Nuda veritas
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Amore geco

Era cresciuto in un posto angusto e buio. Qualcuno avrebbe trovato scomodo quel rifugio, ma per lui era casa. Quel buco era poco visibile ai bipedi che abitavano dentro la casa e gli garantiva, da sempre, un certo margine d’autonomia. Poteva muoversi agilmente e non dava nell’occhio.  Una cosa davvero importante per un geco.

Col tempo aveva percepito il suo corpo crescere e diventare più forte. La testa era più grande, le zampe più solide. Si spostava rapido sui muri. Lasciava che i primi raggi di sole lo tenessero vivo facendo brillare il cuore che batteva visibile dietro la trasparenza della pelle.

Era un tipo solitario, ma non si sentiva solo. A fargli compagnia c’erano le stelle, il vento, la rugiada e i colori delle stagioni. Per mangiare non doveva faticare tanto, tutto ciò di cui aveva bisogno era lì vicino. Non doveva compiere il minimo sforzo per essere felice.

I fiori invece, quelli non gli risultavano particolarmente simpatici. Li trovava troppo belli, ostentavano una perfezione maniacale che celava la paura del più lieve ammaccamento di petalo. Parlavano solo tra di loro, i fiori del giardino, e venivano accuditi con amore da una bipede un po’ pingue e sempre vestita di rosso. Dal suo soprelevato punto di vista, quell’essere sembrava a tutti gli effetti un papavero obeso. No, lui i fiori proprio non li sopportava.  Non c’era verso.

Un giorno la bipede arrivò con un nuovo esemplare. A vederlo bene sembrava un po’ sgraziato in quel vaso troppo corto per quello stelo affusolato e coriaceo. Una testa di petali gialli e un grosso disco centrale gli conferivano l’aspetto di un piccolo sole spento.

Era triste, il fiore nuovo. Un nuovo posto, una luce diversa e dei compagni di zolla non troppo empatici finirono per renderlo taciturno e schivo. Se si accorgeva di essere osservato, girava la testa dal lato opposto per nascondere emozioni e lacrime.

Fu così che s’incontrarono. Lui si guardava intorno pigramente, quando aveva incrociato gli occhi del girasole e non era più riuscito a distogliere lo sguardo. Qualcosa era cambiato. La sensazione di sentire il cuore diventare sabbia e le viscere contrarsi in un nodo attraversò entrambi. Credo che nel mondo dei bipedi si chiami colpo di fulmine. Dicono che la tua vita s’interrompa a causa di una scarica elettrica non prevista. E niente è più come prima.

L’amore li colse e li travolse. Come possono amarsi un geco e un girasole? Era un amore di sguardi e respiri che resistevano al caldo torrido, ai venti che strapazzavano i petali e alle burrasche che trasformavano il muro in una colata torrentizia. Un amore a distanza, ignorato da tutti, che di tutto sapeva fare a meno e si nutriva di un silenzio fatto di fremiti impercettibili.

A loro bastava. Sapevano che era un dono prezioso, quello d’incontrare l’Amore, e si nutrivano di speranze, sogni e sospiri.

Ma la vita fa quel che gli gira in testa e se ne frega dell’Amore e delle speranze e dei sogni e dei sospiri. Anzi, a volte sembra proprio che ci goda a buttare tutto all’aria. Così, solo per farsi due risate.

Era un giorno come tutti gli altri. Niente lasciava presagire quel che poi sarebbe avvenuto.

La bipede scese in giardino e andò dritta verso il girasole armata di forbici. Con un unico taglio netto recise lo stelo del girasole e lo portò via con sé.

Lui non poteva urlare, non sapeva piangere. Ma seppe riconoscere il boato sordo del dolore quando esplode dentro lacerando tutto con schegge di vetro tagliente.

Di lui non si seppe più niente.

Neppure la quercia, che da sempre stava fiera davanti al muro, seppe fornire notizie certe. Un gladiolo curioso, però, giura di averlo visto rimpicciolire fino a diventare minuscolo, sempre più inconsistente, una goccia della dimensione di una lacrima e scivolare dritto sul muro, giù, sempre più giù, correndo in verticale, attraversare il marciapiede e tuffarsi nella terra.

Ai piedi di quel che rimaneva del suo Amore.

amore geco

 

32 Commenti

  1. Tu avvisa quando scrivi con queste cose con disclamer tipo “attenzione non adatto a persone sensibili” oppure “contiene passaggi cruenti” queste cose, che io son “empatica” e ho stilettate al cuore a leggere

    • Una sera di luglio a casa della nonnina del mio amore a Nettuno. Entrando i camera c’imbattemmo in un piccolo geco. Dopo urla e strilli mi chiede di prenderlo e farlo uscire delicatamente senza fagli male ma dopo vari tentativi s’infila sotto un armadio. Mi tocca sigillare la porta e cambiare camera.

      Una sera di agosto a casa della nonnina a Nettuno. Siamo già comodamente a letto, ho molto caldo, motlo stanco dalla giornata piena in spiaggia e ad un certo punto un urlo: un geco sul muro. Remore della notte di luglio ripenso alla malaugurata ipotesi di una fuga del piccolo mostriciattolo e la prospettiva di una serata di veglia dedicata alla caccia. Mi avvicino a lui e “Sbamm!!”, lo spiaccico al muro e torno comodamente a letto….. non ce la facevo proprio, troppo stanco…..

  2. Io non amo i gechi è più forte di di me,ma in questa storia lo vedo quasi bello 🙂 buona giornata

  3. Prima di qualche mese fa credevo che i gechi fossero creature esotiche, che abitassero sono in paesi lontani, l’unico visto in vita mia fu in Egitto.
    Poi, tutto in un tratto, mi resi conto che non era così. Arrivato a Roma mi ritrovai circondato da questi fantasmi di lucertole, scoprendo che dal centro Italia in giù il paese ne era invaso. E improvvisamente tutti che parlano di gechi, o precisamente, fino ad allora, non ci avevo ancora fatto caso…….

  4. Una narrazione molto evocativa, fatta di cose piccole e dense di significato, di gesti innocui che se visti con altri occhi creano e insieme distruggono interi universi.
    Grazie!

  5. emanuela dice

    le storie d’amore sono sempre belle. a prescindere dalla loro durata. a prescindere dalla loro fine. A prescindere.
    sai cosa mi hanno ricordato, il girasole , il geco e la loro meravigliosa storia d’amore?
    Il cane Fred, un collie che aveva il nonno Antonio giù, nella casa di campagna.
    ed amava una gallina e la gallina amava lui. E lei dormiva addormentata tra le zampotte di Fred e guardarli mi ha, a lungo, riconciliato con la vita e con l’idea dell’amore.
    un abbraccio (…commossa, da ‘sto geco e da ‘sto girasole…)
    Emanuela

  6. Angie dice

    che dirti? scrivi benissimo storie belle.. fantastiche… e ..il cuore ringrazia!!!
    A, Ct

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