Nuda veritas
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Le ferie: un inizio traumatico

Sto ancora cercando di capire se, effettivamente, capitano tutte a me o se il karma ha deciso di offrirmi delle storie da raccontare sul blog.

In entrambi i casi questo è l’inizio delle mie ferie.

Una settimana fa la nostra amata multipla decide che è suonata la campana e molla Nina in panne nella campagna grossetana. Abbiamo pochi giorni per trovare una sostituzione e in fretta e furia prendiamo un altro catorcio di multipla usata. Color puffo metallizzato, per giunta.

La lasciamo al nostro meccanico di fiducia per cambiare dei pezzi, facendogli fretta per l’imminente partenza. Per noi inizia una corsa contro il tempo: rientrate dal fine settimana del Pride: un giorno solo per chiudere dei lavori che avevo in sospeso, pulire casa e fare i bagagli per tutta la ciurma.

Ieri, finalmente, la partenza. Carichi di spesa, valigie, bambini, giochi dei bambini, libri, cane, giochi del cane e cuccetta. Per fortuna il cane non legge.

Già dopo poco, ci rendiamo conto che il cambio ha qualcosa non va, ma una veloce telefonata al meccanico ci rassicura che andando piano non dovrebbe succedere niente. E così procediamo alla folle di velocità di 80 km/h. Roba che ci superavano i nonnetti col cappello, guardandoci con aria di sfida.

A pochi chilometri dall’uscita di Padova sentiamo un rumore di ferraglia che difficilmente lascia adito a dubbi – anche perché non stavo ascoltando rock appalla, come faccio di solito. Dopo una manciata di secondi realizziamo che il cambio è andato. Sono le 13,30 e fuori ci sono 38°. Fortunatamente riusciamo a fermarci sotto un ponte. Faccio uscire i bambini e Iole e lancio tutti al di là del guard rail (sono terrorizzata dagli incidenti in autostrada).

macchina in panne

In attesa dal carroattrezzi cerchiamo di prenderla a ridere, soprattutto per non fare agitare i bambini e iniziamo a contare le macchine che passano, a scommettere sui colori e se i guidatori della auto che ci sfrecciano vicinissime sono più maschi o femmine. Come la più tipica famiglia Brambilla abbiamo acqua e cibo per i prossimi tre lustri e improvvisiamo un pic nic sotto il ponte.

sotto il ponte

Finalmente arrivano i soccorsi. I bambini super esaltati di essere caricati in macchina sul carroattrezzi, salutano i camionisti dal finestrino mentre io penso “speriamo non si rompa il gancio del traino”. Lo so, a volte esalo lo stesso ottimismo di una cozza al sole.

carroattrezzi

Una volta arrivati in officina, inizia un limbo di attesa lunghissima. Telefonate infinite al call center dell’assicurazione e ricerche senza esito positivo di una macchina sostitutiva. I bambini abbivaccati nell’ufficio a cercare refrigerio e annoiarsi a morte.

Verso le 18 arriva lo zio di Nina, partito dai monti per recuperare lei, i bambini e una parte del bagaglio. Io rimango in officina coi 3 sacchi di spesa, un trolley e la borsa del p.c.

Non ho possibilità di raggiungere una stazione, né un posto dove passare la notte perché sono in mezzo al niente. L’unica alternativa è tentare di contattare qualche amica di facebook che abita nelle vicinanze o trascorrere le ferie sul divanetto dell’officina. Sono state tutte gentilissime e disponibilissime ma purtroppo tra lavoro e impegni familiari non sono potute venire a prendermi.

Finché – il miracolo – contatto Paola (da oggi Santa Paola) che si offre di accollarsi un’ora e mezzo di macchina per venire a recuperarmi in mezzo al neverland padovano e portarmi in montagna dal resto della famiglia, incurante del caldo, del fatto che fosse appena tornata da Londra e che saremmo arrivate a destinazione di notte, dopo altre due ore di viaggio.

Per la cronaca, io e Paola non ci eravamo mai viste in faccia prima. Eravamo “solo” amiche su facebook. Sono ancora commossa e senza parole, perché certe sensazioni rimangono sulla pelle e scivolano sulla tastiera. Quindi, caro Eco, vorrei ricordarti che il mondo – come la rete – è pieno di imbecilli, ma anche di persone straordinarie.

Un grappino all’arrivo, comunque, ce lo siamo proprio meritate. Nonostante la faccia perplessa di Iole.

Iole

 

 

22 Commenti

  1. R.Hahn dice

    Bellissimo, dovresti scrivere un libro fotografico 🙂
    Adesso ti chiederemo tutti l’amicizia su FB, nel caso che succeda qualcosa nel viaggio di ritorno (corna)
    Ad ogni modo è vero che si scopre l’esistenza di tante persone splendide quando meno ce lo si aspetta…

  2. Amore mio, c’è successa la stessa cosa domenica. Partiamo con la scalcagnata auto di lei, guido io, e prima di partire le chiedo: “ma ci arriverà a destinazione questo catorcio?”. Si parte da Roma, passiamo Frigene e……. si spegne….. 35 gradi, io, lei e il cane…… per fortuna nessun bambino…. 🙂

  3. Ma che sfiga!!!
    Ma che gentilezza!!!
    Spero per voi in vacanze rigeneranti e che la macchina puffosa venga messa apposto in modo adeguato

  4. Per me è la maledizione di Adinolfi! Oppure l’Onnipotente ha deciso che, dopo lo sterminio dei primogeniti maschi, si passa a quello delle Multiple.
    Le espressioni di Brita sono impagabili!

    P.S. Se ripassi da Marsiglia ti lascio il numero di telefono in caso di salvataggi in extremis! 😛

  5. Comunque, penso di averti battuto.. un anno, con famiglia al completo, prima di arrivare a destinazione, abbiamo forato 4 volte la stessa ruota.

  6. Ciao bella, conosci Erma Bombeck?
    Dovresti fare come lei, scrivi dei libri sulle tue disgrazie così non solo ci ridi sopra ma guadagni anche alla faccia della sfiga!
    Bacioni

  7. ericagazzoldi dice

    Il color puffo metallizzato dev’essere una violazione dei diritti umani… 😉

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