Nuda veritas
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A voi lascio il giudizio. Io faccio le bolle.

Roma in un pomeriggio di settembre.

Lui alto, moro, abbronzato, occhio scuro e penetrante. Lei rossa, un sorriso addosso e il passo svelto di chi vive con la testa nel cuore.

Camminano abbracciati, spesso si fermano per baciarsi sulla guancia. Parlano con la voce dolce dei ricordi e delle speranze, ma quando cala il silenzio continuano il dialogo con gli occhi, con le mani, con il contatto a pelle. Ridono, giocano e improvvisano un passo di danza.

La gente si gira per strada, c’è chi sorride ma la maggioranza guarda stupita e procede. Al bar uno scorbutico si gira per dire ai due di farla finita di scambiarsi effusioni in pubblico.

Quei due ignobili esseri eravamo io e il mio meraviglioso amico Amleto. Lesbica io. Gay lui. L’erotismo di quelle effusioni era pari a quello che serpeggia in fila alla posta. Ma l’amore no, quello scorreva impetuoso.  Abbiamo passato un meraviglioso fine settimana a coccolarci reciprocamente le ferite, fantasticare sul futuro, progettare lavori insieme e a scambiarci l’anima.

Le persone non sono davvero più abituate ad esprimere le emozioni attraverso il corpo, molte si muovono come automi, schivando gli sguardi, privandosi di carezze e abbracci. Gli occhi si sfuggono, ci si sente vulnerabili e si preferisce chiudere il guscio, piuttosto che imparare a gestire le emozioni.

Stiamo diventando davvero esseri asettici, che crescono bambini anestetizzati. Vietato toccare, annusare. Proibito sporcarsi. Corpi che hanno rinnegato l’anima e quel fuoco interiore che a volte brucia, a volte scalda ma che ci rende sempre così terribilmente vivi.

Io gli amici li abbraccio, ci gioco, li respiro, li spettino, mi ci addormento insieme sul divano e nel letto, gli prendo la mano per strada e in metro. Non rinuncerei al lato tattile delle mie relazioni per nessuno motivo al mondo. Perfino al supermercato apro detersivi e doccia schiuma per sentirne la fragranza. In libreria infilo il naso nei libri e nel bosco abbraccio gli alberi, accarezzo il muschio, salto sulle foglie secche e mi siedo per terra. Quando sono sotto stress esco a fare le bolle di sapone e le guardo distorcere la realtà per poi scoppiare e in ogni bolla infilo un pensiero negativo.

Sono strana? A voi il giudizio. Io mi tengo l’Amore.

bolle

51 Commenti

  1. ericagazzoldi dice

    Io spupazzo amici e fidanzati come se non ci fosse un domani. In privato e in pubblico. Si fottano i bigotti e gli invidiosi. 😀 “Vivamus […] atque amemus,/rumoresque senum severiorum/omnes unius aestimemus assi”. Lo diceva Catullo più di duemila anni fa. Ed ha tuttora ragione. 😉

    Comunque: NINAAAAAAA!!! LA TUA DONNA STA DIVENTANDO ETEROOOOO!!! Presto, mandala a farsi curare… certe cose, con un buon medico, si possono fermare in tempo… xD

  2. Ho sempre comunicato con baci ed abbracci: amici, figli, familiari, amanti, non faccio distinzioni, magari cambia il senso di quell’atto a seconda della persona. A qualcuno da fastidio, ma me ne frego, e cerca di sfuggire ai miei abbracci, qualcuno invece si è innamorato di me anche per questo modo di comportarmi. Siamo proprio gemelli separati alla nascita….. 🙂

  3. sei strana. io sono strana e timida. il contatto fisico lo riservo agli affini. Ma siamo sabaudi noialtri, si sa. Un po’ ingabbiati.

  4. Io abbraccio chi merita. All’università con amico (gay ma senza ripensamento alcuno, manco trenta secondi) eravamo spesso e volentieri appiccicati per confortare i nostri animi tormentati, tutti pensavano che stessimo assieme. Mi permetto di aggiungere che quando abbraccio uno che non è un semplice amico, cambiano un po’ le modalità. Giusto un pochino…

  5. piccolapeste dice

    Anche la mia insegnante di yoga ci sprona a ritrovare il contatto fisico con gli altri anche se siamo in metropolitana,,, siamo davvero troppo ingabbiati in schemi mentali stupidi e il solo toccarsi con il ginocchio sembra così strano… io ogni tanto ci provo… e nel privato provo ad accarezzare e toccare solo chi se lo merita… Bacio

  6. Paola dice

    Io ero refrattaria agli abbracci. O meglio: mi piaceva abbracciare, ma odiavo essere abbracciata. Temevo quella parte di me che perdeva le sue difese.. Chissà.
    Adesso mi faccio abbracciare, ricerco il contatto fisico e “il naufragar m’è dolce in questo mar”
    😉
    Toh! Beccate la citazione 😉

  7. Mi piacciono tanto queste riflessioni. Oggi le persone sono molto centrate su loro stesse e hanno costruito tutto intorno dei paletti ben piantati nel terreno per evitare che qualcuno possa “osare” avvicinarsi. Buona giornata!

  8. Dopo la lettura del tuo post ho riflettuto e pensato tanto e ho scelto di usare le parole di una canzone per esprimere il mio pensiero.
    Dedicata a TE, che hai innescato i miei pensieri, dedicata a ME, perché mi da energia e ovviamente dedicata a CHIUNQUE scelga di cercarla, ascoltandola per la prima volta o per il piacere di riascoltarla.

    Buon ascolto!!! 🙂

    *** “Metti in circolo il tuo amore” ***
    (Fiorella Mannoia con L. Ligabue)

  9. Pensa che io odio il contatto, in genere.
    Se una persona riesce a farmi accettare di essere toccata (anche solo le pacche durante una conversazione, per intenderci, le detesto), allora significa che ha fatto breccia nel mio cuore, che sia amicizia o amore.
    Per chi entra “nel cerchio” però è la fine, perché su questi prescelti sfogo tutta la bramosia di affetto che trattengo verso “gli altri”, pertanto mia figlia la tempesto di coccole, il mio compagno lo distruggo di carezze, le mie amiche si trovano ad avere una invadente donna che abbraccia e prende per mano.
    Ad ognuno ciò che si merita!
    E sempre, sempre, sempre bolle di sapone!

    • giulia dice

      Come ti capisco, anche io sono cosí! Se qualcuno che conosco poco prova a toccarmi praticamente gli ringhio contro, amici e partner sono affettuosissima!

        • Giulia dice

          Ahah si anche io! Mi ricordo una volta al liceo un’amica mi presenta il suo fidanzato, io gli porgo la mano e lui mi abbraccia. Mi sono scansata alla velocitá della luce e penso di averlo guardato proprio male perché le volte sucessive mi salutava da distante e con l’aria da cane bastonato. Povero, devo averlo traumatizzato 😄

  10. Patrizia dice

    Ma che meraviglia …anche solo leggervi! Pensa vedervi ;-)!!!
    Penso che tanti siano schiattati di invidia per strada, perché come scrivi l’amore vero, pulito si vede e si sente e se non lo frequenti di frequente, ti tira fuori l’acido.

    Ho amato molti aspetti di questo post: il brio, la vivacità, la naturalezza con cui vivi il contatto fisico (che anche io adoro, ma che devo imparare a gestire)…mi sono ritrovata in quel ” Io gli amici li abbraccio, ci gioco…”, e sono andata in brodo di giuggiole alla visione delle bolle di sapone che rendono la realtà diversa e, che poi, scoppiando si portano via,ognuna, un pensiero negativo……..

    Strana??! Ma de che?!
    Smack!

  11. non vorrei sembrare ripetitivo e non farò QUEL nome… ma ti ricordo che in Italia l’80% delle persone sono (finte) cattocomuniste, per cui il senso del tatto è meglio lasciarlo chiuso dentro 4 mura, possibilmente molto ben insonorizzate…
    E poi dai, ci sta anche un bel po’di invidia, gente triste che non sopporta la gioia altrui… persino Walt Disney racconta di personaggi tristi così. Però poi si redimono e un giorno li vedrai sorridenti e melensi girare per le strade vittime del loro amore…

  12. Mi hai fatto pensare ad una persona speciale. Quando ci vediamo, entrambi pretendiamo qualche minuto di silenzio per ascoltarci; un lungo abbraccio; dolci sguardi… e ci rendiamo conto di esserci detti tutto ciò che c’era di veramente importante da condividere. Ovviamente parlo del mio più caro amico.

  13. Ce ne fosse di più di gente così il mondo sarebbe un posto migliore.

    Il fatto è che la stragrande maggioranza delle persone ha posto dei paletti sia per motivi propri (il “se qualcuno prova a toccarmi gli ringhio contro” è emblematico) che per difendersi dalle malelingue altrui: non faccio quindi non mi giudica nessuno.

    Pensa che conosco addirittura gente fidanzata (e non solo ragazzini ma anche adulti) che non si abbraccia né si tiene per mano, toccando così vette di idiozia inimmaginabili come nemmeno Reinhold Messner fece con la scalata al Monte Everest nel ’78. Praticamente in strada vedi solo due lampioni che camminano, e se entrambi sono vestiti di bianco, vedendoli da lontano potresti gridare al miracolo, ma lo fai in sottovoce per non farlo sapere all’ENEL.

    Devo dire che leggendo il post ho provato una grande emozione, soprattutto nell’immaginare la scena e nel cercare di comprendere la grande felicità che ci può essere condita di puro affetto.

    Il finale poi è da 110 e lode, sembra di vedere un manifesto elettorale: “Più bolle di sapone per tutti” ahahah 😀

    Sfortunatamente le persone che conosco qui hanno quasi tutte paura di farsi una banale foto figuriamoci ad essere toccate, altrimenti mi sarei comportato come te. In questo caso i paletti me li sono dovuti autoimporre per evitare le ringhiate altrui, se no avrei dovuto girare per strada con la frusta in mano 😉

    Quasi tutte tranne una, che è la mia più cara amica e che purtroppo abita molto lontano (per andarla a trovare devo prendere l’aereo), ma quando ci vediamo stiamo praticamente tutto il giorno abbracciati e a scambiarci baci sulle guance, anche per strada a fare la spesa.

    Mi sa che la prossima volta che ci vedremo mi porterò dietro un camion di bolle di sapone. Ovviamente per gli altri.

    Un caro saluto e un augurio di una buona domenica 🙂

    P.s.: chiedo scusa per essermi dilungato così tanto e per essere entrato così all’improvviso in casa altrui, ma questo post merita davvero, così come tutto il resto 🙂

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