Il vaso di Pandora
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“Il Vaso di Pandora” – Amor vincit omnia

[Dopo quanto avvenuto ad Orlando avevo pensato di non far uscire la rubrica. Avevo in mente un pezzo diverso. Poi c’ho ripensato. Perché tutto parla di morte, oggi. Di una morte ingiusta inflitta da un fanatico che considera l’amore omosessuale un amore minore, da distruggere. E all’odio e all’ignoranza si risponde solo continuando ad amare, continuando a vivere per contrastare la morte, a sorridere. Nonostante tutto. Perché il nostro Amore, i nostri sorrisi, la nostra vita siano meravigliosi, anche per coloro che non ci sono più.

Quindi grazie, Giorgio. Vi auguro tutto il bene che meritate.]

 

La mia storia: l’amore non è come una fiaba

Mi chiamo Giorgio, ho 17 anni, sono di Torino, e sono innamorato. Ok, prima incongruenza agli occhi di molti: ha 17 anni, così giovane, e già si dice innamorato.

Beh, sì. E mi sono anche interrogato molto sul significato di quella frase. Cosa vuol dire amore? È quello delle fiabe? È quello dove il cuore batte sempre più forte e appare ad ogni angolo il timore di perdere la persona amata? È quello dove i partner scopano dalla mattina alla sera – come dovrebbero fare i giovani? È quello dove hai bisogno di una età minima, che dipende da persona a persona, per provarlo? Nah, non per me. Per me nell’amore non c’è timore. Io non ho nessuna paura di perdere fungo. Il suo vero nome è Peiqin e il suo nome italiano è Nicki, ma lo chiamerò fungo perché ha i capelli a fungo ed è un nome più tenero. Dicevo, io non ho timore che lui vada con altri. Perché?

Perché noi non basiamo la relazione sulle catene. Siamo entrambi monogami, entrambi pensiamo che la soluzione ottimale per la nostra felicità sia una relazione solo fra noi due, ma entrambi siamo coscienti di avere degli occhi. Io non ho paura di perderlo perché stiamo insieme perché lo vogliamo, non perché qualche regola ce lo ha imposto.

Non c’entra niente con la relazione pensare che qualcuno è carino. Non c’entra niente con l’amore provare attrazione fisica verso un ragazzo sconosciuto nei porno. Non c’entra niente con l’amore il voler scopare ogni giorno. Non c’entra niente, tutto questo, con l’amore. Almeno, con la mia personale idea di amore.

Le uniche cose che c’entrano, in amore, per me, sono fiducia e comprensione.

La fiducia, che serve a sapere che per quanti porno guardi e per quanta arte due tette possano portare (sh, per noi comuni mortali è porno ma una donna nuda per un artista è arte). La fiducia che ti consente di sapere che la tua relazione non è basata sul pene o sul fisico, ma su un impegno comune. Non come nelle fiabe, perché l’impegno comune non ha il battito del cuore a mille. Ma ha il cuore che batte in sincrono. Le teste che si sfiorano. Le carezze. Il solletico. E sapere che la vostra relazione non è minata da ogni ragazzo che passa per strada.

La comprensione, che serve a capire che una relazione è condivisione. Condivisione di felicità, tristezza e anche passato. Passato che a volte non va via, che rimane lì. Anche se il passato è un ex, una vecchia esperienza, un lutto. Il passato, quando si decide di stare con qualcuno, entra a far parte della relazione e deve essere vissuto da entrambi, proprio perché la vita si condivide. Attenzione: la nostra vita non esiste solo se stiamo insieme. Io vivo anche senza fungo. E lui vive anche senza me. Solo che la decisione comune è aver capito che ci sentiamo meglio a condividere la nostra vita piuttosto che viverla singolarmente – decisione che sarebbe totalmente rispettabile.

Per cui, io amo fungo. Amo Nicki. Amo ogni cosa di lui. Amo quando mi vede e saltella, amo quando mi tiene la mano per strada, amo quando mi abbraccia nel letto, amo quando dorme con me, amo quando mi parla dei suoi problemi, amo quando ascolta la mia tristezza, amo quando si fida di me talmente tanto da non farsi toccare dai ricordi di alcune vecchie relazioni.

Ho amato quando, ad Aprile, abbiamo pianto insieme. Per ore. Ho amato quando abbiamo deciso, insieme, che quello che ho scritto in questo articolo non è la mia idea di amore. Non è la mia idea di relazione. È una idea condivisa e vissuta. È una idea che piace a tutti e due. È esattamente quello che una relazione significa per noi. E amerò tutte le altre cose che succederanno fra me e lui.

E non me ne frega un cazzo che ho 17 anni. Io voglio svegliarmi con i suoi occhietti, di cui il sinistro più basso dell’altro, a fianco. E voglio fargli il solletico. E poi gli voglio pinzare il naso perché così sobbalza. E lo voglio abbracciare, ascoltare dire buon giorno e chiedermi l’ora in cinese perché appena si sveglia non switcha subito totalmente all’italiano. Voglio che mi passi i fazzolini di domenica matita (errori grammaticali by fungo) e che stia con me. A formare una famiglia, appena sarà possibile. E, se questo può succedere, voglio che succeda per sempre. Perché io sono felice. E lo sono pensando al passato, pensando al futuro, pensando al dolore dei miei 14 anni, pensando alle denunce, pensando ai pensieri suicidari, pensando all’autolesionismo. Lo sono perché lui è la persona con cui voglio stare al di là del ragazzo carino per strada, di quello che c’è nei video porno e di quello che si fa la foto da palestrato in spiaggia.

Io lo amo perché quando lo vedo mi innamoro ogni volta. Ogni giorno prendo di nuovo l’impegno che è amare. Ogni giorno il suo sorriso mi fa sentire a casa e ogni giorno lui che sorride mi fa credere che sia il ragazzo che voglio ritrovare a casa ogni santissimo giorno. Mi chiamo Giorgio, ho 17 anni e sono innamorato. E il mio amore non è quello delle fiabe.

La mia idea dell’amore non equivale a paura, timore e agitazione. Equivale a tranquillità, stabilità e fiducia. E se questo non posso pensarlo a 17 anni allora modificate il source di Chrome e scrivete l’età che volete. Io, intanto, mi godo la reazione di Nicki che legge questa lettera dal blog dato che mi sono rifiutato di mandargliela. Sorpresa!

Giorgio.

vaso di pandora

[Anche tu puoi mandarmi la tua storia. Sarà pubblicata sulla rubrica “Il Vaso di Pandora”. Per inviarla: barsottiveronica@gmail.com]

4 Commenti

  1. Anna dice

    Giorgio, sei un grande. Hai un’idea di amore molto più matura di tanti cosiddetti adulti. E il tuo fungo è proprio fortunato! Vi auguro tutto il bene possibile, un abbraccio

  2. Grandissimo Giorgio, grandissimo proprio. E grandissimo anche fungo 🙂 Io di anni ne ho 25 e constato che molti dei miei coetanei ancora non hanno la più pallida idea di cosa sia l’amore; io stessa non avrei saputo descriverlo bene come te, nonostante mi sia ritrovata in ogni passo. GRAZIE perché esisti, perché ami, e per avercelo raccontato!!!

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