Nuda veritas
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Anoressia e bulimia: un mostro a due teste che ti divora da dentro

Sedici anni e un corpo che non è come vorresti. Le tue compagne sono tutte più magre, più slanciate, possono permettersi vestiti aderenti. Tu no. Tu ti guardi allo specchio e vedi un mostro. Una pancia che non rientra a patto che tu non trattenga il fiato, fianchi troppo larghi, cosce che si toccano all’interno. E il mondo è un contorno sbiadito. Le risate diventano un rumore lontano.

Inizi a mangiare sempre meno, t’informi sulle calorie di tutto ciò che è commestibile, le conti, comprese quelle dei tic tac che tieni in borsa per coprire l’alitosi provocata dai digiuni e dal vomito indotto. Inizia una cieca corsa a ridurre le calorie. Sali e scendi dalla bilancia più volte al giorno e la tazza del water diventa il tuo amico più fidato. Silente e pronto a raccogliere brandelli di te. Insieme ai resti di cibo e ai succhi gastrici che t’infiammano la gola se ne vanno interessi, amicizie, speranze e affetti. Il cerchio si stringe. L’ossessione per il peso diventa l’unico pensiero. Niente esiste più. Solo il controllo. Sei felice di vedere l’ago della bilancia che scende e la fame che inizia a non farsi più sentire. Finché il cibo in bocca non entra più e lo stomaco si serra in una morsa.

Nessuno riesce ad arrivare a te. I commenti preoccupati di chi ti dice che sei dimagrita non fanno che alimentare l’unica fame che vuoi saziare: quello dell’autodistruzione perfetta. Cerchi di scomparire nei vestiti, di sfuggire agli sguardi, nella ricerca alienata di una perfezione che è solo proiezione del vuoto.

Sì, ne ho sofferto anche io. Volevo essere perfetta. Volevo il controllo.

Sono stata fortunata. I mie genitori mi hanno aiutata e sostenuta nel difficile percorso della ripresa. Ma l’amore non basta, servono cure specialistiche. Sono guarita? No. Perché non credo si guarisca mai ed è forse questo campanello di allerta sempre acceso che mi ha impedito di ricaderci in molti momenti in cui sono andata molto vicino al tracollo.  Ancora oggi non ho un rapporto sereno col cibo e mantenerlo mi costa sforzo ed energie.

Sono pochi a sapere questo di me. Perché la sofferenza è vergogna. Ci si sente sporchi, brutti e malati. Perché si tende a relegare il dolore passato in una scatola sigillata da non mostrare a nessuno. Un residuo radioattivo della memoria di cui ci si sbarazzerebbe volentieri.

Oggi, scorrendo facebook, ho visto le foto di una mia ex allieva ridotta a pelle e ossa. Mi sono salite le lacrime agli occhi. Per lei. E per aver visto me in lei.

È per questo che ho scritto questo post. L’anoressia e la bulimia sono malattie, esattamente come il diabete, l’influenza e la depressione. Possono colpire chiunque, a qualunque età, femmine e maschi.

E non serviranno a niente i commenti che ti rassicurano che sei bella, che provengano dai genitori, dal partner o anche dai figli. L’unica cosa da fare è chiedere aiuto, presso terapeuti competenti e centri specializzati.

Il corpo va nutrito, il vuoto riempito. Ma le parole non bastano. E nemmeno l’abbraccio di chi vorrebbe prenderti e metterti in salvo. Perché se il mostro ti mangia da dentro non c’è amore che salvi, tranne quello per se stessi.

Ma per trovare quell’Amore lì, servono tempo, pazienza e aiuto.
Anoressia e bulimia

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  1. Un post davvero pieno di coraggio perché ci vuole molto, moltissimo coraggio per scrivere nero su bianco una cosa tanto intima di se in un posto così pubblico come un blog. Ci vuole molta generosità e amore e non so se io avrei avuto abbastanza di queste qualità.
    Senza dover giungere all’anoressia o alla bulimia tutti noi (uso il maschile come forma generica di proposito) conosciamo in misure diverse questo dolore di non essere perfetti e non poter essere accettati, un monologo di Lella Costa che mi ha molto aiutato e mi aiuta ancora, spero piacerà a te e ai tuoi lettori:

    E’ per una volta nella vita poter essere bella. Ma bella e basta, bella da non dover fare nient’altro, solo stare lì, sfolgorare.
    Come diceva il ragazzino di Stand by me? “Brutto da fermare un orologio?”

    Bè “Bella da far fermare un treno in corsa”.

    Bella, bellissima, perfetta, una dea, bella tutta, nei dettagli, nei particolari: la bocca, il naso, la pelle, gli occhi, i capelli – miliardi e miliardi di capelli, però neanche un pelo, liscia. Belle le unghie, le nocche, i tendini del collo, belle le ossa, i polmoni, il fegato, le analisi del sangue, roba che quando vai a fare una radiografia poi il medico se ne fa fare una copia per potersi masturbare in segreto di nascosto dalle infermiere. Talmente bella da fregartene di essere anche simpatica o intelligente, no, a te chiedono soltanto che tu esista, si accontentano di poterti osservare da lontano, ogni tanto, senza neanche avvicinarsi troppo. Bella, bellissima, sublime, talmente bella da essere anche al di sopra, al di là dei meccanismi del sesso, della seduzione del possesso: no, bella e intoccabile, irraggiungibile, intangibile, siderale, una dea, una vera dea. E nessuno osa avvicinarsi troppo a te, si accontentano di rimirarti da lontano; c’è chi ti lancia fiori, gioielli, altri dei titoli di stato, ma restano comunque una minoranza; e se tu soltanto alzi, ma che dico alzi, se osi far cenno ad un possibile, lievissimo, impercettibile spostamento verso l’alto di una tua arcata sopraccigliare, subito tutti si dileguano: “Oddio no si sta alterando, è colpa nostra, le siamo stati troppo addosso, presto, allontaniamoci, lasciamola respirare, adoriamola da lontano, veneriamola, lei, la nostra dea, la nostra meravigliosa dea”.

    Per una volta nella vita poter essere bella così. Avvengono i miracoli? Allora per una volta nella vita, una volta sola, e nemmeno per tanto tempo, mi basta poco, giusto il tempo di riposare più che altro, no? Per cercare di recuperare almeno in minima parte tutte le energie che in tutta la mia vita ho dovuto sprecare per cercare di essere carina, divertente, seducente, sexy, spiritosa, simpatica, imprevedibile, diversa, adorabile, forte, coraggiosa, disponibile, unica, allegra, intelligente, complice, materna, comprensiva, preparata, informata, consapevole, brava, competente, responsabile, sportiva, sensata, sensibile, autonoma, fedele, insostituibile, libera, onesta, affidabile, economa, sicura, catalitica e sessualmente e politicamente corretta.

    Basta non ce la faccio più.

    Per una volta nella vita vorrei essere solo bella.

  2. Tu hai fatto una cosa GRANDE, davvero ENORMENTENTE BELLA.

    Per te, nel dirlo, per buttar ancora di più fuori questo cancro che si è nutrito di te e che forse ancora è latente, come per me ex fumatore lo sono le sigarette.
    Per chi giovane ti legge e non soffre di questo ma da questo tuo scrivere allertà la proprie psiche nei trabochetti
    Per chi giovane ne soffra e ne legge da chi ne ha sofferto e da questo vede/comprende/capisce/intuisce che una luce c’è…

  3. Fortunatamente non ho mai sofferto di questa malattia, ma immagino sia tremendo e ho trovato il tuo post molto bello e sincero. Chissà che arrivi a toccare le corde di chi ne ha bisogno…facendo accendere quella lampadina di amore per se stessi di cui ha bisogno

  4. Lenny dice

    Provo un immensa tenerezza nel leggere le tue parole..avrei voluto vedere quella Veronica e abbracciarla..Io sofferto per un lungo periodo di bing ( disturbo di alimentazione incontrollata)..Non ne parlo mai e sto cercando di rimuovere la cosa..andare al supermarket e trasformare camera mia in una dispensa segreta da svuotare la notte..La bilancia che sale e io che mi gonfio come un omino Michelin..il periodo in una clinica che non auguro al mio peggio nemico..Ne sono uscita da sola, battendomi ogni tanto la mano sulle spalle e dicendomi “brava”! E tutti i sentimenti repressi nel cibo li sto trasformando nella mia passione per il teatro..Questo e’ il mio comingout forse più doloroso..ma siamo come l’araba Fenice, troviamo la forza di rinascere dalle nostre ceneri..Ti abbraccio

  5. Tesoro…. ma hai mai trascorso un paio d’anni della tua vita tranquilli? Non ti sei fatta mancare proprio niente.
    Per una donna la vita è sicuramente più pesante, si chiede sempre di essere perfetta e ci si può sentire inadeguate, non in grado di gestire la propria famiglia che naturalmente è sempre a carico della madre. e a quasi tutte le donne sono capitati abusi e molestie. Tutto quello che ne consegue è la naturale evoluzione: depressione, ansia e magari anoressia.

  6. La bellezza è l’ossessione di un mondo dove non esiste più la vera bellezza. Il mondo ti prende le misure, ti giudica per il tuo peso….Io sono “Curvy”, hanno dovuto coniare un termine per identificare questo tipo di donna. Se entro in un negozio vedo vestiti che arrivano solo alla taglia “L” oppure 44 o 46, il resto delle donne sembra non dover esistere su questa terra. Per gli uomini esistono la xl e anche la xxl ma per le donne non è ammesso avere carne in più altrimenti devi andartene in uno di quei negozi per “taglie forti” dove hanno tutti vestiti da vecchia. Io non sono mai stata bulimica o anoressica. Non ho mai fatto diete e mi sono sempre piaciuta così come sono, semmai sono gli altri che mi creano il problema delle misure e del peso. Specialmente dico per l’abbigliamento. Io sono perfino giudicata “gnocca” da tutti quegli uomini che poi in pubblico dicono che una così non se la farebbero mai. Perchè sono gli uomini che hanno costruito la gabbia della bellezza alle donne. E ora le donne si stanno vendicando giudicando anche loro come son state giudicate e quindi vedo anche nei reparti maschili quelle magliettine stringate, quelle giacchettine da anoressici e ho saputo che anche a scuola i ragazzi fanno la dieta per sentirsi accettati.
    Si parla sempre di obesità, di sovrappeso, perchè la carne in più si vede e sembra a tutto così brutta! Invece non si parla mai di sottopeso perchè la società accetta la magrezza come simbolo di bellezza. Anche gli stilisti che avevano promesso di non usare più modelle con una certa taglia continuano a farlo. Anche Miss Italia ha sempre le stesse misure standard che vengono considerate simbolo di bellezza.
    Adesso anche a scuola, i più piccoli si son messi a non mangiare perchè devono assomigliare a qualcuno o qualcuna di questi filmetti che passano le tv per i ragazzi. E’ una cosa oscena e visto che anche i genitori poi gli passano questi messaggi, i bambini credono che sia una cosa normale essere sempre a dieta e pensare al peso e apparire.
    Io lavoro nelle scuole e ho visto i cambiamenti in questi anni e le cose sono molto peggiorate e nessuno fa nulla. Quando io cerco di fare informazione anche tra i genitori mi trovo davanti un muro. Le donne son tutte addosso alle figlie per farle mantenere in linea e anche ai figli. Li offendono se mettono su peso, gli dicono le cose più orribili. La cultura della bellezza esteriore fa vittime tra genitori e figli e nessuno fa niente per cambiare le cose.
    Quando dico alle mamme ” sua figlia non mangia, salta sempre la pausa merenda” sai cosa mi rispondono? ” meglio, così non ingrassa e rimane bella”. Io spiego che nella crescita è importante assumere alimenti e mangiare ma loro sono donne e sono cresciute in un mondo dove gli uomini vogliono questo e quindi questo per loro è normale.
    Tu hai fatto bene a parlare del tuo problema e sono contenta che l’hai superato. Io non dico che la causa sia il concetto di bellezza che è inculcato a tutti da questa società ma sicuramente non è una cosa che rende la vita facile a molte persone. Il concetto di bellezza esteriore che si ha in questa società fa sì che le persone siano ossessionate dalla voglia di uniformarsi a tale concetto e pensano che la felicità derivi da questo. Questo è un vero disastro perchè oggi persino le ragazzine e le bambine piccole parlano di interventi estetici e tutte vogliono apparire magre e belle.

  7. Prima il mio abbraccio, mentre ti dico “Grazie” e poi il mio “Sorriso”, per non dar spazio all’occhio umido.

    Un gesto di generosità il tuo, importante, delicato ed essenziale, come già hai dimostrato di saper fare.
    Rivolto si al prossimo, ma anche a te…e qsto è l’Amore di cui parli.

    Non ho avuto un’esperienza diretta con questa malattia, ma ho visto soffrirne persone a me vicine….non è facile vivere l’ impotenza in cui ci si trova.

    Sensibilità e fragilità…si vorrebbe essere “Il loro Guerriero” .

    PS. : …un vagone…ma anche 2..o più, strafoghiamoci, di Amore!

  8. R.Hahn dice

    Penso tu conosca “Volevo essere una farfalla” di Michela Marzano. Non sono sempre d’accordo con lei, ma trovo questo libro molto sincero e coraggioso, anche perché pubblicato nel momento di maggior successo come filosofa. Lo consiglio sempre alle mie alunne che vedo a rischio anoressia…. Ma è davvero difficile entrare in comunicazione con loro. Come dici tu, è un problema complesso che richiede l’aiuto da parte di specialisti. Trovo che questo grande vuoto che sempre più spesso assale i giovani (ma non solo!) sia uno dei problemi più seri del nostro tempo. Si cerca in tutti i modi di colmarlo, col cibo, col rifiuto del cibo, con le droghe, con ogni forma di stordimento… Guardare in se stessi e affrontarlo è difficile, ma possibile. Poi la società certo non aiuta: come altri hanno già detto, l’ansia di perfezionismo che divora i genitori si riversa immancabilmente sui figli… Il figlio “deve” essere bello, bravo intelligente, e un fallimento non viene tollerato: è sempre colpa di qualcun altro. In questo modo si alleva una generazione fragile e insicura. Sono sempre felice quando leggo le parole di qualcuno che invece combatte! Forza e coraggio 🙂

  9. saixmusic dice

    Vorrei tanto poter aiutare una mia amica, mi sta facendo preoccupare molto, ma come hai detto tu la cosa che mi dispiace di piú e non poterci fare niente. Perchè me ne rendo conto che i complimenti o i commenti per mostrarle la mia preoccupazione non servono a niente 🙁

  10. Paola dice

    Questa volta ha vinto la batteria dell’iPhone.
    Avevo scritto un commento bello lungo dove toccavo i seguenti punti: 10 anni di attacchi di panico, differenza tra disturbo ossessivo-compulsivo di ansia e disturbo ossessivo-compulsivo di personalità (prova a cercarne le caratteristiche del secondo e dimmi se ti ci rivedi) ricerca della perfezione e chiusura ad effetto sull’etimologia della parola “persona”.
    Poi la batteria ha ceduto e il commento si è cancellato.
    Considerati una donna fortunata 😀

  11. L’ho letto e ho pensato: per fortuna al mondo c’è gente come te! Che definisce malattie anoressia, bulimia, ansia, depressione, ecc…
    Conosco molto bene sia l’ansia che la depressione!
    L’ansia mi accompagna, la depressione viene e poi va a farsi un giro…
    Recentemente ho passato mesi di inferno e mentre stavo male mi ingarbugliavo sempre sul pensiero: il mondo capisce bene che se hai il diabete non puoi fare (mangiare) certe cose, che devi magari assumere farmaci, ecc… perchè per le malattie mentali e simili non è così?
    Perchè invece che tornare al lavoro dicendo: “Ho avuto l’influenza!”, non si può dire”Ero in fase di depressione acuta?”.
    GRAZIE!
    Mi piaci sempre più!! Complimenti!!

  12. Sono caduta in una brutta depressione a seguito di un errore medico che solo adesso dopo un anno comincia risolversi: ma nel frattempo, ansia a mille, insonnia, una paura latente che mi mangiava lentamente e neanche mi accorgevo, fino al rifiuto di mangiare, lo stomaco chiuso la testa terrorizzata che qualunque cibo potesse fermarsi in gola, soffocaarmi o pungermi…sì tesoro è come dice tu, la depressione, l’ansia malattie che colpiscono chiunque ad ogni età ed io che neppure volevo sentir parlare di farmaci,mi sono ritrovata dover prendere un antidepressivo e un ansiolitico per dormire perchè ormai il sonno non c’era più.E a nulla valevano le tisane, melatonina e i rimedi naturali.Lentamente questi farmaci mi guariscono.Ora cerco di risolvere un acufene di probabile origine nervosa perchè quando sei depresso e l’ansia ti assale ( e uso il termine ben sapendo che assalire è appropriato, ti colgie all’improvviso per un qualunque fattore scatenante anche minimo, oppure nessuno), ebbene ogni cosa è amplificata.
    Grazie per aver definito la depressione malattia,perchè questo è, ed è necessario cancellarle quell’aura di senso di colpa che l’accomnpagna, perchè a volte da soli si è pochi, da soli non ci si basta, è l’idea secondo cui “devi farcela da sola”, “devi reagire” per chi come me è abituato a lottare, è devastante.Perchè è vero: ti senti brutta, sporca ed indeguata mentre il mondo là fuori sembra vivere un a vita piena.
    Un abbraccio

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