Nuda veritas
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Il coming out del monsignore – un bello scossone al mondo cattolico

Ammetto di aver riletto l’articolo più volte. Davvero non mi capacito di tanto coraggio e di tanta coerenza. In un momento storico in cui “metterci la faccia” diventa una necessità etica che in pochi sono disposti a soddisfare, non mi aspettavo una presa di posizione così forte da un religioso con un ruolo attivo in Vaticano.

Sono parole di amore e di speranza, quelle che rivolge al mondo e alla sua Chiesa Monsignor Krzysztof Charamsa, ufficiale della Congregazione per la Dottrina della Fede dal 2003, segretario aggiunto della Commissione Teologica Internazionale vaticana e insegnante di teologia alla Pontificia Università Gregoriana e al Pontificio Ateneo Regina Apostolorum a Roma.

coming out prete gay

Prende una posizione forte e determinata nel suo coming out in un contesto così fortemente chiuso e fobico come quello dell’odierna chiesa cattolica:

“L’Amore è amore. L’omosessualità non è contro natura, lo è invece giudicarla e condannarla. Il sodomita biblico non ha alcun legame con la persona omosessuale che vive l’amore esattamente come tutti. La Chiesa è rimasta indietro e sta facendo danni reali alle persone e alimentando false credenze e odio.”

Fare coming out sapendo di perdere tutto è un atto che davvero merita una stima infinita. Il mio pensiero è andato subito a Giordano Bruno e a tutti coloro che in nome dell’autodeterminazione e della libertà sono saliti sul patibolo e sul rogo con il sorriso sulle labbra.

Quel sorriso che è figlio della certezza di essere dalla parte giusta della Storia e della consapevolezza che la tua visibilità è la salvezza di tanti. Solo chi trova la pace nella forza di essere se stesso, è davvero libero.

Ovviamente la reazione terrificante del Vaticano non si è fatta attendere e com’era prevedibile Monsignor Krzysztof Charamsa dovrà abbandonare tutti gli incarichi.

Ma la Storia non si fermerà e sono convinta che l’esempio di questo uomo coraggioso e il suo messaggio d’Amore non cadranno nel vuoto, ma daranno vita a molte onde che arriveranno lontano.

Io pure, nel mio piccolo, non mi arrendo e continuo a tirare sassi nello stagno. Mal che vada mi sarò sfogata.

“Maiore forsan cum timore sententiam in me fertis quam ego accipiam”.
(Forse tremate più voi nel pronunciare questa sentenza che io nell’ascoltarla).

Giordano Bruno.

25 Commenti

  1. mari dice

    Lo ammiro,è stato un grande! Ma ammiro anche te e Nina che non avrete scomodato le alte sfere,ma nel quotidiano alla luce del sole senza ipocrisia alcuna affrontate le opinioni e i giudizi degli altri facendo passare il messaggio concreto di amore tra voi,per i figli e di normale serenità familiare non diversa dalle altre. Mari

  2. R.Hahn dice

    Stavo aspettando il tuo articolo su questo fatto epocale 🙂
    Il gesto coraggioso e senza precedenti ci ha emozionato tutti. Secondo me sarà solo l’inizio… Il Vaticano è pieno di gay, anche nelle alte sfere: non potranno far finta di nulla per sempre. E questo vale anche per alcune prese di posizione rigidamente estremistiche della chiesa cattolica, come la castità per i preti (non voluta da Cristo) o il ministero sacerdotale anche per le donne. O sapranno aprirsi alla società, o si estingueranno prima o poi…
    Comunque il coming out del monsignore è una cosa che ridà fiducia!

  3. Silvia dice

    Un gesto coraggioso,certo, ma questo prete sapeva anche quali fossero le regole della congrega cui volontariamente scelse di affiliarsi e di cui ha goduto di indubbi benefici. Ricordo, ad esempio, che per insegnare alle Università vaticane non è necessario tutto l’iter che un ricercatore normale deve fare. Ovviamente fa piacere che questo signore polacco abbia assestato una bella botta alla gerarchia, ci mancherebbe, ma secondo me ci vuol più coraggio a vivere da omosessuale nella vita di tutti i giorni che nascosto dietro a una tonaca cui tutto è permesso. La chiesa ha le sue regole: a chi non stanno bene non resta altro che una semplice cosa: non farsi prete.

    • Sergio dice

      Le regole della chiesa non sono così draconiane come può sembrarti o, quantomeno, non lo sono con tutti. Quando conviene si invoca il perdono che è sempre dovuto a colui che “si pente” qualunque cosa egli abbia fatto. Mons. Battista Ricca si porta il fidanzato in nunziatura a Montevideo per anni fra ripetute proteste delle gerarchie ecclesiastiche locali e diventa reggente dello IOR perché “Se una persona è gay e cerca il Signore e ha buona volontà, chi sono io per giudicarla?” (La famosa frase, continuamente citata a sproposito, era parte della risposta ad una domanda diretta proprio sulla nomina di Mons. Ricca).
      Il bello è che il “pentimento” è un fatto personale del “pentito” e (quando fa comodo politicamente) viene preso per il suo valore di facciata ed in certe situazioni, come in punto di morte, viene “presupposto”. Quindi posso celebrare i funerali di Casamonica, nonostante l’evidente celebrazione del suo passato e del suo potere mafioso, ma li nego a Welby perché devo rimarcare una posizione politica non interna alla chiesa ma rivolta ad influenzare il parlamento italiano.
      Il gesto di Mons. Charamsa è maggiormente coraggioso proprio perché sarebbe stato molto più facile un pentimento di facciata o (volendo mantenere un poco di coerenza personale) una quieta riduzione allo stato laicale ed invece ha scelto un atto politico di denuncia di una situazione ormai insostenibile.
      Questo atto è il vero peccato imperdonabile, perchè sottolinea che il problema non è solo che la chiesa chieda una vita di celibato assoluto ai preti, ma che la chieda a tutti gli omosessuali e pretenda di avere licenza di discriminare tutti coloro che non sono disposti ad adeguarsi anche e specialmente se non credenti.

  4. Io sono sempre molto perplesso su questi gruppi che da una parte esprimo un loro desiderio identitario e dall’altra sono così conformisti.

    Se in un luogo ci fosse scritto a caratteri cubitali “qui siamo di religione vegana” e poi ci fosse Tizio onnivoro che si incazzasse per il fatto che questi brutti e cattivi qui dentro non mi consentono di sbaffare i vincisgrassi, minimo qualche perplessità sul fatto che Tizio sia nel posto sbagliato e vuole ciò che è sbagliato ci sarebbero, no!?

    Questi sono pecoroni che da una parte vogliono il pastore e l’ovile e dall’altra parte si lamentano che ci sono il pastore cattivo e l’ovile chiuso, asfittico, discriminatorio. Il fatto che siano omosessuali non cambia assolutamente nulla, non più del fatto che Tizio che rompe nel luogo dei vegani sia un onnivoro.

    Insomma, uno coerente prende pure distanze dal vatican(cr)o e dalla chiesa cattolica e non ci sguazza dentro da mane a sera.

    Solo che oggi c’è il diritto al dirittismo, pure il diritto a tutto e il contrario di tutto.

  5. Già trovo difficile fidarmi di una persona che predica sull’importanza della famiglia mentre lui non ce l’ha. Poi se danno anche delle regole ferree sull’impostazione di una famiglia, è normale che la gente scappi dalla religione. Speriamo sia la volta buona,…..

  6. Però scusate, ragioniamo un attimo. Chi si fa prete si vota al celibato, che sarebbe a dire appendilo al chiodo. Non ha nessuna rilevanza se il prete si innamora di un uomo o di una donna. Viene meno a una regola fondamentale per fare il prete, quindi ci sta che venga sospeso. Vengono sospesi di brutto pure quei preti che si mettono con una donna.
    E poi, perché coraggioso, perché ha detto che si è innamorato o perché si è innamorato di un uomo?
    In più credo che questa storia sia stata un tantino controproducente per i diritti lgbt, con i due così vezzosetti. Ah, giusto per la cronaca, non sono credente, non sono cattolica nè di qualunque altra fede.

  7. charlie68g dice

    Da uomo di fede qual’è, ha detto la cosa più bella che si possa dire sulla questione.
    L’amore è amore.

  8. Al di là che lui sia gay e ha già tutto il mio rispetto per avere fatto CO e detto quelle parole bellissime, credo che questo monsignore abbia sollevato un problema che la Chiesa non vuole affrontare.
    Non c’è scritto in nessun passo dell’Antico e Nuovo Testamento che per servire Dio bisogna votarsi alla castità (parola di una che ha studiato, malgrado lei, per anni in un istituto privato cattolico, ha frequentato l’università cattolica e studiato teologia come una dannata), la riforma venne effettuata post Concilio di Trento giusto per dire a Lutero “fanculo tu e la tua Riforma” (peraltro ottima) ma senza vere basi su cui poggiare.
    La domanda dunque è: piuttosto che proibire l’amore che, per la miseria, dovrebbe essere il caposaldo di questa religione(ma di tutte, da che ne so io), perchè non fare marcia indietro?
    Ma che Chiesa sposa di Dio è una Chiesa che odia, discrimina e proibisce l’amore?
    “Amate i vostri fratelli come io ho amato voi” l’ha detto il Cristo in cui la Chiesa crede, mica il primo pirla che passa per strada.
    Bacioni!!!

  9. Non ho commentato subito il tuo post, perchè ho voluto cercare di capire bene la situazione. Leggendo poi i commenti, mi trovo d’accordo con laperfezionestanca. Dal mio punto di vista, l’errore è stato quello di mischiare due cose diverse, il coming out e il fatto di dichiarare di avere un compagno. Cosa c’entrano le due cose? Nel senso: fare coming out ci stava, ma dire che la sua vita da sacerdote ormai da tempo non rispettava le regole (che valgono per tutti, non solo per gli omo) mi è sembrata inappropriata. E fuori luogo.
    Ho tentato di esprimere il mio pensiero nel mio post di oggi, mi permetto di linkartelo qui.
    https://lexpensatorelaowai.wordpress.com/2015/10/07/sotto-attacco/

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