Nuda veritas
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Corte Gaya: uno spaccato della società italiana

Corte Gaya non esiste. O meglio, esiste ma non è il suo vero nome. In Corte Gaya ci abitiamo noi: Nina, io e i bambini. Spesso c’è anche Giuseppe, che capita quasi tutti i giorni e pranza qui dopo aver preso Ariele a scuola e generalmente si ferma anche nel pomeriggio per aiutare i bambini coi compiti o a fare l’orto.

Corte Gaya è delimitata, infatti, dalla ferrovia e aldilà dei binari c’è il nostro campo dove stiamo creando un orto, un pollaio e…una sorpresa di cui parlerò in un prossimo post. Giuseppe e Nina sono i principali fautori di questo esperimento bucolico, io mi limito ad aggirarmi per la proprietà coprendo la mia pelle diafana con un ombrellino in pizzo bianco, sorridendo a loro chini sugli ortaggi e mangiando le primizie che mi vengono offerte. Lo so, non è vero, ma era una vita che sognavo di scriverlo.

Dicevo.

Corte Gaya è sempre animata. Oltre ai nostri tre bambini ci sono sempre anche bambini altrui: compagni di classe, figli di vicini un po’ più lontani che arrivano in bici, fratelli dei compagni di classe e sorelle dei figli dei vicini un po’ più lontani che arrivano in bici. La mattina impastiamo sempre un paio di focacce o di ciambelloni perché il numero dei merendanti è sempre uguale o maggiore di tre.

A Corte Gaya, però, non ci abitiamo solo noi, ma anche Max che sta esattamente nell’altra metà della casa.  Max è gay. – Chissenefrega, direte voi. – Giusto, ribatto io. – Cosa c’entra l’ orientamento sessuale?, mi farete notare di nuovo voi. – Giusto, vi rispondo di nuovo io. Poteva capitarci un vicino etero, ma friendly e avremmo vissuto in pace comunque.  Ma pensate la casualità di comprare una casa in un estremo e lontano lembo della campagna toscana, a due passi dal bosco e trovare il vicino che è omosessuale pure lui. Mica facile, eh?!

Anche perché, nell’altro lato della corte, abitano genti poco friendly e leggermente omofobe, tant’è che spesso ci fanno scherzi simpatici tipo chiuderci il passo delle automobili o fingere di non vederci mentre passiamo per la strada.  Persino Brita se ne è accorta.

– Mamma, perché quella signora ci guarda e non ci saluta nemmeno se la salutiamo noi?

– Perché la signora è un po’ maleducata o forse non le siamo simpatiche. O entrambe

– Mamma, cosa sono le “entrambe”?

– …Occhei, te lo spiego dopo…

Pazienza. Noi salutiamo e andiamo avanti. Entrambe.

A nemmeno un chilometro da casa nostra, invece, ci abita un’altra donna che in pochi mesi è diventata una delle più assidue frequentatrici di Corte Gaya.

Un giorno, mentre stavo lavorando nello studio come sempre, vedo comparire davanti alla finestra uno strano furgone con la scritta Trasporto Sculture. Ho subito immaginato si trattasse di una visita per Max, che fa delle robe strabelle con la ceramica. Dopo qualche minuto suona il campanello. Mi trovo davanti una donna che mi chiede quando poteva trovare il vicino, si presenta, vengo a sapere che è una scultrice, ma si diletta anche con la ceramica e ci mettiamo a scambiare due chiacchiere.

La giornata era piovosa ed era quasi l’ora della pausa di metà mattina, così l’ho fatta entrare e ci siamo prese un caffè insieme. Il mio gay radar ci aveva azzeccato. Ci piglia proprio sempre: pure lei è lesbica.

– Che c’è di strano? Mi chiederete voi. – E boia, quante domande fate oggi!, vi replicherò ioDi strano c’è la casualità di comprare una casa in un estremo e lontano lembo della campagna toscana, a due passi dal bosco ed essere tre nuclei di famiglie omosessuali nel raggio di un chilometro.

Non temete, però, che noi mica discriminiamo nessuno! Abbiamo tanti amici etero, parenti etero e conoscenti etero e sono tutte brave persone: lavorano, crescono i figli con amore pagano pure il canone della televisione, per dire. Alcuni sono separati, altri divorziati, qualcuno è sposato in chiesa, qualcuno è single e valutiamo sempre sempre il tipo di persona, se è simpatica, se ha interessi simili ai nostri. Giuro che non abbiamo alcun preconcetto sulla sessualità e sull’affettività altrui, purché siano coinvolte persone maggiorenni e consenzienti.

Corte Gaya non è gaya solo perché ci siamo noi omosessuali, è gaya perché è viva, rumorosa, colorata, con la porta di casa sempre aperta e il caffè sul fuoco ogni 10 minuti.

Corte gaya è qui, ma è ovunque ci sia gente che ragiona col cuore libero dai preconcetti e dalle supercazzole. Ovunque ci siano caffettiere fumanti e facce sorridenti.

Corte Gaya - omosessualità e vicinato

 

 

36 Commenti

  1. Corte Gaia vi è costata così tanti soldi che Nina sta risparmiando sulla tinta? O segue la nuova moda delle gggiovani d’oggi che si tingono di grigio? Come siete avanti….. vi fate pure i selfie di gruppo.

    • Miriam dice

      Il grigio è sessissimo! Io sto impedendo alla mia signora anche un misero sciampo colorato per perseguire l’obiettivo sale(tanto)pepe. W il grigio nei capelli, che nella migliore delle ipotesi ci s’è messo un po’ a farcelo venire!

  2. Questa corte sembra una fiaba moderna ed è veramente nobile nei suoi valori!
    P.S. Comunque io con una vicina scultrice starei sempre a spiare alla finestra per ammirare le sue creazioni…come fai a resistere?
    Buona giornata.
    Ketty

  3. Mary Jane dice

    Ma un salto in questa corte lo possiamo fare pure da Roma per un saluto?!! È bello vedere un po’ di amore incondizionato e puro, condiviso con un mondo talvolta troppo arido. Siete una meraviglia!! Baci

  4. emanuela dice

    ….più del caffè….una bella fetta si focaccia! e siccome qua, nella mia casa porto di mare, le focacce sono molto amate ( ultimamente la più gettonata e di farina integrale e patate) ed io amo prepararle……ve ne potrei portare un paio!!!
    mille abbracci. Emanuela

  5. ericagazzoldi dice

    Secondo me, La Terrribbbbbbbile e Nascostissima Lobby Gay sta cercando di creare una Terra Promessa, una Sion come quella di “Matrix”, proprio lì dove abitate voi… Attenzione! xD

  6. R.Hahn dice

    Devi organizzare un raduno a corte gaya, così, per dare un po’ di speranza a chi vive situazioni opposte! Tipo: vai ad abitare in uno sperduto paesello e trovi la massima concentrazione di omofobi del regno italico. Potreste darci un po’ di lezioni di sopravvivenza 🙂

  7. pierre dice

    evviva corte gaya!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!(come state?)
    un po’mi sento di appartenere a questo luogo……..

  8. Patrizia dice

    Mi piace l’idea di corte = cortile, ritrovo d’un tempo passato, mi piace gaya= gioiosa, vivace e gay….
    Quando hai detto che è il ritrovo?!!! 😉
    E’ vero siete proprio belli e meritate tutti i complimenti che ricevete.
    Sai che state, in qualche modo, allargando la vostra famiglia a tutte e tutti noi seguaci?

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