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Unioni civili: perché è importante scendere nelle piazze il 23 gennaio

unioni civili

Il 23 gennaio scendiamo tutti nelle piazze italiane per dovere civile e morale.

Di fronte all’ignoranza voluta, alla cattiveria intenzionale e alle menzogne diffuse ad arte da chi, addirittura, chiede di pregare CONTRO i diritti altrui, non si può e non si deve rimanere in silenzio.

La battaglia per i diritti civili riguarda tutti come cittadini. Come essere umani.

Scendiamo nelle piazze per chiedere UGUALI DIRITTI, non privilegi. A meno che non si voglia far passare come un privilegio quello di assistere la persona amata in ospedale, avere accesso alla reversibilità pensionistica o essere – finalmente – riconosciuto genitore dei propri figli.

Io – che ho sempre ritenuto offensivo il DDL Cirinnà, considerandolo un ghetto giuridico e ho sempre pensato che l’unica cosa da fare fosse la semplice estensione dell’istituto giuridico del matrimonio – vi chiedo di scendere in piazza con me.

Non vi chiedo di farlo per me né per i tanti bambini a cui viene riconosciuto un solo genitore pur avendone due e neppure per le tante coppie omosessuali che vorrebbero tutelare la persona che amano. Vi chiedo di scendere in piazza per voi stessi e per i vostri figli perché la Storia ci chiama nuovamente a metterci la faccia, le gambe, la voce e tutto quanto è necessario per far progredire un Paese che sembra risucchiato dal medioevo.

Qui trovate un articolo di approfondimento e qui l’evento facebook, con le piazze in cui ci saranno le manifestazioni.

Tirate fuori la voglia di essere il cambiamento. E i vostri sorrisi più belli.

unioni civili

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  1. Mh… Non voglio parlare di cose che non conosco, ma a una prima e superficiale lettura del DDL sulle unioni civili, questo mi sembra il classico “contentino” dato giusto per far tacere le bocche (e l’Unione Europea). Oltretutto non equipara l’unione al matrimonio, quindi la cosa mi convince ancora meno.

    Non so, l’impressione mia è questa, ma posso anche sbagliarmi.

    C’è un passaggio, però, che mi lascia ancora più perplesso:

    Art. 1 comma a:

    “Sono cause impeditive all’iscrizione al registro nazionale delle unioni civili tra persone dello stesso sesso:

    a) la sussistenza di un vincolo matrimoniale, ivi compresa l’ipotesi in cui i coniugi siano separati, o di un’unione civile tra persone dello stesso sesso in atto;”

    Mi domando quante siano le coppie che si ritrovano in questa situazione e che quindi non potranno usufruire dell’unione civile.

    Ma come ho già detto, voglio rileggermi il tutto con più calma.

    • La norma che citi a me pare del tutto coerente con la corrispondente norma sul matrimonio. Non puoi contrarre matrimonio finché ce n’è uno in atto anche se è in corso la separazione… per cui mi pare giusto che anche l’unione civile non sia possibile se vi è un matromonio e/o una unione civile precedente. Per il resto il DDL è importante perché introduce un canale, apre una via del tutto nuova in Italia dove le leggi sono un tantinello datate, basti pensare che il codice civile che è di fondamentale importanza è del 1942 e contiene norme tipo l’art 926 che regola la proprietà di conigli e pesci che saltino da una conigliera o peschiera all’altra (ma te pare? Ma che pesci volavano nel 1942?)…

      • Grazie della precisazione 🙂 Io non sono un avvocato né tantomeno un legale perciò non me ne intendo molto di leggi e leggine varie. Oltretutto, come ho già scritto, ho letto il tutto di fretta ed ecco perché quel paragrafo mi era sembrato strano, perché ho capito male.

        • Adriano la mia non voleva certo essere una critica, solo offrire il “punto di vista dell’esperto” 😉 Poi non è detto che la monogamia sia un valore 😀

          • Ma figurati hai fatto benissimo a precisare 😀 Il parere dell’esperto è sempre ben accetto 😉

            Non so se la monogamia sia un valore, ma per me una donna basta e avanza 😀 Ti immagini ad avere due donne? Oltre a loro bisogna aggiungere due suocere, eventuali cognate se hanno sorelle e in più madre e sorella/e (anche qui se presenti). Quando fanno comunella son dolori ahahahah

  2. purtroppo quella settimana ho gli esami…se li facessi con al collo il ciondolo con la scritta “ally” e la bandiera arcobaleno vale come sostegno a distanza?

  3. saixmusic dice

    Quanto vorrei scendere in piazza anch’io, peccato che nella mia città non penso si farà qualcosa

  4. Roberta Rocco dice

    Grazie per questo articolo. Io credo che i diritti siano di tutte\i e nel 2016 non dovremo scendere in piazza perché dovrebbe essere già naturale avere i stessi diritti ma NON è così allora noi SCENDIAMO PER far capire che siamo persone umane pure noi SIAMO TUTTE UGUALI . E questo lo devono capire . Scendiamo in tanti e tante forza non dobbiamo mollare ma crederci sempre…

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