagine della mamma verde con i tentacoli quando mi deciderò di svuotare il sacco,mi hai fatto fare un bel sorriso ☺ e credo che alla fine sarà propio così il voler essere autentica con chi più ci ama vincerà su tutto!Grazie di cuore!

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