“Il Vaso di Pandora” – Chi non si è mai innamorata di quella del primo banco?

Non ho mai scritto della nostra storia. Non ho mai scritto di noi, in classe insieme, amiche e anche di più, opposte e terribilmente simili allo stesso tempo.
Questa è la storia di un amore adolescenziale, banale, non corrisposto.
Storia già vista: sono amiche, una si innamora, l’altra non ricambia. Chiaro e semplice.
Le persone che non l’hanno vissuto, questo amore, la penserebbero così. L’ amore omosessuale è difficile, si vogliono mettere in mostra, sono contro natura, possono fare quello che vogliono, basta che poi non pretendano di ricevere lo stesso trattamento delle persone normali…
Mi fa ridere il fatto che di questi discorsi, noi ragazzi, ce ne freghiamo altamente. L’amore giovane è bello per questo, perché non ha limiti, non ha controllo, credi che sia per sempre. Ne sei fermamente convinto.
Io l’ho amata veramente, su questo non ho dubbi. Anche ora che il sentimento è lentamente svanito, lasciandosi dietro una scia di ricordi e di forti emozioni, di pianti, di risate, di fitte al petto che facevano piegare l’anima in due dal dolore, di litigate e di notti insonni in cui non trovavi parole per descrivere la fortuna che avevi avuto a conoscerla.
Questa non è una storia a lieto fine. Lei non ha mai provato nulla che non fosse una forte amicizia per me. Non mi è mai importato, avrei continuato ad amarla incondizionatamente, mi sarei sacrificata per lei,  le sarei stata vicino in ogni difficoltà.
Non mi importava, io la amavo. Ci avevo messo un po’ a capirlo, di essere innamorata, ma il fatto che fosse una ragazza non era mai stato un problema per me.
È stato quando il mio percorso di crescita mi ha costretto a affrontare la mia vera identità, a 16 anni, quando tutti ci chiediamo chi siamo veramente, quando durante le giornate si alternano momenti in cui potresti conquistare il mondo intero e momenti in cui quello stesso mondo ti crolla addosso, e non respiri e sprofondi in te stesso, che ho messo in dubbio quell’amore. E allora ho capito, ho capito che non era eterno. Era un amore adolescenziale, non era destinato a durare. Il fatto che fosse omosessuale, però, non c’entrava.
Io non so chi sono, cerco disperatamente un faro nel mare in tempesta, la luce della salvezza, un punto fermo, perché non sono più sicura di niente.
Una delle mie poche certezze, però, è che quella ragazza io l’ho amata. Non importa se sta finendo, non è mai importato il fatto che fosse un amore non corrisposto. Forse è stato meglio così, dopotutto. La storia non finisce, comunque, perché noi due non finiremo, il nostro legame sarà eterno, nessuna delle due lo dimenticherà mai, anche se non ci vedremo più e perderemo i contatti.
Sarà anche una vita breve, sarò anche inesperta, forse non so ancora come va il mondo, forse non lo saprò mai.
Non importa.
Questo amore è stato vero, è stato puro. E, anche se è finito, in qualche modo, non finirà mai.

Grazie ancora,

I.

vaso di pandora

2 commenti » Lascia un commento

  1. Puoi essere sicura della forza dei tuoi sentimenti; del modo appassionato con il quale sei capace di metterti in gioco; della capacità di mettere in discussione ciò che provi. Saper riconoscere cosa si prova è una gran cosa, una base sicura dalla quale muovere, sostenuta dai tuoi desideri, dai tuoi bisogni, da ciò che senti vero per te… puoi contare su questo, e credimi: è tanto. … All’epoca, pensa, quando il tempo era maggiormente propizio per farlo, non ho saputo o non ho potuto dare un nome a quello che provavo per una mia compagna di attività parrocchiali e poi di università; se avessi saputo decodificare quella tenerezza, quel desiderio, a prescindere dalle difficoltà che avrei incontrato, avrei vissuto un’altra vita; meglio: avrei vissuto. Non mi sarei ridotta a cominciare ora, a distanza, pensa, di vent’anni ( …cazzarola… sono passati vent’anni? … ). Dunque, per tornare alle tue riflessioni, I., è andata bene, va bene così. Ti auguro ogni bene. Un abbraccio, Mari

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