Mese: novembre 2015

Il cancro non chiede il permesso

Laura e Marina sono una coppia. Stanno insieme dal 2010 e si sono conosciute tramite un amico comune. Si sono “viste e prese”, come mi ha raccontato Marina. Un colpo di fulmine, sostiene Laura, che poi è diventato amore. Una storia normale. Una coppia normale. Laura e Marina ci hanno messo un po’ a far accettare la loro storia alle rispettive famiglie. Ma è andato tutto bene, come nel più bel lieto fine delle storie d’amore. Vacanze insieme, cene in famiglia, Natale coi parenti e con i figli di Marina che non solo hanno accolto Laura come membro della famiglia, ma che le vogliono proprio un gran bene. Perché i bambini ascoltano il cuore, non consultano l’albero genealogico e nemmeno l’esame del DNA. Una storia speciale. Una coppia che si ama e decide di condividere la vita. Poi è arrivato un ospite inatteso. Laura scopre di avere un cancro. Iniziano le cure che, per fortuna stanno funzionando. La famiglia fa quadrato intorno a lei e Marina si prende cura della sua compagna. Ma per poterlo …

Lesbiche e sesso sicuro: una chiacchierata con la Dott.ssa Marina Cortese

Quando si parla di sesso tra donne, spesso si tende a sottovalutare il fattore rischio. Come se, la mancanza di un pisello, riparasse noi principesse dal beccarci qualcosa di brutto. Io stessa, lo ammetto con un certo imbrarazzo, ho sempre preso la faccenda alla leggera, cosa che non ho mai fatto nei rapporti con gli uomini. E così mi sono chiesta e ho chiesto il perché. La risposta più gettonata è che ci si fida. Ci si fida della faccina pulita della partner, ci si fida del suo sorriso, ci si fida del suo non saperci di zoccolona. Come se le malattie sessualmente trasmissibili andassero a colpire solo quelle con la facce da porca. E soprattutto, è bene aver chiaro che nessuno è esente dal rischio. Mai. Solo nella castità. Ehm… In più, se di preservativo, almeno in linea teorica, si parla spesso, sugli aggeggi da usare tra donne vige un fitto mistero. Molte ne ignorano l’esistenza e anche chi li conosce non li utilizza. E così ho chiesto all’amica Marina Cortese – Ginecologa e Ostetrica, esperta in …

Sto attraversando la fase di attraversare una fase

Delle mie prime fasi non ho memoria diretta, ma racconti. A quattro anni avevo la fase logorrea e parlavo a raffica con tutti quelli che mi capitavano a tiro e spesso anche da sola, con oggetti inanimati o con l’immagine di me stessa allo specchio. Inventavo storie più o meno assurde e finivo per non capire più il legame tra realtà e fantasia, cosa fosse realmente accaduto e cosa fosse romanzato dal mio cervello. La fase non è mai passata, ho solo trasformato la chiacchierite in grafomania. A dieci anni ho attraversato una fase cleptomane e rubavo le gomme da cancellare ai miei compagni di classe. Le tenevo un po’ a casa mia e poi le rimettevo negli astucci. Forse mi piaceva l’idea che fosse impossibile cancellare le memorie del passato e fosse necessario tenersi gli errori sotto gli occhi per imparare, almeno, a compierne di diversi. Perché si trova sempre un nuovo modo di sbagliare. Sennò fottesega della creatività. Eh. A quindici ero in piena crisi adolescenziale, vestivo scientemente in modo diverso dai miei coetanei, passavo la …

Famiglie omogenitoriali tra orgoglio e pregiudizi

La cosa che m’imbarazza di più come essere umano [oltre al pensiero di quella volta in cui sono uscita nuda in salotto non sapendo che ci fossero gli amici dei miei] è la tendenza diffusa – che i social hanno amplificato – di sentirsi in dovere non solo di esprimere un’opinione su questioni ignote, ma di sentirsi detentori unici di una Verità Assoluta. E così, sono stati tutti esperti di moto mondiale nella diatriba Marquez – Rossi, tutti sceneggiatori e cineasti in quella Muccino – Pasolini, tutti social media strategist con il caso Gianni Morandi e tutti sociologi esperti di terrorismo internazionale dopo la strage di Parigi. Tutti pronti a urlare la propria posizione e a difendere il castello di sabbia delle convinzioni campate per aria. Lo stesso fenomeno è facilmente riscontrabile un po’ su qualsiasi argomento. A questo teatrino non sfugge neppure l’opinione che molti si sentono in dovere di esprimere sull’omogenitorialità. Siamo in Italia e le famiglie omogenitoriali sono discriminate e prive di tutela, i bambini oggetti di una battaglia tra il papato …

Amore geco

Era cresciuto in un posto angusto e buio. Qualcuno avrebbe trovato scomodo quel rifugio, ma per lui era casa. Quel buco era poco visibile ai bipedi che abitavano dentro la casa e gli garantiva, da sempre, un certo margine d’autonomia. Poteva muoversi agilmente e non dava nell’occhio.  Una cosa davvero importante per un geco. Col tempo aveva percepito il suo corpo crescere e diventare più forte. La testa era più grande, le zampe più solide. Si spostava rapido sui muri. Lasciava che i primi raggi di sole lo tenessero vivo facendo brillare il cuore che batteva visibile dietro la trasparenza della pelle. Era un tipo solitario, ma non si sentiva solo. A fargli compagnia c’erano le stelle, il vento, la rugiada e i colori delle stagioni. Per mangiare non doveva faticare tanto, tutto ciò di cui aveva bisogno era lì vicino. Non doveva compiere il minimo sforzo per essere felice. I fiori invece, quelli non gli risultavano particolarmente simpatici. Li trovava troppo belli, ostentavano una perfezione maniacale che celava la paura del più lieve ammaccamento di petalo. Parlavano …

La zona comfort e la storia del divano di mia nonna

Mia nonna è morta 4 anni fa, a un’età di tutto rispetto e con un numero sufficiente di rughe a testimoniare il passaggio di gioie e dolori. Mia nonna era una tipa energica, che da brava toscana cresciuta nel sole dei vigneti, comunicava il suo volere insindacabile a volumi folli, come se le persone fossero distanti acri di terra da lei mentre, al contrario, i poveri malcapitati erano seduti al suo stesso tavolo. Dirigeva la sua casa e la sua famiglia con un cipiglio marziale che le avevano fatto acquisire il titolo di Duce, sebbene per mia nonna la politica fosse solo la distrazione di chi aveva tempo da perdere. Che alle zucchine, nel campo, fottesega di chi ha vinto le elezioni. Mia nonna era attaccata alle sue cose, come tutte le persone anziane. Credeva con ferma e inossidabile certezza che nulla fosse sostituibile, che niente fosse migliorabile e che la vita si perpetuasse immutabile nei secoli. Gli oggetti da cucina, così come i vestiti o i mobili, venivano riparati, aggiustati, pitturati ogni primavera e portavano …

Il piano inclinato delle scelte ponderate senza capo né coda

Stamattina Brita ha pensato bene di mandare in crisi la mia già traballante percezione temporale, chiedendomi se quando io ero giovane le macchine esistevano già. Le mie sinapsi sono saltate immediatamente ad un’altra scena del mio passato. Ricordo di aver avuto intorno ai dieci anni, forse poco di più e di aver usato l’espressione un uomo di mezza età, riferita a un 30enne, durante una discussione con mio padre. Mi ricordo la sua faccia tra il divertito e lo spaventato quando mi ha risposto “Vedrai, come farai presto ad arrivare a 30 anni e come ti sentirai ancora piccola e inesperta anche a quell’età”. So per certo di essermi lanciata questa riflessione dietro le spalle, insieme alla coda di cavallo e averla sepolta fino ad oggi. Ma il cervello è bastardo e a volte t’infila lì dei ricordi a tradimento, che tu manco sapevi di avere. E sei lì che fai colazione con lo sguardo inebetito su una  fetta biscottata, con l’occhio vacuo e i capelli annodati, mentre un neurone – l’unico – si sveglia e per prima …

L’omosessuale DOC: studio condotto da una mandria di unicorni ne conferma l’esistenza

Ultimamente ho la percezione che ci sia la tendenza a voler inquadrare la figura dell’omosessuale tipico, o quanto meno che ognuno abbia il suo personale decalogo su come debba configurasi l’immagine dell’omosessuale DOC, IGP – insomma il modello universale di gaytudine o lesbitudine. Questa riflessione l’ho maturata dopo mesi di osservazione nei vari gruppi LGBT e sui miei account social. Sulla pagina del blog, dopo aver postato uno spot in cui si parla di matrimonio egualitario è nata un’accesa discussione perché il video è stato ritenuto colpevole, secondo alcuni, di non concludersi con un bacio appassionato ma con un lungo abbraccio. Altro giro altra corsa. A proposito del film Io e Lei uscito nelle sale qualche settimana fa si sono create due opposte fazioni: quelli che il film è insulso perché non c’è una scena di sesso e quelli che il film è efficace e la scena di sesso sarebbe stata gratuita. Il contenzioso si giocava sulla percezione del rapporto lesbico. Secondo i primi, il privare il film di una scena di sesso ha fatto retrocedere la relazione tra due …