Mese: ottobre 2016

Pedagogia creativa – educarsi ed educare ridendo

Siamo una famiglia di buffoni, pagliacci, improvvisatori. Sicuramente l’azione che compiamo più spesso è ridere, anche se pure con gli abbracci andiamo forte. È il nostro modo di bilanciare le facce grigie che incontriamo ogni giorno. Non siamo una famiglia perfetta, ma siamo una famiglia felice. E questa felicità non è frutto della fortuna, ma dell’impegno, della costanza, dell’amore, della competenza e del mazzo che ci facciamo da 14 anni. Dapprima Giuseppe ed io. Poco dopo si è aggiunto Ariele, poi Margherita. Anni fa, Giuseppe e io ci siamo separati e i miei figli hanno sempre conosciuto le donne con cui sono stata, passando per la convivenza con Nina e sua figlia Ita e una nuova separazione. Oggi (e speriamo a lungo) c’è Manu, che non è solo la mia fidanzata, ma è diventata un punto di riferimento affettivo molto forte anche per i miei figli. Nonostante la fatica, i momenti di crisis, gli abbandoni, i traslochi, i cambiamenti repentini, abbiamo mantenuto un tono leggero, senza per questo nascondere dolore e lacrime. Anzi, grazie alla consapevolezza emotiva e molta empatia, siamo riusciti …

La lesbica stalker – nota anche come Etero Converter

Qualche giorno fa (sì, come sempre nella mia concezione temporale, può essere l’altro ieri o 26 anni or sono) ho pranzato con la mia amica Simona. E così, tra una chiacchiera e un boccone di riso venere (che sia messo agli atti che il riso venere sarà anche buono, ma si appiccica ai denti) Simona mi ha raccontato questa storia qui, a dimostrazione che puoi essere donna, uomo, etero, omo e bisessuale – ma che se nasci bischer*, mori bischer*. Simona si occupa di comunicazione, nella fattispecie di comunicazione politica e un bel giorno (oddio, a dire il vero non lo so se il giorno fosse bello davvero, mi è venuto così; sforziamoci di pensare che lo fosse) riceve l’invito a pranzo dalla segretaria di un politico. Simona accetta. In buona fede, l’aveva fatto altre volte. Questa volta, però, commette un errore fatale, ignorando il primo segnale della Lesbica Stalker – detta anche etero converter: il cambio di ristorante. Non il solito bar caotico, ma un posticino più riservato, con meno chiasso. Si siedono, ordinano e …

“Vorrei avere due padri gay”, disse mio figlio

Rientro a casa accaldata, puzzolente e affamata dopo la palestra. Sono le 14,45 e l’Adolescente è seduto in cucina a pranzare. Saluto, dico qualche bischerata come mio solito e nel mentre lancio la borsa sulla cassapanca. Dall’alto una voce di uomo. Non è dio – non abita qui – bensì Giuseppe (per i nuovi: Giuseppe è il mio ex marito, il padre dei miei figli, il mio nuovo coinquilino e nuovo amico della mia fidanzata) che mi tuona: -Tuo figlio deve dirti una cosa Inghiotto e con la calma Kungfuica che mi deriva dall’aver visto tutti i Kungfu Panda, compresa la serie TV, mi approccio all’Adolescente cercando di non fissarlo troppo negli occhi, affinché non si senta aggredito. Cerco di capire cosa deve dirmi. Probabilmente lui, pur avendo nelle nari l’odore del pesto (sì, pure ieri – che non ho fatto in tempo a cucinare altro) fiuta l’odore della tensione che mi sale quando mi attanaglia l’ansia. -Che succede? Che devi dirmi? -No, niente -Papà ha detto che devi parlarmi -No, io no. Se vuole te lo …

Margherita, il dibattito storico politico, e il marketing paraculo

Brita (Margherita). Mia figlia. A volte un alieno. Altre la reincarnazione di qualche vecchio saggio. Qualche episodio tratto dalla giornata di ieri. E poi si stupiscono quando dico che dovremmo installare delle telecamere fisse, qui nella Comune, giusto perché la mia narrazione non può rendere l’idea – se non in modo parziale – di ciò che accade qui dentro. Episodio numero uno. Ora di pranzo. Io e Brita a tavola. Lei mi chiede cos’è l’Isis, che rapporto ha con la Siria e con noi, il senso delle religioni monoteistiche, cosa sono le lotte di potere, che cos’è l’aborto, del perché volevano eliminare questo diritto in Polonia e se le donne sono più forti degli uomini quando lottano insieme, qual è l’età giusta per avere un figlio, del perché in Italia la maggior parte delle mamme dei suoi coetanei è più vecchia di me (sì, purtroppo ha usato vecchia), e il perché i nostri capi non aiutano le donne che vogliono figli da giovani a farli prima, ma che lei forse non ne vorrà perché dovrà badare agli animali trovatelli …

L’amore a distanza e mostri notturni

Mi giro nel letto e non riesco a dormire. Allungo un braccio e sento un cuscino liscio, morbido, disabitato. Cambio fianco, ma il materasso mi respinge, non mi avvolge, mi odia pure un po’, secondo me. Sbuffo, mi avviticchio e mi contorco nel piumone che mi abbozzola. Caldo. Provo a mettere un piede fuori dal bozzolo e lo lascio fluttuare nel vuoto. Penso a quanto da piccola mi terrorizzasse questo gesto e lo tiro su, pensando che forse il pensiero del mostro che vive nel buio è reale e non una fantasia dell’infanzia. Il mostro ha solo cambiato aspetto. Gli anni sono passati anche per lui, ha modificato un po’ le apparenze, adesso fa meno paura, è solo dispettoso e mi provoca insonnia buttando ragnatele di pensieri aggrovigliati nella mia testolina e rendendo scomodo il materasso. Ci sono notti in cui mi sembra di essere sdraiata a pancia in giù sul greto di un fiume in secca. Penso che il cambiamento sia diventato una costante degli ultimi 15 anni della mia vita. Penso alla solitudine, agli …

Expo Sposi e coppie omosessuali – vi racconto come hanno accolto noi, coppia di lesbiche

Ieri io e Manu ci siamo imbucate a Expo Sposi a Lucca. Ammetto che aspettavo questo momento dall’approvazione delle Unioni Civili. Il mio lato antropologo voleva controllare, insieme al mio lato marketing imbruttited, come avevano reagito gli operatori del settore wedding di fronte a questa nuova, importante, fetta di mercato: noi omosessuali. Versatevi un caffè, che vi racconto. All’ingresso, Manu e io, accompagnate da Margherita – ho una figlia settenne che adora gli abiti da sposa – siamo state accolte da una torre di palloncini dalla forma fallica che ci ha un po’ inquietate, ma abbiamo proseguito senza farci scoraggiare. Che poi magari il senso era  volutamente un “Ti sposi?” “Sticazzi”. Dicevo. L’Expo Sposi a Lucca si svolge nel Real Collegio, un immobile storico davvero affascinante, con un chiostro interno e diversi piani da percorrere. In cima alla prima rampa, proprio in punta di scalino, senza nemmeno aver il tempo di ingoiare il pezzo di pleura che mi è salito in bocca, una giovane donna ci placca e ci porge un catalogo di abiti da sposa, …

“Prendi una mela, bella bambina” – Di educazione alimentare e altre sconcezze

La seriosità mi tiene a debita distanza da sempre. Ci guardiamo con sospetto perché lei mi trova eccessiva, io la reputo la madre della Noia e diffido di chi non sa ridere. Questa debita, quanto inutile, premessa che mi ero ri-promessa era solo il cappelletto introduttivo della mia pausa pranzo. Pausa che ho condiviso con Margherita e la sua amica A., dopo averle prese a scuola e aver preparato loro degli ottimi ravioli al pomodoro. Che già per questo mi meriterei un pat pat pure se erano ravioli presi pronti al banco della gastronomia e il sugo di pomodoro l’ho preparato in treseconditre. Ho poi proposto alle soavi fanciulle un’insalata mista, dei funghi trifolati, degli spinaci e, a fine pasto, della frutta fresca. A quel punto la mia settenne ha deciso che fosse l’ora di esternare pubblicamente il suo disappunto per la mia cucina che, a suo dire, risente un po’ troppo della mia vocazione salutista e della pessima abitudine che ho di proporre sempre frutta a merenda e a fine pasto. La cosa imbarazzante è che, a …

La mamma perfetta, la lesbica perfetta ed altre cazzabubbole mentali

Ieri sera, mentre accompagnavo Brita a dormire, le ho lanciato una domanda a bruciapelo (che sia messo agli atti che avevo scritto Stavo mettendo a letto, poi ho ragionato sul fatto che tra poco è alta come me e non è più il caso di utilizzare certe espressioni, quindi ho modificato). Una domanda che mi è sgusciata dalla bocca ancor prima che potessi riflettere sull’opportunità di porla. Stava lì, a metà della scaletta del suo letto a castello di piccola principessa, e io le ho chiesto se mi avrebbe scelto come mamma. Così. A freddo. Quelle domande che le formuli e poi ti penti appena il fiato è uscito di bocca. Tipo andare dalla fidanzata e chiedere “Mi hai tradita?” “Hai un’altra?” O ancor peggio: “Ti vedo nervosa, hai il ciclo?”. Quel genere di domande che, insomma, le butti lì e lo stomaco ti si contorce all’idea che probabilmente la risposta ti farà male, malissimo. Lei invece non ci pensa neppure un attimo, si gira, allarga gli occhi e la bocca in un sorriso. “Oh, mamma. Che tenera …