Nuda veritas
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Expo Sposi e coppie omosessuali – vi racconto come hanno accolto noi, coppia di lesbiche

Ieri io e Manu ci siamo imbucate a Expo Sposi a Lucca. Ammetto che aspettavo questo momento dall’approvazione delle Unioni Civili. Il mio lato antropologo voleva controllare, insieme al mio lato marketing imbruttited, come avevano reagito gli operatori del settore wedding di fronte a questa nuova, importante, fetta di mercato: noi omosessuali.

Versatevi un caffè, che vi racconto.

All’ingresso, Manu e io, accompagnate da Margherita – ho una figlia settenne che adora gli abiti da sposa – siamo state accolte da una torre di palloncini dalla forma fallica che ci ha un po’ inquietate, ma abbiamo proseguito senza farci scoraggiare. Che poi magari il senso era  volutamente un “Ti sposi?” “Sticazzi”.

Dicevo.

L’Expo Sposi a Lucca si svolge nel Real Collegio, un immobile storico davvero affascinante, con un chiostro interno e diversi piani da percorrere. In cima alla prima rampa, proprio in punta di scalino, senza nemmeno aver il tempo di ingoiare il pezzo di pleura che mi è salito in bocca, una giovane donna ci placca e ci porge un catalogo di abiti da sposa, chiedendoci:

“Ciao, vi sposate?

“Sì”

“Allora vi lascio il volantino”

Già la domanda mi lascia perplessa. A parte gli antropologi marketing imbruttited, si presume che se di domenica mattina, con ancora tracce di brioscina nei denti, t’infili in una fiera dedicata al wedding, tu sia interessato a firmare la fine della tua libertà in accordo con il tuo partner.

Incassiamo il depliant e proseguiamo ruminando i nostri dubbi. E i resti di brioscina. Veniamo quindi catturate da un’agenzia viaggi che ci domanda:

“Chi si sposa delle due?”

“Ehm, entrambe…”

“Ma senti ganze, non mi era mai capitato di conoscere due donne che si sposano insieme”

Manu e io ci guardiamo perplesse, Margherita se la ride sotto i baffetti. La conversazione procede.

“Allora, ditemi un po’ cosa vi piacerebbe fare, il periodo e le vostre abitudini. Ah, dimenticavo, ma fate insieme solo la cerimonia o anche il viaggio?”

A me scappa da ridere. A Margherita scappa la pipì. A Manu la pazienza. Ma riesce a giocare la carta ironia.

“Senti, amore, che dici, ci sposiamo ma poi il viaggio lo facciamo ognuna per sé? Potrebbe essere un’idea innovativa, no?”

A quel punto la signora si rende conto che siamo una coppia. Diventa rossa, si scusa per le gaffe e c’illustra diversi itinerari, le proposte e si dimostra affabile e simpatica.

La scena si ripete pressoché invariata agli stand dei fotografi, a quelli delle bomboniere e così via.

Di tutti gli operatori presenti NESSUNO si è rivolto a noi come fossimo una coppia, ma TUTTI come fossimo due amiche (di cui almeno una è la sposa).

Di tutti i form che ci hanno fatto compilare per inviarci materiale informativo, newsletter e roba varia NESSUNO aveva la dicitura neutra “Spos*” o “Spos_” in modo che l’ultima vocale potesse essere compilata a mano a seconda che davanti ci fosse una coppia etero, lesbica o gay.

Nessuna decorazione da torta con le due spose o i due sposi. Sempre e solo “Sposa e Sposo – Lui e Lei – Mr & Mrs”.

Poi, business is business:  appena si accorgevano del fraintendimento si scioglievano in sorrisoni affettuosi e partecipi, qualcuno si è anche lanciato in accalorate discussioni PRO matrimonio egualitario.

Manu ed io siamo uscite da Expo Sposi con un po’ di tristezza e con 54 cataloghi, la maggior parte doppioni, visto che ci hanno trattate da singole e non da coppia.

C’è ancora molto da fare, ma io sono ottimista.

 

unionicivili-exposposi

 

 

 

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  1. L’argomento mi interessa molto. Faccio parte di un team che sta lavorando ad un progetto legato alla creazione di bomboniere creative solidali e avremmo intenzione di rivolgere la nostra attenzione anche al mondo delle coppie omosessuali. Mi farebbe piacere avere la tua opinione. Posso scriverti in privato? Grazie. 🙂

  2. conosco due wedding planner che da tempo organizzano cerimonie e feste per sposi dello stesso sesso, probabilmente i fornitori di servizi non diretti da queste menti illuminate hanno bisogno di un rodaggio un po’ più lungo dell’iter della legge, bisogna portar pazienza… per quanto mi riguarda, visto che creo a mano album biglietti d’auguri, ecc, posso dirti che nessun produttore di materiale per scrapbooking si è ancora adeguato… Per due amiche che si sono sposate ho fatto questo biglietto, modificando un timbro che avevo http://claudialand51.blogspot.it/2016/02/card-per-il-matrimonio-di-due-amiche.html …quando fiuteranno l’affare si sveglieranno tutti…peccato perdere l’occasione di essere sul pezzo 🙁

  3. Ciao!!! Sono Ilaria, una delle wedding planner citata dalla cara Claudia Landoni qui sopra, e vi rincuoro: come me ci sono altri colleghi “illuminati” 😉
    Ho letto con interesse la vostra (dis)avventura alla fiera di Lucca e posso immaginare il vostro stupore di fronte a tanta ignoranza e supponenza. Personalmente da diversi anni, anche prima dell’approvazione della legge, mi sono sempre rivolta, anche nella comunicazione, alle coppie in quanto tali, senza specificare e diversificare i servizi precisando quali fossero per coppie etero, gay, lesbiche…gl* spos* sono spos*, mi sembrerebbe una ghettizzazione specificare che ci sono servizi per matrimoni gay o che io sono “anche” una wedding planner per gay!! Sono una wedding planner, e mi pare evidente che qualsiasi coppia si possa rivolgere a me e possa essere trattata nel migliore dei modi.
    Coraggio ragazze….e tantissimi auguri per le vostre nozze!
    Ilaria

  4. Silvia dice

    Non penso che sia soltanto “business is business”.
    Conosco gente di merda che, capito il fraintendimento, non avrebbe avuto remore a mostrare disprezzo o comunque contrarietà.
    Se queste persone vi hanno istintivamente trattate da amiche e non da coppia forse è solo (ancora) per abitudine… o perché in percentuale è (ancora) più probabile fare una gaffe prendendo per coppia due amiche piuttosto che il contrario. Se poi si sono dimostrati affabili e simpatici, bene così, dai…
    Siete delle pioniere ragazze, grazie a voi le coppie di spose del futuro saranno considerate la normalità.
    Intanto, tantissime congratulazioni!!
    Io mi sono sposata a giugno e ve lo dico: il periodo dei preparativi è una figata. Una enorme, tremenda, infinita, stancante, surreale figata. Godetevela 🙂

  5. Lenny dice

    In venti giorni ho partecipato a due unioni civili..io sono fissata con i biglietti, mi piace sempre scrivere un augurio di accompagnamento. 3 negozi e manco uno straccio di biglietto che non sia indirizzato a lui+lei.. che tristezza..

    • Silvia dice

      Bene se può essere utile a qualcuno. Ma d’altro canto… ci devono essere un gay wedding e un etero wedding? Non va bene un wedding e basta?! No perché immagino che una sposa lesbica voglia le stesse identiche cose che ho voluto io: una bella location, un buon catering, fiori everywhere, una torta favolosa, e un viaggio di nozze fighissimo, il tutto possibilmente senza fare un mutuo trentennale. Ognuna con i suoi gusti ovviamente… che credo siano indipendenti dall’orientamento sessuale.

  6. Io ormai sono anni che non do più per scontata l’eterosessualità dei miei interlocutori, però in questo caso spezzerei una lancia a favore dei wedding planner: le unioni civili sono storia recente, purtroppo, e loro fino all’altro giorno avevano come unico target le coppie etero. Ci può stare che questo target se lo siano immaginato in un certo modo: è proprio questo il lavoro del marketing. Poi certo, hanno la colpa di non essere stati pronti a cogliere immediatamente le nuove opportunità di business. 🙂

  7. Laura Marocchi dice

    Io e mia moglie ci siamo sposate questa estate in America. L’abito l’abbiamo preparato qui a Verona e la sarta cui ci siamo rivolte è stata bravissima. Alla nostra visita ci ha presentato tutti gli abiti che si adattavano ad essere usati assieme come stile e proponendo le modifiche per usare lo stesso tessuto e il resto. In Italia non abbiamo organizzato altro per ora ma in effetti chi ci ha fatto il regalo ha avuto problemi a trovare anche solo i biglietti. Invece in viaggio di nozze a san Francisco abbiamo trovato i biglietti per quando si sposano due donne, due uomini, per la festa delle mamme e dei papà, per gli anniversari e u fidanzamenti. Ero tentata di comprarmene una dozzina per gli anni futuri.

  8. Vorrei portare la mia testimonianza: siccome Vero ha fatto sì, in modo fintamente casuale, che fossi io a lasciare il mio numero di telefono, registrarmi a newsletter e a viaggi a Pietrelcina con annesso acquisto di piumoni e batterie di pentole, mi sono ritrovata in un gruppo whatsapp caratterizzato da una pioggia di vezzeggiativi, cuoricini, emoticoncine e tanta dolcezza.
    Roba da far desiderare di essere aggiunte ai gruppi whatsapp di mamme di tutte le scuole della Toscana.
    Grazie Amore Dolce e Cuoricioso! (Si accettano suggerimenti per adeguata vendetta, anzi “vendettina”)

  9. Appena capiscono il nuovo giro di cash, saranno i primi a spingere per proporre i matrimoni più belli non etero, vedrai…

  10. Michela dice

    Ciao Veronica
    a Bologna c’è e con tanto di megacartelloni per la città, Contemporary wedding, e li tutte le variabili sono contemplate… Ma per chi come noi esce da un matrimonio, si ha proprio così il coraggio di buttarsi dentro un’altra simile avventura? Oddio, io ci penso dal primo giorno, ma solo perché sono un’inguaribile romantica…

  11. Concordo con quanti prima di me hanno definito “il tempo” come la principale causa delle varie gaffes nei vostri confronti. Per la maggior parte delle persone, manca ancora l’automatismo e quel “freno” che consenta di capire a priori chi si ha di fronte (la gaffe della prima è spaziale).
    Il marketing, mi insegni tu che sei del mestiere, si adegua al mercato (arrivo da una vacanza negli USA dove invece il marketing spesso previene il mercato, ma è un’altra storia). E il mercato per adesso è ancora un po’freddino, probabilmente.
    Avrei voluto essere collegato in webcam con voi e vedere tutte le vostre reazioni, ci sarebbe stato da ridere!

  12. Claudio dice

    Io invece ho avuto nella stessa occasione l’esperienza opposta. E lavoro nel marketing anche io…. 2 uomini senza donne nel raggio di 3 metri all’expo sposi NON possono essere altro che gay.
    Nessun equivoco. Sorrisi a profusione.. “chè noi siamo moderni…” e vabbè “ma alla fine anche un’unione civile è un matrimonio no??”
    Gran carinerie. Biscottini… battute del genere “ma siete voi a dover spiegare a noi come si organizza una festa da favola!…” e la strana malcelata tendenza a offrirci sempre la soluzione più costosa 😉
    Business is business baby.

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