Nuda veritas
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Lesbiche con figli: un surrogato di guai?

Uno dei motivi che mi ha spinto ad aprire questo blog, ormai quasi tre anni fa, era quello di raccontare la mia storia soprattutto a beneficio di chi si trovava nella non facile posizione di scoprirsi/accettarsi omosessuale con coniuge e/o figli all’attivo.

All’epoca sul web non c’era molto. Ricordo il panico e la paura che ho vissuto io nel momento in cui mi sono innamorata di una donna, nel sentirmi sbagliata e fuori contesto, tagliata fuori sia dalla comunità etero, di cui fino a quel momento avevo fatto parte, ma anche da quella LGBT che guardava con sospetto una donna che si affacciava nel magico mondo arcobaleno alla soglia dei trentanni, portando con sé un matrimonio da chiudere e due bambini.

La mia intuizione si è rivelata giusta, tant’è che tutt’oggi ricevo moltissime mail da chi si trova spaesato nell’affrontare una consapevolezza così sconvolgente con una vita adulta già ben strutturata. Non ho mai offerto consigli, ho solo raccontato la mia esperienza, la mia normalità nella diversità, il pacato ottimismo nei confronti della vita e i cambiamenti che siamo chiamati ad affrontare.

In questi anni il web si è arricchito di altre testimonianze e di altre voci. Speravo, quindi, che anche il tabù della lesbica non pura, anche detta lesbica tardiva – fosse stato smantellato.

Ma. De. Che.

Durante il mio girovagare su uno dei tanti gruppi LGBT mi sono imbattuta nel post di una donna che domandava alle iscritte se avrebbero mai accettato una relazione con una madre lesbica.

Alla lettura di alcuni commenti mi si è guastato il sangue. Leggevo e pensavo: – ok, la gente dà il peggio di sé, soprattutto quando è coperta da nomi fake e dalla distanza imposta dal mezzo; – ok, guarda c’è anche chi commenta in modo carino, anche se parla di questa donna come se una madre fosse un cucciolo da salvare; – ok, guarda questa che scrive che sì, ci uscirebbe solo a patto che la compagna mettesse per iscritto che non ha più alcuna interazione con l’ex marito; OK. OK.

Ok. Anche sticazzi.

Facciamo ordine. Premesso che ognuno ha diritto di pensare quel che crede ed esternarlo come riesce, vorrei portare sul banco del mercato anche queste mie riflessioni.

Non sono mai riuscita a capire per quale motivo una madre che, con figli e marito, decide di chiudere il proprio matrimonio, fare coming out e cercarsi una compagna venga spesso percepita o come una disgraziata confusa o una pruriginosa viveuse che, una volta soddisfatta la perversione del momento, tornerà dall’amato coniuge. Sappiate che costa molto meno fatica – ed è anche socialmente più accettato – mettere le corna in silenzio o in tacito assenso.

Vi vengo incontro: poniamo che un genitore – maschio o femmina non importa, importa quanto una persona sia coinvolta nella genitorialità – sia più impegnativo rispetto a un’anima errante senza figli. Ovviamente per il partner di un genitore c’è meno improvvisazione, la possibilità che qualche fine settimana salti o qualche vacanza vada in fumo perché i bambini si ammalano, la certezza della recita di fine anno e altre robe che caratterizzano la vita di chi ha figli.

Ma chi invece è assorbito dalla carriera? Chi fa volontariato? Chi ha un genitore da accudire? Chi ha un allevamento di procioni? Siamo davvero così sicuri che le vite di chi non ha figli siano così easy e costellate solo di aperitivi e serate sul divano? Soprattutto, mi spiegate cosa spaventa tanto del rapporto con l’ex marito? E di quale esclusività avete bisogno, da temere che l’amore per un figlio oscuri l’amore per voi?

Mi spiace, perché so quanto quelle risposte possano ferire e aumentare quel senso di inadeguatezza e confusione di chi si sente sbagliato e preda dei sensi di colpa.

E poi, beh, poi non sapete che vi perdete. Perché le mamme lesbiche in genere cucinano benissimo e sanno guidare il trattore mentre aspettano di stendere la lavatrice.

[[Mo’ fate un po’ come vi pare.]]

lesbo mamma

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  1. Da due anni e mezzo sto con una “lesbica con figli da relazione etero”, separata in casa, e distante geograficamente… Ovvio che ci sono difficoltà, anche nel progettare. Ma se avessi avuto dei pregiudizi, non avrei incontrato l’ammmoreeee! 🙂

  2. Io invece frequentando il web ho capito una cosa che inizialmente mi ha lasciato amareggiata, poi l ho letta come una conquista: anche tra gay e lesbiche ci sono cretini. Ci sono analfabeti funzionali, ci sono razzisti e omofobi (machetelodicoafa), ma soprattutto persone limitate mentalmente per esperienze non vissute o per formazione o perché gay e lesbiche non sono perfetti. Ti sembrerà la scoperta dell’acqua calda ma ti aiuta a non incazzarti ogni volta che leggi delle bestialità o delle assurdità. Prima c era poco spazio per la narrazione gay soprattutto in Italia e quella rarissima che arrivava attraverso tv cinema libri politica era (quasi) sempre intelligente e sensata. Ora il web amplifica e dá voce talmente a tante persone che…democraticamente compaiono tante voci di gay ottusi o semplicemente stupidotti. Quindi non t arrabbiare. Se è vero che la percentuale di analfabeti funzionali è altissima in Italia ed è anche vero che il numero degli omosessuali è molto più alto di quello che dicono. .. 2+2 tristemente …=4.

    e poi, in base a questa mia conclusione, anche le mamme lesbiche ormai sono centuplicate. Per fortuna!!! Quindi certe cose che scrivono sono doppiamente stupide.

     

  3. Il problema non sono tanto le madri quanto i figli: non a tutte piacciono. Soprattutto perchè non tutte si sentono in dovere di assumersi la responsabilità di accollarsi bambini (o adolescenti) non suoi.
    Semplice.

  4. Silvia dice

    Non sono d’accordo. Credo che non tutte quelle che non hanno figli siano delle superficiali vittime di eterni aperitivi o di una vita basata su una bambinesca giostra delle vanità. Come non credo che chi è genitore debba per forza essere assennato. Credo piuttosto che sia una questione di sensibilità: non tutti amano vivere in una famiglia allargata che non sentono propria e in cui, semplicemente, si sentono a disagio. Interagire per forza con gli ex, poi, penso che non sia gradito a tutti. Ritengo che ognuno abbia degli estimatori e che le madri lesbiche piacciano esattamente come le altre donne. Si tratta solo di trovare persone, ed evidentemente ce ne sono, che si trovano bene in tali situazioni. Per il mio carattere ho capito che non sono tagliata per le famiglie allargate ma sono certa di non condurre neanche la vita dissoluta di una adolescente irrequieta.

  5. Silvia dice

    Ti dirò: ho trovato il senso della vita nell’Amarone della Valpolicella. Ed è notevole come filosofia. È proprio vero: non si può piacere a tutti, ma nel caso delle situazioni sopra citate, più che delle persone è più giusto parlare della vita che ci si trova a condurre. O si è portati o no. Alla fine io sono una solitaria dedita alle cose belle, per lo più inanimate. In bocca al lupo per le strade che imboccherai.

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