Il peso delle opinioni superficiali: dall’omogenitorialità alle vaccinazioni.

Mia madre me lo diceva allo sfinimento: prima di esprimere un’opinione pensaci bene. E quando c’hai pensato, ripensaci da capo, perché se devi dire ‘na stronzata, fai più bella figura a tacere.

Eh, sì. Mia madre non è mai stata la regina delle perifrasi. Chissà da chi ho preso se, da quando ho imparato a parlare – molto presto per giunta –  mi accusano di essere diretta come una freccetta al curaro. A volte esagero pure, ne sono consapevole. Ma la vita è troppo breve per augurarti un lungo soggiorno altrove, quando un “vaffanculo” può risolvere la questione più rapidamente.

Non tutte le opinioni hanno lo stesso peso. Il fatto che tutti vomitino palle di pelo solo perché hanno la bocca,  o le scrivano sui social perché maneggiano uno smartphone, è il lato triste di una libertà abusata. È giusto lasciare che tutti s’esprimano, ma bisognerebbe prima laurearsi in Buon Senso, una materia ignota a molti e che pochi riescono a trasmettere.

Che sto a dì’? Passiamo agli esempi.

Non ho niente contro gli omosessuali, ma i figli non devono farli.

Non conosci nessuna famiglia omogenitoriale e l’idea che hai dell’omosessualità corrisponde a una figurina glitterata, intrisa di stereotipi e col polso a sonaglino che hai visto in tv. Non hai una conoscenza empirica della situazione, ma nemmeno teorica – perché le uniche cose che leggi sono notizie faziose spulciate in qua e là sulla bacheca di qualche contatto facebook. Però mi scrivi e ti permetti di dire che i figli degli omosessuali crescono disagiati rispetto a quelli delle famiglie etero. A sostegno della tua tesi: fuffa presa a cazzo sull’internet e due boiate attinte da un libro di tremila anni fa che dice che mangiare i gamberetti è contro natura e che i serpenti parlano. E pretendi anche di aver ragione.

Vaccini sì, vaccini no. La terra dei cachi.

Ieri ho postato una frasetta un po’ ambigua sul mio profilo facebook, il cui scopo era quello – lo ammetto – di scatenare le reazioni indignate dei sostenitori delle due fazioni. Volevo capire quali motivazioni portassero a suffragio delle rispettive tesi. Ovviamente si è scatenato l’inferno e sono stata anche un po’ tirata per la giacchetta affinché prendessi una posizione sul problema. Il punto è che la mia opinione, in questo caso, vale meno di zero. E sapete perché? Perché non sono un immunologo e neppure un medico.

Per affrontare un tema delicato come la salute dei propri figli e della comunità solo chi è esperto dovrebbe esprimere un’opinione. Ma la blogger che si occupa di ricette tirolesi o quella svampita della Barsotti, su temi come questo, devono fare un passo indietro. Hai dubbi sulle vaccinazioni? Parlane con uno, due, tre, dieci immunologi, ma non ti affidare al fai da te su internet. La Rete non è la verità assoluta e saper attribuire veridicità alle fonti non è un’operazione semplice e tu non hai gli strumenti per giudicare. Guideresti lo shuttle al posto di Samantha Cristoforetti perché glielo hai visto fare il tv? Credo di no. E allora perché ti senti un medico dopo aver letto due studi dell’Università Del Massachusetts?!

Il fatto è che non è necessario aver sempre un’opinione da esprimere, soprattutto quando è superficiale. Facciamo tutti un bel gioco dell’umiltà e iniziamo a parlare solo di ciò che conosciamo in maniera diretta e approfondita. Per il resto, affidiamoci a chi è esperto davvero: il medico di fiducia, il consulente, il docente e così via.

Se devi prendere delle decisioni importanti, non affidarti a internet. Mai.

vaccini

30 commenti » Lascia un commento

  1. Facciamo tutti un bel gioco dell’umiltà e iniziamo a parlare solo di ciò che conosciamo in maniera diretta e approfondita…
    E così sia.

  2. Ecco, ti condivido subito sul mio profili FB, che ormai è diventato la patria delle opinioni personali basate sul nulla 😛

  3. cose che fanno bene in un lunedì piovoso. Sì, pure le incazzature condivise. Grazie, as usual.

  4. Già io non ci credo che non hai il polso a sonaglino, me lo ha detto i serpente parlante che di sonagli se ne intende. 😛
    Il grosso problema, a mio modesto parere, sta nella gittata ad ampio spettro di internet, che con facebook ha avuto un’escalation notevole, senza alcuna cultura di verifica delle fonti e in un totale trionfo della superficialità. Qualche anno fa si diceva “non sei un premio nobel, sei solo un idiota con l’ADSL”

  5. Concordo in pieno… se la gente lo applicasse avremmo finalmente un meraviglioso silenzio…

  6. è aumentata la libertà di parola e lo sharing di tutto, ma purtroppo il livello culturale è rimasto lo stesso, se non addirittura diminuito. Per cui spesso di parla del sesso degli angeli (e loro il sonaglino ce l’hanno!) senza sapere da dove cominciare e soprattutto senza sapere dove si va a parare!

  7. Il problema è – come ho scritto poco fa sul tuo profilo FB – che l’Italia è afflitta da una figura perniciosa: l’Amico “Intelligente” e “Democratico” che arriva e ti dice: “Dài… partecipa al dibattito! Abbi il coraggio delle tue idee!” E, se mostri buonsenso, è capace anche di darti dell’ignavo o dell’ipocrita.

    Comunque, amenità a parte, la questione “omosessuali e figli” è un filino più ampia. Senz’altro, è pieno di gente che è convinta che le coppie omogenitoriali siano “squilibrate” per la crescita di una prole e non si dà pena di argomentare questa affermazione “ovvia”.
    Nel caso mio, ci sarebbero perplessità, ma d’altra natura. Vedrei di ottimo occhio l’adozione di bambini da parte di coppie etero o omo che siano, perché questo significherebbe rendere un servizio sia ai singoli bambini che alla società. Chi ha avuto figli prima di fare coming out, poi, è in una situazione che conosci meglio di me… ergo, non ho bisogno di dire altro. 🙂
    Mi permetto qualche perplessità sulla pratica della fecondazione eterologa e su quella dell’affitto dell’utero: perlomeno, quando sono meri servizi commerciali che non si fermano nemmeno davanti allo sfruttamento di donne del Terzo Mondo. Penso che la procreazione di un figlio dovrebbe essere sempre un’avventura legata a un rapporto umano profondo fra persone responsabili, senza strumentalizzare il corpo di nessuno.
    In generale, sono MOLTO scontenta del modo in cui il dibattito viene affrontato in Italia. Da una parte, ci sono gli isterici convinti che gay e lesbiche mangino i bambini (o poco meno). Dall’altra, gli isterici che non sanno distinguere tra un figlio e un animaletto domestico che riempie un vuoto affettivo. Nel mezzo, ci sono le famiglie omogenitoriali che richiedono una corretta informazione e coloro che ricordano che un figlio è una missione e non una mera soddisfazione personale.
    Ma siamo sempre lì: i laureati in Buon Senso sono una minoranza…

  8. Da lettrice, più che da opinionista, mi ritrovo spesso a leggere versioni diverse dello stesso tema.
    Per chi è in costruzione, questo ventaglio di opinioni può risultare utile e arricchente, ma in tante occasioni si rischia di assimilare cose assurde, se nn si ha un minimo di formazione e capacità di filtraggio.
    Dunque Sì, scrivere se si hanno contenuti validi da esprimere, ma anche saper leggere con cognizione di causa.

    PS : …si salvi chi può dall’universo del web!
    😀

  9. Vabbhé, dovessi parlare solo di ciò che mi compete starei sempre zitto….. e fammela dire ‘na stronzata ogni tanto…
    P.s. anch’io dovrei contare fino a 100….

  10. ieri sera, su una nota rete televisiva, Bianca Berlinguer ha spiegato, senza perifrasi ma in modo chiaro e che non dava adito a dubbi, la tanto dibattuta questione delle adozioni da parte delle coppie omogenitoriali, che taaaaanto fa scandalizzare ministri, parlamentari, prelati e gente comune (??!!??)…. e a me è scappato di pensare: ma l’ignoranza, in Italia, non finisce mai?????
    e prima di dare fiato alle corde vocali, non sarebbe meglio documentarsi (non da fb/pinco pallo!!!)ma da persone competenti??
    bene, ho detto quello che pensavo… scusa lo sfogo!!
    O__o

  11. Ciao bellissima, rieccomi finalmente!
    Bello questo post, mi fa venire in mente mia madre che mi ha sempre insegnato che sprecare un’ottima occasione per tacere è un gran peccato.
    E oggi di gente che spara cazzate ce n’è troppa.
    Ieri ne ho giusto trovato uno al supermercato che sparlava di famiglia: “se quelli (noi omosessuali) si sposano, il matrimonio etero finirà”.
    Al che io e mia madre abbiamo risposto in coro “tranquillo, tanto il matrimonio etero va a troie lo stesso.”

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: