Nuda veritas
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Il femminicidio spiegato (?) ai miei figli

Ho scritto il titolo e ho avvertito una morsa alla bocca dello stomaco. Un dolore sordo che mi assale ogni volta che mi accingo a compiere un qualcosa che cozza con quel che sento e penso realmente.

Perché di fatto non è necessario scomodare teorie psicologiche, antropologiche e sociologiche per spiegare cosa spinge un uomo a togliere la vita ad una donna che considera una sua proprietà. E di contro è sbagliato anche definire questi uomini bestie. Non sono bestie. Sono uomini e sono il risultato di una cultura basata sul maschilismo e sul patriarcato. Questa è la radice della misoginia, del femminicidio e anche dell’omofobia.

Spero che, dopo il suicidio di Tiziana Cantone e il caso della ragazzina di Melito Porto Salvo, questo sia più chiaro. Definire bestie questi uomini contribuisce a deresponsabilizzarli.

A casa nostra non si guardano i telegiornali, preferiamo essere noi adulti a fare da filtro, evitanto così immagini brutali, notizie terrorizzanti ed allarmismi sensazionalistici volti solo ad istigare odio e paura.

Sono fiera di aver sempre parlato molto, sia con Margherita che con suo fratello, del fatto che la libertà e la possibilità di scegliere ci elevano al di sopra dello stato ferino e che tutte le relazioni umane debbano basarsi sul rispetto. Di aver raccontato che esistono uomini che considerano le donne come una proprietà e non come una compagna di vita che può decidere di prendere altre strade.

Insisto con lei, perché un domani potrebbe essere una potenziale vittima, ma insisto anche con lui, affinché non diventi mai un carnefice.

La cultura del rispetto s’insegna da piccoli. E riguarda tutti, maschi e femmine.

Sono fiera di leggere schifo e indignazione sui loro volti ogni qualvolta avvertono un sopruso; amo la loro capacità d’intervenire direttamente quando a scuola accadono episodi di bullismo e adoro la loro tenacia nel non essere complici nel silenzio.

Anche Brita, con i suoi 7 anni, sembra aver molto chiaro il concetto di proprietà, quando ieri ha detto:

Mamma, noi non apparteniamo a nessuno. Nemmeno i bambini appartengono ai genitori. Voi ci siete per crescerci ed insegnarci le cose importanti, ma non siamo vostri, siamo persone. Persone piccole, ancora. Ma pur sempre persone.

Spero che i miei ragazzi non dimentichino mai questo concetto.

Se stanotte arriva l’asteroide, sappiate che muoio serena.

femminicidio

 

 

3 Commenti

  1. “la libertà e la possibilità di scegliere ci elevano al di sopra dello stato ferino”.
    Ma come hai scritto giustamente sopra, “Non sono bestie. Sono uomini”. Sono gli uomini che hanno codificato la schiavitù, le guerre, la violenza di coppia e di genere.

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