Nuda veritas
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Roma Pride 2015: un’onda di emozioni e orgoglio

Mi sento ancora in balia delle emozioni e sopraffatta dallo stupore e dalla gioia. Mi spiace se troverete questo post al limite dell’iperglicemia.

Tanto di qualcosa dovrete pure morire.

Dicevo.

Quest’anno sono riuscita ad andare al Roma Pride con tutti i bambini al seguito. Non c’erano mai stati ed erano un po’ resistenti, secondo me pensavano di essere trascinati ad una manifestazione triste, grigia e sfigata tipo Family Day. Ovviamente in casa sentono parlare di diritti e uguaglianza da quando sono nati e non è stato difficile appassionarli. Ariele ha persino rinunciato alla gara di pattinaggio della morosa.roma pride

Le ultime loro resistenze sono crollate quando siamo arrivati in una piazza grondante musica, colore, entusiasmo e voglia di esserci. Persone di tutte le età, vecchi, giovani, bambini, di tutte le razze, vestiti normali, stravaganti, eccentrici, con gli striscioni, con le bandiere, coi palloncini, con le pistole ad acqua, con le ghirlande e con un unico denominatore: la consapevolezza dell’importanza di essere scesi in strada per uscire dall’ombra, per riprendersi la propria vita, quella dei propri figli e la dignità.

E il sorriso.

C’erano sorrisi ovunque e gente che ballava e a me veniva da piangere – come sempre io sono bravissima a gestire le emozioni, più o meno come la Brita che ha 6 anni – perché pensavo a quanto sarebbe stupendamente meraviglioso se le persone smettessero di giudicare, di giudicarsi e si concedessero di vivere e sorridere.

I miei figli sono stati uno spettacolo, non hanno camminato, si sono spostati ballando, facendo foto, saltellando elettrizzati. Non si sono lamentati mai, nemmeno una volta, nemmeno per il caldo, nemmeno per la folla, nemmeno per il lungo tragitto.

Sento ancora addosso la musica e gli occhi spumeggianti delle persone che ho incontrato, la luce della dignità che non si arrende e che reclama rispetto. L’abbraccio e le parole d’incoraggiamento di chi ha fatto di tutto per incontrarmi tra c-i-n-q-u-e-c-e-n-t-o- m-i-l-a partecipanti e salutarmi e ricordarmi il motivo per cui strappo tempo a tutto il resto per portare avanti questo blog.

roma pride

Ho impressa nella retina l’immagine di una nonnina che saluta arzilla da una finestra, sorridente dietro gli occhialoni spessi e una vestaglietta a fiori. Una coppia di sposi che ha scelto il corteo per immortalare il giorno del proprio matrimonio anche per sostenere chi, il matrimonio con la persona che ama, lo vede ancora come un lontano miraggio. I tantissimi ragazzi scout ai bordi della strada con in mano il cartello #lostessosì, a dimostrare che c’è ancora speranza e che i pregiudizi sono sempre sbagliati.

RomaPride2015 Roma Pride

Solo un ultimo grazie. E poi smetto.

Grazie di cuore a chi c’era, a chi avrebbe voluto esserci e mi ha tenuto la mano anche a distanza.

roma pride

16 Commenti

  1. Come al solito riusciresti a trascinare chiunque col tuo entusiasmo. Se non fosse un mondo troppo marcio saresti adatta alla politica. Ci si vedrà a quella di Milano?

  2. Stupendo!!!!
    Eravate bellissimi e immagino l’emozione unica che avete provato 🙂
    Io quest’anno mancherò il Pride milanese perchè devo fare delle visite mediche (amen, è il prezzo che paghi ad avere un cancro cronicizzato in testa, non lamentiamoci finchè si sta in piedi) ma ricordo ancora le emozioni dello scorso anno.
    Posso farti solo una domanda: quanti figli avete tu e la tua dolcissima rosa metà?
    Temo di essermi persa un po’ guardando la foto!
    Baci

  3. Ma parliamo di cose serie. Ariele ha la morosa? Cosa mi sono persa? Ero rimasta alla compagna con cui andava tanto daccordo… è lei?! 😀

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