Nuda veritas
11 Commenti

Quel tempo che non torna

[Ho scritto questo post ieri mattina intorno alle quattro. Poi ho letto del terremoto e il mio cervello si è paralizzato. Di fronte ad una tragedia del genere ogni parola risuona superflua, inutile, stonata. Questo è un articolo che parla del tempo che scorre veloce, della mia incapacità di godere del presente. E ci penso ancora di più, da ieri, agli abbracci che non ho dato, ai momenti sprecati in presunte incombenze che in realtà erano solo una fuga. Penso alle persone che si sono addormentate e poi non si sono più svegliate perché la casa è crollata sopra di loro. Penso ai bambini che si sono addormentati abbracciando il loro peluche preferito e agli adulti che magari, invece, erano andati a dormire arrabbiati sperando ci sarebbe stato il giorno dopo, per fare pace.

Non possiamo prevenire le tragedie né sapere quando toccherà a noi. Ma decidere di non sprecarlo, il tempo, quello sì. Quello possiamo e dobbiamo farlo.]

È stata un’estate strana, questa. Due viaggi, molto tempo per pensare e per rimettere insieme qualche pezzo di coccio – o almeno provarci – un po’ di mare, qualche passeggiata, l’addio (spero) alle sigarette, e un occhio gettato a settembre.

Per me l’anno inizia sempre a settembre, mai a gennaio. E l’estate, a dire il vero, non mi è mai piaciuta. Quando ero adolescente pativo il dover essere trascinata su un altopiano in mezzo al niente mentre tutti i coetanei andavano al mare (e all’epoca abitavo a Lido di Camaiore), da universitaria lavoravo per integrare la borsa di studio; quando poi ho iniziato a lavorare come libera professionista le ferie estive si aggiravano intorno a una settimana o poco più. Quando sei unica signora e padrona della tua sorte è difficile godersi il riposo senza rimorso. Soprattutto a inizio carriera e se di secondo nome fai Ansia.

Ho scoperto con tristezza che fatico a concedermi. Fatico a concedermi il permesso di riposarmi, di fidarmi e di affidarmi. Fatico ad autorizzarmi ad essere felice. Nella vita ho sempre trovato il modo di distruggere e minare le situazioni di quiete e serenità. Come se fossi capace di camminare solo in mezzo alle difficoltà e a rimanere in equilibrio sul terreno franoso. La scrittura mi ha aiutata anche nel fissare qualche tassello a cui aggrapparmi, ma in generale sono e rimango funambola.

Settembre per me è la ripresa, è l’inizio della mia stagione preferita, quella dei rossi infuocati e dei gialli intensi, quelli della natura che rallenta come vorrei essere capace di fare io. È il momento di comprare nuovi quaderni su cui scrivere nuove storie e una scatola di colori per fissare i paesaggi che corrono sempre troppo veloci fuori dai finestrini. [Che mi sono sempre chiesta dove cazzarola corrono gli alberi mentre noi passiamo con la macchina.]

Riprendo con calma, per ora tendo la mano ai libri che mi sono rimasti sul comodino e alle risate con i miei figli, al fare la spesa perdendomi tra gli scaffali e al ritrovato gusto di cucinare, al piacere di un caffè con un’amica o a un pomeriggio trascorso a imparare l’uncinetto per creare dei fiori di rafia.

Per il lavoro adesso c’è tempo. Per gli impegni c’è tempo. Ho imparato che i treni che passano sono quelli su cui non dovevo salire. Che l’unica cosa che ha valore è il presente.

E, almeno oggi, trovate il tempo di abbracciare e far sapere alle persone che tenete a loro.

Buon tempo a voi.

tempo

11 Commenti

  1. Elena Sodini dice

    A volte è impressionante quanto ci somigliamo. Emotivamente parlando. Io sono brava con l’uncinetto….

  2. “Settembre per me è la ripresa, è l’inizio della mia stagione preferita, quella dei rossi infuocati e dei gialli intensi, quelli della natura che rallenta come vorrei essere capace di fare io.” Anche per me è sempre stato così. L’aria si fa più frizzante, il sole inizia a tramontare prima rispetto ai mesi estivi, le persone rientrano dalle ferie, e le varie attività legate al tempo libero (sport, corsi vari) si apprestano a inaugurare la nuova stagione. Non ti nascondo che insieme a tutto questo ho sempre provato una buona dose di malinconia.

  3. Sono come te su tanto di quanto hai scritto. Sull’iniziare a settembre, sarà che ci sono pure nata, per me è sempre il momento dei propositi, la dieta, la palestra, il riprendere sul serio il lavoro… le sigarette l’ho fatto, proprio a settembre di due anni fa, mi sono fatta questo bel regalo per i miei 40 anni!
    Mi piace la tua frase sui treni che passano… penso che il treno giusto sia quello su cui ci sentiamo comode, a casa. Forse sono riuscita a prenderlo, questo treno. Ma ho sempre l’ansia di guardare fuori dal finestrino e chiedermi se mi sto perdendo qualcosa…
    Nel frattempo, abbraccio senza sosta… si sa mai 🙂

  4. gio dice

    mi fai bene al cuore, che bello leggerti.
    anche io vorrei imparare l’uncinetto a trovare qualcuno in zona ….

  5. Decidere di non sprecare il tempo, dovremmo tenerlo sempre a mente e passare ancor prima dalle parole ai fatti.
    Grazie per queste tue riflessioni, a presto

Rispondi