Nuda veritas
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“Quando due lesbiche si lasciano”: un excursus sulla filosofia dell’Esticazzi

L’amore è eterno finché dura, diceva un tale con un nome da Bacio Perugina andato a male. E in effetti non si può che dargli ragione. Dopo la mia separazione ho affrontato diverse fasi, ognuna delle quali era contraddistinta da un mood diverso. Quando una storia finisce ci sono due strade: l’alcolismo o la rinascita. Sto provando la seconda, mi pare almeno più economica.

vademecum per lesbiche che si lasciano

Fase 1 Mi tasto se ci sono

È la fase d’esordio, quella in cui ti arriva la mazzata nelle gengive e non capisci niente. Vivi in una realtà ovattata in cui ti sembra che tutti parlino il balenese (se non sapete cos’è, correte a guardarvi Nemo) e non realizzi che cosa ti stia capitando. Inciampi in foto che Facebook ti sbatte con sicumera sotto il naso, in ricordi, in frasi a mezza bocca e nelle facce basite della gente che non sa cosa dire e assume l’espressione di Doris (io ve l’avevo detto di guardare Nemo).  In questa fase hai bisogno di toccarti (non in senso pornografico, zozzoni) anche solo per capire che esisti e il respiro diventa la prova che sì, sei viva.

doris

Fase 2 Io ce la posso farcela

Non so voi, ma io resisto poco in fase down, dopo un po’ mi sto sulle palle da sola e ho bisogno di trovare lo sprint e la motivazione per rimettermi in piedi. Non so se è perché nella vita ci si abitua alla liquidità della mutevolezza esistenziale o perché sono proprio fatta così, come quelle bamboline dal culo tondo che se le spingi cadono e tornano su. Eh, no. Niente battute sul mio culo diversamente tonico. Questo è il momento del delirio di onnipotenza, in cui il mio cervello mi ripropone in sequenza temporale tutte le volte in cui la vita si è messa di traverso e io non mi sono fatta scoraggiare. La percezione che ho di me è quello di essere invicibile e che – sì, cazzo! – supererò anche questa.

invincibile

Fase 3 Io speriamo che me la cavo

A seguire il delirio di onnipotenza e onniscienza segue quello in cui il pensiero necessita di diventare atto. E qui arrivano i dolori, perché la realtà si spoglia dei ricordi, delle nostalgie e anche delle idealizzazioni dell’ego e capisci che è il momento di agire. Nel mio caso si è tradotto in: nuove opportunità professionali, nuovo assetto familiare, nuova città e nuova casa. Perché una cosetta facile non mi è mai capitata e la mia vita, in genere, viene sconvolta sotto ogni punto di vista su tutti i fronti. Sennò che gusto c’era? Quindi sappiate che ora la mia vita si dividerà tra Mordor e Milano, con possibili conseguenze nefaste sulla mia psiche già poco lineare.

psiche lineare

Le fasi successive ancora non le conosco, ma ipotizzo e spero che siano quelle in cui la trama si scioglie e il protagonista, dopo tante peripezie, gode di un finale lieto.

O almeno di 8 ore di sonno filate.

43 Commenti

  1. vedi il lato positivo… (SEMPRE vederlo)… dai grandi cambiamenti/nei grandi cambiamenti scopriamo parti di noi che mai avremmo pensato di avere (positive intendo 😛 ); scopriamo pezzi di mondo e di altre persone che non avremmo mai incontrato se il cambiamento non ci avesse shakerato come un caffè freddo estivo…. il che di per se è già un finale lieto d’estate con il caldo!

    Che dici che non è estate? Ma arriva, credimi… arriva

  2. In così poco tempo hai già attraversato tutte quelle fasi? Io dopo nove mesi sono ancora nella fase “depressione”……. Forse ho qualcosa che non va,….. 🙂

  3. Coraggio! Dopo di solito c’è la fase “Passo dopo passo”. E con una dose formato famiglia di pazienza le cose vanno a posto.

  4. mi sono rivista in tutte le tue fasi.
    Ora sono nella fase “che figo ritrovare la mia solitudine!”
    chissà che fase ci sarà dopo questa…..

  5. Io sono troppo lenta di natura per abituarmi alla fluidità di comevannolecosenellavita, oppure sto diventando vecchia e un po’ stanca…però almeno di cose positive riesco sempre a trovarne qualcuna: tipo che magari sarà più facile avere occasione di prenderci un te/caffè/qualsiasi alcoolico qui a Milan

  6. …sicuramente leggeremo un meraviglioso e “lieto” finale, di questo film mixato da tanti svariati capitoli, ma tutti necessari per l’atteso, ripeto, “lieto fine”.

    🙂

  7. Adriano dice

    Otto ore di sonno sempre e comunque 😄

    La fine di una storia è sempre difficile, ma la vera sfida è il non lasciarsi abbattere e mollare tutto, ma avere la forza per rialzarsi e riprendere in mano la propria vita nonostante tutto.

    Quella forza ho avuto la fortuna di vederla impressa in un paio di occhi chiari e un sorriso sotto lo sguardo divertito di un unicorno… 🙂

  8. Sto cercando di non pensare alla simbologia fallica dell’occhio di Mordor, ma è più forte di me, non riesco. Sono malato, vero?

  9. In Sicilia un saggio antico dice: il morto insegna a piangere. Magari oltre lo Stretto diventa: fare di necessità virtù. Mettiamola così, non si può mica stare sempre male, non è giusto per nessuno.

  10. Giada dice

    Grande Veronica…il cambiamento repentino a te ti fa na seg…. 😉 stai nel flusso della vita senza opporti. ..senza “lottare” e per questo ti ammiro tanto…
    I cambiamenti mi spaventano…a volte mi servono mesi per realizzare e anni per digerire…poi mi lascio trasportare dal flusso ma cn più calma. Sei brava!
    Ora mi trovo nella fase….vediamo cosa c’ è… vediamo cosa il mondo mi offre…intanto è arrivato il basket…che non è poco…mi sta insegnando a vivete di nuovo 😉 a dare il pallone a chi è smarcato…a cercare canestri impossibili…a tentare. ..
    Ora basta….via…grande Vero

  11. Io mi sono abituata a credere che in tutte le cose ci sia un prima e un dopo e che il prima sia indispensabile all’arrivo del dopo. Chi ci lascia non vuole qualcuno o qualcosa invece di noi, vuole qualcosa dopo e ci lascia la possibilità di avere anche noi un dopo… che è sempre meglio del prima, non per retorica o perché dobbiamo convincerci che è così, ma perché cresciamo, ci conosciamo meglio, ci rispettiamo di più e ci regaliamo qualcosa di bello che sappiamo di meritare 🙂

  12. Tania Guiducci dice

    Ciao, tra Mordor e Milano se ti occorre un divano letto accessoriato di birra, all’altezza di Modena fai un fischio 😊

  13. Elaisiauaiaiei dice

    Mi dispiace per la storia finita. Ho riso un sacco per le cose che hai scritto perchè, anche se etero, mi sono successe le stesse cose (passando prima dalla fase alcolista, però XD).
    Per mia esperienza personale, ti posso dire che per un po’ andrà peggio e ti sentirai mancare il pavimento sotto ai piedi, poi penserai di aver perso tempo e tutte le menate da gente depressa che pensa che morirà sola in un monolocale pieno di gatti e, infine, sentirai la bellezza di essere te stessa, sempre e comunque…E proprio quando avrai apprezzato appieno lo stato di “singolitudine”, probabilmente arriverà qualcun* a romperti le palle facendoti innamorare (non dall’oggi al domani, si capisce) e allora l* odierai e infine ti ridarai all’amore. 😀
    Buona fortuna con la tua personale rinascita.
    Spero di leggere presto le tue prossime fasi.

  14. sandra dice

    ” ci si abitua alla liquidità della mutevolezza esistenziale”, dai questa da dove l’hai presa? 🙂

  15. Mi spiace che sia finita così. Mi hai insegnato tanto con i tuoi post battaglieri a difesa dei diritti degli omosessuali (a me che pensavo di sapere già tutto). Ho ammirato la tua storia d’amore con Nina. Ho sofferto percependo l’allontanamento fra voi. Ora, tu sei tu: continua a seguire la tua strada. Ma non ho dubbi che lo farai. Un abbraccio.

  16. emanuela dice

    dinamiche della fine di un storia d’amore….tra due donne, due uomini, un uomo e una donna…. non importa, le dinamiche sono queste.
    Ma, in tanti anni di vita, ho capito che, dopo la fine di una storia, abbiamo sempre il diritto/dovere di darci una, cento, mille altre opportunità:non solo di un altro amore, ma di vita.
    un grande abbraccio
    Emanuela

  17. non ho seguto la tua storia con la tua ex compagna, perchè da poco sono inciampata nel tuo blog, però, a parte dirti che sei gnocca, son contenta che pian piano risali!

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