Nuda veritas
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La stanchezza addosso, come un vestito rotto

Eppure mi piace l’autunno. Da sempre. Da quando da piccola saltavo sulle foglie secche per farle scrocchiare o raccoglievo quelle più belle per regalarle alla mamma. Mi piace l’atmosfera rarefatta, silenziosa, sospesa, raccolta. Amo le giornate di buio e nebbia per starmene rintanata davanti al camino. M’inebria l’odore di terra bagnata e della natura che si prepara al riposo. E poi, vuoi mettere che belle abbuffate di polenta fumante, patate arrosto croccanti, profumato vin brulé e  dolci castagne? Eddaje. La primavera con tutti quei fiorellini e gli uccellini e i le ascelline che iniziano a pezzarsi mi crea la rinitina allergichina.

Quest’anno arranco. Mi trascino. Sono priva di concentrazione e l’unico slancio vitale è quello che mi spinge a metter su l’ennesimo caffè. Che ovviamente non produce alcun risultato se non quello di aumentarmi la gastrite.

Sono stanca. Un po’ di tutto. Dei polemici a priori, degli invidiosi cronici, di quelli che si sentono in diritto di sentirsi qualcuno, di quelli che ne sanno sempre più di te anche quando sei tu l’argomento, di quelli che scrivono due cagate ma si sentono scrittori e professionisti arrivati, gli arrivati in generale che non sanno che girano in tondo, gli arroganti, i supponenti di verità supposte, quelli che approfittano del fianco scoperto per infilarci un set di coltelli inox 18/10 che tagliano pure le lattine, i lamentosi zelanti, i finti euforici, gli omofobi, i bigotti, i miei colleghi che fingono di fare rete e invece fanno branco, quelli che ti vorrebbero pagare in visibilità, quelli che per farti pagare devi sequestrare Ciro e poi chiamare Sandra Milo, quelli che ti mettono a 90° con i pagamenti a 90 giorni, quelli che sorridono come avessero una colica e solo piegando la bocca.

Tutta questa roba mi succhia via energia, attenziò, concentraziò, ritmo e vitalità. E mi fa fare cappellate immense, tipo aspettare il passaggio da Milano con bla bla car a Rogoredo invece che a Famogosta; forzare l’arresto del pc dandogli pure dell’imbecille e poi accorgermi che non avevo salvato il file su cui stavo lavorando da 4 ore e che non sono riuscita a ripristinare; uscire di casa con la maglia del pigiama sotto il cappotto perché mi sono alzata tardi per accompagnare Brita a scuola.

Ieri sera, prima di andare a letto, mi sono girata verso Nina e le ho detto

  • Ma se domattina fingessimo di non aver sentito la sveglia?
  • Ma Ariele e Ita hanno le loro, di sveglie
  • E noi diciamo che non c’è scuola perché c’è lo sciopero per l’embargo a Cuba. No? Quando io facevo il liceo c’era sempre questo sciopero il sabato ed era molto sentito.

Nessuna risposta. Non aggiungo altro.

[L’illustrazione è di Sara Scat: questa la sua pagina facebook. Se non l’avete ancora fatto, piacetevela. È bravissima]

Illustrazione di Sara Scat https://www.facebook.com/illu.sara.scat/photos/pb.846567865415771.-2207520000.1446022474./923459157726641/?type=3&theater

Illustrazione di Sara Scat

 

 

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  1. Insomma è la classica giornata no 😀 Che poi con tutte le categorie che hai descritto bisognerebbe uscire di casa dispensando calci e urla come nemmeno il fu Bruce Lee fece con Chuck Norris nell’ultimo film 😀 E i caffè possono aiutare in quello, con buona pace dell’autocontrollo 😉

    L’altro giorno ci ho pure fatto un piccolo sfogo sul mio blog riguardo a una precisa categoria di persone, e in questi anni ho capito che manco se ti levano il sangue e lo sostituiscono con il Valium si riesce a stare calmi. Per fortuna che esistono i metodi per sfogarsi senza ammazzare nessuno 😉

  2. Mi hai appena ricordato che è ora di procedere con la cura autunnale di vitamine prima di raggiungere il livello di stanchezza alienante, che già siamo sulla buona strada.. 🙂

  3. Io lo ho proposto stamattina: “ma dobbiamo proprio davvero alzarci?”. L’Embrago a Cuba mi sembra un’ottima idea, ma pare che sia stato anche usato l’ideale “si sciopera perché Gargamella non riesce mai a prendere i Puffi”, vera ingiustizia sociale. Seppelliamoci sotto il piumone e riemergiamo solo quando la polenta è prona!

  4. In effetti il repertorio è vasto: praticamente tutta, o quasi, l’umanità.
    Per dirla: dopo una notte insonne, stamattina a momenti vengo investita dal camioncino della nettezza urbana, che irrompe da un vicolo in piazza attraverso cui deambulo diretta al bar per il solito cappuccio.
    -E sta’ più attento!-.
    -Ma io-ribatte-ti ho visto-.Come a dire, fidati non ti avrei investito.
    -Ma io non ho visto te-Come a dire, non mi fido per niente.
    -Appunto.Sei tu che non mi hai visto-fa lui trionfante.
    E sgomma mentre mi allontano, incalzando un altro spaventato pedone.
    -Vedi-faccio, alzando io la coppa questo giro.
    -Perchè mi fai parlare-sbraita l’uomo dallo scopettone nel fodero.
    Insomma, su tutta la linea è colpa mia.
    Appunto.

  5. Accidenti, mi dispiace.
    Eh se invece dell’ennesimo caffè, vai di ciobar?
    2 bustine ovviamente, solo una soddisfa poco.
    Non ti risolverà magicamente la giornata, ma sicuramente una spinta alla serotonina è garantita 🙂

    Questa scenografia in bianco e nero, con zaino da montagna bello carico e gelida arietta, sono abbastanza diffuse e condivise.
    Tutta colpa delle foglie che cadono, secondo me.

  6. emanuela dice

    quando facevo il liceo c’era sempre qualcuno che telefonava ( ..da una cabina, che i cellulari non esistevano e telefonava sul fisso della scuola) dicendo ” c’è una bomba” e anche se tutti sapevano che non era vero ci dovevano far uscire per forza , arrivavano i vigili del fuoco a controllare tutto e noi tornavamo a casa a dormire! MITICO! Molto meglio della veglia non sentita, ti sembra?

    io cerco di farmi piacere l’autunno, che poi un po’ mi piace davvero, quando sono in campagna nelle marche e vedo le foglie degli alberi che si accendono di colori meravigliosi e posso pure accendere il camino e, soprattutto, cucinarci sopra. In città l’autunno è un incubo. In città non vivi neppure la primavera e non ci sono gli uccellini, che se li mangiano i gabbiani, che non volano più sulla discarica, che è stata chiusa. In città purtroppo non vedi nulla e quel poco che pensi di aver visto forse te lo sei inventato.
    Sono stanca, soprattutto, di chi ha capito tutto della vita ed ha la verità sul palmo di mano. Io che, a 57 anni, mi sa che non ho ancora capito niente. Sono stanca di chi ti spiega la vita. Ma se si limitasse a spiegarti la sua, il fatto è che ti spiega la tua!
    vi abbraccio tutti. Vi voglio proprio bene
    Emanuela

  7. Paola dice

    Ecco. Questa sono io, precisa. Col mio amore per l’autunno, l’assenza cronica di energie. Mi mancano solo le figlie. Punto per te.
    Ma io posso non andare a scuola senza aspettare l’imbarco a Cuba: sono la maestra. Punto per me.
    E adesso… Tana libera tutti!

  8. Patrizia dice

    Appena fatto e preso il secondo caffetino della mattina.
    A casa in convalescenza e fuori piove…..senza far troppo rumore.
    Questo autunno è proprio tanto in salita…..

    In questi momenti mi piace riascoltare e rivedere questo video, the sunscreen song
    https://www.youtube.com/watch?v=qHE_XGtUNx4
    che sicuramente conoscerai, mi fa sempre sorridere…adoro il punto in cui dice: non sentirti in colpa se non sai cosa vuoi fare del il tua vita… le persone più interessanti che conosco non sapevano a 22 anni quello che volevano fare con le loro vite, alcune delle più interessanti hanno 40 anni e ancora non lo sanno….

  9. ecco. mi sento così anche io. ma noi siamo solo io e la gatta.
    che però dal lunedì al venerdì sta con i nonni, e quando la vado a prendere non vuole venire via con me.
    hai ragione: domani mi do malata.

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