Nuda veritas
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“Prendi una mela, bella bambina” – Di educazione alimentare e altre sconcezze

La seriosità mi tiene a debita distanza da sempre. Ci guardiamo con sospetto perché lei mi trova eccessiva, io la reputo la madre della Noia e diffido di chi non sa ridere.

Questa debita, quanto inutile, premessa che mi ero ri-promessa era solo il cappelletto introduttivo della mia pausa pranzo. Pausa che ho condiviso con Margherita e la sua amica A., dopo averle prese a scuola e aver preparato loro degli ottimi ravioli al pomodoro. Che già per questo mi meriterei un pat pat pure se erano ravioli presi pronti al banco della gastronomia e il sugo di pomodoro l’ho preparato in treseconditre.

Ho poi proposto alle soavi fanciulle un’insalata mista, dei funghi trifolati, degli spinaci e, a fine pasto, della frutta fresca.

A quel punto la mia settenne ha deciso che fosse l’ora di esternare pubblicamente il suo disappunto per la mia cucina che, a suo dire, risente un po’ troppo della mia vocazione salutista e della pessima abitudine che ho di proporre sempre frutta a merenda e a fine pasto.

La cosa imbarazzante è che, a suffragio della sua tesi, ha tirato fuori questa storiella qui sotto che avevo raccontato un paio di sere prima per giustificare il mio sgarro alla dieta.

Eravamo a cena tutti insieme, Giuseppe aveva cucinato nonmiricordocosa fritto e io avevo ceduto al profumo e all’aspetto invitante e me ne ero abbuffata un bel po’. Manu mi aveva fatto notare che avevo giurato che avrei mangiato solo mele a cena, Brita e Ariele avevano riso.

Per giustificarmi avevo commentato così:

“Avete presente la storia di Biancaneve? Da cosa muore avvelenata? Da un tramezzino? No. Da una fetta di pizza? No. Muore avvelenata da una mela. Cosa c’insegna, quindi, la morale della fiaba? Che se puoi scegliere tra una mela e qualcosa di più sfizioso è meglio che tu scelga la seconda opzione.”

Ovviamente non avevo calcolato la paraculaggine figliesca e la lingua lunga di Margherita che oggi, alla mia proposta di mangiare una mela, s’è rivenduta la mia battuta con un tagliente:

“Mamma, ti ricordi la storia di Biancaneve che muore avvelenata dalla mela? Non ti sembra più opportuno darci del gelato?

Ciao. Vado ad ordinare cianuro per la mela cotta di stasera. Voi ricordatevi di non parlare con i vostri figli senza prima aver consultato un penalista.

strega-con-mela

 

20 Commenti

  1. Qui è complicato preparare un contrattacco a causa della paraculaggine. Si puo’ sempre citare Forrest Gump e la scatola di cioccolatini, non sai mai quale ti manderà a ca… ahem…

  2. mela dice

    ahaha impaa in fretta! comunque la frutta non va mangiata a fine pasto ma lontana dallo stesso perchè provoca problemi digestivi in quanto se abbinata ad altri cibi deve adattarsi a diversi ritmi digestivi e fermenta

  3. Suzi Jenkins dice

    La frutta a fine pasto mai. Ma Biancaneve viveva sotto un roccia? Nel bosco? In una casa senza wifi? Con gente magari che si ricavava tutti i giorni a 3km sotto il suolo della terra???? Senno quella mela post-pranzesca l’avrebbe rifiutata.

  4. Sapevo già come andava finire, con i figli bisogna stare attenta a parlare. Si ricordano tutto, anche quello che ti sei dimenticata e il guaio è che loro hanno anche testimoni da portare. 🙂

  5. Adriano dice

    Tu figlia a volte fa davvero paura 😀 Non oso immaginare come sarà a 18 anni ahahahah

  6. Qualche settimana fa ho letto sul giornale di rimini di un padre che ha tipo litigato col figlio adolescente, infliggendogli una punizione tremenda tipo sequestrare il cellulare per due ore, e il figlio per vendetta è andato dai carramba a denunciare il padre che teneva della marijuana in casa.
    Per dire.

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