Nuda veritas
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Ricordatemi così: a fare figuracce ad alta quota

Non ho mai fatto mistero del mio odio per il caldo e l’estate in generale. Odio sudare e rimanere tatuata ai vestiti, alla poltrona dello studio, al sedile della macchina.

Da giugno a settembre non sopporto il contatto fisico con quasi nessun essere vivente – umano o animale che sia – e guardo con una certa insaziabile libidine lo sportello del freezer arrivando a invidiare i cubetti del ghiaccio.

Alla sdraio ho sempre preferito il plaid sul divano, alla crema solare un bicchiere di vino rosso da bere davanti al camino.

Una cosa è certa, però. Anche al freddo riesco a collezionare figuredemmerda.

Avrò avuto 18 anni, tallero più briciola meno, ed ero a sciare con i miei genitori in montagna. All’epoca mi piaceva un sacco sciare. Ero la prima ad arrivare sulle piste e l’ultima a scendere. Lanciata in picchiata con il mio zaino verde oliva sulle spalle e la musica nelle orecchie. Mi sentivo invincibile mentre sfrecciavo come un’aquila in picchiata.

Ma si sa, non sono aquila e pure vagamente rinco. Appena dietro una curva qualcosa non va per il verso giusto e mentre osservo lo sci di destra andare alla deriva senza riuscire a bloccarlo, penso ai miei amici in lacrime al funerale e mi trovo spalmata come uno strato di nutella sulla neve.

Mentre sono per terra, cerco di capire se sono viva e se riesco a muovere qualcosa. Sono spaventata e intontita. Improvvisamente sento una voce che mi parla a pochi centimetri dal viso. Alzo gli occhi e vedo una donna bellissima che mi sorride e mi chiede come sto.

Io la fisso come fosse un’apparizione mistica. Quindi desumo di essere morta. Lei insiste a volermi dimostrare il contrario e mi porge la mano per rialzarmi e mi aiuta anche a scrostarmi un po’ di neve dalla tuta. Io, pietrificata, continuo a fissarla. Deve aver pensato che fossi muta, perché mi ha salutata ed è ripartita, lasciandomi a fissare la sua figura esile che diventa sempre più piccola. Fino a sembrare un pezzo del Subbuteo lanciato nello spazio.

Tratto dalla serie “L’universo ti parlava e tu ascoltavi i Metallica”.

estate torrida 2015

17 Commenti

  1. Dan dice

    E nell’ammutolimento da visione di “donna bellissima” il tuo io più profondo cercava invece di dirti qualcosa. Probabilmente urlava! 😀 😀 😀 😀

  2. ahahahahahahhahaha sei forte! Incredibilmente forte!!!!

    Comunque credo anch’io che il tuo io più intimo ti volesse dire qualcosa…. non so! ad esempio…. abbassa il volumeeeeeeeeeeeeee!!!!!

    Ciao bella! Buon…. caldo! io l’adoro!

  3. Accidenti, i Metallica fanno male!
    Però che bello essere soccorsi da una bellissima fatina delle nevi 🙂
    Ah, abbiamo un’altra cosa in comune: anche io adoro il freddo. Polare.
    Baci

  4. Dave Brick Pinza dice

    Le cadute sugli sci sono molto fighe, le figuracce sono gli scivoloni fuori dal bar con gli scarponi ancora allacciati.

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