Anno: 2016

A Natale puoi: tragicronaca unta del Natale nella Comune

I disagi che di norma si trovano ad affrontare i figli dei separati noi le abbiamo aggirate. Non perché siamo genitori mejo, ma perché siamo genitori creativi. La scelta di abitare tutti insieme in una casa condivisa con il mio ex marito ha alleggerito non solo la logistica, ma anche lo stress legato alle trasferte dei figli e dei chi sta con chi e quando. Siamo troppo caotici per riuscire a stilare un programma e avremmo rischiato di scordaceli da soli a casa. Ovviamente il modello Neo Comune non si applica facilmente a tutte le famiglie. Occorre una situazione di pace e serenità tra ex coniugi, tra gli ex coniugi e i nuovi coniugi, tra i figli e i nuovi coniugi che coabitano con gli ex coniugi e soprattutto molto, molto, molto spirito di adattamento. Se lo spirito non si trova, si può utilizzare alcool sopra i 14 gradi, preferibilmente nella forma di vino rosso corposo. Ritrovarsi a condividere di nuovo spazi, luoghi e incombenze domestiche con un ex partner non è una dormita sull’amaca. Quei difetti …

Questa è my story di quando ho understood that sono lesbica

Nella mia vita pendolante da Milano a Lucca mi muovo utilizzando quasi esclusivamente il car sharing. Lo trovo un modo favoloso di viaggiare: risparmio, non guido e molte volte ho la possibilità di conoscere persone interessanti e affascinanti storie di vita. L’altro giorno in macchina eravamo due italiane, una spagnola e un’australiana – e inizio a capire perché la differenza etnografica sia l’incipit di molte barzellette – e abbiamo optato per l’inglese come lingua comune per comunicare. In genere io comunico molto bene, soprattutto aiutandomi con le mani. Prima di procedere nella narrazione vorrei giustificarmi mettendole avanti, le mani, perché ero stanca, la sera prima avevo brindato più e più volte con delle amiche, il cane mi aveva mangiato i compiti e, insomma, l’area linguistica del mio cervello stava cercando di ammaestrare la scimmia in hangover e non era particolarmente reattiva e il mio inglese era piuttosto imbarazzante. Dovendo condividere uno spazio angusto come una macchina, in questi viaggi si parla parecchio. Dalle prime domande rompighiaccio – di dove sei, che fai a Milano, che lavoro …

gratitudine e bellezza

Oggi il mondo è un posto più triste, per questo c’è bisogno di gratitudine e bellezza

Stamani ho aperto il blog per scrivere un post allegro. Invece ho letto che è morta Francesca. Era più nota come Wondy, la biondina che aveva sconfitto un tumore con coraggio ed ironia. L’ho conosciuta ad un evento e mi si è impressa nel cuore. Ho letto i suoi libri, i suoi articoli. Lei era esattamente come la sua scrittura: una fonte d’intelligenza e di forza di vivere. La notizia della sua morte mi ha paralizzata. Oltre alla tragedia umana e personale, è come se fosse meno credibile anche la speranza di farcela e vincere. Tornerà l’allegria, tornerà la gioia e anche la forza di combattere. Perché l’unico modo che abbiamo di omaggiare la vita e ingannare la morte è non sprecare il tempo ed essere felici. Vorrei riuscire a ringraziare per ciò che di prezioso e importante mi ha insegnato Francesca e non fissare incredula l’enorme vuoto che ha lasciato. Oggi vi chiedo un regalo per me. Prendevi dieci minuti e scrivete i motivi che avete per essere grati. Se vi va potete anche metterli tra i …

Stare comodi: materassi e relazioni

Da un po’ di tempo ho mal di schiena. Sicuramente inizio a invecchiare, me ne ricordo ogni mattina davanti allo specchio quando do il benvenuto alle rughe nuove e ai capelli bianchi. Si dev’essere sparsa la notizia che li accolgo senza troppo scalpore. Solo non mi è chiaro perché compaiono le rughe, ma continuino a spuntare anche i brufolazzi. Non dormo bene, a volte i pensieri si rincorrono e la schiena fa male e li incita a proseguire. Per scongiurare le nottate in bianco, che chi mi conosce sa quanto io sia simpatica i giorni successivi l’insonnia, ho cambiato materasso. Ho consultato forum online, offerte, letto recensioni e mi sono recata nei negozi. Ho scartato Ikea, perché dopo aver dormito in quasi tutti i materassi presenti in catalogo sono giunta alla conclusione che li imbottiscano con i trucioli della lavorazione del legno e mi alzo più isterica della Principessa sul Pisello (qui è quando potete formulare ironiche congetture). Il dramma è che quando li provo mi sembrano tutti comodi, tutti confortevoli. Gli addetti alle vendite sono …

Prolegomeni alla vastità del cazzo che me ne frega

Sono annoiata. Come diceva l’amico Schopenhauer: la vita è un pendolo tra noia e dolore. E io la noia la riconosco dal rumore. È il tonfo delle mie gonadi che si staccano e cadono al suolo come quelle di un burattino. Mi succede con le situazioni strette che cerco di cucirmi addosso, con le persone spinose che cerco di farmi piacere e coi lavori deprimenti che svolgo per necessità economica. Ho una resistenza limitata alle mutande strette. Alla fine devo liberarmene. Crescendo sono sempre meno incline al compromesso, al punto che a breve sarò più insopportabile dei vecchiacci incazzati in fila alla posta il giorno del ritiro della pensione. La differenza è che io non avrò una pensione e posso iniziare ad incazzarmi già adesso. Tra poco festeggerò il mio 36esimo compleanno e come regalo a me stessa diventerò egocentrata. Non egocentrica, quello lo sono già, è un’attitudine. Se non lo fossi non avrei fatto teatro, radio, aperto un blog e nemmeno mi sarei vestita da Dracula per uscire a cena il giorno del mio 21esimo compleanno. …

Dizionario per l’alfabetizzazione affettiva delle lesbiche

[Post brutto e cattivo, acido, inutilmente polemico e denso di pregiudizi e stereotipi. Astenersi bilios*] Se anche tu sei lesbica, Se anche tu ridi di un riso isterico quando ti dicono “Che bello stare con una donna, tra donne ci si capisce meglio”, Se anche tu hai problemi di alfabetizzazione affettiva e nelle relazioni capisci fischi per fiaschi, Sei nel post giusto. Questo piccolo, quanto inutile, dizionario fa al caso tuo. A come ANAFFETTIVA Non esiste il giusto mezzo e nelle relazioni lesbiche si rimbalza da un polo all’altro. Si può passare dalla fidanzata anaffettiva, che ti offre lo stesso calore di Olaf, alla fidanzata sanguisuga che non si stacca se non a salasso concluso. B come BIPOLARE Alzi la mano chi non ha avuto a che fare con la lesbica bipolare? Se l’hai alzata o stai barando o la lesbica bipolare sei tu. La lesbica bipolare è l’incubo di ogni relazione. Colei che il giorno prima ti ama e il giorno dopo ti disprezza, che un attimo ti cerca e l’attimo dopo ti respinge. …

La volpe, l’uva e gli sticazzi delle relazioni a distanza

Stanotte non dormivo bene e mi sono messa a pensare. Attività deprecabile, discutibile e che raramente apporta dei benefici. Soprattutto nelle ore notturne. E soprattutto se uno impiega questo tempo, strappato a Morfeo, per stilare bilanci e auto valutazioni. Ma oramai è successo e questo post ne è il risultato. Sono una cagacazzi. Sì, lo so, vi ho stupiti perché non l’avreste mai detto. E invece. Sono sempre molto critica, ho la tendenza a pretendere il controllo sugli eventi e sul tempo. Odio arrivare in ritardo, quando succede sfrango le gonadi ai presunti colpevoli oppure trascorro la giornata a massacrare a me stessa, se la causa sono io. Difficilmente abbandono le discussioni per prima, sono in grado di supportare il mio punto di vista mostrandone ogni caleidoscopica sfumatura fino allo sfinimento dell’avversario. Temo l’abbandono e la solitudine per scelta altrui, il mio cervello ama proiettare film horror di pessima levatura in cui io muoio sola e triste odiata persino dai miei gatti. Ora basta, che potrei andare avanti a lungo, ma è pur sempre solo …

Elogio dell’irrequietezza

Per parecchi anni della mia vita ho creduto di essere sbagliata. Di avere un errore di programmazione che m’impediva di essere come gli altri e di essere felice. La prima volta che ho avuto questa sensazione ero in terza elementare e sul sussidario dovevo rispondere alla domanda Quale mestiere svolgerai da grande? La maestra ci ha fatto leggere a turno la propria risposta, ho ben impresso il suo viso divertito e le risate dei compagni quando ho letto la mia: Da grande farò la maestra, la veterinaria e l’esploratrice. Ricordo la frustrazione di aver dovuto cancellare quanto scritto e del non riuscire a scegliere cosa volevo essere da grande. Qualche anno dopo la scena si è ripetuta, questa volta alla voce Sport&Hobbies. Ho lasciato il nuoto per il karate, il karate per lo spinning, lo spinning per la danza. Ho fatto teatro, mi sono iscritta a un cineforum, frequentato un corso di fitoterapia, ho imparato la tarologia e studiato il folklore esoterico e molte altre attività che non mi vengono in mente. I miei genitori sgranavano gli …

Studenti VS bufala del gender

Ambientazione: una classe di quinta liceo scientifico Sono le 7,40 e, mentre sorseggio il caffè del leone alla macchinetta, vengo raggiunta dalla bidella che mi comunica una supplenza. La prof. di religione è malata e devo andare in V C per sostituirla durante la prima ora. Entro in classe, i ragazzi mi conoscono ormai da un po’ come l’insegnante di Storia e Filosofia (quella che ha spiegato Hegel tenendo la classe interessata e pure divertita, ma resto umile). Entro e i ragazzi mi accolgono con un deluso “Ah, Prof. c’è lei?!” Lì per lì mi scazzo dentro, pensando che davvero non possono preferirmi UNA di religione (che chiamarla prof. mi viene il nervoso, pensando non solo alla modalità di reclutamento, ma all’assurdità che s’insegni catechismo nella scuola pubblica) ma rimango composta. Chiedo spiegazioni su cotanto malumore e vengo assalita da un coro incazzato di voci sovrapposte da cui estrapolo: gender, animali inferiori all’uomo, omosessuali malati. Ripristino la calma tra i ragazzi e cerco di capirne di più. In pratica sono indignati perché la tipa di …

Non è coming out, è rispetto verso se stessi

Quando mi chiedono se ho difficoltà a fare coming out, dentro di me sorrido. Non è un sorriso cinico intriso di supponenza, ma l’esternazione della forte tenerezza e dell’orgoglio che mi sale alle labbra, quando ripenso al mio percorso e alla mia situazione attuale. Il primo coming out non si scorda mai, altro che il primo amore (beh, pure quello, dai). L’ho vissuto con terrore, angoscia e paura: da quello più difficile con l’uomo che era mio marito, a quello con i miei figli, con le amiche e gli amici in un crescendo di spontaneità e serenità. Dalla paresi del primo, alla scioltezza di quelli seguenti fino ad arrivare al sorriso di oggi, non posso che darmi due belle pacche sulle spalle da sola. Quando diventiamo protagonisti della nostra storia – e decidiamo di uscire dall’aurea plumbea che l’invisibilità ci mette addosso – stiamo meglio. Non solo fisicamente, ma anche nell’approccio con gli altri. Il problema che ci angosciava tanto, semplicemente smette di essere un problema. Ricevo sempre moltissime mail di persone che mi chiedono dove …