Nuda veritas
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Scambiata per una ladra a casa mia: un notturno coming out in mutande

Lo so, sono un disastro cosmico e colleziono figuracce. Ormai ne ho 17 album pieni nonostante non sia mai nemmeno riuscita a scambiare i doppioni con le mie amiche.

Sono distratta, smemorata. Il mio cervello si fissa da sempre su dettagli insignificanti, particolari, visi, odori e sfumature. È del tutto impermeabile all’orientamento spaziale – riesco a perdermi in luoghi a me noti – agli appuntamenti, alle incombenze e pure alle ricorrenze.

Coi numeri, poi, sono sempre stata una frana. Proprio non riesco a memorizzarli. Del tipo che mi ricordo solo il fisso dei miei genitori. E solo perché sono nata nell’epoca in cui i telefoni stavano legati al muro tramite un filo e per digitare il numero c’era da infilare le dita nella ghiera coi buchetti.

Più di una volta ho bloccato il bancomat e il telefono.

L’altra notte, mentre ero già nel letto appallottolata al cuscino mi sono ricordata che non avevo portato fuori Iole per la consueta piscieggiatina serale. Nina ronfava bellamente già da un po’ e ho avuto pietà di lei. Ancora mi tiene il muso per quella volta che l’ho svegliata per chiederle se poteva andare lei a fare la pipì al posto mio.

Sono scesa e ho aperto la porta per fare uscire il cane in giardino, dimenticando di avere inserito l’allarme che, ovviamente, è scattato nel cuore della notte, svegliando i bambini che sono scesi terrorizzati brandendo chi la riga di educazione tecnica, chi una cruccia per abiti e Brita la temeraria si è addirittura presentata in salotto con lo scettro del regno dei ghiacci. Sappiate che siamo pronti anche ad affrontare un’invasione zombie con queste potente armi.

Nel panico del Occazzo ho svegliato tutti ho sbagliato a digitare il codice richiesto al telefono, senza rendermene conto. Nel tentativo di rassicurare i bambini, non ho nemmeno ascoltato cosa la voce registrata stesse blaterando, se mi chiedeva di disattivare l’alert o se sulla pizza il prosciutto crudo o cotto, signora?

Dopo aver imbucato ogni bambino nella relativa stanza, mi sono infilata a dormire. E mentre ero lì che sognavo Julianne Moore che m’invitava a uscire e mi toccava deluderla, il campanello dell’ingresso ha iniziato a suonare insistentemente. Lì, per lì, costernata dal dover dare buca alla povera Julianne e rincoglionita dal sonno dell’orso Yoghi c’ho messo un po’ a realizzare. Mi è preso un colpo.

Apro il finestrone della camera da letto, così come sono: in una sensuale canotta sbillentata e mutande. Immediatamente vengo investita da un fascio di luce e mentre penso che un treno mi stia per schiacciare in fondo al tunnel, mi sento rivolgere queste parole

– Signora, polizia. Ci è arrivata la segnalazione di furto in corso. Lei abita qui?

– [Resisto alla tentazione di rispondere che no, non abito qui ma sono solita infilarmi nella case altrui con un intimo discutibile.] Sì, certo.

– Puoi darmi le sue generalità? Vive sola? C’è suo marito?

– No, siamo in 5: la mia compagna, i miei figli e sua figlia.

– Mi dice il nome del suo compagnO?

Nel frattempo Nina decide d’intervenire. Io sono inerme tipo gatto allucinato in mezzo alla tangenziale e riesco solo a pensare che dovrei smettere di aprire la porta – finestra in mutande.

– Scusi e lei chi è?

– La compagnA.

– Ah, scusi. Pensavamo fosse un uomo.

– No, direi di no. Ci vestiamo e scendiamo per le generalità.

Finalmente torno nell’oscurità. Per un lasso di tempo che mi è parso infinito mi sono sentita la versione abbagliata e lesbo – grunge di Giulietta.

Bene. Ora posso aggiungere anche questa all’album. Esistono dei centri di recupero per quelle come me?

figuracce

 

 

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  1. Dan dice

    Uhahahahahah…Nina, prendi il controllo delle operazioni! Uhahahahaha (risata a sirena della polizia, ci sta bene)

  2. No non credo altrimenti ci avrei mandato mia madre che fa suonare l’antifurto infilando la chiave nella toppa in pieno giorno o che si dimentica che accendendo insieme lavatrice e asciugatrice salta la corrente XD

  3. Consoliamoci tra smemorelle… Ieri abbiamo chiuso la gatta fuori di casa, nel vano scale del condominio per alcune ore… Noi ovviamente eravamo via, del tutto ignari… Abbiamo saputo poi che lei si è fatta consolare da tutte le vicine e ci ha aspettato per dircene 4… Stamattina mi ha suonato una vicina ultraottantenne, ancora rincoglionita e senza caffeina in circolo sono uscita in succinta camicia da notte per farmi dare una lavata di testa con shampoo e balsamo… Che figuraaaa!
    La gatta ovviamente sta benissimo.. Io mi sento una madre degenere!

  4. quindi da ora tocca anche inizia’ a pensare seriamente di rendersi presentabili, chessò, “mettimaicapitasseroicarabinierinelcuoredellanottedentrocasa?”…andamo bene…io dormo co’ le mutande de eternit

  5. Non sei da sola a essere smemorata..l’anno scorso ho allarmato l’intera compagnia durante una pizza xke mi erano venute le mani blu!!io ho problemi di circolazione e sono Abb ipocondriaca! Insomma i miei amici erano allarmati,pensavo già all’ospedale quando?? Mi ero dimenticata di avere i jeans nuovi che hanno stinto sulle mani!!! Figuraccia colossale!!

  6. vabè non me fa più risponde ai commentideicommenti (chiacchiero troppo, perdono)…i corsi di formazione delle mamme non sono più quelli di una volta [emmenomale (…era la risposta alla tua risposta)]…so finite anche le parentesi, pensa tu

  7. Alcuni anni fa, si doveva fare una riunione in un circolo arci, ma era di lunedì ed era chiuso. Il presidente del circolo mi diede le chiavi e si raccomandò dell’allarme, che è silenzioso, noi non si sente, ma suona nella centrale dei Carabinieri… io lo tranquillizzai, stai tranquillo, meglio #staisereno! … dopo 5 minuti che eravamo li, iniziò a suonare il telefono insistentemente e noi si diceva – chi è questo bischero che telefona a quest’ora, non lo sa che i circoli arci il lunedì sono chiusi? Nessuno di noi andò a rispondere.. Mentre eravamo in riunione, irruppero i carabinieri con il mitra spianato… a quel punto mi ricordai dell’allarme.. 🙂

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