Nuda veritas
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Guerrieri si nasce. E un po’ ci si diventa.

Sarà la primavera, che oltre a farmi cadere in un sonno catatonico, ha destato un bisogno di rinascita.

“La tristezza non ti si addice. E qualsiasi cosa succeda nella vita, non dimenticarti mai chi sei. Hai affrontato di peggio e ti sei sempre rialzata. Piangi quel che devi piangere, lascia che esca fino all’ultima lacrima. Poi asciuga gli occhi, vai allo specchio e regalati il sorriso di chi rinasce.”

Un messaggio sul telefono. Un’amica che né la distanza, né il tempo che trascorre senza che ci sentiamo, riuscirà ad allontanare dal mio cuore. Perché di persone che ti scuotono dal sonno della ragione e ti ricordano che sei molto più dello straccetto floscio che sei diventata, c’è un grande bisogno. Sempre, ma nei momenti demmerda ancora di più.

Sono fortunata. L’ho scritto spesso in questo blog e lo penso anche oggi. In questi lunghi mesi bui, tra cambiamenti e lacrime, l’amore non mi è mai mancato. L’amore dei e per i miei figli, delle e per le tante anime che mi hanno sostenuto anche nei momenti in cui ho faticato a chiedere aiuto.

Mi sono adeguata al fluire del cambiamento, ho lasciato che il dolore arrivasse senza tentare di dissimularlo e ingoiarlo. Non ho opposto resistenza. E adesso sento che si è ritirato. Rimane il dispiacere per qualcosa che non è più, ma prevale il quel che sarà.

Sono felice del mio lavoro, felice delle mie amicizie. Orgogliosa di quel che sono diventata. Perché dallo stravolgimento che spezza, si risorge diversi da prima. Fatico a riconoscere la me stessa di qualche mese fa, fatico a trovare similitudini con chi ero l’anno scorso.

Sono felice, tanto. Sono ripartita da me, ho accolto abbracci e consigli, ma soprattutto sono riuscita ad ascoltarmi. Di quest’esperienza conservo i momenti in cui ho accettato di rintanarmi in un angolo, le giornate in cui mi sono presa per mano e quelle in cui mi sono lasciata cullare. Ho lasciato andare la rabbia, la frustrazione e l’incaponimento affinché la mia vita fosse diversa.

Grazie per la pazienza di chi si è sciroppato i miei sfoghi. Grazie a chi mi ha fatto notare che stavo di nuovo pasticciando col cibo. Grazie a chi ha risposto ai miei messaggi notturni. Grazie ai miei colleghi, che sono davvero ganzi. Grazie a mamma-che-mi-ha-fatto-così-bella-dedico-il-premio-a-chi-ha-creduto-in-me.

E grazie, Manu. Senza di te non so come avrei fatto.

rinascita

 

19 Commenti

  1. Che dire, su questo blog lo hai fatto sempre con stile, senza far trasparire troppo la pesantezza della situazione difficile che stavi vivendo, condendo il tutto con la tua ironia contagiosa. Poi, diciamocelo, chi segue il tuo blog ama quel che scrivi e pensi e anche nel buio che hai affrontato hai sempre lasciato un messaggio positivo a tutti. Sei un essere umano o no? Oddio, non lo sei??? Lo sei? Ah, no, sei una Fenice che risorge dalle proprie ceneri!
    A parte gli scherzi… buona rinascita!

  2. virginia dice

    Ecco…e non pasticciare con il cibo ( consiglio spassionato e non richiesto da parte di chi se ne intende)

  3. R.Hahn dice

    Quando si hanno la capacità e la sensibilità di ascoltare se stessi, buona parte del lavoro è fatto… Se poi intorno ci sono le persone giuste, questo aiuta molto. Sei una donna fortunata! Vai così 😀

  4. tu sei una forza…. non ti leggo da tanto, ma fai sempre trasparire uno spiraglio di luce! e che bello sentirti dire ste cose! certo che servono anche i momenti in cui ci appallottoliamo… siamo umani! secondo me tu hai trovato un equilibrio in te, oltre ovvio ad avere tutte queste belle persone intorno…
    ah suelle amiche che non vedi e non senti spesso ma che appena ci si ritrova è come se non fosse passato un secondo e che le senti anche se stanno lontane… come hai ragione!
    ma se ti chiedo l’amicizia su fb, pensi che ti stalkero? tanto garantiscono per me i miei amici gianduiotti!!!!! 😀

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