Il vaso di Pandora
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“Il Vaso di Pandora”: “Ho letto che cercavi storie d’amore”. E io ho pianto

Da quando ho inaugurato questa rubrica ho ricevuto molte testimonianze. Alcune mi hanno scosso e turbata, altre mi hanno fatto sputare il caffè sul monitor dal ridere, altre ancora mi hanno commossa fino alle lacrime. È la vita: un’intersezione di esperienze e di molteplicità dell'”Io”.

La storia di oggi è diversa. Perché parla di me. Perché è la mia storia. La sua evoluzione più bella. La mia rinascita sentimentale.

Questa mail me l’ha inviata Manuela. L’ho aperta pensando che fosse uno dei suoi soliti scherzi. Poteva essere seria una mail dal titolo Ho letto che cercavi storie d’amore?. E invece.

E invece mi è preso un colpo quando l’ho letta.

La mia rinascita la devo a tante persone, ma soprattutto a Lei. Dopo la fine della mia storia precedente avevo pensato che non avrei più condiviso “tutta me” qui sopra, che avrei voluto riprendere la mia esistenza al riparo e offline.

Poi ho semplicemente realizzato che non sarei stata fedele alla filosofia che sottende ogni articolo di questo blog e che nasce dalla volontà di utilizzare l’autobiografia come narrazione condivisa e di supporto per chi legge, oltre che per chi scrive.

Quindi eccomi qui. Eccoci qui. Credo non sarei stata in grado di descrivere diversamente la trasformazione della nostra amicizia in un Amore potentissimo.

Ci sono storie che si riescono a raccontare seguendo un ordine cronologico,
altre che sfuggono ad ogni concetto e percezione di tempo.
Ci sono giorni in cui gli sguardi che ci si scambia, sembrano quelli di due coniugi che hanno consolidato il loro amore in decenni di pazienza, perseveranza e passione.
Attimi in cui la P ricorda il piacere della scoperta, l’emozione della prima volta e la passione, ché quella non deve mancare mai.
Storie in cui è bastato aprire uno spiraglio, tra una confidenza malinconica ed uno scambio di ironia e leggerezza, per far entrare nella propria vita il pezzo mancante.
E in una manciata di settimane, realizzare con sgomento che non ci può più essere una vita senza.
Fa paura avvertire tanta similitudine: tra se stessi e l’altra, tra l’altra e il proprio ideale di donna; e allo stesso tempo tanta differenza: tra il sè di cui si aveva esperienza fino ad una impercettibile frazione prima, e il sè potenziale che si intravede tra le righe e i sorrisi di questa nuova indispensabile presenza.
Niente di facile, niente di lineare, niente che sia esente da una quota di dolore, proprio e altrui.
Ma nudi davanti ad uno specchio, si può scegliere di abbassare lo sguardo per pudore nei confronti delle proprie imperfezioni, o guardarsi con attenzione per scegliere un abito che valorizzi i nostri tratti più riusciti.
Quell’abito non è fatto su misura, era stato già confezionato, ha qualche piega, qualche sgualcitura. Il colore è il nostro preferito, ma era già stato scelto da qualcun altro.
Tuttavia si può fare qualche aggiustamento, un ritocco che lo renda più comodo, un dettaglio che lo personalizzi.
Si può riuscire a renderlo solo e soltanto nostro.
E molti, moltissimi anni dopo, sorridere perché si ritrova in una sua tasca un biglietto d’Amore.
Dimenticato, ma mai scordato.
una storia d'amore

9 Commenti

  1. Anna dice

    Mi fa davvero tanto piacere per te! Una donna che scrive una mail simile deve essere proprio speciale 😀
    Te la meriti! Mi piacerebbe sapere come avete capito che l’amicizia si stava trasformando in amore. È stata una cosa graduale, o improvvisa? Un augurio sincero di tanta felicità, e un abbraccio.

  2. Caterina dice

    Viva la vita, viva la primavera, viva chi cade e trova il coraggio e la forza di rialzarsi!

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