Nuda veritas
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“Vorrei avere due padri gay”, disse mio figlio

Rientro a casa accaldata, puzzolente e affamata dopo la palestra.

Sono le 14,45 e l’Adolescente è seduto in cucina a pranzare. Saluto, dico qualche bischerata come mio solito e nel mentre lancio la borsa sulla cassapanca. Dall’alto una voce di uomo. Non è dio – non abita qui – bensì Giuseppe (per i nuovi: Giuseppe è il mio ex marito, il padre dei miei figli, il mio nuovo coinquilino e nuovo amico della mia fidanzata) che mi tuona:

-Tuo figlio deve dirti una cosa

Inghiotto e con la calma Kungfuica che mi deriva dall’aver visto tutti i Kungfu Panda, compresa la serie TV, mi approccio all’Adolescente cercando di non fissarlo troppo negli occhi, affinché non si senta aggredito. Cerco di capire cosa deve dirmi.

Probabilmente lui, pur avendo nelle nari l’odore del pesto (sì, pure ieri – che non ho fatto in tempo a cucinare altro) fiuta l’odore della tensione che mi sale quando mi attanaglia l’ansia.

-Che succede? Che devi dirmi?

-No, niente

-Papà ha detto che devi parlarmi

-No, io no. Se vuole te lo racconta lui

-Vorrei lo raccontassi tu, no?

No, poi tu esageri…

Penso che se lui pensa che io sto pensando di esagerare faccio bene a pensar male. Sento l’ansia che sale alle ginocchia.

-Esagero coosaa?

Cedo, ansia arrivata alla pancia. Urlo a Giuseppe dal piano di sotto, come pretende la portinaia che si è impossessata di me.

-Giuseppe, mi vieni a spiegare che succedeee?

Giuseppe scende. Serafico. Si siede sulla panca in cucina e inizia a parlare lentamente.

-Allora. È successo che, mentre lui tornava a casa da scuola con la bici, in pratica, una macchina non si è fermata allo stop…

A me prende un colpo, l’ansia scatta direttamente al miocardio, al tuocardio e pure al cardio delimortaccisua.

-Oddio? Come una macchina…lo stop…cazzo”

e rivolta all’Adolescente

-Ti ha investito?! Stai bene?! Che ti fa male?! Ma com’è successo??!

L’ansia ha vinto.

Giuseppe inizia a parlarmi, per tutta risposta, come farebbe a una nonnina rincoglionita; a un ritmo talmente lento che farebbe andare fuori di testa tutti i santi del calendario.

– No, allora. STAI C A L M A. See fai parlareee, posso raccontarti per beeenee cooosa è successooo

ANSIA MIA FATTI CAPANNA. Insorgo con un disperato:

-Ce la fai a dirmi le cose, insomma!?

A cui lui risponde:

-Certoooo, ma tuuuuu, prima, STAI CALMA.

STAI CALMA?! A quel punto divento la furia alata spara bile. Mi spuntano le spine, le squame, le ragnatele, le cattiverie e le doppie punte al pancreas. Ma si può trattare così una madre spaventata?! Chiunque sa che se parli a una persona spaventata come se fosse un minus habens sei almeno consapevole di attivare un conflitto epico, una roba che in confronto le guerre puniche erano scaramucce amorose.

Prendo e salgo le scale in preda all’ira funesta che se addusse infiniti lutti agli Achei, figurati ai miei familiari. Cerco di calmarmi saltando gli scalini a gruppi di due, ma cedo e sbotto a piangere dallo spavento.

Dopo un po’ arriva su l’Adolescente. Segue dialogo.

-Certo, mamma, te ti preoccupi sempre troppo! Te lo avevo detto che esageri!

-Esagero?! Ne riparliamo quando sarai madre!

-Mamma, sono un maschio!

-Appunto, allora morirai senza saperlo

-Ma dai, quando l’ho detto a papà, lui ha commentato solo “l’importante è che non ti abbia investito e che tu non ti sia fatto male” ed è andato su. Ma te invece fai sempre queste tragedie! Madonna, mà’, eh!

Io lo guardo allibita, capendo che non capisce e argomentare è inutile. Lui rincara la dose.

-Oh, mamma, dai! Non sei te, eh. Anche la mamma di SegueNome si agita per nulla. Avrai ragione te, sarà una roba di mamme! Certo che…[pensa un attimo]…Pensa i figli di due mamme! T’immagini che roba! Poverini, con due aquile spaventate! Tipo te e Manu! Anzi, se la chiami a Stoccolma non le dire nulla, che poi si agita pure lei! Io ho deciso, nella prossima vita voglio due padri! Altrochè!

Ride, il malvagio. Mi abbraccia come si farebbe con un interlocutore un po’ tardo con cui non si ha speranza di entrare in comunicazione e se ne va.

Io rimango davanti al bagno, impalata come un’oliva in bilico su un Martini, ma senza la consolazione di tuffarmi nell’alcol.

Sipario.

genitori gay

 

 

18 Commenti

  1. Il post è divertentissimo!
    Ma secondo me lo fa apposta, chiede l’impossibile sapendo che non puo’ averlo! 😛

  2. A me è capitato il padre iperprotettivoansioso (livello: respirio io per te che l’aria potrebbe essere inquinata), fidati è molto ma molto peggio di una madre ansiosa!

  3. In tutto questo, mi viene da chiederti: ma che davvero? stai andando ancora in palestra? non hai abbandonato dopo due giorni??? 😉
    :*

  4. Te lo devo confessare, Veronica, ho riso di gusto leggendo la tua storia. E sto ancora sorridendo. Perché hai un modo di raccontare vicende casalinghe, molto intime e al tempo stesso comuni ai nuclei più diversi, spassoso, dissacrante e comunque attento agli umori di tutti i protagonisti coinvolti.

    E così, scatta l’immedesimazione, anche se vivo una vita diversa dalla tua – tanto per dirne una, non ho figli, per fortuna loro 😉 – e ti senti l’ansia salire alle ginocchia, prendere possesso della pancia e uscire in svariate forme, il più delle volte esilaranti agli occhi di chi assiste alla scena.

    Bellissimo! Grazie.

  5. Tutto è bene quel che finisce bene. A parte il Martini, sai che io consiglio sempre una tequila. Va giù in un botto e dopo poco ti fa dimenticare tutto. Fidati!

  6. Vorrei precisare che dietro al sipario, si è svolta anche la seconda parte di questa bellissima vicenda. La bestia squamosa, appena appena placatasi dall’ansia, ma evidentemente già preda degli effluvi di quell’ipotetico (?) Martini, mi chiama.
    Da Stoccolma quindi, ignara di ciò che stesse accadendo, e senza avere il “cucciolo” sott’occhio,
    sento una voce affannato-indispettita che, farfugliando, lamenta il fatto che “bicicletta-Ariele-MacchinaNonSiFermallostop-Giuseppe-ci-ha messo-mezz’ora ad arrivare al punto”.
    Il che si è tradotto in una replica della scena descritta nel post, con mia supplica in svedese stretto (a Odino fischiavano le orecchie), di ARRIVARE AL PUNTO!
    Ciao, io vado a cercare due padri gay con Ariele, Brita e il mio amico Giuseppe.

  7. IL PINZA dice

    Sai quante volte sono andato a sbattere contro auto in corsa in bici mentre andavo a scuola? E senza dire niente ai miei…
    Cmq anch’io sono ansioso con i figli, non è roba da madri…

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