Nuda veritas
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Anche i grandi amori cedono al logorio del tempo

Sono sempre stata così, non riesco a separarmi dalle grandi passioni. Magari le metto lì, appallottolate in un armadio, insieme ai jeans di quando avevo 20 anni e che non riuscirei a indossare nemmeno se mi facessi segare in due dal Mago Houdini.

Sono presenze discrete, quasi diafane, che popolano cassetti, scatole e gli angoli distratti del mio cuore. Rimangono lì. A volte giorni, spesso mesi o anni.

Poi scatta qualcosa e le ripesco. Soffio via la polvere e le contemplo nella loro immutata bellezza, con la commozione dei ricordi che si nasconde tra le ciglia.

È stato così con le mie scarpe da danza moderna. Da piccola sognavo di diventare una famosa étoile e il mio futuro lo immaginavo in punta di piedi e tutù. Invece i miei hanno optato per la piscina. E la mia infanzia si è impuzzolita di cloro.

Ma io non demordo.

A 24 anni m’iscrissi a danza, a un corso per tardone irriducibili che strizzavano la cellulite nei leggings. Fu in quel periodo che comprai quelle scarpe meravigliose. Fighe senza averne l’aria, di una morbidissima pelle rosso scuro, impunture a vista e tacchi di gomma. Il mio sogno di revanche, però, durò poco. A causa di un problema di salute, dovetti interrompere la scuola dopo un anno soltanto.

E le mie amate scarpe sono rimaste lì, perfette nella loro scatola. Mi hanno seguito nei 3 traslochi successivi.

Così, l’altro giorno, le ho tirate fuori dall’oblio e guardate con affetto. Le ho infilate delicatamente nella borsa e fiera e saltellante le ho indossate durante l’ora di aerobica.

Mentre zompettavo come un’invasata su e giù per la stanza ho notato del terriccio sul parquet. Ho pensato “Chi sarà ‘sta zozzona che viene ad allenarsi con le scarpe terrose?”. Ho lanciato occhiatacce oblique alle mie compagne, senza riuscire a risalire alla colpevole. Solo al momento degli esercizi sul posto ho notato che la poltiglia nera era proprio nel punto in cui mi trovavo io.

P a n i c o. Cercavo di pensare a come fosse possibile che quelle scarpe immacolate potessero avere della terra. Le avevo usate pochissimo e, ovviamente, solo in sala danza.

Così, col viso dello stesso colore delle mie amate calzature, mi sono spostata in un angolo e ho controllato le suole. Tra lo sguardo curioso e biasimevole delle mie compagne e dell’istruttrice che al grido di “spingete con quelle chiappe!” mi controllava dallo specchio.

Quello che ho visto è stato orribile, agghiacciante. Un trauma paragonabile solo al tuo giocattolo preferito che si rompe quando hai 5 anni. La gomma delle suole si era decomposta e stava diventando melma e zolle.

Le ho salutate con una lacrima e seppellite nel secchio del bagno dello spogliatoio. Non prima di aver preso i lacci per ricordo e aver avvisato le signorine della reception che avrebbero dovuto raschiare gomma nera dal parquet.

Per essere la seconda volta che vado in palestra sono già la Reginetta delle Figure Demmerda e dell’Amor Perduto.

grandi amori

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  1. Ma nooooooo! 🙁 Non era possibile pensare a un salvataggio in extremis di questo amore e portarle dal calzolaio, non so, sostituire la suola…fare qualcosa!

  2. Ahahahah!!!! Mi ricordi qualcuna….. quella maschiaccio zingara della mia morosa, che usa solo ciabatte in estate e scarponi d’inverno. E quando indossa orgogliosa le sue scarpette col tacco per uscire con me villantando di averle usate solo un paio di volte si sbriciolano dopo pochi metri…. ahahahah!!!!

  3. Qualcosa di simile a me è accaduto con un profumo… anni… e poi quando l’ho usato… decopomposto, da profumo era passato a puzza!
    Da ciò ho imparato a usare le cose e subito, si vive il momento, non il domani.

    PS: chiaramente questo vale per le cose che mi entrano ancora… per esempio ho un paio di abitini sexy da sera (uno rosso fuoco <3 ) che da anni mi trascino dietro e che non mettero mai più (almeno in questa vita), ecco con quelli la vedo dura…

    • In quanto a vestiti e armadio dei ricordi io vado a lustri. Questo mi stava cinque anni fa, questo dieci, questo quindici e questo venti…. Una mia amica fa la sarta e ogni tanto le porto qualche vestito ad aggiustare, (eufemismo per non dire allargare) una volta mia figlia mi fermò- Dove lo porti il mio vestito?- Ahh è tuo, ecco perchè non mi ricordavo di averlo comprato.. 🙂

  4. Ti comprendo. Io ebbi in regalo un paio di scarpette da arrampicata (usate) a 11 anni. Poi mia madre si accorse che l’arrampicata era appendersi a una parete a 20 metri e disse basta per me. Quando ho ricominciato, a 24 anni suonati, ho rimesso le scarpette magiche che faccio risuolare ogni anno. Temo il momento in cui mi diranno “signorina, forse è il caso di buttarle, son più vecchie di lei”.

  5. anna dice

    a me si e’ decomposta la suola di gomma delle pantofole mentre, in camicia da notte e terrorizzata, percorrevo il corridoio dell’ospedale (pieno di gente) diretta in sala parto per un cesareo.
    ho visto le “briciole nere” e ho proseguito, in quel caso il terrore ha avuto la meglio sulla figura di merda.

  6. Ma che gli hai fatto a quelle povere scarpe, durante i traslochi?!!? Secondo me, le usava uno gnometto ogni notte per andar fuori a zappare nell’orto. Questi gnometti dispettosi che escono quando tu stai dormendo e ti usano tutte le tue cose. E rubano i calzini dalle lavatrici. Altro che danza!!!

  7. Ora si ricorderanno per sempre di te. Veronica chi?..
    Ahhh quella che le si sbriciolavano le scarpe. 🙂
    Tre anni fa, uscii a mettere al riparo alcune piante, ero in ciabatte, che al contatto con l’acqua e il nevischio si sono sciolte e le ho perse per strada. rientrata in casa, con i piedi nudi e bagnati, sono scivolata e battuto la classica “musata” per terra..

  8. Giada dice

    I sogni tornano a bussare…fanno dei giri immensi e poi ritornano….e quando rientra nel cuore…e lui inizia a battere a mille. .sai che questo sogno è il tuo…solo tuo..e ti dà quella forza che nessuno conosce..solo tu e il tuo sogno…

  9. Patrizia dice

    Tra te che zompetti in palestra seminando zolle di terra e Anna a cui si decompongono le ciabatte, mi avete fatto scompisciare, ..ah ah ah 😀 ;-D ;-D ! sono qui che vi leggo, immagino le scene e continuo a a ridere 😀

    Avrei voluto vederti!! Non mi sarei trattenuta! Perdono!
    ah, ah , ah …

  10. Ah bé, sei in buona compagnia. Avevo dei deliziosi scarponcini gialli, con un’alta suola nera. Mooolto amati. Li ho messi per un paio di anni e poi li ho lasciati a decantare nella scarpiera. Quest’anno li ho rimessi e sono uscita tutta felice. Piovigginava. Che ve lo dico a fare? Dopo dieci minuti sono dovuta tornare a casa di corsa, degli scarponcini era rimasta la parte di sopra, la suola si era disintegrata e camminavo con i calzini sul selciato. Bagnato. Sigh!
    Da allora controllo sempre le suole di gomma o plastica. Dopo tre o quattro anni tendono a disintegrarsi in minuti frammenti.

  11. Paola dice

    Nessuno però mi sa dire perché le stesse scarpe da tennis se indossate, mi durano anche 5 anni e se lasciate ferme per due anni, si sbriciolano.
    Misssshtero.

  12. Angie dice

    a me è successo con delle scarpe elegantissime ad un matrimonio…. fortuna che ne avevo un paio di ricambio! ihihihhi!

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