Mese: maggio 2015

L’esperienza con la ragazza alla pari (il bilancio)

Esasperate dalla logistica folle cui siamo sottoposte, avevamo deciso di trovare una ragazza alla pari e ci siamo affidate a workaway [per chi si fosse perso la puntata precedente, può leggere qui]. L’esperienza con Katie si è conclusa, come stabilito in partenza, dopo 15 giorni. E col senno di adesso siamo in grado di stilare un bilancio. Le robe positive #1 Abbiamo comunicato in inglese. Non molto, non quanto avremmo voluto. Ma almeno adesso mi è chiara la differenza di pronuncia tra pitch e peach. Che sono informazioni utili se sei in giro per il mondo e non vuoi scrivere un post  a pèsca o mangiarti una bozza prima del caffè. #2 I bambini hanno avuto compagnia. Non molto, non quanto avremmo voluto. Ma almeno Brita ha imparato la canzone di Frozen con una pronuncia molto cool che ha riscosso grande successo tra le sue compagne di asilo. Solo che adesso vuole costringerci ad emigrare al polo nord perché è convinta di essere Elsa. #3 Abbiamo imparato che i nostri bagni sono insufficienti per 5, figuriamoci per …

Espressioni di disagio virtuale

Chi bazzica sul mondo dei social si sarà  reso conto che la rete pullula di un fottio di animaletti un po’ matti che manifesta disagio esistenziale esplicitandolo in chat. Ovviamente io non mi faccio mancare niente. Ecco il mio podio. Il marpione seriale – detto anche “Il pasturatore indefesso” Lui non sa chi tu sia. Ma non importa. Ha visto la tua foto profilo e se hai sembianze di donna lui ti manderà un messaggio da perfetto ruba cuori. Difficile resistere. Nessuna donna potrà sottrarsi al fascino di Morpheus. Che poi è Francesco. Che poi è un tipaccio napoletano. Che poi ti scrive dall’Abruzzo. Aiutiamolo a fare pace con la geografia. Quello che cerca lesbiche non avendo chiaro il concetto di “target” Si presenta per quello che è: un uomo. E cerca storie eccitanti da chat. E dove le cerca, il genio? Nei gruppi lesbici, che notoriamente brulicano di donne che non vedono l’ora di raccontare a lui cosa fanno sotto le lenzuola. Il poveretto spesso è vittima di un cattivo advertising, colleghi del marketing pensateci prima …

Family management: tragicronache di un rapporto contrastato

La mia vita è un intreccio di To Do List, alert sul telefono, appuntamenti sull’agenda e su Calendar. Questo è in parte legato alla mia professione, in parte alla mia situazione familiare e in parte al mio carattere precisetto e vagamente (eufemismo) ansioso. Vorrei essere la madre perfetta, la fidanzata ideale, la professionista impeccabile. E già che ci sono pure una gran figa. Invece niente, mi tocca arrampicarmi sulle emergenze e arrendermi al fatto che nella vita quasi niente va nella direzione in cui l’avevo pianificato. Il mio karma trova molto esilarante farmi credere di aver trovato un equilibrio e poi stravolgere l’orizzonte. Tipo che sei a fare una passeggiata su un pontile al tramonto e pensi che bel posto il mondo, quando è stupenda la mia vita e in cielo volteggia l’albatros di Baudelaire. Solo che mentre sei lì, preso dalla meditazione poetica, l’albatros ti riempe di cacca a spruzzo l’unica giacca che ti stava bene e nel trambusto perdi l’equilibrio e cadi in acqua. Ed eri appena stata dal parrucchiere. Esci dall’acqua bestemmiando …

L’omosessualità non è una scelta. Capito?

Nella mia breve vita da lesbica mi è capitato più volte d’incappare in discussioni sulla questione dei diritti alle persone LGBT e molto spesso mi è capitato di leggere commenti in cui le persone s’irrigidivano, sollevando l’idea che la sessualità sia frutto di una scelta. Ammetto che a distanza di tempo questa affermazione mi lascia agghiacciata e la mia faccia assume ancora i connotati de L’Urlo di Munch. Ora, io non lo so quando un eterosessuale decide di essere tale. Quand’è il momento in cui un uomo s’impone di trovare attraente una donna, di provare desiderio per lei o innamorarsene. Ignoro l’istante in cui una donna sceglie che una barba incolta e degli addominali scolpiti diverranno il fil rouge delle sue nottate agitate. Quindi, amici cari, facciamo un po’ di chiarezza. L’orientamento sessuale ed affettivo non si sceglie. Così come non si sceglie il colore preferito. Facciamocene una ragione. Io ho provato a farmi piacere il giallo, per dire. E penso che sia davvero un bel colore, ma amo il viola. Sono sbagliata? Se fin da piccolo sei circondato …

Quando una mamma cresce

Oggi è il compleanno di Ariele. E un po’ anche il mio. Quando sono rimasta incinta avevo 21 anni. Pochi per aver imparato a fare la figlia, ancor meno per essere madre. A quest’età i pensieri sono altri: gli esami all’università, le cene con gli amici, i libri da leggere, le vacanze da pagare con i risparmi della borsa di studio e dei lavoretti estivi. O, almeno, quelli erano i miei pensieri. Ancora ho l’immagine nitida di me, seduta nel bagno, a fissare quelle due stanghette  – che invece doveva essere una. E la faccia di Giuseppe quando ha visto il test di gravidanza. Ci siamo guardati come i dispersi in un sotterraneo durante un terremoto. I primi a cui l’abbiamo detto sono stati i nostri amici, poi mia sorella e infine i nostri genitori. Le reazioni loro sono state come le nostre. Nonostante i consigli dei perplessi abbiamo deciso che quel bambino sarebbe nato e che noi ci saremmo sposati. E così è stato. Tornassi indietro rifarei la stessa cosa. Il 14 maggio del …

Social media e adolescenti. Riflessioni davanti allo schermo.

Giovedì Ariele compie 12 anni. Respiro, perché non mi sento per niente pronta ad affrontare l’adolescenza di mio figlio, non avendo ancora risolto la mia. Non era ancora successo, ma sapevo che la richiesta sarebbe arrivata prima o poi e infatti ieri, mentre eravamo a cena, si è rivolto a me, Giuseppe e Nina, guardandoci con aria solenne e tono un po’ imbarazzato: Ecco, io per il compleanno vorrei uno smartphone. Non di quelli costosi, però. Uno da poco ma che possa avere whatsapp e facebook. Devo ammettere che pur occupandomi di comunicazione digitale e social media, sono rimasta incollata alla sedia scambiando sguardi dubbiosi con gli altri due adulti seduti a tavola. Non sono tra quelle mamme che dotano di telefono hi tech il proprio bambino. Ho sempre avuto paura dell’estraniazione e del rimbambimento infantile, perché facendo un lavoro che richiede una mia connessione full time, temevo la stessa sorte per mio figlio. Ammetto di aver sempre guardato con sospetto e diffidenza quei branchi di bimbetti che al parco e alle feste di compleanno s’impallavano sui …

Mamma: voce del verbo Amare

Ho una mamma e sono una mamma, un gioco di essere e avere che ancora mi spiazza. Sono diventata mamma a un’età in cui mi era poco chiaro persino il significato di cosa significasse essere una figlia. Ho imparato con i miei figli cosa vuol dire amare qualcuno più di un proprio organo vitale, il guardare l’alba con gli occhi gonfi dopo una notte senza sogni, il non riuscire a capire e non poter spiegare, del sentirsi sempre meno di quanto si vorrebbe e sempre due piani sotto la perfezione. Ho imparato con mia mamma cosa significa passare anni a lanciarsi incomprensioni e al non riuscire a riconoscersi più in un abbraccio, a trovare conflitti in zone neutrali e ad accendere micce solo per vedere l’effetto che fa. Oggi guardo mia mamma giocare con i miei figli e capisco che io sono un trattino tra passato e futuro, un ponte presente che ha fatto passare convogli di pace. Non ci sono più rancori, non ci sono più paure.  A  ben guardarle, pure le cicatrici hanno preso la forma di un sorriso. Un …

Il test super fanta mega affidabile per capire se sei lesbica

[D-Istruzioni per l’uso: post ad alto contenuto di stereotipi,supercazzole banalizzazioni, luoghi comuni e fraintendimenti. Astenersi permalosi, iracondi, puntigliosi, rancorosi e tutti quelli che finiscono in osi] Amica, se stai leggendo questo post vuol dire che due domande hai iniziato a fartele. Ma se stai continuando a leggerlo, questo post, significa che due risposte non sei riuscita a dartele. Non temere, ci sono qua io che sono andata in giro a scandagliare il web alla ricerca del test definitivo. Il panorama è desolante: in giro non c’era niente che mi piacesse e quindi ho deciso di fare da me. TEST SUPER FANTA MEGA AFFIDABILE A) Sei al supermercato e una donna bellissima e affascinante si avvicina a te per chiederti se conosci lo scaffale dove c’è lo sgombro rosa del Madagascar. Tu: Le indichi lo scaffale svogliatamente e ti cade l’occhio sulla sua bellissima borsa che è proprio quella volevi tanto – ma costa una cifra – e per un attimo vorresti fingere un malore e rubargliela aggrappandotici. Le indichi lo scaffale, ma dopo averla guardata, molli …

E finalmente è arrivata la tata. Il circo si amplia.

Abbiamo deciso che ospitare persone era l’unico modo per uscire da una situazione logistica ai limiti della sopravvivenza della specie e quando abbiamo trovato questo sito ci si è aperto un mondo. Nel senso che potenzialmente possiamo ospitare proprio tutto il globo terracqueo, ma una persona per volta che il bagno è uno. Due giorni fa è arrivata Katie, una diciannovenne londinese che è in giro per il mondo da un bel po’; è qui per darci una mano con la casa e soprattutto ha l’onere di insegnarci a parlare inglese almeno un po’ sopra la soglia del nostro “the cat is on the table and I don’t know why”. Ha una facciotta tonda che le ride anche quando sta seria, ringrazia l’universo prima di toccare il cibo e non capisce questa bizzarra usanza di guidare a destra e mettere il formaggio sulla pasta. Per poco stamani non la schiacciavano sulla rotonda perché l’ha imboccata all’inglese e solo un mio urlo stile Tarzan aggrappato alla liana – col filo del tanga nelle terga – ha impedito una tragedia. Ama …