Nuda veritas
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La Sindrome da Tatami: fare dell’accanimento una virtù (anche contro la teoria del gender)

Forse questa cosa delle Sindromi mi sta decisamente sfuggendo di mano. Ma tant’è.

Quella di oggi (e poi smetto, promesso) è nota come Sindrome da Tatami.

Avete presente quell’attitudine stoica per la quale si è portati ad accanirsi contro la sorte avversa, sfidandola? Ecco, è quella roba lì.

Per chi non si è mai dedicato alle arti marziali, è doveroso spiegare che il tatami è la tipica pavimentazione giapponese che si trova nel dojo, il luogo in cui si praticano, appunto, queste nobili discipline. Quella roba che voi, miseri umani, chiamate palestra.

Chi è stato forgiato da queste pratiche ha acquisito una piena consapevolezza del proprio corpo e del proprio spirito, nutrendo la propria anima di giustizia, compassione, rispetto per l’avversario e coraggio. Io completavo il tutto con grosse fette di pizza, preferendola al tè. Del resto, nessuno è perfetto.

Di questi insegnamenti, però, mi è rimasta la grinta, la forza di non mollare mai e di rialzarmi sempre, con le ossa rotte ma lo sguardo fiero di chi non si arrende. Insieme ad un’insana propensione al masochismo kamikaze, che mi fa sfidare il destino e gli eventi avversi con la bandana del sol levante sulla fronte. No, la bandana non la metto davvero. È virtuale. Fate uno sforzo d’immaginazione.

E così, ricordando le parole del mio maestro “Se è più grosso di te, vuol dire solo che farà più rumore quando cade” mi approccio ai problemi, agli ostacoli e agli stronzi che spesso calpesto durante le passeggiate dell’esistenza, senza abbassare la guardia e senza sottrarmi allo scontro.

Il fatto è che questa animosità, negli anni, si è un po’ espansa, rendendomi una folle Don Chisciotte in hakama che valuta il rischio e poi se ne sbatte, che prende di panza le discese ardite e le risalite. Nello sfidare il fato, mi sono presa una serie di ciabattate che quelle raccattate nel dojo, in confronto, sono solo un lontano antipasto della memoria.

Chissà perché, alla fine, un po’ ci godo a provocare l’esistenza. Ci pensavo ieri sera mentre mi accanivo su facebook a ribadire per la ottordicesima volta che la teoria del gender è una bufala (nel caso, è uscita anche la circolare del MIUR: questa). Tempo perso. Tanto certa gente non vuole informarsi, ma semplicemente arieggiare l’intestino dallo sfintere sbagliato.

Ecco, stavo riflettendo che forse è il caso di riporre la katana, ogni tanto, rivolgendo i miei pensieri e le mie riflessioni a chi ha voglia di ascoltare e capire.

Oppure dedicarmi alla preparazione del tè.

O a un altro giro di pizza.

sindrome da tatami

52 Commenti

  1. avrei potuto scriverlo io e… peccato che non si possano mettere foto nei commenti. ora ci metto un bel link.

  2. Ecco quella (una delle tante) cosa di te che mi piace, che sentivo e non vedevo, il rialzarsi sempre e un’altro giro di pizza :*

  3. ilaria dice

    Ultimamente, almeno sui social, mi sono arresa. Sui gender, sui profughi che hanno 40 euro al giorno, su matrimoni e adozioni a coppie omo e single, ho detto basta. O meglio, ho detto espressamente all’ennesimo ignorante (nel senso “che ignora”, eh..)di smettere di scrivere stron**te sulla mia antidemocratica pagina e di eliminare la mia amicizia. Sai che c’è? Funziona. Le mie energie sono canalizzate verso dialoghi costruttivi, con un paio di frasi sono riuscita a eliminare (virtualmente..ma nella vita reale fortunatamente i leoni da tastiera spariscono ) un sacco di elementi che disturbavano la mia serenità.
    Bacioni..e se capiti in Sardegna fai un fischio!

  4. A volte vorrei proprio averti come vicina di casa, per poter suonare alla tua porta e fare due chiacchiere confortanti con te! Soprattutto quando persone che reputi amiche se ne escono con “io vi voglio bene e rispetto te e la tua compagna ma non accetterò mai che a mia figlia venga insegnato che avere due mamma sia normale!”. Per me che tra 20 giorni partirò con la mia compagna per provare ad avere un bambino è difficile non sentirsi ferite da certi argomenti, ma leggere te e parlare con dai veri amici che sono molto felici per noi, ci da la forza per andare avanti! Quindi..dopo tutto..volevo solo ringraziarti! 🙂 buona giornata!

    • Paola dice

      Anche io e la mia compagna vogliamo provare ad avere un bambino il prossimo anno.. Magari tienici aggiornati nei commenti su come procede la cosa.. È confortante sapere di non essere le sole!

  5. Ingrid dice

    Allora ogni tanto prepara il tè o la pizza per ricaricarti e tornare sul tatami più agguerrita di prima. L’ottusità è una brutta bestia e ripetere, rispiegare mille volte le stesse cose è sfinente, combattere la disinformazione, la falsa informazione è sfinente. TUTTAVIA, se non ci fossero persone affette da sindrome da tatami dove andremmo a finire? Continua così! 🙂

  6. “Se è più grosso di te, vuol dire solo che farà più rumore quando cade” è semplicemente una geniale filosofia di vita, nonché vincente. Soprattutto se dopo c’è la pizza. Altro che tante menate motivazionali!
    Grandissima stima per il non mollare mai e rialzarsi anche dopo le peggiori ciabattate del fato avverso!

  7. Cara Veronica, io non sono cattolica, ma una massima del Vangelo mi è molto cara, ed è quella che recita “Non gettare le perle ai porci”. Non abbiamo una quantità di energia infinita da spendere, ogni giorno che passa me ne rendo conto. Meglio ottimizzare, e prendersi un tè. Baci Elena

  8. Daniela dice

    sull’ “arieggiare l’intestino dallo sfintere sbagliato” mi è partita una risata isterica. Sei un genio lo sai? Grazie del link al documento, utilissimo.

  9. La verità è che poi in dojo, e nella vita, i lividi che ti procuri li porti con orgoglio… e li conti pure a fine battaglia facendo la gara a chi ne ha collezionati di più… ieri sera per esempio, ho vinto io!

  10. jujiutzu, mia figlia fa jujiutzu da diversi anni ormai, iniziò a otto anni e ora ne ha 24, due mesi e 10 giorni. (arrotondato in difetto) per me che era solo una tecnica per buttarsi a terra allegramente, ma lei mi ha spiegato che sfruttano la forza dell’avversario, con il motto il molle batte il duro. Questa era la premessa.
    Io, inizialmente mi accaloravo nelle discussioni sul web, cercavo di spiegare e di argomentare le mie posizioni o di dimostrare la fallacia delle loro tesi. mia figlia che fa jujiutzu e non frequenta il web, mi ha sempre detto che discutere con chi non le poi sputare in faccia, è inutile. Con il tempo mi sono abituata ad astenermi nelle discussioni, anche perchè mi sono stanata di pulire lo schermo del mio portatile. 🙂

  11. Patrizia dice

    Al momento io aderirei, in primis, al giro pizza (che vedo ormai una volta a settimana, se va bene 🙁 sigh)
    oppure suggerirei la pratica di discipline olistiche, con relativa preparazione del tè..
    ….oppure
    dulcis in fundo l’esercizio delle arti marziali senza pietà contro questi decerebrati! Sapere e ripetersi “sono ignoranti” non mi aiuta più!

    Un abbraccio ad Ann@. Tu e la tua compagna non siete sole!! Anche noi stiamo percorrendo lo stesso cammino, irto, ma ci auguriamo con una lietissima sorpresa alla fine 🙂 🙂

    Un abbraccione anche alla zia Vero! Smack!!!

    • Ciao Patrizia! Un abbraccio anche a voi, fa bene sapere di non essere da sole! 🙂 in bocca al lupo allora!

  12. Stavo facendo una riflessione simile l’altro giorno, chiedendomi perché mi ostino a ficcarmi in situazioni del genere. Poi ho letto una frase (vado a memoria) “Lei è Giovanna D’arco, e per le Giovanne D’Arco non c’è che la croce”. Superato il primo impulso a sbranare autore/traduttore (la pulzella d’Orleans è morta bruciata) ho capito che, alla fine, io sono fatta così e non cambierei neanche dopo 100 roghi…

  13. anche perchè è meglio tenere l’energia per cose più importanti ed interessanti. Puoi tu sprecare il tuo tempo a parlare con i figliocci di Giovanardi (ancora lui, ebbene sì, mi piace farti bere la Citrosodina)?

  14. “Arieggiare l’intestino dallo sfintere sbagliato” è FANTASTICA!!!!! chiedo il permesso di riusarla, questa tua azzeccata metafora in conversazioni con parenti, amici, conoscenti e chi più se lo merita! 😀
    E il prossimo giro di pizza lo offro io, con o senza tè! 😉

  15. Scrivi con brio e ti si legge volentieri. Poi, avendo praticato arti marziali per tredici anni (ma sono in pensione ormai da quindici), ho risonanza con molte cose che hai scritto 🙂

  16. Difficile da spiegare… seguivo una scuola creata dal maestro giapponese Kenji Tokitsu che combinava insieme diversi stili sia giapponesi che cinesi. A quei tempi ero una vera macchina da guerra 😉

  17. Paola dice

    Io ho beccato l’oasi felice. Nessuna mamma si è lamentata del fantomatico giiiiiiender e nessuna di noi insegnant crede che sia vero. E le maestre di religione sanno anche di me e della mia compagna e non si fanno problemi..

  18. R.Hahn dice

    La “teoria del gender” a scuola è una degli aspetti più odiosi della malainformazione. Nonostante le smentite del ministro e pure del fantomatico sottosegretario Faraone, c’è ancora un sacco di gente che crede a queste panzane. La cosa suscita i miei istinti peggiori…. ma per fortuna anche io frequento i tatami e mi trattengo 🙂 Bisognerebbe inserire le arti marziali a scuola, altro che gender! 😀

  19. ericagazzoldi dice

    “Io completavo il tutto con grosse fette di pizza, preferendola al tè. Del resto, nessuno è perfetto.” Cara, ti sbagli: non è imperfezione… è incontro fra culture. 😉

  20. Io sul tatami ci sto per praticare il Reiki da anni, quindi conosco tutto questo mondo di cui parli a menadito.
    Mi stupisco di come invece certe persone riescono ancora a prendermi in castagna, vedi questa storia del gender.
    Forse aveva ragione Einstein a dire che fra l’universo e la stupidità forse solo l’universo ha una fine…
    Baci!

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