Nuda veritas
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Mamma sull’orlo. Della crisi. Di nervi.

Scrivo questo post con due obiettivi precisi. Anzi tre. Il primo: dimostrare ai miei allievi che si scrive sempre con un obiettivo. Il secondo: spero che mio figlio lo legga, smetta di essere un adolescente e diventi subitaneamente (scusate, era un po’ che volevo usare questo avverbio) un adulto coscienzioso, educato, profumato e dalla conversazione piacevole. Il terzo: sfogarmi e sentirmi rispondere che un giorno non lontano andrà tutto bene.

Non importa che sia la verità. Adesso ho bisogno di credere che, alla fine del tunnel di brufolazzi (cit. Elio e Le Storie Tese), musi lunghi, sbalzi d’umore che nemmeno la gravidanza, incomprensioni linguistiche, ci sia la luce. E che la luce sia possibilmente quella di una SPA con trattamenti inclusi, ma mi accontento anche della sagra della porchetta della Contea, purché sia sinonimo di fine dello strazio.

Qui la situazione è complicata. Con Ariele, ormai, qualsiasi iniziativa è sbagliata. O è fuori tempo massimo. O è inopportuna. Ridi? Lui si arrabbia. Lo prendi seriamente? Non hai senso dell’ironia. Lo minacci? Sei oppressiva. Non reagisci? Non hai autorevolezza. T’imponi? Stronza. Hai detto stronza a me? Guarda che sono tua madre. Mamma, a volte, però sei un po’ stronza. Guarda che non è il gradiente, che criticavo, ma l’attributo. L’attributo di che? Niente lascia perdere.

Io lo so. Lo so che è normale. Che fa parte della fase di elaborazione della sua identità, del momento destruens della figura genitoriale. Lo so. Ma il saperlo non mi pone al riparo dai nervosismi. Oggi ho incrociato suo padre che, con sguardo mesto, stava uscendo dalla porta di casa.

V – Dove vai con Brita?

G – A comprare i sandali ad Ariele.

V – Scusa? Vai con Brita a comprare i sandali di Ariele? Mi pare abbiano 14 numeri di differenza e gusti diversi, no?

G – Eh, ma non vuole venire. È fuori ad aggiustarsi la bici…

Sono andata in giardino modello furia alata, talmente concitata che – come sempre quando mi agito, cosa che mi rende poco abile durante le discussioni – mi sono agitata e gli ho detto:

Ariele, muoviti subito e vai a comprare la bici con papà! Lascia stare i sandali! Cioè la bici! Insomma, vai a comprare quei cazzo di sandali!

Lui mi guarda serafico e ghignante, con la stessa faccia con la quale io guarderei Luca Giurato quando parla. E mi risponde

Ok, mamma. Sei sempre così nervosaaaaaaa.

Ora. C’è una frase peggiore da dire a una persona che è e v i d e n t e m e n t e in preda all’ira? Solo stai calma, fa pari.

Ditemi, quindi, anche mentendo, che passerà. Perché ho finito le scorte di pazienza.

Che non erano poi nemmeno tante.

adolescenza

 

 

 

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  1. non ho avuto figli per scelta, ma sono stata con gli adolescenti tutta la vita, per scelta. Ho passato sei ore al giorno per quarant’anni con persone dai 14 ai 19 anni. So dunque di cosa parli, anche se per qualcuna se non sei madre non sei e non sai niente… Dico a te quello che dicevo alle mamme dei miei alunni: devi rassegnarti al fatto che in questo periodo (purtroppo molto più lungo di quello delle femmine, perciò non vale cercare nei nostri ricordi situazioni analoghe) hanno più ormoni che cervello e con ciò si spiega tutto… Il fatto che si spieghi non lo rende più sopportabile, lo so. Nel tuo breve soggiorno milanese forse ti sarà capitato di sentire l’espressione “l’età della stupidera”: si riferisce proprio all’adolescenza e si usa solo per i maschi…

  2. Passerà. Mia figlia sta iniziando da poco, e non vedo alcuna luce in fondo al tunnel, se non il sapere che passerà. Ma ti capisco, eccome, soprattutto nel desiderio di avere subitaneamente un’adulta, possibilmente profumata, che questo odore adolescenziale è terribile, quando si riunisce con le amiche in camera a finestre serrate! -___-

  3. Ann@ dice

    Ti citerò mio padre quando vede arrivare mia sorella sclerotica con due figli maschi: “tranquilla..un’altra decina di anni e passa tutto!!!” 😉 resisti! Io tra meno di un mese avrò una bimba..che dici? Con le femmine va meglio? Un bacio

  4. Anna dice

    Carissima! Di adolescenti ho una certa esperienza, sebbene non siano figli miei; un po’ lo sono, però. Faccio la prof da 24 anni alle superiori, e se penso all’ingrediente principale del nostro rapporto, è sicuramente lo scontro. Lo scontro fa parte del gioco, non è assolutamente una cosa negativa (sebbene pesissima da sopportare), ha un enorme valore educativo e di crescita. Se riusciamo a tenere duro con coerenza, anche su poche cose, questo rinsalderà la fiducia per sempre. In genere i ragazzi con cui mantengo un rapporto nel tempo sono quelli con cui ho litigato di più. A distanza di anni mi commuovono ancora per la stima e la fiducia inalterata che hanno nei miei confronti, e io so che dipende proprio da tutte le volte in cui non ho mollato, in cui ho tirato dritto anche se mi ferivano (nemmeno loro si rendono conto di quanto siano perfidi, a volte). Parlo tanto anche con i genitori, e so che le dinamiche sono simili, anche se ovviamente il legame è diverso. Vedo che i genitori tosti, che sanno sostenere la fatica delle lotte quotidiane, crescono alla fine ragazzi in gamba, che dopo anni apprezzano i loro sforzi. Soltanto, si lavora alla lunga distanza e bisogna avere moooooolta pazienza….. i risultati immediati sono rari. Quindi: tieni duro e tra qualche annetto sarai ripagata. Passerà, non è un modo di dire 😀 Un abbraccio

  5. Ti vuole bene, molto a modo suo! 😀
    Quando avevo la sua età a me non veniva voglia di parlare ad altri esseri umani, non ti dico quanto se la prendeva mia madre senza che io capissi il perché…

  6. Lara Silvia Panizzolo dice

    Ieri sera “mamma mi stai esaurendo, così mi fai morire!” Avevo osato chiedergli se aveva fatto inglese.
    Per la cronaca, fa 5 anni tra un mese.
    Io non ce la posso fare.
    Pat pat sulla spalla ed un abbraccio virtuale

  7. Antonella dice

    Ogni tanto ringrazio i miei genitori per la pazienza che hanno avuto durante la mia adolescenza. (Soprattutto perchè il mio dramma non era tanto essermi svegliata una mattina dicendo “ehi forse lesbica”, ma “numi del cielo a me piacciono i numeri, la scienza etcetc”) Li ringrazio soprattutto per avermi concesso di arrivare indenne all’età che ho. 🙂

    Quindi sì, passerà. Tieni duro.

  8. emanuela dice

    come già in tanti ti hanno scritto ” tranquilla, passerà…” e, nel frattempo, sarà entrata nell’adolescebnza anche la bimba!
    Per me è stata dura, dico la verità, me li sono trovata tutti e tre adolescenti- ho esperienza sia di maschi che di femmine – e separata da poco.
    Tanto ascolto, lingua morsa fino a sanguinare, cambiare stanza quando è necessario, approfittare dei rari, rarissimi momenti Sì e, quando proprio, certe sere, non ce la facevo proprio più, arrivava il papà in soccorsom, che se li caricava in moto e se li portava a casa sua!
    ….ah, ora sono tre adulti meravigliosi e mi sono anche sentita dire da Silvia, la più tosta dei tre ” sei stata davvero una grande mamma!!!”
    un abbraccio solidale (…un po’ da mamma, visto che sei di poco più grande di mia figlia!)
    Emanuela

  9. Passa passa… e nel frattempo mi diverto a leggerti di questi momenti (orrorifici per te)

    Non ho avuto figli maschi, solo una femmina (splendida) e non credo siano proprio simili, ma so che ai tempi (dai 14 ai… che non dico per non deprimenrti 😛 ) ho pensato che avevo sbagliato tutto come madre, ma proprio tutto tutto, oserei dire fin dal concepimento… e invece oggi ho una donna di una bellezza interiore e (pure esteriore) da paura.

    Quindi stringi i denti 😉

  10. Laura dice

    Come ti capisco… ho un figlio disabile, la cui età( reale non anagrafica) pare essersi fermata esattamente all’adolescenza! Una lotta eterna senza via d’uscita. Ho fatto mia la frase ” alla fine tutto andrà bene. E se non andrà bene, vuol dire che non sarà la fine” Tradotto: mi passa(quasi) tutto un metro sopra alla testa!
    Resisti! Laura

  11. Le cattive notizie: rispondono a grugniti e puzzano anche le femmine. Le buone notizie: poi passa e ti ritrovi in casa una persona adulta che non puzza più e può aiutarti a fare la lavatrice, portare a casa la spesa, e montare i mobili dell’Ikea. Le notizie via-di-mezzo: quel che rischi di non ritrovare sono le tue scarpe, i tuoi vestiti e i tuoi gioielli se ne hai. L’ortolano ti fa lo sconto perché compri la frutta a cassette intere.

  12. Passa, e non te ne rendi nemmeno conto che è già passato, dopo degli anni avrai anche nostalgia di questi momenti.
    I miei figli hanno due anni di differenza l’uno dall’altra. Ma anche due caratteri totalmente differenti, quindi l’esperienza con il primo non ti serve a nulla con la seconda. Il maschio, non parlava nemmeno sotto tortura, ti diceva si, ma poi faceva quello che li pareva. Mia figlia non stava mai zitta, un po ruffiana, un po bugiarda e bizzosa, che lei lo definiva come diritto al dissenso. Ti riempiva la testa di parole ma era obbediente.

  13. Adriano dice

    Non sono una mamma, perciò ti dico: “Tieni duro!” (come disse la moglie di Rocco Siffredi al marito)

  14. Non ti dirò “Stai calma”, perché mi viene prurito alle mani già solo a scriverlo, ma “Passerà” sì, posso dirtelo perché, nonostante non abbia figli, le ferite dell’adolescenza hanno smesso di bruciarmi da poco. E non solo a me, ma anche ai miei genitori, che hanno subito malvagità inenarrabili; solo ora riesco a vedere che demonio posso essere stata.
    E loro non si sono limitati a perdonarmi, finalmente coscienti di aver provocato gran parte della mia rabbia di allora, ma hanno allungato la mano verso la mia, tesa anch’essa a suo modo. E ci siamo ritrovati. E abbiamo riscoperto la bellezza dell’amore tra noi. Intimo, fragile e immenso. E non lo lasciamo più.

    Quindi, ti dico “Resisti”.

    Ti regalerei un po’ della mia pazienza, ma al momento non la trovo, forse è andata a camminare per calmarsi.
    Allora, ti lascio un abbraccio da portare con te 🙂

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