Nuda veritas
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Nessuno è al sicuro. L’aggressione di Genova e la manifestazione.

Ieri sono stata a Genova alla manifestazione organizzata dalle associazioni LGBT dopo il terribile episodio di omofobia ai danni di un eterosessuale.

No, non ho un picco glicemico a causa dell’ottima focaccia locale. Avete letto bene. Ad essere stato aggredito è stato un ragazzo etero, scambiato per omosessuale e pestato fino ad essere ridotto in fin di vita, perché il suo abbigliamento risultava “da gay”.

Ad aggravare la situazione, la vigliacca omissione di soccorso da parte dell’autista dell’autobus che non è intervenuto a fermare l’aggressione ed ha dichiarato:”Mio nonno mi ha insegnato a farmi gli affari miei”.

Personalmente non ho ancora deciso se mi schifa di più il fatto che una persona sia stata quasi uccisa perché il suo abbigliamento lo “faceva sembrare gay” o il conducente che ha assistito al pestaggio senza muovere un dito.

In Italia non esiste l’aggravante di reato di omofobia. E questo è ciò che ne deriva. Per fortuna, almeno, esiste l’omissione di soccorso. Una magra consolazione per un ragazzo che è ancora in coma farmacologico. E per la società. Chi crede di essere al sicuro perché la battaglia per i diritti non la riguarda ha avuto la prova provata che non funziona così. In un clima di caccia alle streghe, siamo tutte vittime potenziali.

Ieri, insieme ad altri attivisti, sono salita sugli autobus a distribuire volantini per sensibilizzare la cittadinanza su quello che era avvenuto. C’era chi ha letto interessato e ha posto domande, chi ha usato il volantino per fare un origami e chi per sventolarsi. Non potevano mancare le polemiche dei soliti rappresentanti del Partito Benaltrista la cui mission è sempre “i problemi sono altri” spaziando dai marò al cocoricò, senza mai prendere una posizione sui quali siano i problemi da risolvere. Se volete, potete leggere dei giUoiosi commenti anche sulla pagina facebook dell’evento.

Ogni giorno che passa, sento che questo Paese è sempre più alla deriva. Il DDL Cirinnà sulle unioni civili è stata nuovamente rimandato.

E io inizio a sognare di avere le orecchia a punta e il teletrasporto per fuggire lontano.

Manifestazione Genova omofobia

35 Commenti

  1. Oggi sono vestito con una magliettina aderente verde acqua e scarpette in tela rosse…… dici che rischio?
    In un paese dove ci si ammazza di botte tra compaesani sono perché al derby si tifa ad una squadra diversa….. cosa ti aspettavi? I problemi sono altri, certamente, che la gente è imbecille!

    • selva corbelli dice

      Concordo in pieno: il problema è totalmente “un altro”, siamo un pseudopopolo di imbecilli, fanatici,retrogradi e violenti.

  2. In nonno dell’autista si chiamava per caso Bernardo, cognome Provenzano? Tanto per sapere, la filosofia del “niente saccio e niente dico” o del “fatti li cazzi tuoi” mi pare sempre quella…
    Poi ovvio ci sono anche altri problemi. Ma questo è UN problema. Che siamo etero, omosessuali, asessuali o venusiani.

  3. Ti condivido volentieri!
    Hai pienamente ragione comunque. Siamo tutti quanti a rischio ma soltanto perchè l’imbecillità e la scemaggine è arrivata alle stelle.
    Ciao!

  4. paola dice

    Già fatto, senza bisogno di teletrasporto…né di orecchie a punta! Più passa il tempo, più l’Italia si conferma un paese senza speranza.

  5. cristiancantoro dice

    “senza mai prendere una posizione sui quali” -> “senza mai prendere una posizione su quali”

  6. emanuela dice

    c’ero anche io! Perchè l’episodio dell’autobus mi ha non solo indignata, ma mi ha profondamente offesa e mi ha davvero fatto soffrire.
    Grazie per tutto ciò che fai e dici e perchè tieni sempre alta l’attenzione .
    un abbraccio
    Emanuela

  7. Ieri volevo esserci ma il lavoro me lo ha impedito..mannaggia! Purtroppo si verificheranno sempre cose cosi orribili, finchè ci saranno genitori ignoranti che cresceranno i figli nell’ignoranza, senza abituarli fin da piccoli alla varietà delle persone, alla diversità, alla conoscenza.. :/

  8. Io prendo il Pullman dalle medie e volevo dire una cosa: qualcuno sul web diceva “ah ma doveva chiudere le Porte e chiamare la polizia”. Sulla seconda niente da dire ma ricordo che pochi mesi fa ero sul pullman Di ritorno dall’universita’, era arrivato in anticipo cosi e’ rimasto fermo ad aspettare che salisse altra gente, essendo inverno una signora chiese all’autista di chiudere la porta, la risposta del controllore fu “non possiamo senno’ potremmo essere denunciati per sequestro Di persona” O_O

  9. Sergio dice

    facendo zapping…

    Estate in Diretta servizio in collegamento da Genova. Titolo “La violenza del branco” tanto per dare la possibilità agli ospiti di partire per la tangente diluendo l’accaduto nel mare magnum della violenza tout-court. La copertura dei fatti e della manifestazione non mi sembra pessima (ma ho visto solo la fine) ed hanno fatto vedere anche il filmato dell’aggressione di Polignano a Mare.

    Tra gli ospiti Adinolfi in tutto il suo splendore.
    Premesso che “non serve una legge bastano i vili e futili motivi”, i fatti di Genova hanno una matrice “chiaramente omofoba” mentre quelli di Polignano a Mare “non è proprio così… se andiamo a vedere…” con smorfia di dubbio finale.

    Dpo tanti anni ho scoperto che non sapevo cosa fosse l’omofobia. Sei omofobo se picchi un etero perchè lo credi gay e ti meriti di essere punito perchè non sai distinguere correttamente.

  10. ericagazzoldi dice

    Il Partito Benaltrista ha decisamente la maggioranza in Parlamento, anche senza rappresentanza formale. 😉 E dà la stessa risposta a tutti i problemi: i vuoti legislativi in materia di minoranze sessuali, lo sfruttamento dell’immigrazione clandestina (o “senza documenti”, se preferisci), il racket degli stupefacenti, la decadenza dell’istruzione pubblica, la disoccupazione giovanile, la difficoltà di comprare casa e metter su famiglia… Continua pure tu “ad libitum”. 😉 Evidentemente, i nostri concittadini, pur continuando a lamentarsi, non stanno poi così male. Altrimenti, sarebbero un filino più reattivi, quando vien loro proposto di occuparsi di un problema pubblico.

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