Nuda veritas
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Un’altra orfana. E la colpa è vostra, omofobi e bigotti.

Miriam ha otto anni. E come tutte le bambine di otto anni dovrebbe pensare a giocare, a fare i compiti, a fare i capricci e a farsi coccolare quando torna da scuola o si sente male.

Miriam ha una mamma che l’ha voluta fortemente e si è presa cura di lei da quando è stata concepita. E ne aveva anche un’altra, di mamma. La sua madre biologica si è ammalata di cancro quando Miriam aveva solo 3 anni. E ha lottato, tanto, la sua mamma. Con la forza e la disperazione di chi vorrebbe vedere sua figlia crescere, metterle le candeline sulla torta, aspettarla quando rientra la sera e vederla spiccare il volo.

E invece è morta. Lasciando sua figlia in un vuoto di dolore senza nome e senza nessuna tutela, perché l’altra mamma, per questo paese assurdo, non esiste. Sua madre è meno di qualsiasi altro estraneo che vaghi su questa terra.

Miriam ha otto anni. E in un solo momento è rimasta orfana di entrambi i genitori. Perché solo il buon senso di un giudice, che potrebbe decidere di affidarla ai nonni o a un istituto, può salvarla.

La vostra non è un’opinione. Il vostro è omicidio colposo. Siete voi il Male che ha distrutto la vita di una bambina di otto anni. Con che faccia la guarderete mentre pensate che la sua non era una famiglia “vera”? Con che occhi la guarderete mentre pensate ai vostri figli che vi aspettano a casa? Con che cuore continuate la vostra folle crociata carica d’odio?

Miriam ha otto anni. E vuole la mamma.

Almeno quella che le è rimasta.

omofobia

 

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  1. Finchè questo paese darà retta a nullafacenti come Salvini invece di dare forza a chi contribuisce a far crescere questo paese, che quotidianamente lavora per farlo ripartire tutte le mattine…….

  2. La gente comune purtroppo non sa (e molti fanno in modo che rimanga nell’ignoranza) che le famiglie omogenitoriali in Italia esistono già, e vanno tutelate. Per il bene della bambina spero che il giudice l’affidi a sua madre.

  3. Bob01 dice

    Io sono prossimo alla laurea in Medicina & Chirurgia, e proprio non la capisco questa differenza tra “biologico” e non biologico. Le possibilità di ricombinazione nella formazione dei gameti sono così alte che potremmo avere un “genotipo”, e quindi un figlio diverso su ogni stella, sicuramente della Galassia e forse dell’Universo. Dovremmo mettere da parte come specie la definizione di legame biologico solo come testamento o lascito dei nostri geni, anche perché sempre più si va nella direzione opposta, cioè quella di controllare la genetica in favore della salute (e giustamente direi!), ed imboccare la più razionale ed umana, appartenenza affettiva. L’amore incondizionato è il solo parametro che ci distingue dalle altre specie e forme di vita, l’amore che muove e conquassa il cielo e l’altre stelle..

  4. emanuela dice

    c’è chi dovrebbe tacere e dovrebbe praticare quello che io chiamo ” il pudore del silenzio”.
    C’è chi deve continuare a parlare ed a urlare, dando dei bellissimi cazzotti nella pancia a chi legge, me compresa, che mi sento – dico davvero- onorata di leggerti. E quella sei tu.
    L’unica, vera famiglia è quella che viene dall’amore: non ne concepisco altre. E, soprattutto, i bambini non ne concepiscono altre .
    Emanuela

  5. Insomma, mettete al mondo creature orfane di padre (o di madre) e poi delle disgrazie che avvengono incolpate il resto del mondo?! Bella logica!

    • Giada dice

      A parte questa bambina non è orfana…ha ancora una mamma pronta ad amarla con tutto il cuore.

  6. lenny dice

    Non ho parole.. ho da poco terminato il libro “sei come sei” di M. Mazzucco. Credevo che certe cose si fermassero ai romanzi, eppure in un paese “civile” come il nostro accade davvero. Sono arrabbiata,mi sale l’acidità e non riesco a rassegnarmi..mi dispiace..

  7. chi dice

    Scusate, mi potreste dire, senza mangiarmi viva, perché l’affido ai nonni sarebbe una cosa così sconvolgentemente orribile per questa bambina? Loro rappresentano in fondo i suoi parenti più stretti, dal momento che il papà non l’ha mai avuto. L’altra mamma, che non lo è non solo per la legge, ma nemmeno nella realtà, potrà comunque continuare a trovarla e stare con lei. Ma mi sembra molto più logico che la bimba venga affidata ai nonni piuttosto che a lei.

    • Giada dice

      La bimba DEVE stare con sua madre! I nonni saranno presenti ma come nonni…cavolo ma che ragionamenti…hai figli…se te muori vorresti che i tuoi bambini fossero affidati ai nonni o al tuo compagno? Ma che cazzo

  8. Angela dice

    La realtà qual é? Un genitore per cosa é tale? Non per la biologia, dato che molti genitori biologici abbandonano i figli e molti li adottano..un genitore é chi cresce un bambino, e voi siete senza ritegno.

  9. chi dice

    Scusa, forse non riusciamo a capirci. Io non riesco a figurarmi come un bambino cresca con due mamme se non per il fatto che il padre è sparito dalla sua vita, non ha mai voluto essere presente, o forse entrambi i genitori si siano messi d’accordo perché fosse così fin dal principio. Qualunque siano le circostanze che hanno portato a questa situazione, il dato di fatto è che, anche se vi è un forte legame affettivo con la “seconda mamma”, che nessuno vuole negare, lei non è realmente tale, come nell’esempio che ho fatto io. Questo è quello che succede in tutte le situazioni analoghe (e ce ne sono un sacco) dove un bambino vive con un genitore biologico e uno che non lo è. Non riesco neanche a capire, lo ripeto, perché un affidamento ai nonni venga vista come una possibilità così mostruosa. A livello di parentela, loro sono i parenti più stretti. Benché molti abusi, è vero, avvengano in famiglie tradizionali, non mi pare che per questo si debba affermare che questi nonni sono degli abusatori, o che tutti i nonni lo siano. Anzi nel 90% dei casi un validissimo punto di riferimento, i bambini sono affezionatissimi a loro, come lo sono per esempio i miei nipoti con loro. Non penso che, ipotizzando una simile situazione, i miei nipoti rimarrebbero traumatizzati dall’essere affidati ai nonni.

  10. R.Hahn dice

    Per quanto con i nonni si crei spesso un legame affettivo speciale, quello con i genitori è di altra natura. E questa bambina un genitore ce l’ha, dunque è con lei che dovrebbe stare. Si dovrebbe ricorrere ai nonni solo se fosse orfana di entrambi i genitori, cosa che non è. È buffo (per non dire altro) che tutti accettino senza problemi il fatto che un figlio adottato da una coppia etero sia figlio a tutti gli effetti sebbene non biologicamente figlio di nessuno dei due, mentre se si tratta di una coppia gay, si pensi soltanto alla biologia senza curarsi dei sentimenti di una bambina che, dopo l’enorme dolore di aver visto morire la madre, ora non può nemmeno vivere con l’altra. Che paese incivile che siamo

  11. Io sono stato cresciuto nell’amore da 2 genitori. Poco importa di chi sia stato lo sperma e le ovaie di chi mi ha generato e se io sia stato voluto o no; quel che importa è che mo hanno cresciuto amandomi. Poco importa che siano stati un uomo e una donna; importa che mi hanno educato e ora sono padre e marito per merito loro, perché loro mi hanno insegnato ad amare. Questa bimba una madre ce l’ha, è la persona che la ha voluta assieme alla sua compagna. Ha anche dei nonni e questo è bello, ma ha una madre ed è lei solo che deve crescerà e insegnare l’amore!

  12. Manu dice

    Chi ma hai capito che si tratta di una coppia? Non di amiche, non di possibili parenti ma di una coppia che ha deciso di avere una figlia.” L’ altra” mamma ha aspettato, sofferto e lottato esattamente come la donna morta, sinceramente non capisco dove sia la differenza tra le due in fatto di genitorialità.

  13. chi dice

    In effetti io non lo capisco, mi rendo conto. O meglio. Capisco che le due donne non erano solo amiche. Capisco che la donna sia una persona molto importante per quella bambina, ma non più importante dei suoi più stretti parenti, come non lo sarebbe il mio compagno per mio figlio che non è suo, pur se gli volesse un mondo di bene. Non è la sua vera madre, mi dispiace. Quella purtroppo è morta. Ora questa mamma potrebbe rifarsi anche una vita con qualcun’altra, e in quel caso ancora di più la bambina si troverebbe a vivere con persone che non hanno un legame con lei.

    • Allora, per chi e compagnia: quella donna, la compagna della madre biologica, È anche la mamma perché:
      la ama e la accudisce
      le ha cambiato i pannolini
      le ha dato da mangiare
      l’ha lodata per un successo
      l’ha sgridata per un comportamento sbagliato
      la segue nei compiti
      la porta a scuola
      l’ha curata quando é stata male
      l’ha ascoltata
      la porta al parco giochi
      le compra il gioco preferito
      l’abbraccia
      la mette a letto
      le insegna a vivere e a prepararsi per l’etá adulta

      potrei continuare la lista.

      Chi altro ha fatto queste cose (se non l’altra mamma, quella che é morta)?
      La bambina ha diritto a stare con la persona che é stata il suo punto di riferimento per tutta la vita.
      Affidare la bambina a qualcun altro/a che non ha mai fatto tutto ció per lei, é pura crudeltá, é toglierle la sicurezza dell’amore che ha ricevuto finora. Le relazioni non si costruiscono sui geni, ma sugli atti quotidiani e sui sentimenti
      Spero che l’altra mamma riesca a farsi dare l’affido, o una soluzione simile in modo che la bimba possa continuare a stare con lei, nella stessa casa, con gli stessi affetti, in mancanza di una legge adatta.

  14. Il problema di Chi è che argomenta cercando di farci passare per degli stronzi che non vogliono affidare ai nonni ( poveri Nonni, che male han fatto?) .. ma io spero per Chi, capisca che Nonni sono una cosa e Genitori bio o meno, un’ altra. La piccola ha ancora una madre, la bambina va a lei, punto. I nonni sarebbero un ottima scelta, ma per secondi, la prima e indiscutibile resta il genitore rimastole. Non si cresce un figlio solo o preferibilmente con un grado di parentela riconosciuto legalmente, ma con l’amore e la vicinanza emotiva.. che tra madre e figli e tra nonni e figli, per quanto ugualmente bella e importante, è di fatto diversa. Due nonni, salvo casi in cui la madre non si comporti come tale, non surclassano. ecco perchè l’affidamento alla madre rimasta deve esserci e deve essere riconosciuto legalmente, con tutti i diritti e doveri annessi.

    • chi dice

      Lo capisco, pandafed, lo capisco molto bene, credimi. Il fatto che è non c’è una madre rimasta. C’è una donna, legatissima, importantissima, affezionatissima al punto di essere come una seconda madre. Ma non la madre.

  15. chi dice

    Tu continui a pensare in termine di madre e padre reali, e allora è inutile continuare. Sì, tra l’altro è anche vero che, ahimé, la trama di Cerentola ha preso spunto da una situazione molto comune, che purtroppo si veniva a creare quando uno dei due genitori (il padre di solito) si legava a qualcuno che poi non accettava i bambini (o viceversa).

  16. kli dice

    Il figlio di un convivente vedovo in pratica non avrebbe genitori se il genitore morisse. Il convivente sopravvissuto sarebbe un estraneo, secondo CHI.
    Accidenti, bella testa!

    • chi dice

      E’ così, Kli. Se quel figlio non è stato adottato dal convivente, per lui è un estraneo. Ed in realtà è una cosa estremamente comune, nemmeno il matrimonio ti fa diventare automaticamente genitore adottivo di un figlio non tuo.

  17. emanuela dice

    scusa, Chi, ma per te cosa significa essere madre?
    E come fai a continuare a sostenere che per la bimba lei non è la madre e che il legame più forte è quello con i nonni, parenti più stretti?
    Mi ripeto, cosa significa per te essere madre? Perchè, davvero – e scusami se non ho capito, magari sono un po’ lenta………ma mi sembra che tu riduca l’essere genitore ad un ovulo ed a uno spermatozoo.
    Emanuela

  18. R.Hahn dice

    Che oggi la genitorialità venga ancora ridotta ad un mero fatto biologico suscita grande tristezza, ma: tutto questo finirà, la direzione giusta non è questa e per fortuna nel mondo la cosa sta venendo fuori. Non esiste solo l’Italia e la visione piccola dei fanatici del movimento Pro Vita; e prima o poi, anche qui si dovrà accettare che madre e padre non sono solo i “proprietari” di ovuli e spermatozoi. Pazienza, pazienza….

  19. Grà dice

    Vorrei dire due cose:

    per la piccola si può fare qualcosa? montare un pò di casino sui mezzi d’informazione, fare una petizione, scrivere una lettera al presidente della Repubblica.. In questo blog già siamo molti se mettiamo insieme le nostre competenze qualcosa di buono può uscire. Pensiamoci!

    Per CHI hai fatto continui riferimenti alla psicologia (forse all’orientamento sistemico-relazionale), ma se parti dal concetto “d’amore” e di “coppia” prima di passare a quello ben più impegnativo di “famiglia” noterai che il desiderio di sopravvivere a se stessi è un qualcosa che si innesca se c’è coppia una coppia “sana”, indipendentemente da qualsiasi orientamento o preferenza sensuale. Per il resto, io penso (e credo mi darebbero ragione molti professionisti) che il genitori debbano essere figure autorevoli, capaci di dare amore, principì e regole.; mi spieghi che problema c’è se a fare i genitori sono due uomini o due donne “sani” che non hanno partorito concretamente il loro figlio? Se vuoi due letture, in proposito, le consiglio volentieri.

  20. Chi, Allora secondo I tuoi ragionamenti dovremmo togliere I figli a tutti I genitori single perche’ magari gli e’ morto il marito e/o la moglie. Il compagno e/o la compagna? Ai bambini non importa Di tutto questo, ai bambini importa solo essere amati!

  21. tutti pensano che la patria potesta e un fatto automatico, e che in assenza della quale tocchi al tribunale dei minori decidere sul caso… quasi nessuno sa che tra le prerogative di chi esercita la patria potesta vi e anche quella di trasferirla ad altri consenzienti… se la bimba e rimasta orfana la cosa si deve anche al fatto che la madre biologica non ha trasferito alla compagna i propri diritti… descritta cosi, lo so, la cosa pare sgradevole… finche e sua se ne e presa cura, ma dopo che importa? insisto… quasi nessuno sa di questa possibilita… forse neanche la mamma biologica… ma gli uffici legali dei gruppi glbt, anzicche cercare di cambiare leggi gia esistenti, perche non consigliano intanto di utilizzare quelle che gia ci sono?

  22. Sto piangendo di rabbia, non è giusto togliere questa bambina alla sua mamma dopo che già ha perso la madre biologica.
    Spero che questa donna trovi un avvocato coi controcazzi che smuova sul serio le acque e le riporti sua figlia.
    Ma mi chiedo, in nome di cosa si decide che l’infelicità di una bambina è giusta?
    In nome di una famiglia “naturale” che nemmeno esiste?!

  23. Sergio dice

    Mi spiace disilluderti Chi, ma non hai detto nulla di sconvolgente anzi i tuoi argomenti hanno il sapore, in fondo confortevole, dell’usato sicuro.

    Per quanto riguarda la quiete univoca di questo blog sarei felice venisse disturbata da un effettivo dibattito, ma per far ciò occorre che ti sforzi di confutare le obiezioni che ti vengono fatte con argomenti logici e non limitarti a riformulare in maniera diversa l’argomento iniziale che non può essere prova di se stesso per quanto ti sforzi di esprimerlo con analogie diverse.

    Perché con questo tipo di ragionamento analogico a forza di riformulare in maniera diversa il concetto iniziale non solo non lo si dimostra ma si rischia di distorcerlo.

    Se ho capito correttamente per te la relazione di parentela biologica ha assoluta precedenza sulle relazioni di parentela definite socialmente. Fra queste ultime alcune sono per te ammissibili (anche se sempre un gradino al di sotto) mentre tutte le altre non lo sono.
    In base a cosa tracci questo confine?
    Quando il genitore non biologico può chiedere avere una precedenza sulla famiglia biologica dei figli? Mai? Solo per coppie eterosessuali legalmente sposate? Visto anche il matrimonio non produce effetti legali automatici sui figli del coniuge.

    In generale dai tuoi commenti sembra che il vissuto della famiglia ed il rapporto con i figli per te non conti assolutamente nulla rispetto alla semplice discendenza biologica anche per le coppie eterosessuali, figuriamoci quindi per quelle omosessuali. Sembra anche che l’interesse dei figli coincida sempre e soltanto con l’affidamento ai parenti biologici.

    In altre parole: non posso avere alcun diritto di custodia e/o di visita sui figli di mia moglie che mi sono cresciuto ed ho amato negli ultimi 15 anni rispetto al loro padre biologico che non li ha mai cercati ed ha passato buona parte di questi anni cercando di evitare ogni obbligo nei loro confronti? (mia moglie, che è insonne come me, sta facendo le corna…)

    Questa mi sembra una posizione abbastanza estrema o forse è solo che a forza di riformulare la tua affermazione iniziale cercando di evitare il termine “omosessuale” le cose ti sono un poco sfuggite di mano?

    • chi dice

      Non ho ancora capito, Sergio, quali sono le obiezioni che mi vengono mosse. Posto che non sono io il giudice che deciderà il futuro di questa bambina, io mi sono semplicemente limitata ad osservare che, contrariamente a ciò che dice il titolo di questo articolo, questa indubbiamente difficile e dolorosa situazione è la stessa che si pone in tutti i casi analoghi in cui un bambino perde un genitore e si trova con una persona che lo ha cresciuto senza esserlo. Non ho neanche messo in dubbio il fatto che questa persona possa effettivamente amare questa bambina come sua figlia né che potrebbe essere una soluzione quella di affidare la bambina a lei, benché, avendo la bambina anche dei nonni, credo che essi debbano decisamente essere tenuti presenti. Non è che per me il legame biologico è prioritario: per la legge e per ovvie ragioni è così.Non capisco cosa ci sia di strano in tutto ciò.

      • Sergio dice

        Non c’è nulla di strano, Chi, in quello che dici, il problema è nel ne che continui a postulare la priorità del legame biologico come dato di fatto per “ovvie” ragioni, che tanto ovvie non sono altrimenti sarebbero evidenti a tutti e non saremmo qui a discutere. Finchè a chi ti pone obiezioni a considerare la biologia una priorità rispondi che lo è necessariamente senza argomentare nello specifico otterrai solo un dialogo fra sordi e sarà difficile che tu possa convincere qualcuno.

        Per la legge poi la priorità non è nel legame biologico ma nell’interesse prevalente del minore ed in subordine nei diritti dei familiari legali, che non sono necessariamente quelli biologici.

        Per quanto riguarda la comparazione che continui a fare fra la situazione di Miriam e quella dei figli di qualcuno che abbia un convivente/coniuge che non ne è genitore legale stai creando un’analogia fra due cose assolutamente diverse.

        La differenza sta nel progetto di famiglia entro cui i figli sono nati e cresciuti e nella sua evoluzione nel tempo.

        Il convivente/coniuge di un genitore legale non è parte di tale progetto iniziale e non può quindi assumere automaticamente un ruolo legale nei confronti dei figli del coniuge. Può assumerlo in funzione della storia specifica sua e degli altri componenti della famiglia originale perchè è quella storia che fornisce significato al concetto astratto di “interesse prevalente del minore”. E tutto questo non ha nulla a che vedere con la biologia in senso stretto, se i figli fossero adottivi non farebbe alcuna differenza: il convivente/coniuge del genitore originale non può assumere alcun ruolo legale automaticamente.

        Il caso di Miriam è profondamente diverso in quanto non esiste nessun progetto familiare precedente: quella di Miriam e delle sue mamme è la famiglia originale. Non ci sono storie affettive e familiari precedenti in cui la mamma sopravvissuta è entrata successivamente e di cui non faceva inizialmente parte.
        Se Miriam fosse figlia di una coppia eterosessuale che avesse concepito tramite fecondazione eterologa ci si porrebbe il dubbio se è meglio affidarla ai nonni materni visto che il padre non è “veramente tale”? No perché quella famiglia sarebbe riconosciuta legalmente ed i mezzi tecnici del concepimento non hanno e non possono avere un ruolo nelle questioni di diritto dei minori altrimenti si crerebbero davvero “figli di plastica” di fronte alla legge.

        Come vedi, gira e rigira, torniamo sempre al vero nocciolo della questione: perchè la famiglia originale di Miriam non deve avere riconoscimento legale? Perché Miriam non ha diritto all’ambiente familiare ed affettivo in cui è cresciuta? Non può essere solo la biologia, ci sono molti tipi di famiglie “non biologiche” legalmente riconosciute.

        Non riconoscendo alcun valore legale al rapporto di parentela esistente lo si indebolisce in partenza lasciando solo alla sensibilità ed alla discrezionalità del giudice la possibilità di colmare questa mancanza iniziale, con il rischio di creare “orfani per legge” proprio come correttamente sostiene il titolo di questo articolo.

        Se poi a darti fastidio è più il tono del titolo che la sua sostanza, da parte di chi è cresciuto in una famiglia allargata prima del nuovo diritto di famiglia fatti dire che trovarsi ad essere una persona di serie b è proprio una brutta sensazione che ti auguro di non dover provare mai e che una sana dose di indignazione in certi casi non è solo consentita ma obbligatoria.

        Scusami se sono stato prolisso (e prometto in futuro di cercare di essere più conciso) ma spero di averti chiarito i miei dubbi e le mie obiezioni al tuo ragionamento.

        • chi dice

          Ho capito il punto a cui si vuole arrivare, Sergio. Non lo condivido comunque ho capito. Non condivido la scelta di chi a priori stabilisce che un bambino non conoscerà un suo genitore naturale ma vivrà con un altro, il quale tra l’altro dovrebbe essere considerato a tutti gli effetti, fin dalla nascita, come se lo fosse. Gli esempi che ho mostrato io semplicemente si rifanno al dato di fatto: che tutti noi nasciamo da due genitori ben distinti. Non è detto che ciò avvenga sempre per un progetto, come può succedere quando un uomo non desiderava un figlio ma solo una storiella e magari scompare dalla sua vita una volta che scopreche la donna che frequenta è incinta. E’ evidente che quel legame biologico sarà molto meno importante di quel legame che si instaurerà con la persone che invece, pur non essendo genitore, si porrà come tale nei confronti del bambino. Diverso e molto discutibile è il caso di chi già decide in partenza che un bambino verrà cresciuto da un genitore che non è il suo. Ed è strano che mentre negli esempi da me esposti la legge comunque non concede automaticamente lo status di genitore a chi non lo è biologicamente, ma richiede procedure solitamente lunghe ed accurate, in questi altri casi si voglia ottenere l’adozione alla nascita. a mio avviso sono operazioni che suscitano molte perplessità e che sicuramente non mi trovano d’accordo. Io continuo a pensare che quella seconda mamma è esattamente come quegli adulti (e ce ne sono tanti) che hanno assunto un ruolo fondamentale per un bambino senza essere i reali genitori. E’ possibile che chieda un affido, è possibile che lo ottenga, ma è giusto secondo me considerare le cose per quello che sono.

          • Sergio dice

            Ok, consideriamo le cose per quello che sono.

            All’obiezione che una concezione puramente biologica della genitorialità può creare problemi quando ci sono forti divergenze rispetto alla storia ed il progetto familiare rispondi che l’obiezione non è applicabile perchè l’unica genitorialità ammissibile è quella puramente biologica (eventuali eccezioni possono esistere solo attraverso “procedure solitamente lunghe ed accurate”). Che è un perfetto esempio di ragionamento “E’ cosi! Perchè? Perchè si!”.

            Ti consiglio di approfondire qualche concetto base di logica, nel frattempo mi limito a fare uno (spero) breve riepilogo a favore di chi non ha voglia di leggersi una lunga serie di post.

            Nella tua concezione chiunque contribuisca al patrimonio genetico di un neonato diventa, solo per questo fatto, titolare dei diritti/doveri di cura parentale nei confronti di tale neonato. Questa titolarità è indipendente dalle circostanze del concepimento e dalla storia della famiglia visto che, per tua stessa ammissione, l’eventuale donatore di gameti è il “vero genitore”.

            Tali diritti/doveri quindi possono essergli tolti o ridotti solo da un giudice che valuta caso per caso e qualsiasi altra parte coinvolta può essere considerata solo in subordine e solo un forte interesse del minore può giustificarne la prevalenza.

            Quello che mi lascia perplesso non è che la tua opinione sia diversa dalla mia, ma che la tua sia ASSOLUTA. Nemmeno il vecchio diritto di famiglia era così draconiano, anzi poneva restrizioni proprio ai casi in cui un parente biologico potesse essere parente legale.

            Glielo dici tu a Miriam che prima che ai nonni biologici dovrebbe essere affidata al donatore dello sperma?

  24. In un tuo commento, hai detto una cosa così semplice che pare strano se ne debba parlare: la tutela. Giusto, poi rifletti dove siamo e voilà, il gioco è fatto. Paese di democristiani e fintibuonisti, ecco cosa siamo.

  25. Ciao, scusa se sembro fredda (non lo sono!) ma puoi linkare qualche fonte?
    Questa brutta faccenda è scritta da qualche parte, in che modo si può sapere come va a finire? Credo che creerebbe un precedente molto importante.

    Per rispondere al discorso “figlio di coppia omo/etero con uno dei due genitori non biologico”, la differenza sostanziale è che se io mi sposo con un uomo, sia se ho un figlio fatto per conto mio, sia se ricorro a fecondazione in vitro con donatore anonimo, mio marito avrebbe diritto di adottare il bambino (o sarebbe considerato direttamente suo nel caso della provetta).
    Che poi questo diritto venga esercitato o meno da milioni di coppie, è un altro discorso. Legalmente un bambino può avere due genitori, purchè siano di sesso diverso.

    Il problema è che, in caso di coppia omo, il bambino Non ha diritto ad avere due genitori dello stesso sesso, quindi se anche l’altro genitore volesse rendere le cose legalmente “sicure”, questa possibilità non c’è.

  26. Ciao, questa storia mi straziato davvero e sarebbe bello costruirci su un articolo un po’ più corposo e magari diffondere, perché, sempre mantenendo l’anonimato della tua amica, è una storia che penso abbia diritto di essere uno spunto di riflessione. Non è nè il primo nè l’ultimo caso del genere purtroppo, ma ha il suo valore. Ho letto che è una tua esperienza diretta, ma anche io mi sono chiesta se ci fosse una fonte, articolo di riferimento, quindi penso valga la pena costruirlo, magari con nomi fittizi, anche per la bambina perché no, è importante la storia in sé.

    Facci sapere se ci sono sviluppi.

    I nonni che persone sono? La sentenza è già decisa?

    Buona giornata, un abbraccio a voi
    D.

  27. CRI dice

    A parte le BOIATE che ha scritto uno di voi sulle famiglie adottive cito sotto la frase:

    “Persino l’istituto dell’adozione segue (quando leggi imporobabili non lo stravolgano) la regola per la quale a un bambino viene offerta una famiglia che possa funzionare COME SE fosse la sua famiglia naturale”

    Non commento perchè andrei fuori tema dico solo che stasera la farò leggere a mia figlia (adottiva) e mio figlio (biologico) così ci facciamo quattro risate su quanto veramente alla gente piaccia scrivere cose campate in aria …

    Se poi il sig. in questione mi vuole contattare e ne vogliamo parlare sono a disposizione

    Io sono dalla parte dei bambini

    Non entro nel merito che sia etico o non etico, giusto o non giusto, che le coppie omogenitoriali abbiano figli ogni persona ha il diritto di avere le proprie opinioni

    Le coppie omogenitoriali HANNO dei figli .. indipendentemente da quello che la gente ne pensa
    indipendentemente dalle leggi, dalle consuetudini e dai divieti

    E questi figli vanno tutelati

    Il bene di questa bambina qual’è???

    Essere affidata ad una famiglia estranea (che senza dubbio imparerà ad amare con il tempo e che senza dubbio l’amerà immensamente ma che non conosce, che non sa niente di lei, che non ha conosciuto e non conoscerà mai il suo passato che non può capire il suo dolore .. faccio notare che ad 8 anni i bambini sono grandi !!! non si può cancellare il loro passato così …)

    o rimanere con la donna che l’ha cresciuta, amata, che la conosce, che può condividere con lei l’enorme dolore di aver perso l’adorata madre, che può guardare le fotografie con lei tenendola stretta ,,, con la quale può essere triste perchè un particolare riporta alla mente un ricordo e non deve dare spiegazioni, che avrà sempre la risposta giusta perchè conosce la domanda “a priori”

    La risposta è facile … deve rimanere con l’altra madre

    Ai bambini non importa niente delle leggi … ci amano e basta

    e quando ci amano vogliono stare con noi

    e di quello che pensano i giudici, o i politici, o i preti o gli adulti se ne fregano

    se crescono con due uomini pensano a loro come due papà
    se crescono con due mamme pensano a loro come due mamme
    se crescono con una mamma ed un papà pensano a loro come mamma e papà

    Guardare la cosa dal punto di vista “etico” è tipico degli adulti

    Ma in questo caso non parliamo di futuri concepimenti (e anche su questo ci vorrebbero giorni)

    Ma di una bambina che esite
    e che ama
    e che vuole la mamma

    e se posso aiutare fatemi sapere come posso

    Cristina

  28. Rossella dice

    Io sono vedova da pochi mesi. Ho due figlie di 9 e 7 anni. Non ho più i genitori.
    Ci sono i miei suoceri, persone inqualificabili i quali, in virtù di “insanabili” rancori col.figlio, non hanno mai voluto vedere le nipotine.
    Non hanno mai costruito un rapporto con loro.
    Non ne vogliono sapere.
    E poi ci sono la mia migliore amica (sposata con un brav”uomo) e il mio migliore amico (fidanzato con una brava donna), che le mie figlie le conoscono, le han viste crescere e provano genuino affetto nei loro confronti.
    Io ho fatto testamento in favore di questi miei amici nel caso venissi a mancare.
    E mi auguro che un giudice di buon senso possa andare oltre i legami di sangue e prediligere quelli affettivi.
    La stessa cosa auguro alla piccola Miriam

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