Nuda veritas
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Unioni civili inesistenti in un paesucolo triste e poverello e altre oscenità

Ciao, mi chiamo Veronica e vivo in Italia. Sì, lo so che è triste. Per favore, non guardatemi con quella faccina mogia che mi viene da piangere ancora di più.

Noi non abbiamo Alexis, non abbiamo salvatori, non abbiamo speranze né eroi ma solo un branco di lupi affamati che si sposta alla ricerca del cibo. E quel cibo siamo noi.

Siamo gli agnelli sacrificali sull’altare del compromesso sociale, i gladiatori mandati a morire per distrarre il popolino dai problemi economici e dal degrado culturale. Crediamo a tutto, adoriamo gli imbonitori da due soldi che promettono, preghiamo per essere accettati o almeno tollerati. Lasciateci vivere, promettiamo che non vi daremo troppo fastidio, non saremo troppo omosessuali e nemmeno marcatamente noi stessi per non creare problemi. E poi, dai, in Italia non va così male, guarda in Russia.

Ciao, mi chiamo Veronica e vivo in Italia. Qui va tutto bene purché non se ne parli, che la sessualità mica la devi sbandierare. Figuriamoci l’amore. Che ti frega se la donna che ami tutti la chiamano “amica”? Che bisogno hai di tenerle la mano? Che necessità c’è di guardarla come fosse l’unica ragione che ti tiene in vita? Poi non ti lamentare se per strada t’insultano o ti deridono. Te le cerchi. A chi importa se il suo sorriso e i suoi occhi sono la linfa delle tue giornate? Se poi finisce in ospedale, puoi sempre dire che sei sua cugina. E no, non venire a farmi il paragone con mio marito. Noi siamo un uomo e una donna.

Ciao, mi chiamo Veronica e vivo in Italia. E devo insegnare ai miei figli a difendersi dai bulli. Perché possono essere presi in giro per l’apparecchio, le scarpe di seconda mano, un’eccessiva bravura a scuola e perché la loro mamma ama le donne. E dai, che vuoi che sia. Sono ragazzi, scherzano. Se a morire non sono i figli miei, va bene così. Che i problemi sono altri.

Ciao, mi chiamo Veronica e vivo in Italia. E mi avete rotto i coglioni con le vostre promesse da mercanti senza scrupoli, con le vostre facciate imbiancate di fresco e i gerani che nascondono le macerie che avete creato. Un giorno vi sveglierete e capirete che eravamo tanti, a esserci rotti i coglioni.

E no, non sarà un bel giorno per voi.

unioni civili

 

27 Commenti

  1. Tiziana dice

    Speriamo che quel giorno non tardi ancora troppo…ogni volta che ci si va vicini…ah già, siamo in Italia! Noi non cambiamo, possiamo solo peggiorare.

  2. R.Hahn dice

    Secondo me alle unioni civili non manca molto ma questo non vuol dire che l’amore gay sarà accettato, il vaticano influenza la mentalità di troppa gente, anche di quelli che non si definiscono cattolici. Sul degrado dell’Italia e della sua classe cosiddetta dirigente/politica invece non nutro tante speranze: lì siamo proprio lontani anni luce. Fossi più giovane me ne andrei dall’Italia

  3. più ci penso, più mi sale la carogna….
    ma non lo so articolare a parole come sai fare tu, che sei bravissima, e perciò ti ringrazio, perché ogni volta che lo fai, lo fai con stile: GRAZIE! 🙂

  4. AVREMMO TUTTI QUALCOSA DA CONQUISTARE AI PIEDI DELL’ ARCOBALENO.
    Nell’odore del buio finiamo per stare così…
    A sperare che esista un riscatto lontano da qui.
    Si riprende i libri e le cose insieme. Cancellerò il suo nome.
    E una parte, muore…
    Andrea non ne vuole sapere di chiudere gli occhi e di accendere il cuore.
    Stefania nasconde il suo sogno di fare l’attrice come fosse un errore…
    AVREMMO TUTTI QUALCOSA DA PERDONARE AI PIEDI DELL’ ARCOBALENO.
    (Niccolò Agliardi)

  5. Leggo spesso il tuo blog perchè mi apre una finestra sulla normalitá. Sono cresciuta con un INsano moralismo cattolico da estirpare, con articoli di Un due tre liberi tutti dell Unita e con libri comprati clamdestinamente. Cosi, come diceva Delia Vavcarello, io alimentavo un sano immaginario alternativo a quello monocolore che mi veniva imposto come unico possibile. E poi film che hanno costruito e rafforzato quell immaginario omosessuale. Lascio la tua pagina tra i preferiti cosi che ogni volta che mi incazzo con costanza miriano o adinolfi io possa bilanciare la bile con un sano ottimismo. Sono molto ottimista perche le contraddizioni del nostro Paese…anche se laceranti…nom hanno impedito tanti cambiamenti. Penso alle mie di contraddizioni e nonostante quelle sono qui, felice. Sensatamente e ostinatamente felice. Le paure insensate me le lascio alle spalle come gli omofobi piu irriducibili. Ti dico questo perche leggerti oggi mi ha fatto piangere. Perche la ferita è sempre aperta. Ma ti lascio tra i preferiti, cosi imparo anche un po’da te la chiassosa e complcata normalitá di una famiglia.
    b

  6. ilaria dice

    Si, ce li siamo proprio rotti. Voglio, esigo, che mio figlio cresca felice, che ami un uomo, una donna, si faccia prete (oddio no. Quello no!) o quel che gli pare. E non posso pensare che esiste gente che manifesta il diritto di opinione per manifestare contro sacrosanti diritti di altri. Sono incazzata, scusa se scrivo coi piedi.

  7. Incominci con le minacce? La cosa migliore sarebbe lo sciopero tributario, nessun diritto, non usufruite dei servizi statali, di conseguenza non pagate.

  8. Ciao bella, anche io vivo in Italia come te.
    Sono invalida (e pure grave, cazzo) ma il mio paese non mi dà la pensione e non mi aiuta a trovare un lavoro.
    A scuola le prendevo perchè avere un cancro e perdere un occhio da bambina turba i bravi compagni cattolici di scuola, con tanto di insegnanti che si voltavano sempre dall’altra parte.
    Sono lesbica, ma il mio paese non mi dà diritti anzi bisogna vivere “schisce” che altrimenti si turbano gli etero.
    Mio padre tradisce mia madre da oltre 20 anni, vive con l’amante e bisogna rincorrerlo per avere i soldi però lui agli occhi degli altri è una brava persona (insomma, ha pur sempre tradito con una donna e poi la colpa è di mia madre che sta dietro a una figlia invalida… a dire il vero sta dietro a due figlie, perchè ho anche una sorella. E mia mamma fa tutto da sola.).
    Dulcis in fundo, mio padre mi dice pure che lui e Dio mi tollerano anche se sono lesbica.
    Io ho risposto che ho un problema: non tollero Dio e nemmeno gli stronzi.
    Dici che ho fatto male?
    Baci e complimenti, il tatuaggio è favoloso!

  9. Xavier dice

    Ciao mi chiamo Xavier e vivo tra Italia e Francia, trovo veramente triste dover “scegliere” di vivere in Francia perchè in Italia non ho diritti in quanto omosessuale, è triste dover presentare il proprio compagno come “amico” quando invece un domani vorrei presentarlo come mio marito… ma questa è l’Italia dei buffoni, è l’Italia dei cialtroni che si nascondono dietro un dito e decidono chi può avere dei diritti e chi no.
    Un abbraccio bellissime fanciulle, il vostro sorriso è un sole meraviglioso!

  10. Pensa che qualche giorno fa lessi la storia di un signore Sulla settantina I cui figli, maschio e femmina piu’ Di vent’anni fa gli confidarono Di essere entrambi gay, lui e la moglie pensarono “cos’abbiamo sbagliato” ma pian piano capirono che non era “colpa loro” , la cosa che piu’ mi ha fatto rimanere e’ stato leggere che lui sapeva molto molto vagamente cosa significasse essere gay, non sapeva neppure che persone famosissime come leonardo e Oscar Wilde fossero omosessuali.

    Ed era professore universitario!

    Circa due anni fa pero’ e’ diventato presidente agedo ^^

    E si, queste cose m’interessano anche da etero perche’ negli anni sessanta I neri negli USA ottennero diritti anche grazie ai bianchi che marciavano con loro.

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