Nuda veritas
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E finalmente è arrivata la tata. Il circo si amplia.

Abbiamo deciso che ospitare persone era l’unico modo per uscire da una situazione logistica ai limiti della sopravvivenza della specie e quando abbiamo trovato questo sito ci si è aperto un mondo. Nel senso che potenzialmente possiamo ospitare proprio tutto il globo terracqueo, ma una persona per volta che il bagno è uno.

Due giorni fa è arrivata Katie, una diciannovenne londinese che è in giro per il mondo da un bel po’; è qui per darci una mano con la casa e soprattutto ha l’onere di insegnarci a parlare inglese almeno un po’ sopra la soglia del nostro “the cat is on the table and I don’t know why”.

Ha una facciotta tonda che le ride anche quando sta seria, ringrazia l’universo prima di toccare il cibo e non capisce questa bizzarra usanza di guidare a destra e mettere il formaggio sulla pasta. Per poco stamani non la schiacciavano sulla rotonda perché l’ha imboccata all’inglese e solo un mio urlo stile Tarzan aggrappato alla liana – col filo del tanga nelle terga – ha impedito una tragedia.

Ama giocare a Just Dance con i bambini e parla un sacco con loro che non capiscono niente di ciò che lei dice e le rispondono in italiano. Non si scompone mai ed ha un tono di voce estremamente dolce, del tipo che magari ci sta dicendo che vorrebbe ucciderci nel sonno ma lo fa con un tono da incantatrice di serpenti che io trovo estremamente adorabile.

Abbiamo parlato fino a tarda a notte di un sacco di cose. Sta leggendo Cime tempestose ed abbiamo intavolato una lunga conversazione letteraria sul libro in questione. Alla fine ho avuto il sospetto che io stessi parlando di Cent’anni di solitudine e lei di Aspettando Godot, ma la conclusione è stata che la letteratura nobilita l’uomo e salva il giovane dallo stress e dall’azione cattolica. Uhh.

Anche sulla spiritualità ha la sua idea ed è un’interpretazione ontologica che si colloca tra l’animismo e gli Hare Krishna. La sua visione per niente etnocentrica è stato un apostrofo rosa tra lo scempio di Milano e l’omofobia in Italia. Ci ha messo una buona mezz’ora a capire la composizione della nostra famiglia: il perché due Margherite sotto lo stesso tetto, da quanto tempo io e Nina stavamo insieme, chi è Giuseppe e il suo ruolo mi spieghi qual è, ma alla fine ci ha guardato con il suo adorabile sorriso serafico e ci ha risposto “Love is Love and love has no gender”.

Con lei ho avuto l’ennesima conferma di essere assolutamente incapace di delegare, mi spiace perfino farle apparecchiare la tavola e non riesco a chiederle un tubo, nemmeno di passarmi quello delle Pringles, perché ho paura di disturbare e rovinarle il soggiorno.

In meno di 24 ore ha conosciuto i miei genitori, i nostri vicini di casa e ha trovato tutto “lovely and cute”, il che mi fa pensare che o ci siamo imbattuti nella persona giusta e lei è sciroccata quanto noi o sta meditando una fuga notturna e per non insospettirci fa finta di trovarci adorabili.

Un ottimo risultato l’abbiamo raggiunto però: domani a colazione ci prepara il porridge a patto che le insegniamo a fare la pizza.

avere la tata in famiglia

 

38 Commenti

  1. Giulia dice

    Nella foto sembra un pochino shoccata, in effetti 😀 scherzo, sembra davvero adorabile! 🙂

  2. Welcome Katie…Bene, vedrete che il vostro inglese migliorera’ Di botte specialmente quello dei piccoli Di casa perche’ sono nell’eta’ che assorbono tutto (e specialmente Brita direi)

    Dall’alto dei miei sedici anni trascorsi a guardare horror voglio rassicurare sia voi che Bia: le bambole assassine sono molto piu brutte non c’e neanche da fare il paragone

  3. speakermuto dice

    O hai una notevole capacità narrativa per abbellire il quotidiano o hai il c.u.l.o per cui capitano tutte a te :^)

  4. Buongiorno cara! Innanzitutto sappi che ti seguo da un po’ e trovo davvero bella la vostra famiglia e pieno di spunti questo blog: per sorridere, per pensare o anche solo per un sano “ah ma allora non capita solo a me”.
    Per entrare in tema post: io stavo valutando il sistema au pair. In questo caso qual è la differenza? posso chiederti qual è la tariffa media oraria prevista per questi ragazzi? c’è un tempo minimo/massimo per ospitarli? io avrei bisogno nel mese di luglio: finiscono le scuole e ho i due rospi da seguire almeno la mattina e se possibile un paio d’ore al pomeriggio, in modo da poter lavorare.
    Nel caso delle au-pair mi frena il fatto di dovergli garantire accesso a un corso in italiano: noi stiamo in collina, un po’ nel nulla, e per il centro più vicino ci vuole la macchina, ma ne ho una sola…invece con quest’associazione com’è? un pochino più semplice?

    Buona convivenza e continua a tenerci informati su come va!

    Susibita

  5. Ah ok! il cambio è sul vitto e alloggio, allora proverò anche io l’esperienza credo durante l’estate.
    Ti faccio certamente sapere e per ora grazie delle informazioni!

    Susibita

  6. adele dice

    qualesitoqualesitoqualesito? please (disperata in vista delle vacanze estive!)

  7. Patrizia dice

    ah ah ah 😀 noooo!! che mito Katie! e voi!!
    ma lo scambio porridge (bleah) pizza non è equo, né solidale!!
    rivedete l’accordo!!
    Good Luck =)

  8. Ciao Veronica. Ti ho citata nel mio ultimo post per un gioco musicale. Se ti va di darci un occhio… mi farebbe piacere ! Ciaoooo

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