Nuda veritas
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L’omosessualità non è una scelta. Capito?

Nella mia breve vita da lesbica mi è capitato più volte d’incappare in discussioni sulla questione dei diritti alle persone LGBT e molto spesso mi è capitato di leggere commenti in cui le persone s’irrigidivano, sollevando l’idea che la sessualità sia frutto di una scelta.

Ammetto che a distanza di tempo questa affermazione mi lascia agghiacciata e la mia faccia assume ancora i connotati de L’Urlo di Munch.

Ora, io non lo so quando un eterosessuale decide di essere tale. Quand’è il momento in cui un uomo s’impone di trovare attraente una donna, di provare desiderio per lei o innamorarsene. Ignoro l’istante in cui una donna sceglie che una barba incolta e degli addominali scolpiti diverranno il fil rouge delle sue nottate agitate.

Quindi, amici cari, facciamo un po’ di chiarezza.

L’orientamento sessuale ed affettivo non si sceglie. Così come non si sceglie il colore preferito. Facciamocene una ragione. Io ho provato a farmi piacere il giallo, per dire. E penso che sia davvero un bel colore, ma amo il viola. Sono sbagliata?

Se fin da piccolo sei circondato da persone, pubblicità, libri che ti dicono che a tutti piace il giallo, probabilmente proverai a farti piacere il giallo. Ma se ti piace il viola, ma proprio tanto e vorresti pitturare di viola pure la cucina di tua nonna e forse pure tua nonna, questo aspetto prima o poi emergerà.

A questo punto entra in gioco la scelta. Puoi fingere di amare il giallo, così da non dover subire pressioni sociali, non scontentare la nonna, la mamma, il datore di lavoro ma privare il tuo io di vivere una vita autentica. Oppure ti puoi armare di un po’ di coraggio e mettere il tuo io al di sopra delle aspettative altrui e affrontare la tua vita di amante del viola.

Io ho scelto di vivere il mio amore per il viola alla luce del sole, al chiarore della luna e all’umidità del fiume. E nonostante le difficoltà di essere cresciuta in una società giallofila, non me ne sono mai pentita. Non perché sono figa, ma solo perché per me, vivere una vita a metà, non è possibile.

l'omosessualità non è una scelta

 

65 Commenti

  1. Anche a me e’ successo che ‘amici’ mi suggerissero di lasciare la mia ragazza e scegliere di mettermi con un uomo…sopratutto se si parla di argomenti come avere figli..che tristezza che ho provato!!

  2. Poveri bambini costretti a vivere con una cucina viola! 😛
    La domanda che mi pongo (domanda semiseria e a titolo puramente retorico) è: un bisessuale si innamora a prescindere dal sesso dell’altra persona?

  3. Giada dice

    <3
    insegni una grande cosa…a liberarci da tutto ciò che può ostacolarcj nella vita!
    È bello essere noi…semplicemente noi…amarci…accettarsi. ..
    viola…giallo…etero. ..omo….donna…mamma…papà…l'importante è Essere noi stessi!
    GRANDE! GRAZIE Veronica…grazie.

  4. E come faccio a convincere di questo mia madre? E’ la prima cosa che mi hadetto dopo il mio coming out.. e’ una tua scelta e come tAle te ne prendi le conseguenze.. vorrei farci fare due paroline con te..

  5. No.. anche xke dopo quel giorno l’argomento e’ intoccabile.. un minimo accenno e si allontana uscendo dalla stanza.. sai, sono un lellicantropo..meglio allontanarsi quando la propria figlia si trasforma..

  6. A me questi discorsi mi hanno rovinato parte dell’infanzia e dell’adolescenza, a vent’anni ho mandato a quel paese tutti senza farmi tante domande. Quando ero incinta, qualcuno mi ha detto, ma allora ti sei decisa! Decisa per cosa? Ultimamente mi hanno detto che sono vecchia, non attraggo più gli uomini e quindi mi consolo con le donne.. a parte che le donne sono più cretine degli uomini? Non lo so.. è pieno il mondo di cretini e rompiballe che hanno molte certezze e sanno spiegarti bene le tue scelte.. anche se non ci hanno capito un cazzo… scusa il latinismo, ma ci voleva.. Vuoi che non mi piaccia il viola? sono anche per la Fiorentina..ma mi piace anche il giallo, il verde l’azzurro, il cobalto, blu oltremare, magenta, ambra e le terre di Siena. Dove è scritto che devo scegliere?

  7. Ciao Fuoriluogo, sono etero ma non credo per mia scelta.
    Penso più che altro sia stata la natura a farmi così. Penso che lo stesso valga per i gay, le lesbiche i trans e bisessuali.
    Ognuno di noi ha le sue inclinazioni e se vuole stare bene con se stesso le deve seguire fregandose degli altri e dei loro diktat, giudizi, consigli….
    Capisco che possa essere difficile soprattutto in un mondo sempre più omofobo. Indubbiamente è molto più semplice per me dire che Charlize Theron è una bella donna di quanto possa esserlo per te. Semplicemente perchè sanno che adoro Gere, Clooney e non so quanti altri attori maschi, ho un marito una figlia…
    Il grave problema non è nemmeno sapere perchè uno ha inclinazioni per il sesso opposto e un altro per una persona del suo sesso. E’ la mentalità retrograda, oscenamente chiusa delle persone che giudicano che è grave. E utìltimamente fa anche sempre più paura.
    Un abbraccio
    Patri

    Ti condivido anche sul mio blog. 🙂

  8. chiara dice

    io francamente ho sempre avuto l’orticaria al contrario: lesbica dichiarata sin dai 20 anni ho sempre trovato la frase “l’omosessualità non è una scelta” frutto di quel pietismo di matrice cattolica che impone la tolleranza del diverso invece di promuovere l’uguaglianza nella diversità…come se si sottointendesse “poverini, non l’hanno potuto scegliere come non si sceglie una malattia virale….”. Io penso di aver scelto la mia omosessualità. Ho avuto un’infanzia e un’adolescenza tranquilla e serena, ho avuto i primi fidanzati, ero sinceramente attratta da loro e tanto innamorata quanto lo si può essere a quell’età. Poi ho incontrato una ragazza e mi sono innamorata di lei, ho scoperto che l’intensità di quel sentimento e di quell’attrazione non aveva uguali nelle mie esperienze precedenti, ho scelto di vivere questa relazione alla luce del sole, ho preso consapevolezza del mio orientamento prevalente. A differenza dei miei amici e coetanei eterosessuali quest’esperienza mi ha reso consapevole che la definizione dell’identità sessuale e affettiva di una persona è frutto di un percorso che passa dall’infanzia all’adolescenza, quindi secondo me si, tutti – etero e omosessuali – fanno questo percorso e scelgono il loro orientamento sessuale…gli etero sono più inconsapevoli di questa scelta perchè non trovano nessun ostacolo sul loro cammino….ma tutti hanno avuto quel momento tra adolescenza e pubertà in cui adorano il loro miglior amico/a e passano con lui/lei tutto il loro tempo libero, tutti quanti insomma, anche gli etero hanno avuto pulsioni o desideri omosessuali almeno una volta…perchè tutti, etero e omosessuali sperimentano crescendo una fluidità di emozioni, desideri, sentimenti che solo con la crescita si definisce e si compie. Per cui si, penso che l’omosessualità sia una scelta così come l’eterosessualità, del resto non vi sembrerebbe ridicolo dire “non ho scelto mio marito/mia moglie il mio compagno o compagna mi è capitato..non posso farci niente!”. Bisognerebbe raccontare la storia tenendo conto di questa complessità e non cercare scorciatoie…..io ho scelto di essere lesbica.

    • Alice dice

      Io non sono nessuno per dire che cosa Chiara è o non è, lo sa lei.
      Premesso ciò, mi viene da chiedere a Chiara se sia sicura di essere effettivamente lesbica. Le sue parole mi sembrano le stesse di Cynthia Nixon (una delle 4 attrici di Sex and the City), che ha sposato uomini, amandoli, e poi ha sposato una donna, amandola. E anche lei ha parlato per sé di scelta. Però lei non si definisce lesbica, lei si definisce bisessuale, una “bisessuale che [dopo esperienze etero] ha scelto di avere una relazione omo”. E tu, Chiara? Anche tu ti innamori sia di uomini che di donne, e alla fine preferisci le donne (o forse dovrei dire che preferisci questa donna in particolare?), no?
      Quello che voglio dire è che se ti sembra di poter avere relazioni amorose sia con uomini che con donne, e alla fine “scegli” le donne, ma quando stavi con i ragazzi ti sentivi allo stesso modo… be’, va benissimo, ma forse non sei omosessuale, ma bisessuale.
      Conosco persone omo che mai si sentirebbero bene in una relazione etero, e che quando avevano provato ad avere relazioni etero non si sentivano innamorati, non sentivano niente di lontanamente paragonabile a quello che provano in una relazione omo.
      Loro non “scelgono” una relazione omo, ma hanno una relazione omo perché per loro è l’unica che funziona.
      Se per te funzionano sia le relazioni omo che quelle etero, se per te si tratta di “scelta”, buon per te, significa che hai la fortuna di poter scegliere…
      Ma credo che sia scorretto dire che essere omo è una scelta… tra due uomini puoi scegliere con la logica quello che ti tratta meglio o quello con cui hai più cose in comune, ma non puoi scegliere i sentimenti che provi per loro, e infatti ad esempio ci sono donne che stanno con uomini violenti, cosa che non sceglierebbero e che non ha senso, ma è comprensibile se si considera che sono innamorate e che non scelgono quali sentimenti provare…
      Commenti come il tuo sono una gioia per chi vuole sostenere che gli omosessuali sono dei viziosi che vogliono fare i trasgressivi “scegliendo” questa “condotta immorale”… è così per te, e io ti credo, ma non credo che tu possa universalizzare il tuo caso.

  9. chiara dice

    Credo che la nostra vita sia piena di scelte irrazionali…quando scegliamo di chi innamorarci non è forse, quasi sempre, qualcuno che razionalmente non avremmo mai scelto? Quando facciamo una scelta lavorativa contro il parere di tutti quelli che ci stanno intorno e ci dicono “non farlo te ne pentirai” e noi rispondiamo “sento che è la cosa migliore per me” usiamo forse la razionalità per decidere? E se proprio devo essere sincere non credo che l’omosessualità e l’eterosessualità siano uno STATO…non sono un ESSERE sono un FARE e un SENTIRE…è ridicolo ridurre la complessità di ciò che proviamo e viviamo in uno stato come fosse una casella della carta di identità: celibe/nubile, occupato/ disoccupato, etero/omosessuale….lo faccio e mi dichiaro lesbica da sempre perchè sono consapevole di vivere in un mondo dove c’è ancora bisogno di dare visibilità a una condizione che implica ancora discriminazione…spero che i nostri figli o i nostri nipoti vivranno in un mondo dove non ci sarà bisogno di dichiarare il proprio orientamento sessuale che ha a che fare con ciò che si desidera non con ciò che si è.

  10. chiara dice

    Cara Alice, sono assolutamente certa di quello che provo e di ciò che desidero – e quindi della mia identità sessuale- proprio perchè ho sempre SCELTO di assecondarla, appunto. Sono altresì certa del fatto che – se proprio vogliamo scomodare la natura qui più volte citata – nasciamo tutti naturalmente bisessuali. Il bambino è polimorfo e perverso diceva Freud…e un signore troppo spesso dimenticato dai Gay e dalle Lesbiche d’Italia, fondatore del movimento gay italiano scriveva su un libro bellissimo e ormai introvabile dal titolo “elementi di critica omosessuale” che “il desiderio omosessuale è universale”. Il mio intervento era proprio volto a destrutturare quel pregiudizio radicatissimo anche nelle persone progressiste e tolleranti che esistano due nature una gay e l’altra etero. In realtà esistono due identità…ma la natura è una sola, perché tutti condividiamo una pluralità di pulsioni ed emozioni che nel corso della nostra crescita siamo costretti a indirizzare a ragione di una norma sociale che ci impone di scegliere e che fino a poco tempo fa ci indicava anche quale fosse l’indirizzo giusto e quello sbagliato. Oggi fortunatamente almeno quest’aspetto sta cambiando…..resta però fortissimo nelle persone l’idea che ci siano due o più nature…in senso psicologico e antropologico sarebbe come dire che i vegetariani non mangiano carne perchè la loro natura è diversa e non per una scelta più o meno consapevole….gli esseri umani sono onnivori..in campo alimentare così come in campo sessuale: nel corso della loro crescita scelgono quali cibi preferire così come quali pulsioni sessuali assecondare….so di sembrare pedante, so che le mie parole possono suonare fastidiosamente ambigue ma il mio scopo non è affatto quello di confondere o negare la mia omosessualità o l’importanza di riconoscersi nell’identità sessuale a cui ci sentiamo di appartenere. Sono semplicemente convinta che cercare di parlare di queste cose in modo corretto senza inutili manicheismi e stereotipizzazioni è il modo migliore per combattere l’omofobia. Se, ad esempio, insegnassimo ai bambini che è perfettamente normale nel percorso di crescita di ognuno provare attrazione sia per i maschi che per le femmine e che arriva poi un momento in cui l’attrazione si polarizza per gli uni o per gli altri – che è quello che sempre accade anche se noi tendiamo a reprimerlo e a sublimarlo per non dover ammettere con noi stessi di avere avuto pulsioni sia etero che omosessuali – se non fossimo i primi a sessualizzare in chiave eterosessuale i loro comportamenti sin dalla più tenera infanzia sono certa che “finocchio” non sarebbe – come è ancora – l’insulto più diffuso e infamante tra gli adolescenti eterosessuali d’Italia e non.

  11. Cosa pretendi, in un paese dove il campionato di calcio femminile viene considerato dal loro presidente come un campionato di quattro lesbiche.

  12. chiara dice

    bhe..sai com’è…se esistono le lesbiche PER NATURA…allora stereotipo vuole che giochino a calcio!

  13. Semplicemente stupendo. In questo post la verità descritta con chiarezza e delicatezza. Grande Veronica.
    Buona giornata.
    Ketty

  14. chiara dice

    quando si tira in ballo l’amore è sempre difficile essere obbiettivi e lucidi….subentra un certo grado di retorica….ma io sono dell’avviso che anche l’amore si scelga, scegliamo anche quello distruttivo o negativo, scegliamo anche quando ci facciamo male. Il processo che trasforma la semplice simpatia, la curiosità l’attrazione in amore è un processo a cui decidiamo (non parlo di decisione razionale, ma di apertura emotiva pur sempre consapevole) di abbandonarci. Prima di innamorarmi di una donna la prima volta avevo provato attrazione anche per altre ragazze…ma non avevo avuto il coraggio di seguire quell’impulso e vedere dove mi avrebbe condotto…anche senza dirmelo avevo scelto di negare quella parte di me: per paura, per immaturità, per incapacità di affrontare il giudizio altrui….sono riuscita ad abbandonarmi a un sentimento – ad innescare quel processo che trasforma l’attrazione in innamoramento – solo dopo aver scelto di superare questi blocchi. Ho scelto, sempre in amore. Si sceglie, certo. E questa scelta non ha niente a che fare con l’orientamento sessuale è di carattere morale: implica coraggio, implica onestà. Ci piace pensare che non sia così perché in caso di scelte sbagliate possiamo considerarci assolti da ogni responsabilità!

    Quando parlo di scelta però non intendo certo avvallare le teorie riparative che sostengono che con la volontà e la disciplina si può cambiare orientamento sessuale…io parlo di una scelta che abbia a che fare con l’ascolto della nostra parte più profonda non certo di una scelta basata su criteri esterni come la convenienza di essere eterosessuali in una società ancora profondamente omofobica.

  15. Le parole sono importanti, in senso morettiano (ceffone compreso ;)).
    E anche pericolose.

    Parlare con leggerezza di una scelta, fa sì che si fomentino le teorie deliranti di chi propaganda una possibile e auspicabile rieducazione.
    Forti della propria autonomia di vita e di pensiero si può anche sghignazzare di questa anacronistica follia e passare oltre.
    Ma chi è fragile e muove passi ancora incerti sulla via della consapevolezza,
    può essere indotto a pensare che allora si debba tentare di fare la “scelta” a ritroso verso la “normalità”, esponendosi così ad una scontata frustrazione, sentendosi doppiamente sbagliato.

    Le parole fuori contesto fanno male.

    Come già ampiamente detto in altri commenti, si può scegliere di essere coerenti con se stessi e vivere in modo dichiarato.
    Si può scegliere il come, non il cosa.
    Il modo, non la sostanza.
    Si può anche essere felici che la sostanza sia proprio ciò che avremmo tanto voluto e sperato,
    ma no, non è nelle nostre possibilità il saper dirigere i palpiti verso un soggetto del genere selezionato.

    E se scegliessimo quindi la ragionevolezza?

  16. Laperfezionestanca dice

    Sorrido. La mia migliore amica, quando era una giovinetta, si è innamorata di una ragazza, molto intensamente. Ovviamente la famiglia ha cominciato a strillare giallo, giallo, giallo. Quindi si sono lasciate, considerando la storia come una confusione adolescenziale. La mia amica, con il passare degli anni, si è innamorata di un uomo con cui ha convissuto parecchi anni. Con il tempo la relazione si è incrinata e all’improvviso la mia amica ha incontrato di nuovo la sua prima ragazza. È bastato uno sguardo ed è scoppiato l’amore, di nuovo e con grande intensità. Oggi sono insieme da vent’anni e si amano come il primo giorno.
    Ora, io non lo so se la mia amica è lesbica, etero oppure bisessuale. Io so che lei è una PERSONA, anzi una grande persona, una bella persona, e nella sua vita si è innamorata di due altre persone e chisseneimporta se erano un uomo o una donna.
    E non ha scelto proprio niente, ha seguito il suo cuore e basta.
    E se la gente la smettesse di farci lezioncine filosofico-semantiche e si mettesse a seguire il cuore il mondo sarebbe un pochino migliore. Io non sono il mio lavoro, le mie preferenze sessuali, il mio colore di occhi, la mia altezza. Io sono una persona e queste sono solo caratteristiche che fanno parte di me. E io sono di più della somma di tutto questo.
    E anche tu, cara Fuorilogo, come la mia amica, sei una grande persona e una bella persona. E sei più della somma delle cose che raccontano parti di te.

  17. Lulli dice

    Ciao…seguo il tuo blog da un po’, cercando chiarezza per la mia sessualità e non riesco proprio a capire una cosa e dopo questo post sono ancora più confusa. Capisco che rispondere si debba entrare nel merito della vita sessuale di una coppia, però altrimenti mancano dei pezzi per poter comprendere, almeno per me.
    L’Orientamento sessuale riguarda il sesso, giusto? Perciò, io posso provare anche un’infatuazione mentale pazzesca per un’altra donna ma se non mi piace stare con una donna fisicamente non posso dirmi lesbica, è corretto? Se questo è corretto e vale anche il contrario (vale?) cioè posso innamorarmi di testa di un uomo ma non mi appaga sessualmente, allora non è giusto dire che l’unico caso in cui puoi avere la certezza di essere lesbica e non bisessuale è proprio quello in cui il rapporto sessuale col maschio non ti appaga? Perché io leggendo tutto il discorso sopra son confusa… non capisco proprio cosa c’entrino i sentimenti e come faccia, una persona (non tu, generica) che è stata bene sessualmente sia con uomini che con donne, possa dire che si è scoperta lesbica e non bisessuale magari con tendenze a prediligere il rapporto con uno dei due sessi.
    Io pensavo che un omosessuale trovasse appagante solo il rapporto sessuale col proprio sesso e che questo trascendesse il fatto di essere stati anche con l’altro sesso, ma ora sono davvero confusa.
    Tra l’altro è come fare un salto nel buio perché per capire se c’è davvero una differenza nel piacere sessuale si dovrebbe provare ma non si può buttare via un amore grande come quello che le fortunate come me hanno col proprio compagno, per un dubbio. Mi piacerebbe tanto sapere come tu hai fatto a capire che eri sicuramente lesbica (e cioè che la fia ti piaceva di più) senza provare prima…. non per farmi i fatti tuoi, ma per venirne a capo io. 🙁 Grazie.

  18. Ciao Veronica, io ho avuto la sfortuna di crescere in una scuola di suore cattoliche (scelta obbligata perchè mio padre è un credente di quelli tremendi, per fortuna adesso non vive più in casa) e per anni mi sono sentita dire “l’omosessualità è peccato, è un abominio” e altre stronzate del genere.
    Ho provato a cercare di farmi piacere i ragazzi ma niente, era come cercare di digerire i romanzi rosa: mi schifano cordialmente entrambi.
    Così a sedici anni sono andata da mia mamma e le ho detto “non posso più nasconderlo, sono lesbica”.
    Sai che mi ha risposto? “Brava, finalmente ti accetti per quello che sei. Non permettere a nessuno di dirti che sei sbagliata”.
    E a distanza di 14 anni posso dire di stare finalmente bene.
    Amo anche io il viola e trovo che sia una cosa bellissima: sono nata così, non l’ho scelto!
    Un abbraccio

  19. R.Hahn dice

    L’omosessualità non è una scelta, verissimo. Te la ritrovi, come il colore degli occhi e dei capelli. Ma, mentre queste e altre caratteristiche del corpo solitamente non pongono difficoltà di accettazione, l’omosessualità sì, e lì sta la scelta: di accettare o meno quello che si è. Ammiro tantissimo chi, come te, è riuscito a farlo serenamente. Io per carattere e tipo di educazione ricevuta probabilmente non ci riuscirò mai. È comunque un sollievo vedere che altri riescono a farlo con tanta tranquillità 🙂

  20. Meglio sentirsi dire che è una “scelta”. A casa mia ho dovuto assistere ad un discorso imbarazzante fatto da un ragazzo tristissimo di 27 anni. Lui sosteneva che “l’omosessualità non è naturale, e che non si nasce omosessuali, certo, ci sono bambini “effeminati” dalla nascita, si vede già da quando sono piccoli, questo perchè si nasce con la propensione verso quel peccato, e nella vita dovranno poi impegnarsi, con la preghiera, a liberarsi da questo peccato”.
    In tutto ciò provavo a pensare se il tipo avesse detto davvero quella cosa, e ripensavo al fatto che avesse solo 3 anni più di me.

    Se avesse parlato di “scelta” non mi sarei fatta tutte quelle risate 😀

  21. Non so quanto quello che Sto x scrivere sia calzante ma ci Provo.

    Io sono mancina, sempre usato la Sinistra, domani mattina potrei anche dirmi “bene da oggi uso la destra”, ma non ci faro’ granche’ perche’ sono mancina.

    Dite che ci sta come paragone?

  22. Ingrid dice

    Questo post mi ha fatto ricordare un episodio che avevo rimosso, ma che evidentemente una traccia dentro di me l’aveva lasciata. Una collega, dopo qualche mese dal mio coming out lavorativo, mi chiese come stessi e alla mia risposta “bene, sempre lesbica e felice” replicò “l’importante è che tutto questo (il mio essere lesbica) non sia una reazione alla delusione che hai avuto con il tuo ex fidanzato”. Mi spiazzò. Ho vissuto la scoperta della mia omosessualità a 32 anni con grande naturalezza e gioia, fregandomene di quello che potevano pensare gli altri (eccetto i miei genitori, che a distanza di un anno ancora non lo sanno) perchè quello che sentivo dentro di me era troppo grande per essere incatenato o soffocato o nascosto. Quella frase mi sembrò così stupida, così sminuente. Ecco, per i giallofili, per alcuni s’intende, innamorarsi follemente del viola a 32 anni è una possibile reazione allergica al giallo. 🙂

  23. Allora… anticamente per le delusioni d’amore ci si faceva suore e ora si diventa lesbiche… giusto! Nella mentalità degli stolti soltanto, però.
    Ho già detto forse che sono etero sposata e ho una figlia quindi potete capire che parlo da un altro punto d vista. IL VOSTRO!
    Essere omosessuale non è una scelta; è un modo di essere proprio come vivere da eterosessuali.
    Punto!
    Ognuno di noi ha il sacrosanto diritto di vivere secondo la propria natura e agli altri non deve fregare niente.
    Ciao ragazze! Buona serata!
    ah dimenticavo! Coraggio! Siate voi stesse!
    Un bacio!

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