Nuda veritas
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Mamma a 22 anni. Le cose che ho imparato.

La prima volta che sono diventata mamma ero molto giovane. Avevo 22 anni quando l’infermiera della sala parto mi ha appoggiato sulla pancia un fagottino biondo, vestito di giallo e incazzato come una vespa.

Essere mamma a 22 anni crea negli altri un sacco di perplessità.

Essere mamma a 22 anni in Italia sconvolge anche di più dell’essere una mamma lesbica.

Ho ricevuto sguardi perplessi più sulla mia maternità precoce che sulla mia omosessualità. Il che dipende dal fatto che in Italia l’età per diventare mamma si è alzata. In altri Paesi a 22 anni hanno 3 figli. E fino a 40 anni fa se a 22 anni non eri sposata e non avevi almeno un figlio eri una sfigata-zitella-reietta sociale.

Per fortuna la società progredisce. Ed essere madre non è più l’unico modo di essere considerata donna dalla società (vero?).

[Questo per dire che non esiste un parametro universale nemmeno per l’età genitoriale: si può essere bravi genitori a 20 anni così come si può essere pessimi a 40. E viceversa. Tutto è relativo al momento storico e al contesto culturale in cui si vive.

Nel 2016 in Italia non abbiamo neppure le Unioni Civili per le persone omosessuali. Sempre per dire.]

Lasciamo un attimo da parte l’antropologia e torniamo alla mia storia.

Quando è nato Ariele mi mancavano 10 esami e una tesi sperimentale per finire l’università. Ci sono riuscita, nei tempi e con i risultati che mi ero prefissata. Con impegno e sacrificio, certo. Ma ce l’ho fatta. Ho continuato ad avere una vita, sicuramente diversa da quella dei miei coetanei, ma non ho mai tralasciato le amicizie o gli interessi. Ho settato le aspettative e ridisegnato le priorità.

Con lui sono stata una mamma spensierata, leggera, ma non incosciente. A 22 anni la vita ti sembra facile. Vedi le opportunità e non le sconfitte. La memoria del passato è ancora poca cosa rispetto alla speranza per il futuro. Con lui mi sono divertita, più che preoccupata. La mia è stata una maternità allegra, fatta di giochi insieme, risate, scherzi ed esperienze condivise. Questa complicità ce l’abbiamo tutt’ora. Anche nelle baruffe che l’adolescenza ha introdotto tra noi.

Un figlio a 22 anni è un trauma? Dipende. Dipende da come vivi la vita, dal tipo di aspettative e di desideri. Siamo noi che attribuiamo una valenza a quello che ci accade. Nel mio caso è stato un cambiamento grande, ma non un trauma. Posso dire che la mia vita non è stata uguale a quella della maggior parte delle mie coetanee. Mentre loro facevano nottata in discoteca, io aspettavo l’alba tra coliche, pannolini e poppate. Mentre loro festeggiavano la laurea con un interrail in Europa, io compilavo moduli per la richiesta della mensa scolastica e ricamavo (malissimo) il nome di mio figlio sul sacchettino per il cambio da lasciare all’asilo.

Adesso che Ariele è più alto di me e invece che con gli occhi adoranti del bambino mi guarda con l’ironia e il sarcasmo dell’adolescente.

Adesso che ascolto le sue confessioni di essere umano dubbioso.

Adesso non sono in grado d’immaginare la mia vita senza di lui. Un vantaggio? Uno svantaggio? Non saprei dirlo.
Diventare genitori è sempre sconvolgente. A qualsiasi età. Se mi guardo indietro vedo tanto sacrifici, tanto impegno. Ma vedo soprattutto tanto amore.

E questo mi basta.

mamma giovane

31 Commenti

  1. Che bei pensieri ho letto e che serenità ho percepito.

    Una linea diretta tra cuore e penna.

    🙂 …grazie della condivisione.

  2. Mia madre mi ebbe a 32 anni e, nel 1986, fu bollata come “primipara attempata” 😛
    Comunque hai ragione, dipende dagli orizzonti di ognuno, se sia presto o tardi. E mi pare che ti sia venuto un essere umano bellissimo (e anche la piccolina!)

  3. Mara Landi dice

    Ariele è stato la tua doppia laurea,sicuramente la più importante delle 2. Pure mia madre ebbe me a 25 anni (non ancora compiuti),ma erano pure altri tempi,i figli “si dovevano” fare da giovanissimi(mentalità nordica-cattolica che non capirò mai). Bello leggere comunque lo stesso happy ending….mamma non può fare a meno di noi(ho una sorella)e noi di lei. Tanto ammmmore! 😉

  4. emanuela dice

    sono diventata mamma di giulia a 24 anni, quando ne avevo 28 sono nati anche Tommaso e giulia.
    tornassi indietro non cambierei di una virgola quello che è stato il mio percorso.E’ stato bello, divertente, stimolante, laurea del loro papà con Giulia nel pancione, mettere su casa con pochi, pochissimi soldi, ma tanti giochi, libri, colori, campeggi al mare in tenda, città d’arte in ostello, quadri, casa piena di amichetti(…ero l’unica che non si lamentava per le invasioni…).
    Posso dire quello che dici tu. ci sono stati anche sacrifici, certo, ma c’è statyo soprattutto tanto amore.
    Emanuela

  5. ma che belli gnoccherelli fritti che siete….!
    hai ragione tu! diventare mamma è una cosa che cambia la vita a qualsiasi età… certo che ovviamente la modifica in maniera diversa rispetto a ciò che stai vivendo… ma non si è ne preparati , ne imparati a 20, come a 40 anni…! io lo sono diventata a 33 e lo stesso ho dovuto costruirmi con lei una complicità ed una conoscenza giorno dopo giorno! giochiamo, ridiamo, ci divertiamo ora che ha tre anni e spero che continueremo sempre!
    mi è piaciuto il modo che hai avuto di passarci la tua esperienza!

  6. Erika dice

    Leggo da un po di tempo il tuo blog e cavoli come mi ci rivedo!!!! Mamma per la prima volta a 16 anni e per la seconda a neanche 18 e dico sì sono stata una buona madre, una buona moglie no, sto cercando di esserlo ora ma con mia moglie…due maschi ormai adulti?????!!!! 20 e 18 anni che hanno ereditato da me il cuore puro dei sognatori e degli onesti e che cercano il loro spazio, uno vicinissimo a me (lui sta a gran canaria mentre io a Tenerife) e l’altro dall’altra parte del pianeta in Giappone. Anche io non riuscivo ad immaginare la mia vita senza di loro ma essere madre ti dona quell’amore incondizionato che ti permette di appoggiare e sostenere senza troppi sforzi apparenti le loro scelte anche e soprattutto se fanno male. Un abbraccio

  7. Sottoscrivo tutto. Ho avuto una mamma di 19 anni e sono diventata mamma delle gemelle a 22. Non mi guardo indietro con rammarico o con rimpianto. Certo, ho fatto dei sacrifici. Ma le bimbe sono tutto per me. Anche se ho un lavoro, i miei libri, le amiche, ho fatto viaggi da sola e trasferte. Quando la terza aveva sei mesi, sono andata via quattro giorni con mio fratello perché non ne potevo più. Non mi sono fatta mancare l’indispensabile ma ho rinunciato senza il minimo problema al superfluo. Mi sento felice.

  8. Io sono stata una madre incosciente, non una ma due volte. A 29 anni e a 31. Io non ho rinunciato a nulla per loro, le cose importanti erano loro. Ne ci siamo posti limiti, la prima volta che siamo andati in campeggio in Spagna avevano uno e tre anni. Tutti a sconsigliarci, amici,parenti e conoscenti. Ci siamo andati per 12 anni a fila, Fino a quando Andrea il maggiore disse: ” che palle in campeggio con i genitori, io quest’anno non ci vengo”. Allora siamo andati in albergo e una serie di privilegi e compromessi al maschio maggiore, da bilanciare successivamente con altri privilegi alla femmina. Si è fatto per un’anno e basta.

  9. Ho avuto Progenie (cercata e voluta) a 24 anni e del mio passato è forse l’unica cosa che rifarei (forse un’altra.. 😛 ) averla. Sono la persona che sono (bellissima e modesta) grazie a lei e per questo capisco benissimo le tue parole 🙂

  10. IL PINZA dice

    Sai qual’è il problema? Che poi ti ritrovi con i figli adulti a 40 anni e pensi: “Mò che faccio?”. Vedi gli amici che figliano a 40 anni, incominciano praticamente una nuova vita e tu sei lì che al massimo pensi a quando arriveranno i nipotini.
    Mi manca tanto un piccoletto per casa…..

  11. Io tornassi indietro, figlierei a 20 anni. Tutto il resto puoi farlo dopo… le nottate in bianco, a 20 anni, meglio farle a cambiare pannolini che a vomitare alcolici post discoteca 🙂

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