Nuda veritas
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Potrei, ma anche no

Potrei, ma anche no. Potrei far finta di non vedere, di non sentire. Potrei glissare, sopportare, tacere. Potrei scrivere nonsense per placare l’ansia che generano le sgradevolezze della vita.

E invece non so stare zitta. Non so abbassare lo sguardo e non so chinare la testa. Le ingiustizie mi lasciano la bocca asciutta e mi s’impigliano dei giganteschi punti interrogativi nei capelli. Non importa la gravità della faccenda. Per me tutto si basa sulla relazione. Che sia lavoro, che sia amore, che sia amicizia. Che sia facebook o che sia la vita reale. Perché alla fine per me non fa differenza. Che lo scambio avvenga davanti ad una birra o in una chat. Cambia il mezzo, certo. Cambia anche la comunicazione. Ma non cambia la sostanza. Mi rapporto sempre da essere umano con altri essere umani.

E osservo. Tanto. E spesso taccio. Perché ho imparato a conservare le energie per le persone che amo, non per quelle che mi odiano. Il tempo per me è la risorsa più importante. E sprecarlo, proprio no. Odio litigare, odio gli alterchi. Ma soprattutto odio chi si maschera dietro un social perché non ha il coraggio di prenderti in privato e dirti quel che pensa. Perché magari è incazzato perché alle medie gli hai perso la penna preferita o perché non volendo gli hai fatto del male. La verità è che nessuno è buono. Che nessuno vive senza far del male agli altri.

Io non sfuggo certo a questa logica. Mi hanno fatto male. Ho fatto del male. A una dinamica, però, sono del tutto estranea: quella del giudizio. E non perché io sia buona. E non perché io sia una che non fa cagate. Ne ho fatte e ne faccio diverse. Ma mai mi sognerei di salire su un pulpito per esprimere pareri sulle vite degli altri.

Eppure ne avrei da raccontare. Ex amiche, ex fidanzate, ex compagne di classe. Nessuno è esente dall’avere scheletri negli armadi o comportamenti poco etici. Ma ho sempre evitato. Non provo nessun godimento nel buttare fango sugli altri.

Adesso però sono stanca. E quando si è stanchi l’unica scelta davvero sana è quella di razionalizzare le forze e stabilire le priorità. Non ho voglia di fornire spiegazioni, né tanto meno di giustificarmi. Per dirla come diceva Proust “mi sono rotta i coglioni”. E allora ciao. Arriva il momento delle pulizie. Il momento in cui ti rendi conto che è necessario levare le erbacce per lasciare posto ai fiori.

Pian piano cerco di eliminare le perdite di tempo e di energie. Le persone doppie, gli ipocriti, gli opportunisti. Andate pure. Ho molto da scrivere, molto da leggere. Molto da vivere e da amare.

Quel che ho, a partire dalla mia professionalità, fino ad arrivare alle amicizie, all’amore e ai miei figli, non mi sono caduti dal cielo. Sono frutto di lacrime e sudore, sogni interrotti, ripresi e adattati in corso d’opera. Qualche giorno fa, una tizia per offendermi ha detto che sono come il vento.

Beh, aveva ragione. Odio le situazioni stagnanti, odio la polvere. Amo la tranquillità, ma non per questo la noia, i silenzi e l’apatia.

Io non so quante persone abbiano avuto la fortuna di trovare l’amore della vita a 15 anni e di farci tre figli e rimanerci insieme per sempre. Non so quanti siano riusciti a svolgere il lavoro che sognavano da bambini. Ce ne sono, certo. C’è la mia amica Chiara, che ha sposato il suo fidanzato del liceo e hanno tre bambini meravigliosi e si amano tantissimo. E mi mettono in pace col mondo solo per il fatto che esistono. Si vede che io, invece, sono dovuta arrivare a 35 anni per capirmi. C’è chi arriva alla consapevolezza attraversando prati in fiore e chi passa da sentieri bui e irti di spine.

Io ho imparato a godere dei prati e a togliere le spine. Sono fortunata? Forse sì. O forse, più semplicemente, ho imparato a imparare. Sbagliando.

Io sono il vento. E decido io quando è il momento di soffiare via la polvere o accarezzare i capelli delle persone che amo.

Per la pochezza e i discorsi da pollaio, mi spiace. Non ho tempo.

potrei ma anche no

 

 

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  1. Gin dice

    Ti capiterà di sentirtelo dire spesso, quindi perdona la banalità, ma è una banalità che viene dal cuore…non solo condivido, ma mi ritrovo in ogni parola. Ogni singola parola. E ti mando un abbraccio, che sarà inutile ma te lo mando uguale, perché spesso anche la sana e costruttiva consapevolezza proustiana di essersi rott* i coglioni è accompagnata da almeno un briciolo di avvilimento per tempo/energie/masturbazioni mentali sprecate per gente o situazioni che non valevano tanto.
    E se domani pomeriggio passi a Firenze spero di incontrarti nella (spero) masnada di gente e di dartelo dal vivo, quest’abbraccio 🙂

  2. gio dice

    è una lettera a qualcuno, una cosa privata, un discorso che sai tu …. bella però!

  3. Daniela dice

    Ti offro una canzone, come ti offrirei una cingomma dal pacchetto appena scartato. Non è niente di nuovo, ma se vuoi ti terrà compagnia per cinque minuti, come la tiene a me quando faccio i tuoi stessi pensieri e penso che in fondo in fondo, se ho voglia di continuare a fare (per qualcuno) l’asino, sono solo fatti miei.

  4. Emanuela dice

    Anche io segno d’aria…
    Ho imparato che nella vita, ogni tanto, bisogna procedere ad una bella potatura e dedicare le nostre energie a. Ciò che davvero conta.
    Un abbraccio grande
    Emanuela

  5. Ti capisco! Soprattutto quando parli del fatto che alcuni arrivano prima a delle cose ed altri dopo. Sono come te e a volte ne soffro; soffro per il fatto di non avere sempre le idee così chiare sulle cose, non sono mai così convinta al 100% sul dove andare e sul cosa fare, così provo, tento, vivo e valuto… questo ok, quest’altro no… riprendo, mi fermo…. cazzo ho sbagliato… mannaggia ma perché sono stata così stupida (a volte dovrei anche accettare il fatto che forse mi era stato detto e invece ho fatto di testa mia)… e ti chiedi perché gli altri abbiano sempre le idee più chiare delle tue… beh, il fatto è che provo sempre a seguire quello che sento, perché le strade battute dagli altri e i consigli non mi piacciono (non datemi consigli, so sbagliare da solo), perché voglio sentire su di me il senso della vita, interiorizzare le esperienze…. ma che fatica…. soprattutto quando chi batte sempre la strada sicura ti fa notare che sei andato un po’ a zig zag.

  6. Avevo bisogno di leggerti e mi sono fatta una scorpacciata di tuoi post 😀
    Ammiro il tuo coraggio Veronica, la tua lucidità, la tua determinazione! Riconosco una donna schietta e combattiva e vorrei avere anche solo un decimo del tuo coraggio. Essere vento per me significa essere liberi, aerei, stare in alto e oltre….credo possa essere riconosciuta solo come una virtù…. Lo guardo, lo sento il vento quando spazza via le nubi o le fa arrivare d’improvviso, è potenza!
    Ti abbraccio….e che sia dietro a uno schermo ha per me lo stesso valore di uno dato dal vivo (il secondo è più bello e stritoloso certo), ma siamo sempre noi, persone vere!

  7. Io ti leggo sempre volentieri, anche se, io ho vent’anni più di te, ( 21 per la precisione, ma la precisione in questo caso non è richiesta.) Nelle tue riflessioni ci trovo sempre molto di me.
    Comunque: Io più che a Proust e al’ombra delle fanciulle in fiore mi ispiro a Piero Ciampi:

    “Ma come? Io che sono bella, bellissima e tu…
    Allora io sai che cosa ti dico? Vaffanculo.”

  8. ericagazzoldi dice

    Guarda, Veronica… Giusto in questi giorni, ho lasciato perdere una sterile polemica in cui un “amico” ha cercato di trascinarmi menzionandomi su Facebook. Ho deciso che sprecherò tempo e fiato solo se, dall’altra parte, proverranno segnali di vita intelligente. Altrimenti, farò a meno. Il tuo post cade proprio a fagiolo. <3

  9. Mari dice

    “Incassare” ha senso se l’intento è quello di capire con chi si ha davvero a che fare; quando lo si sa già o lo si è finalmente scoperto è importante reagire, all’occorrenza anche mostrando i denti. Sono poche le persone che, per proprio conto, tornano su ciò che hanno pensato, detto o fatto per valutarne bontà, sensatezza, utilità e cambiare rotta; tutte le altre vanno “aiutate” a tenere un comportamento rispettoso della dignità e della libertà altrui, perchè, è vero, purtroppo, che “il premio previsto per la gentilezza nell’oppressione è un trattamento ancora peggiore”. Un abbraccio e buone pulizie.

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