Nuda veritas
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La mia vita a livelli: mi sembra di essere finita in Inception

Non so se avete mai visto il film Inception.  In breve è la storia di gente che si addormenta a comando e fai dei sogni uno dentro l’altro, trovandosi a vivere in scenari completamente diversi creati dal subconscio. Una matriosca onirica. Una roba che io non sarei riuscita a immaginare nemmeno a vent’anni dopo una sbronza epica di quelle che ti svegli nel tuo letto il giorno dopo e non ricordi come ci sei finita (peggio è quando ti svegli nel letto di nonsaichi e non ricordi non solo come ci sei finita, ma nemmeno cosa sia successo).

In breve. Dopo la separazione da Nina, mi è capitato questo lavoro a Milano e adesso vivo lì durante i giorni lavorativi e scendo a Mordor quasi tutti i fine settimana. Ovviamente non ho ancora traslocato per mancanza di tempo e quindi mi sto appoggiando in quella che era casa nostra. Il risultato è che vivo questi giorni a Mordor risucchiata nella vita che era mia fino a un mese fa: con Nina, i bambini, il cane e le pecore. Andiamo al cinema, facciamo cose e vediamo gente. Poi io rifaccio la mia valigina e me ne ritorno a Milano. I miei figli vanno dal papà insieme a Iole.

Mi sento vagamente sull’orlo di una crisi dissociativa. Non so quale posto chiamare casa e nel dubbio ho deciso che la mia casa è dove sono i miei piedi. Del resto, quando non ci sono certezze, è meglio ripartire dalle basi. E non avendone di più solide, al momento, ho deciso che i miei pieduzzi da troll sono la scelta migliore.

Ci sono dei vantaggi: il più grande è che la Noia è un concetto ormai del tutto sfumato, sebbene anche prima non fosse un aspetto molto presente nella mia vita. Lo svantaggio più grande è che quando mi sveglio non so più in quale letto sono. Esattamente come da effetto sbronza.

Per questo motivo mi sono dotata di lucina notturna, che Brita mi ha gentilmente prestato. E sì, sto ancora cercando di capire se è Realtà o sogno indotto.

Nel frattempo ho messo su il caffè.

vivere sui propri piedi

 

20 Commenti

  1. Se sai l’inglese, ti consiglio di (ri)leggere The Essential Dykes to Watch Out For di Bechdel. Perché l’umorismo intelligente fa sempre bene, e sa affrontare anche temi come la separazione.

  2. emanuela dice

    è sempre un casino ovunque…
    un casino dappertutto.
    comunque sia, le separazioni sono un casino
    le case sono un casino.Case che ci sono o nn ci sono.
    meno male, che in tutto sto casino, restano dei punti fermi.
    I nostri figli.
    E noi stesse che, in tutto sto casino, ci barcameniamo bene.
    Mi sembra che ti barcameni bene!!
    Emanuela

  3. r.hahn dice

    Inception è un gran bel film. E i momenti di crisi, sebbene nessuno se li auguri, sono quelli che danno veramente una svolta alla nostra vita. Dunque sei in un bellissimo e fecondo momento della tua vita! E “casa” la porti con te. Un abbraccio 😀

  4. IL PINZA dice

    Casa…. casa è dove c’è amore. Durante la settimana ho quattro mura vuote e quella non è casa.

  5. complimenti!!
    come sempre mi stupisco della tua capacità di cambiare senza scoraggiarti e senza farti sopraffarre!
    invidia!!

  6. Daniela dice

    Eccomi, reduce del terzo trasloco nell’arco di 3 anni. Ammetto di essermi svegliata diverse volte negli ultimi giorni cercando disperatamente punti di riferimento nella stanza buia al fine di capire dove fossi. Salvo qualche crisi di nervi stile film “E morì con un felafel in mano” devo dire che comincia perfino a piacermi e inizio a percepire la differenza fra precario e dinamico. Chiaro che c’è una variabile invariabile, il punto fermo: i miei animali. Casa è dove io e i miei animali possiamo accoccolarci, io sono la loro casa e loro sono la mia

  7. Quando mi ero lasciata io con l’ex, per problemi tecnico logistici abbiamo dovuto forzatamente convivere per circa 3 mesi sotto lo stesso tetto e letto. Un incubo. Quindi, a meno che tu non dorma su un divano, capisco benissimo come si sta. Se poi a complicare le cose ci sono pure dei figli di mezzo, addio.
    Continua però a sfuggirmi il motivo reale e concreto di tutto ciò: dopo un paio di annetti di convivenza e con tutti gli sforzi per incastrare le cose trovo che sia davvero un peccato mollare le ancore così. Come una coppia “normale”.
    Possibile che due donne non possano trovare una soluzione meno drastica? Possibile che non esista un accomodamento, un compromesso, una quadra? Possibile che due donne che si amano si lascino sopraffare dalle difficoltà dell’amore? Mah.

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