Mese: luglio 2016

#VolevoEssereBionda. E invece.

Come qualcuno avrà notato – che ‘tacci vostri mica vi sfugge nulla di nulla, eh – la mia fase blondie è durata un mese scarso ed è giunta alla sua conclusione. A volte inseguiamo un sogno nella vita, alleviamo aspettative, desideri e poi, quando siamo lì, proprio sulla cima della vetta più alta del nostro Obiettivo (per enfatizzare leggetelo con due B – anche 3 – tipo obbbiettivo) ci sgonfiamo come dei palloncini bucati. Se state in silenzio, in questi casi, è anche possibile sentire un flebile fschhhhh, tipico, appunto, del palloncino bucato che vi dicevo sopra. Comunque, in breve, la storia di #VolevoEssereBionda è questa. Fin da piccola ho avuto i capelli di un colore orribile. Né castano, né biondo, un beigiolino con qualche riflesso rossastro. Io lo chiamo coloro nutria, se fossi una fashion blogger potrei chiamarlo castorino, che è più chic e decisamente più cool e glamour e quelle parole lì che indicano figaggine. Però, ecco, comunque lo vogliamo chiamare rimane invariato il fatto che fa schifo. E così, da quando ho …

Brita e una storia breve sull’ateismo

Sono sul divano con il pc sulle gambe, quando Brita si avvicina e mi domanda: Mamma, ma secondo te Dio esiste? Io avrei preferito di gran lunga che mi chiedesse come nascono i bambini, perché i discorsi sulla trascendenza mi mettono sempre un po’ a disagio. Ho cercato di crescere i miei figli trasmettendo loro il valore del rispetto per gli altri, per la natura, con una spiritualità laica e di buon senso unita ad una magicità che ci porta a credere a unicorni, fatine dei boschi, spiriti del bosco, topino dei denti e Babbo Natale. Scusate, mi sono nuovamente dilungata e invece vi avevo promesso una storia breve. Siamo rimasti al punto in cui Margherita mi lancia questa domanda a brucia pelo e io, dopo qualche secondo di esitazione, ribatto con un prenditempo eccezionale che non passa mai di moda: Tu cosa pensi?. Lei mi fissa con i suoi occhioni azzurri bordati di grigio scuro e mi fa: Mamma, secondo me Dio non esiste. Oppure esiste e se ne frega di tutto. O forse …

“Il Vaso di Pandora”: innamorarsi della propria insegnante di danza.

“La mia storia è una “non” storia. Lei è la mia insegnante di danza, ormai da diversi anni. Ricordo ancora la prima volta, non che l’ho vista, ma la prima volta che l’ho guardata: una domenica pomeriggio, la scuola di ballo silenziosa; stavo facendo una lezione con altri insegnanti, è arrivata, si è affacciata un attimo alla porta e ha chiesto chi fossi. Da quel momento il mio obiettivo è stato quello di conquistarla, non la conoscevo nemmeno e la volevo conquistare! Ecco, quelli sono stati gli anni fra i più belli e ricchi della mia vita; avevo il ballo, avevo la mia famiglia intorno, ero innamorata, e avevo questo stimolo che mi dava un’energia e una “luminosità” incredibili! Piano piano, frequentando lo stesso ambiente ho avuto modo di conoscerla, e mi sono resa conto che avevamo tantissime cose in comune, compreso il nome! Lei è una donna tutta di un pezzo, ha avuto una vita difficile e forse questo l’ha un po’ indurita, però vedevo che le piacevo, ci facevamo dei regalini, avevamo piccole attenzioni reciproche di infinita dolcezza: io le cucinavo …

Smalto ai piedi e fottesega della fine del mondo

Oggi è il 22 luglio. Oggi è anche il mio complemese. Oggi, secondo accreditate fonti gomblottistiche, manca una settimana alla fine del mondo. E sarà tipo l’ottava fine del mondo che minacciano da che ho memoria. Come ogni fine del mondo che si rispetti, è il momento di fare bilanci. Cose che ho imparato in questi 35 anni e 7 mesi di vita: Che la mia abilità di pianificare l’esistenza è inversamente proporzionale alla possibilità di mantenere fede ai suddetti piani. Che i miei figli sono ganzi abbestia e non posso rinunciare alla colazione con loro, quando evitiamo il dialogo e ci parliamo a grugniti indicandoci il cibo sulla tavola. Che io evolvo e così anche la mia professionalità e quando non mi diverto più devo cambiare. Quello che mi stava bene prima, non è detto mi stia bene adesso. Un po’ come coi vestiti. Per lo stesso principio, quindi, io non ingrasso. Io evolvo forte. Che un lavoro lontano dai miei figli non è sostenibile se non per brevi e circoscritti periodi. Rivendico il …

“Il Vaso di Pandora” – Essere disabile e omosessuale: troppe etichette

“Mi chiamo P., ho da poco compiuto ventinove anni e sono disabile dalla nascita. La mia disabilità, nella vita, non mi ha mai impedito di fare ciò che volevo. A differenza di tante altre persone che hanno la mia stessa patologia io cammino, mi muovo liberamente e riesco ad avere una vita “normale”. Ovviamente tutto ciò non è stato facile: ci sono volute alcune operazioni chirurgiche, tanti anni di riabilitazione e una grande dose di autostima, corredata da una buona accettazione di sé. Essere disabile e omosessuale è tosta: troppe etichette, troppe diversità. Io non ho problemi con la diversità, ma ho paura. Paura di deludere la mia famiglia e di restare sola. Un’ipotetica compagna dovrebbe fare i conti con la mia duplice etichetta sociale, accettare la mia patologia, che per fortuna non può peggiorare più di tanto, e vivere l’incertezza futura che dalla malattia deriva; condividere dei momenti, degli attimi dell’esistenza, con una persona che, nonostante i lati positivi, ha una cronica lentezza e una serie di piccole limitazioni. A tutto ciò aggiungi la mia …

Se una mamma al mare è pesante, figurati due

Il mare mi stressa. Non ho un ricordo che sappia di salsedine e che si possa associare, anche vagamente, all’idea di relax. Ho iniziato ad andare in spiaggia con un neonato poco dopo aver smesso di essere trascinata al mare da mia madre. Niente falò con gli amici, né domeniche sdraiata sulla sabbia con le amiche. Quando ero piccola mia mamma ci svegliava all’alba. Dopo la colazione, con le nostre borse contenenti giochi prima e libri + walkman poi, arrivavamo sulla battigia quando ancora era deserta. All’orizzonte solo noi, i pescatori di vongole e le signore anziane che passeggiavano con l’acqua alle caviglie per favorire la circolazione alle gambe. Le antesignane di uno sport che negli anni successivi sarebbe diventato di gran voga: l’acquagym. Prima di fare il bagno dovevano passare almeno tre ore. Che avessimo leccato un ghiacciolo o ci fossimo scofanati una teglia di melanzane alla parmigiana, il principio non cambiava. E prima d’immergersi completamente era necessario seguire una procedura. Per prima cosa un’ulteriore passata di crema dalla consistenza del calcestruzzo: spalmandola portava via il …

“Il Vaso di Pandora”: non ci s’innamora mai per l’ultima volta

Come ti avevo promesso questa è la mia storia. F.   “Tutto è nato nel 1989. Ho conosciuto P. quando ancora era sposata e con un figlio di 3 anni. Lei si era presentata nella nostra agenzia investigativa perché aveva un grosso problema con suo marito (erano i primi anni che s’iniziava a sentire parlare di casi di pedofilia) e lui era uno dei tanti. È così che ci siamo conosciute. Mi piacque da subito, ma tenni tutto per me. Poi, l’occasione di lavorare al suo caso ci faceva passare parecchio tempo insieme. Fu lei a fare il primo passo, a darmi il primo bacio. Da quel momento iniziò una bellissima relazione, un bellissimo rapporto tra me e lei. Nel 1990 P. chiese il divorzio a suo marito, anche solo di prove, ce n’erano abbastanza da mandarlo in galera. Lei lavorava nella sua stessa azienda, io per lavoro stavo spesso fuori casa settimane e a volte mesi e la situazione iniziava a pesarci, così decidemmo di andare a convivere. L’affidamento del bambino, tuttavia –  nonostante le prove – …

Le 9 verità assolute che regolano una relazione lesbica

[Post ad alto tasso di stereotipi, contrapposizioni binarie, binari morti, doppi sensi e cattiverie più o meno meritate. Non puoi fare il bagno prima di 3 ore dopo averlo letto. Si sconsiglia la lettura durante le ore calde se ci sono anziani in giro.]  1 Alimentazione Una coppia di donne tende all’obesità. Ci hanno cresciute insegnandoci che in amore vince chi prende per la gola. E vince chi fugge, ma non fugge chi ha la panza piena. E quindi. Scusate, vado avanti. Dicevo che le lesbiche non sfuggono certo a questo retaggio culturale. Di manicaretto in manicaretto per soddisfare il palato dell’amata ci si sfida amorevolmente a preparare piatti da gourmet con presentazione ad effetto. Perché si sa, siamo attente al dettaglio. Pure al dettaglio del fatto che dopo qualche mese il nostro guardaroba è da rinnovare perché i vestiti si sono magicamente ristretti di due taglie. Ovviamente il dubbio di aver esagerato con le portate e con l’aumento ponderale coglie entrambe ma, essendo donne, sappiamo come trattare l’argomento con la partner uscendone incolumi. Grasse …

“Il Vaso di Pandora” – Chi non si è mai innamorata di quella del primo banco?

Non ho mai scritto della nostra storia. Non ho mai scritto di noi, in classe insieme, amiche e anche di più, opposte e terribilmente simili allo stesso tempo. Questa è la storia di un amore adolescenziale, banale, non corrisposto. Storia già vista: sono amiche, una si innamora, l’altra non ricambia. Chiaro e semplice. Le persone che non l’hanno vissuto, questo amore, la penserebbero così. L’ amore omosessuale è difficile, si vogliono mettere in mostra, sono contro natura, possono fare quello che vogliono, basta che poi non pretendano di ricevere lo stesso trattamento delle persone normali… Mi fa ridere il fatto che di questi discorsi, noi ragazzi, ce ne freghiamo altamente. L’amore giovane è bello per questo, perché non ha limiti, non ha controllo, credi che sia per sempre. Ne sei fermamente convinto. Io l’ho amata veramente, su questo non ho dubbi. Anche ora che il sentimento è lentamente svanito, lasciandosi dietro una scia di ricordi e di forti emozioni, di pianti, di risate, di fitte al petto che facevano piegare l’anima in due dal dolore, …