Nuda veritas
37 Commenti

Quando una mamma cresce

Oggi è il compleanno di Ariele. E un po’ anche il mio. Quando sono rimasta incinta avevo 21 anni. Pochi per aver imparato a fare la figlia, ancor meno per essere madre. A quest’età i pensieri sono altri: gli esami all’università, le cene con gli amici, i libri da leggere, le vacanze da pagare con i risparmi della borsa di studio e dei lavoretti estivi. O, almeno, quelli erano i miei pensieri. Ancora ho l’immagine nitida di me, seduta nel bagno, a fissare quelle due stanghette  – che invece doveva essere una. E la faccia di Giuseppe quando ha visto il test di gravidanza. Ci siamo guardati come i dispersi in un sotterraneo durante un terremoto.

I primi a cui l’abbiamo detto sono stati i nostri amici, poi mia sorella e infine i nostri genitori. Le reazioni loro sono state come le nostre. Nonostante i consigli dei perplessi abbiamo deciso che quel bambino sarebbe nato e che noi ci saremmo sposati. E così è stato. Tornassi indietro rifarei la stessa cosa.

Il 14 maggio del 2003 è arrivato Ariele. Dopo 23 ore di travaglio terrificante è spuntata la sua testolina spelacchiata e bionda. Quel batuffolino, avvolto nel pagliaccetto giallo, mi sembra di averlo visto ieri. Invece mi trovo davanti un ragazzo alto, snello, col ciuffo biondo e gli occhi verdi che mi chiede il telefono per usare whatsapp. È alto quasi quanto me, quando mi abbraccia inizio a sentirmi abbracciata.

Mi guardo indietro e vedo una me venticinquenne con un biondino sul seggiolino della bicicletta mentre sfrecciamo ridendo nei campi di girasole e pacocchie di bais. Vedo me, orgogliosa nel giorno della mia laurea: in un braccio stringo la tesi, nell’altro Ariele e lui mi tiene una mano sul viso, sorridendo. Vedo Giuseppe intento a camminare per la stanza cercando di far addormentare un neonato con le coliche cantandogli Guccini.

Apro gli occhi e vedo una me confusa, che un giorno ha messo il tempo in tasca, accartocciandolo come un vecchio scontrino e l’ha perso. Vedo una me che ha fatto tanta strada, impegnativa ma emozionante, una me che ha fatto della ricerca un percorso di vita e a volte ne abusa, una me che è inciampata su qualche persona ed è stata travolta da altre. Vedo una mamma che non si è mai annientata nel suo essere mamma – pur sentendosi mamma in ogni cellula. Vedo una me che ha lottato per affermare se stessa e ha affrontato un percorso di consapevolezza a volte doloroso,  una me che oggi, la propria omosessualità, se la vive serenamente e con gioia.

Vedo il coraggio, vedo la paura e vedo delle rughe che prima non c’erano, ma che amo perché sono sentieri della memoria. La mia memoria.

A volte penso che Ariele abbia fatto davvero un buon lavoro con me, da quando sono sua madre sono cresciuta un po’ anche io.

E magari un giorno imparerò ad essere una madre meno severa con se stessa.

la mamma cresce

37 Commenti

  1. no no aspetta: 23 ore di travaglio???? io dopo una credo che mi sarei fatta dare una botta in testa e minacciato i medici di morte se non mi avessero fatto il cesareo IMMATTINENTE…ok credo che non avro’ MAI figli, comunque tanti auguri ad Ariele ^^. Una curiosita’, il nome dove l’hai trovato? (immagino te l’avranno fatta in molti questa domanda…)

  2. Elizabeth dice

    Io sono rimasta incinta a 40 anni, single e dopo anni di fecondazione assistita. Otto mesi di gravidanza, otto mesi di eparina e di cortisone per abbassare le difese immunitarie che impedivano le mie gravidanze, poi 27 ore di travaglio. Rifarei tutto. Quegli otto mesi e quelle ventisette ore di travaglio e poi i nove mesi e mezzo successivi sono stati i più belli della mia vita. E la mia vita prima di Magooz è stata a dir poco bella e intensa!

  3. Behh.. io 12 ore, così mi hanno detto.. ricordo solo che avevo voglia di uscire fuori a fumarmi una sigaretta..

  4. Mannaggia a te!! Mi hai fatto piangere!!! Mannaggia!!! Non sono scoppiato in lacrime solo perché sono in ufficio…. mannaggia a te…..

  5. giada dice

    Cavolo…Veronica…quando ti leggo mi emoziono sempre tanto. GRAZIE di cuore.
    Auguroni ad Ariele….che detto tra noi è cresciuto proprjo bene.
    Grazie x rendermi partecipe.
    Grazie della tua stupenda amicizia.
    Grazie….sei una Mamma vera…che trasmette verità…gioia
    GRAZIE

  6. Angela dice

    auguri ad Ariele!!! e per come la vedo io, stai facendo un ottimo “lavoro” come mamma!!
    belli de zia!!
    A.

  7. Tantissimi auguri ad Ariele. Un abbraccio a te, che scrivi post splendidi e che mi fai commuovere sempre!! La ninna nanna con Guccini, che mito 🙂 (io adoro Guccini)

  8. emanuela dice

    io ho seguito la discussione della tesi di Paolo, ex marito, con Giulia nel pancione…..anche noi eravamo due quasi creature; tre anni e mezzo dopo sono nati i miei pestiferi gemelli: e se tornassi indietro non sposterei nulla, neppure una virgola.Per quanto riguarda travagli e parti….Franco, il mio ginecologo, mi ha sempre detto che gli ricordavo quelle contadine dell’ ‘800 che si accucciavano nei campi, partorivano e tornavano a lavorare!
    Sai perchè sei davvero una mamma in gamba? Perchè hai la consapevolezza che sei cresciuta e stai crescendo assieme ai tuoi bimbi e grazie a loro.
    E mille auguri a un pre-adolescente….
    Emanuela

  9. Emmegi dice

    Ma quindi hai solo otto anni in più di me! Che nel panorama lesbico sono tipo un soffio! Questo cambia molte cose…ahaahah scherzo cara, tantissimi auguri a te, ad Ariele, a Nina, insomma…a tutta la vostra bella famiglia. Seguo il tuo blog con assiduità e con molto piacere 🙂 Un abbraccio!

Rispondi