Nuda veritas
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Studenti VS bufala del gender

Ambientazione: una classe di quinta liceo scientifico

Sono le 7,40 e, mentre sorseggio il caffè del leone alla macchinetta, vengo raggiunta dalla bidella che mi comunica una supplenza. La prof. di religione è malata e devo andare in V C per sostituirla durante la prima ora. Entro in classe, i ragazzi mi conoscono ormai da un po’ come l’insegnante di Storia e Filosofia (quella che ha spiegato Hegel tenendo la classe interessata e pure divertita, ma resto umile).

Entro e i ragazzi mi accolgono con un deluso “Ah, Prof. c’è lei?!” Lì per lì mi scazzo dentro, pensando che davvero non possono preferirmi UNA di religione (che chiamarla prof. mi viene il nervoso, pensando non solo alla modalità di reclutamento, ma all’assurdità che s’insegni catechismo nella scuola pubblica) ma rimango composta.

Chiedo spiegazioni su cotanto malumore e vengo assalita da un coro incazzato di voci sovrapposte da cui estrapolo: gender, animali inferiori all’uomo, omosessuali malati.

Ripristino la calma tra i ragazzi e cerco di capirne di più. In pratica sono indignati perché la tipa di religione ha sostenuto, durante la sua lezione, che gli omosessuali sono malati, che negli asili s’insegna il gender e che gli animali sono stati creati da iddio per servire l’uomo.

Mi sembra giusto, quindi, approfondire, e la lezione, invece di procedere con Hegel, spazia dall’evoluzionismo, in contrapposizione al creazionismo, toccando il femminismo, la bufala del gender, le unioni civili e i diritti civili.

Un confronto brillante, dialetticamente stimolante, intellettualmente corretto e profondamente commovente dal punto di vista umano. Una gioventù curiosa, attenta e scevra di pregiudizi.

E poi tanta voglia di essere considerati esseri pensanti e non pesci da allevamento da pasturare di nozioni. Essendo io abituata alla formazione post universitaria e a quella aziendale, ho imparato quanto possa essere diverso l’approccio nell’erogazione dei contenuti. Amo il confronto, non sto seduta dietro la cattedra e li faccio discutere tra loro.

Ho raccolto le confidenze di una ragazza oppressa dalla nonna e dalla mamma ultra cattoliche che è costretta ad andare alla messa, di un ragazzo che ha un amico gay che si vergogna di dirlo e voleva sapere come si fa a dirlo (ovviamente la storia dell’amico mi ha convinta meno di niente).

Hegel l’abbiamo rimandato all’ora successiva (del resto ero in supplenza), ma è stata una di quelle lezioni che rimarranno nella mia memoria. E credo, senza falsa modestia, anche in quella dei ragazzi della V C.

bufala gender

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  1. Auguro ai miei figli tanti professori che li sostengano nel loro essere esseri pensanti.
    E anch’io confido nelle nuove generazioni, specialmente dopo aver capito di essere circondata da genitori terrorizzati dal “gggender”.

  2. io insegnavo scienze quindi questi argomenti per me erano un passaggio obbligato del programma (per me, naturalmente, non che fossero indicati nei programmi ministeriali). Da quando è uscito, nel lontano 1993, ho sempre fatto vedere a scuola il film “Fragola e Cioccolato” di Gutierrez e da lì sono sempre scaturite discussioni molto interessanti. Puoi ben immaginare che allora anche le famiglie avessero un approccio abbastanza diverso da quello odierno, ma non voglio essere ottimista nel generalizzare, e anche le confidenze stimolate da questi discorsi hanno portato alla crescita di persone libere che oggi vivono serenamente la loro omosessualità in famiglia e fuori. I tuoi alunni sono molto fortunati!

  3. Sabrina dice

    Mi fa arrabbiare pensare che un confronto del genere sia solo frutto del caso.. ma sono felice che sia successo! 🙂

  4. cioè, tu insegni! moltissimi cuori! il mondo è tornato a essere bellissimo, anche stamattina.
    W il ragionamento selvaggio, gli stimoli fuori programma, il confronto sempre, anche nelle ore curriculari.
    Le giovani testoline sono quasi sempre le più belle, gli insegnanti veri innanzitutto insegnano a non avere paura di usarle.

  5. Giulia dice

    “E poi tanta voglia di essere considerati esseri pensanti e non pesci da allevamento da pasturare di nozioni”: è vero, anche mia mamma, che insegna alle medie, dice la stessa cosa. La maggior parte vuole confrontarsi, essere considerata adulta, avere una persona che li ascolta mettendosi al loro livello. Bravi ragazzi e brava prof! (tu, non mia mamma :D)

  6. Arriverà un momento in cui tutti i bigotti scompariranno dalla faccia della terra, no? Arriverà un momento in cui se una donna diventa Presidente di uno Stato non è un evento eccezionale, ma parte di una semplice normalità?
    Arriverà un momento in cui un omosessuale potrà non dover fare coming out, come se fosse un atto per chiedere scusa di qualcosa?
    Gli insegnanti di religione, a scuola, dovrebbero essere formatori e informatori. Non dei cretini patentati.

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