Il vaso di Pandora
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“Il Vaso di Pandora” – La suonatrice di corno e la “tostaggine” come consiglio di vita

[Questa è la storia di Francesca. Una testimonianza del fatto che nella vita “volere è potere” e che la disabilità è un limite solo se vuoi che lo sia]

Sono Francesca, ho 20 anni, e ho un problema fisico dalla nascita a causa di un’emorragia celebrale. Più precisamente ho un’emiparesi degli arti destri del corpo. Nulla di grave, molte persone non lo notano nemmeno o ci impiegano mesi (lo nascondo bene e, a meno che non debba fare cose di precisione con due mani, non è evidente). Il problema consiste in: ho sia il braccio, la mano e la gamba destra più piccole della parte sinistra (non di molto). Ho anche meno muscolo e meno coordinazione, quindi meno capacità di movimento. Per far capire: con la mano destra non riesco a scrivere (né al telefono, né con la biro e al computer digito tasto per tasto a rilento), non riesco a suonare il piano con due mani, non riesco ad afferrare tutti gli oggetti ecc ecc… invece con la gamba ho mancanza di equilibrio (ma mi sono ostinata e ho imparato sia ad andare in bicicletta sia a sciare), non riesco ad alzare in maniera sufficiente la punta del piede e quindi ogni tanto mi inciampo (ma non cado mai, ormai sono allenata). Sostanzialmente queste sono le principali “difficoltà” del mio problema.

Tornando alla musica: quando avevo 8 anni nel mio paesino la banda musicale passava nelle quarte e terze elementari per promuovere il corso di musica ai giovani. Io facevo terza, infatti i maestri di musica avevano illustrato anche a noi i corsi che avremmo potuto cominciare dall’anno dopo perché eravamo troppo piccoli. Quando sono uscita da scuola, nel bel mezzo della piazza del paese, ho incominciato a strattonare mia madre per un braccio indicando i due maestri di musica, che erano dalla parte opposta della piazza, e a urlare: “Mamma! Mamma! Sono loro!!! Io voglio suonare!”.

Non lo so nemmeno io da dove mi era partita questa voglia di suonare. I miei non sono musicisti e a casa mia non si è mai parlato molto di musica.

Comunque io e mia madre ci eravamo avvicinati ai maestri e mia madre aveva chiesto se c’era uno strumento che potevo suonare solo con la mano sinistra. Il direttore della banda è cornista (è stato quarto corno all’Auditorium Rai di Torino) e dato che in banda mancavano dei corni ha approfittato subito dell’occasione. Io e mia madre, colte da stupore e ignoranza, ci chiedevamo cosa fosse il corno.

Una settimana dopo il maestro mi aveva fatto provare il suo strumento e mi era uscito subito qualche suono! Grazie anche all’entusiasmo spensierato di me bambina è stato amore a primo suono.

I miei genitori hanno avuto il coraggio di investire tanti soldi su uno strumento per una bambina di 8 anni che poteva semplicemente voler suonare per capriccio.

Poi 7 anni fa hanno avuto il coraggio di continuare a investire per uno strumento nuovo e per farmi fare il conservatorio a Torino. Così mi sono sempre fatta due scuole, arrivando fino a oggi in cui conseguo la maturità al liceo artistico e la laurea di primo livello accademico al conservatorio.

Dal racconto il corno può risultare una scelta obbligata e quasi inevitabile. In realtà, un bambino quasi mai sceglie in maniera consapevole che strumento vuole suonare.

Grazie alla musica ho avuto modo di vivere stupende esperienze tra i giovani di tutte le nazionalità condividendo la stessa passione, ma anche trasmettendo lo stesso messaggio di pace e uguaglianza. Ho suonato nell’orchestra nazionale giovanile del Sistema per il concerto di Natale al Senato nel 2013 in diretta Rai sotto la direzione del Maestro Nicola Piovani. Ho suonato a Barcellona dentro la Sagrada Familia con un’orchestra giovanile torinese per la pace e un’orchestra di Barcellona. Ho suonato con l’orchestra del Conservatorio di Torino per la messa di Papa Francesco svoltasi a Giugno 2015 in Piazza Vittorio Veneto a Torino e molte altre esperienze importanti ed emozionanti.

Non bisogna mai smettere di inseguire i propri sogni: le difficoltà rendono solo più appassionante la vittoria.

vaso di pandora

[Anche tu puoi mandarmi la tua storia. Sarà pubblicata sulla rubrica “Il Vaso di Pandora”. Per inviarla: barsottiveronica@gmail.com]

10 Commenti

  1. Una storia di grande forza e determinazione nell’inseguire i propri sogni. Complimenti a questa ragazza e auguri per la tua maturità, che poi quella vera l’hai già conseguita con queste parole.

  2. fabio borsani dice

    A otto anni feci la stessa richiesta ai miei genitori… di voler suonare nella banda. Il mio non era un handicap fisico ma relazionale, ci eravamo appena trasferiti da un altra città ed io che ero timido facevo fatica ad integrarmi nella nuova realtà sociale. Come professione io ho scelto di fare l’ingegnere meccanico, ma sono trentasei anni che suono nella mia banda il mio trombone a coulisse, con la stessa passione e soddisfazione del primo giorno.

  3. Anna dice

    Tostissima. Anche io sono musicista, e trovo che il corno sia uno strumento meraviglioso! Fondamentale nell’orchestra. Ti auguro una vita piena di soddisfazioni, musicali e non! E ti auguro anche di suonare la terza di Mahler….. vai di corno a manetta! 😀

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