Il vaso di Pandora
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“Il Vaso di Pandora”: innamorarsi della propria insegnante di danza.

“La mia storia è una “non” storia.

Lei è la mia insegnante di danza, ormai da diversi anni. Ricordo ancora la prima volta, non che l’ho vista, ma la prima volta che l’ho guardata: una domenica pomeriggio, la scuola di ballo silenziosa; stavo facendo una lezione con altri insegnanti, è arrivata, si è affacciata un attimo alla porta e ha chiesto chi fossi. Da quel momento il mio obiettivo è stato quello di conquistarla, non la conoscevo nemmeno e la volevo conquistare!

Ecco, quelli sono stati gli anni fra i più belli e ricchi della mia vita; avevo il ballo, avevo la mia famiglia intorno, ero innamorata, e avevo questo stimolo che mi dava un’energia e una “luminosità” incredibili! Piano piano, frequentando lo stesso ambiente ho avuto modo di conoscerla, e mi sono resa conto che avevamo tantissime cose in comune, compreso il nome!

Lei è una donna tutta di un pezzo, ha avuto una vita difficile e forse questo l’ha un po’ indurita, però vedevo che le piacevo, ci facevamo dei regalini, avevamo piccole attenzioni reciproche di infinita dolcezza: io le cucinavo la sua torta preferita, lei mi comprava un bigliettino tenero, o mi regalava una maglietta uguale alla sua, mi chiedeva di svegliarla alla mattina, io le regalavo un oggetto che è il simbolo del nostro nome.

Era così lieve il nostro legame, così delicato, prezioso; sotto quel guscio c’era un interno morbido, riuscivo a intravederlo.

Poi, finalmente, è diventata la mia insegnante. Passavamo insieme tanto tempo e il nostro rapporto si è fatto più profondo. Io ero appassionata, piena di energia, e attraverso il ballo ho potuto amarla: potevo guardare il suo corpo stupendo muoversi, e i suoi occhi, che hanno tutti i colori del bosco, erano carezze su di me. Mi aiutava a vestirmi, a spogliarmi , a truccarmi a pettinarmi. Mi ha visto ridere e piangere, contenta e triste, confusa, insicura. Mi ha vista vincere e mi ha vista perdere.

Poi ho dovuto allontanarmi dal ballo prima per motivi di salute, poi per motivi economici, ed infine perché le vicissitudini della vita mi hanno messo a dura prova e non è stato facile affrontarle.

Sono passati alcuni anni e ho avuto di nuovo l’opportunità di ballare. Lei era ancora là, un po’ invecchiata, (come me del resto) ma sempre con quel carisma e con quel fascino che nel tempo sono rimasto immutati.

E il mio sentimento, che col tempo credevo sfumato, è ancora vivo, un po’ stropicciato, un po’ sbiadito ma vivo.

E ora che farò? Questo sentimento è solo mio, non sono mai riuscita a capire se allora lei aveva intuito qualcosa.

Posso riprendere ad alimentarlo nella mia fantasia, o cercare di farle capire, che da quella domenica pomeriggio è entrata nel mio cuore e là è rimasta, per tutti questi anni.

Solegiallo”

vaso di pandora

[Se anche tu vuoi raccontare la tua storia, puoi scrivermi a barsottiveronica@gmail.com. Ovviamente, se preferisci, proteggerò il tuo anonimato.]

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