Nuda veritas
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La sindrome del violinista del Titanic: procrastinare in modo paraculo senza dare nell’occhio

Conoscete Wallace Henry Hartley? Questo povero disgraziato è passato alla storia perché era il direttore dell’orchestra del Titanic. Quello che suonò fino alla fine per rincuorare i passeggeri e morì annegato, con gli altri otto musicisti. Quello che, mentre Di Caprio faceva il figo per lasciare la zattera alla Winslet solo perché lei gliel’aveva data una volta, ci dava dentro con l’archetto.

Ecco, io mi sento molto come lui. No, non per la mia abilità con gli strumenti, al massimo ho suonato delle robe strazianti col flauto dolce, alla medie. Quelle nenie tristi che spaziavano dalle canzoncine di Natale alla sigla dello spot della Barilla, tra genitori imbarazzati e parenti che a stento trattenevano il disagio. Il disagio vero, quello che cerchi di soffocare col panettone.

A Wallace è correlata questa sindrome, detta in suo onore e memoria: Sindrome Del Violinista Del Titanic Che Suonava Fino Alla Fine Mentre Il Suddetto Titanic Affondava E Di Caprio Si Faceva La Winslet Che È Un Gran Pezzo Di Gnocca.

Per comodità, la chiameremo SDVDT.

Chi, come me, soffre delle SDVDT è solito compiere azioni inappropriate rispetto al contesto d’emergenza.

Durante il mio ultimo trasloco, in preda al delirio più totale di: scatoloni da riempire, camion da caricare, bambini da sistemare, mobili da montare, lavori da finire, che ho fatto io? Ho preso un mobile di casa mia e mentre Nina armeggiava con il furgone, l’ho portato nel piazzale di casa, ho preso carta vetrata, pennello, pittura e ho iniziato a ristrutturarlo perché non lo volevo più color crema, ma blu elettrico. Ovviamente ho continuato imperterrita per tutto il pomeriggio, assorbita in questa mia attività, mentre Nina sbuffava e cercava di coinvolgermi nella realtà. Niente. Ho dovuto finire il mobiletto, prima di dedicarmi al resto.

E non è mica l’unica volta.

L’altra sera, in mezzo al RDMM (Rientro DeMMerda) la prima cosa che ho fatto, ancor prima di iniziare a disfare i bagagli, molto prima di preoccuparmi della cena e di realizzare che il giorno dopo sarebbe stato il lunedì più drammatico dell’anno – quello del dopo ferie – sono corsa in bagno a cercare il barattolo dell’henné perché il mare aveva sbiadito il mio capello rosso. Anche in questo caso, la faccia di Nina che mi fissava attonita non ha prodotto risultato alcuno.

Potrei andare a ritroso fino all’esame di maturità. Nella fatidica “notte prima degli esami” io ho accuratamente evitato di ascoltare Venditti, di ripassare le tesine e sono andata in sala prove con il gruppo rock di cui all’epoca ero la cantante, rientrando a casa tardi, sgaruffata e senza voce.

In realtà potrei continuare all’infinito a raccontare e a scrivere questo post, perché la verità è che ho una marea di lavoro da sbrigare, docenze da preparare, esercitazioni da correggere, panni da stendere. Ma vuoi mettere il relax di rimanere qui a illustrarvi i più torbidi risvolti della mia attitudine a rimandare le impellenze? Questo mio indugiare nella procrastinazione assistita fino ad inventarmi una sindrome che non esiste?

Capito. Vado.

Buon violino a tutt*.

sindrome del violinista del titanic

 

 

 

45 Commenti

  1. lenny dice

    Oddio! Mi hai appena descritto! Ce l’ho anch’io questa malattia ( un’Altra da aggiungere alla lista!) Mentre sto scrivendo questo commento,l’acqua della vasca da bagno sta svorrendo da 10 minuti, una valigia da preparare,il pranzo e il treno alle 13.30..e io sto qui a leggere i tuoi post!

  2. Paola dice

    Casa è una bomba con roba disseminata ovunque.
    Domani c’è un compleanno e non ho ancora comprato un regalo.
    Oggi mi arrivano dei fornitori per farmi vedere delle guide.
    Devo chiamare il Mef per chiedere dove sia finita la mia busta paga di Agosto.
    Ho dei capelli che TelespallaBob mi fa un baffo e la doccia che non funziona.
    La mia intelligenza mi ha portato anche a invitare un amico a casa per prendere un caffè.
    Devo visionare l’ennesima casa perché a me e alla mia compagna è venuta la brillante idea di comprare casa e iniziare a girellare per la Toscana già in questi giorni.
    In tutto questo sono ferma da almeno 15 minuti buoni davanti alla confezione delle capsule del caffè per decidere se un ristretto ardenza sia meglio di un caffè Cortado.
    Mi sento come il violinista del Titanic: la nave affonda e io sono specializzata solo nel suonare i citofoni altrui e scappare via.

  3. Lo faccio tutte le mattine, sono in ritardo e cincischio. Come stamattina che mi sono messo a dividere la plastica per la raccolta differenziata. Ma cosa ci prende? Sono in ballo con la mia nuova casetta da imbiancare che mi devono consegnare i mobili e domenica mi sono perso nello scartavetrare un termosifone…… e sono in ritardo con i lavori….. Pe questa sindrome ce la daranno la pensione? O l’accompagnamento…..

  4. Giulia dice

    Beh, ci credo che volevi cambiare il mobiletto da crema a blu elettrico, ottima scelta!! 😉

  5. Ciao sono Sara, soffro di SDVDT e infatti sono qui a leggere il tuo blog e a commentare anzi che studiare Sociologia economica

  6. Io dormo.. e spero sempre che qualcuno abbia risolto i problemi per me.. Va detto che non ha mai funzionato.. ma sono tenace e insisto, è una vita che insisto.

  7. Sergio dice

    Io non ho questo problema perchè pianifico con cura.
    Per esempio, prima di ogni viaggio faccio un accurato programma con elenchi dettagliati dei posti da visitare, finché mia moglie non mi chiama: “Furiooo! I bagagli sono fatti e la macchina è carica, se non ti sbrighi ti lasciamo qui!”

  8. Post molto simpatico ma anche interessante. Non sapevo niente di questa sindrome.

    Mi farò forse dei nemici, ma voglio aggiungere che la storia d’amore tra Di Caprio e la Winslet in Titanic potrebbe concorrere alla più ridicola mai rappresentata su schermo con buone probabilità di vittoria.

  9. Patrizia dice

    Grande Nina!
    …..ma che pazienza ha?
    (ooops, scusa Veronica!) 🙂
    Pensione,..o accompagnamento? Idee mitiche!!! 😀

  10. piccolapeste dice

    che bello fare per TE cose che gli altri non si aspettano e quando meno se lo aspettano… io stò cercando di imparare anche se è difficile dopo una vita passata a fare sempre tutto quello che serviva agli altri e nel modo migliore possibile (sono del segno della Vergine, pignoli e razionali fino all’ossessione………….)
    …ho visto le foto delle tue vacanze, bellissime e particolari, un abbraccio!

  11. Io invece ho la sindrome dell’Hobbit.
    Volente o nolente mi trovo sempre nella merda altrui e mi tocca risolverla altrimenti nei casini ci finisco io!
    Hai presente Bilbo e Frodo?
    Ecco, c’è anche la Hobbit Melinda.
    Dobbiamo fare qualcosa per queste sindromi!
    Baci

    ps: Brita sta meglio?

  12. Intendevo proprio quello, con i portieracci dell’inter in nazionale non abbiamo mai vinto niente…… 🙂 Ripenso al ’98 quando s’infortunò il cinghialotto e subentrò ancora Pagliuca…..

  13. e sì, la Winslet era una gran gnocca…
    è il tuo modo di esorcizzare l’evento, non ci trovo nulla di male.. e poi magari il blu elettrico è anche carino…

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