Mese: maggio 2016

“Il Vaso di Pandora”: “Ho letto che cercavi storie d’amore”. E io ho pianto

Da quando ho inaugurato questa rubrica ho ricevuto molte testimonianze. Alcune mi hanno scosso e turbata, altre mi hanno fatto sputare il caffè sul monitor dal ridere, altre ancora mi hanno commossa fino alle lacrime. È la vita: un’intersezione di esperienze e di molteplicità dell’”Io”. La storia di oggi è diversa. Perché parla di me. Perché è la mia storia. La sua evoluzione più bella. La mia rinascita sentimentale. Questa mail me l’ha inviata Manuela. L’ho aperta pensando che fosse uno dei suoi soliti scherzi. Poteva essere seria una mail dal titolo Ho letto che cercavi storie d’amore?. E invece. E invece mi è preso un colpo quando l’ho letta. La mia rinascita la devo a tante persone, ma soprattutto a Lei. Dopo la fine della mia storia precedente avevo pensato che non avrei più condiviso “tutta me” qui sopra, che avrei voluto riprendere la mia esistenza al riparo e offline. Poi ho semplicemente realizzato che non sarei stata fedele alla filosofia che sottende ogni articolo di questo blog e che nasce dalla volontà di utilizzare l’autobiografia come …

“Il Vaso di Pandora”: l’amore ai tempi di Istanbul

[Grazie Virginia per averci raccontato la tua storia. Per un attimo è stato come essere lì a sorseggiare il rakı.] Arrivai a Istanbul a fine settembre di quattro anni fa, e Çide era ad aspettarmi alla fermata dell’autobus che giungeva dall’aeroporto. Era la prima volta che la vedevo, anche se ci eravamo scambiate diverse email sulla logistica del mio arrivo. Mentre aspettavo di scendere, guardando fuori dal finestrino, ricordo di aver pensato: deve essere proprio una tipa meticolosa con la testa sulle spalle. E avevo però anche visto quel suo lato rivoluzionario, che è rinchiuso in lei come un segreto, forse perché neanche lei è consapevole di quanto sia potente. Quando mi trovavo in Germania, mesi prima, potevo scegliere una meta estera per fare un periodo di studio al di fuori della mia università a Francoforte, e avevo scelto Istanbul. Ci sono cose che decidi di fare con un impulso inverosimile senza una ragione precisa, e poi solo dopo, capisci perché. Ad agosto gli esami del semestre erano finiti, avevo già cercato la stanza da affittare per quando sarei atterrata in Turchia, e poi …

Auguri alla donna che sarai

Oggi compi 7 anni. Il sette è un numero magico per molte culture. Il sette rappresenta la perfezione assoluta, un cerchio che si chiude e un percorso che si compie. In alchimia è il ponte tra l’umano e il divino. Il sette è la saggezza che si eleva alla ricerca di talenti ancora da esprimere. Sette erano i Re di Roma, sette i nani, sette i vizi, sette i mari e sette le meraviglie del mondo. Ti guardo dormire e vedo la stessa espressione che avevi quando ti cullavo tra le braccia. Mi fermo sorpresa a contemplare la curiosità con cui approcci il mondo che ti circonda, che sia la venatura di una foglia o l’espressione di un pensiero critico. Adoro la tua sagacia, il tuo essere sanguigna e la tua testardaggine nel voler cambiare quel che non ti piace. Mi compiaccio della tua tenacia e del tuo non arrenderti. Anche se come madre cerco di contenerti, dentro di me applaudo. Mi sento fortunata a guardarti crescere, e a rispettare la distanza che aumenta tra i miei …

Quella volta che ero piccola

Quella volta che ero piccola ero come adesso. Solo più piccola, di un bel po’. E senza le rughe. In realtà le rughe ce le avevo, ma poche. E solo quando ridevo. Mi venivano dei piccoli raggi intorno alle estremità degli occhi e agli angoli della bocca. E anche quando piangevo o mi arrabbiavo, mi venivano le rughe. In quel caso mi si formavano delle onde sulla fronte e gli angoli della bocca finivano in giù. Come i tetti delle case di montagna. Quella volta che ero piccola mi fissavo a guardare la forma delle nuvole e a cercare delle somiglianze. Mi perdevo a fissarle per ore. Soprattutto quando ero in macchina con i miei genitori. Guardavo fuori dal finestrino le chiome degli alberi che si rincorrevano e le nuvole schiumose. E quando pioveva facevo una gara tra le gocce e scommettevo su quale avrebbe vinto. Ma mica lo dicevo ad alta voce. No no. Era una gara in cui vincitori e vinti se la vedevano tra di loro, ben al riparo tra i miei pensieri. …

“Il Vaso di Pandora” – È una roba potente, l’adozione. E maledettamente complicata.

[Ho riletto questa storia così tante volte da saperla a memoria. Dedico questo estratto di memoria a tutti coloro che credono che la famiglia sia quella formata solamente dai legami di sangue.] A casa mia, l’adozione l’abbiamo presa per i denti. Nel senso letterale del termine. Non fatevi illudere dai discorsi dei genitori adottivi: quando siamo in pubblico tendiamo a minimizzare, a sminuire le difficoltà di tutti i giorni. Ma ci sono, e sono tante. A partire dai 5 sensi. Quando prendi in braccio un bambino piccolo, ha un odore tutto suo particolare. Un odore di debolezza, di latte, di esserino indifeso. E’ per questo che Mowgli viene allevato dai lupi. Perché è un cucciolo, profuma di cucciolo. Quando una madre ha un figlio dal suo grembo, ne condivide gli odori, quelli del suo sangue, del parto, della venuta al mondo. Ecco, per noi genitori adottivi quella roba lì non c’è. I ricordi olfattivi sono potentissimi, a volte un odore è in grado di riportarti indietro di anni in una frazione di secondo. Quando accogli nella tua famiglia un …

La verità è che sono bionda. E felice di essere felice.

Sì, lo so. Avrei dovuto dirvelo prima. E invece. E invece non sono riuscita. Il fatto è che dopo tanti anni passati da rossa, ormai mi sono convinta di esserlo. Ma era un bluff, amici cari. La verità è che sono bionda. Dentro e fuori. Biondo cenere, tra l’altro. Manco un bel biondo dorato che ricorda le spighe del grano. Il mio biondo ricorda le sfighe del mondo gramo. Incarno tutto ciò che si dice sulle bionde: sono egocentrica, lunatica, umorale, volitiva, instabile, caotica, impulsiva e svampita. Perdo tutto, tranne la speranza. Che non solo è l’ultima a morire, ma pure la prima a tenermi la testa attaccata al collo. Non riesco ad indugiare nella tristezza, mi ruba troppa energia. Mi lascio risucchiare dai tormenti, mi adagio sul fondo del barile a piangere, mangio tanta pizza, mi autocommisero un pochino – ma senza esagerare, perché sono molto brava ad autoconvincermi che sono un disastro – divento narcolettica. Poi mi rompo le gonadi, per il motivo di cui sopra e cioè che mi annoio a perseverare …

Quando a far violenza su una donna è un’altra donna

Appena un trafiletto sulla stampa (che potete leggere qui). Due righe o poco di più per un episodio che finirà presto nel dimenticatoio sociale. Quando una donna subisce violenza da un’altra donna, c’è ancora più silenzio. Un fenomeno complesso e ancora più affossato dallo stigma sociale. Leggendo questo studio (che trovate qui) si scopre che le donne abusate, violentate o seviziate da altre donne spesso sono doppiamente emarginate. Uno dei grandi ostacoli che rende la violenza tra donne un fenomeno sommerso, è l’implicito coming out cui la denuncia darebbe luogo. Chi è quindi imprigionato nella negazione di sé, diviene ancora più vulnerabile in caso di qualunque forma di violenza: quella di matrice omofobica o quella che ha come sfondo una relazione di abuso. Il problema, poi, è culturale: una donna viene percepita innocua. Nell’immaginario collettivo è l’angelo del focolare, al massimo preda di vezzosi e imprevedibili guizzi umorali che al più si traducono in urla e schiamazzi. E questo è palese non solo nell’omertà che circonda l’argomento, ma anche nei toni da sfottò che si leggono in giro sui social a commento della …

“Il Vaso di Pandora” – L’educazione sentimentale di una lesbica cattolica.

  [Più di un articolo. Oggi ho la fortuna di ospitare una storia di vita che è il racconto delicato e profondo di un percorso di scoperta. Prendetevi il tempo di assaporarne ogni parola. Perché è poesia.] Quante volte nevica a Rimini? Non saprei dirlo con certezza e, a dire il vero, la mia risposta farebbe sorridere i romagnoli veri, quelli che d’estate mostrano l’orgoglio di un turismo d’eccellenza e d’inverno aspettano solo che l’estate arrivi. Io, sarda, con qualcosa in più dei miei vent’anni da raccontare, cosa potrei dire di questo luogo? So per certo, però, che l’8 dicembre del 2012 la neve a Rimini cadeva copiosa e che si trattava di un evento eccezionale, di quelli che fanno uscire fuori i bimbi dalle case non per andare a scuola, ma per giocare. Cosa c’è di più assurdo della neve sul mare? Cadeva e nel momento in cui i fiocchi si infrangevano sulla battigia, si squagliava. Si affossava sulla sabbia mista a polvere in un litorale deserto e trascurato da mesi, mischiandosi con essa. Quel pomeriggio di quattro anni fa …

Se mi lasci ti cancello: quando le lesbiche si dicono addio, anche su facebook

Mia nonna aveva ragione: una volta era tutto diverso quando due persone si lasciavano. Foss’altro per il fatto che, essendo per la maggior parte matrimoni combinati, non era possibile lasciarsi. Al massimo ti succedeva com’era successo a lei, che a 16 anni era innamorata del belloccio del paese, ma una sera si è trovata mio nonno in casa, che era venuto a chiedere la sua mano, e se l’è sposato. Ma del belloccio ha continuato a parlarne anche quando aveva l’alzheimer. Poi c’è stato il ’68, l’emancipazione femminile (ah, sì?) e almeno il partner te lo potevi scegliere. Con l’arrivo dei social network le relazioni si sono espanse. Non solo oltre i confini geografici – che è stato un discreto miglioramento, dal momento che prima, da lesbica, per cuccare ti toccava andare nei locali e scegliere la fidanzata tra un campione piuttosto esiguo – ma anche temporale, perché facebook tutti i giorni ti ricorda il tuo passato. Lasciarsi è doloroso e spesso vorresti perderle, quelle tracce del tuo passato, soprattutto nel momento dello smadonnamento, quel …

“Il Vaso di Pandora” – La storia di M. e la scoperta dell’omosessualità

[Scoprirsi omosessuali ed accettarsi è una discreta prova di consapevolezza e coraggio. Ogni storia è a sé, ognuno con i propri tempi e il proprio “stile”. Ma l’effetto “rinascita” è una costante. Non c’è niente di più meraviglioso del concedersi la libertà di essere se stessi. Grazie, M. per la tua storia.] In un momento della mia vita in cui non vedevo luce e mi sentivo ormai anestetizzata, iniziai a parlare con Lei. Dalla prima telefonata non smettemmo più, in ogni momento libero ci chiamavamo e ogni minuto al telefono era per me ossigeno puro che mi riportava alla vita. Siamo andate avanti cosi per un po’, inventavo scuse per uscire di casa e sentirla. Io non avevo mai avuto una donna, ero intrappolata in un matrimonio ormai morto che ammazzava anche me. Decisi che dovevamo vederci al più presto. Scelta la data, trovato l’alibi per l’uscita serale, prenotata la stanza per lei, fissammo un appuntamento fuori dalla stazioncina del paese. Non c’eravamo mai viste (non c’era ancora la tecnologia di oggi), sapeva che auto avevo …