Mese: aprile 2015

Figli che crescono come funghi

A me questi figli scappano sotto al naso. Giurerei con la mano sul cuore di averli visti solo ieri che gattonavano, sputtazzavano pappe e riempivano pannolinate di m…aleodoranti sostanze organiche. E invece no. Proprio per niente. Esco dal mio studio ed inciampo in una scarpa da ginnastica. Il numero? 42. E mezzo. Smarrita, salgo le scale per andare in bagno e trovo Ita, la figlia di Nina, che si spara le pose allo specchio e mi chiede consiglio per abbinare i calzini alla maglietta. Ma che si abbinano i calzini alla maglietta? È una roba contro natura! Io al massimo e dopo aver bevuto 3 caffè riesco ad abbinare le occhiaie alla borsa (ora capite il mio amore per il viola). Non paga dello sconcerto che ormai mi possiede, faccio l’errore di aprire la porta di camera di Brita, per controllare che lei e la sua amica non stiano dando fuoco ai capelli di Barbie o infilando palle di pongo nel termosifone, quando assisto al seguente dialogo: – Sai, Bianca, per quanto riguarda l’altra volta a …

L’amore è il più grande spettacolo dopo il cheesecake

Cammino spesso con il naso all’insù. Guardo i profili delle case, i colori delle foglie sugli alberi, le forme buffe delle nuvole e la vita degli altri attraverso l’occhio indiscreto delle finestre aperte. Non lo faccio con la volontà di spiare l’intimità altrui e quando mi capita di assistere a scene familiari mi sento sempre una bambina in procinto di saccheggiare la dispensa della nonna. Ma è più forte di me. Non sono mai riuscita a essere una padrona severa dei miei occhi. In una di queste finestre il mio sguardo ha indugiato più a lungo. Lei è mora, con i capelli lunghi raccolti in una coda morbida che le scende sulle spalle. È in cucina, seduta al tavolo, con la schiena rivolta al piano di lavoro. Giocherella distrattamente con un tovagliolo, arricciandone le estremità con la punta delle dita. Lui è dietro, una figura alta e slanciata, impegnato ad armeggiare chissà cosa nel lavello. Sono schiena contro schiena, come in un gioco di specchi del luna park. Assolutamente simmetrici. Perfetti. Sembrano assorti nei sogni …

Bla Bla Car: ti amo, poi ti odio, poi ti amo. Poi boh.

Per chi non lo sapesse, Bla Bla Car è una community di car sharing, in cui puoi offrire o chiedere passaggi in auto. Con questo tipo di servizio ho subito tutte le fasi tipiche dell’innamoramento, ovvero mi sono resa conto che l’approccio è simile a quello che ho con le donne, pur con le dovute differenze del caso. #1 Quando me ne hanno parlato mi sono incuriosita e ho cercato informazioni sul web. Lo faccio sempre, per tutto. Pure con le donne. #2 All’inizio ne vedevo solo le caratteristiche positive, mi sembrava assurdo non averne conosciuto prima le virtù e sentivo di aver sprecato un’opportunità che avrei potuto cogliere già da tempo. Come sempre, mi pare di essere sempre l’ultima a sapere le cose. Credo di soffrire di sindrome da “Arrivo dopo la banda”. #3 Quando l’ho provato mi sono resa conto che sì, è figo perché si dividono le spese del viaggio, si riduce l’inquinamento e si conoscono persone, ma ci sono esseri umani simpatici ed altri noiosi come l’attesa del treno in ritardo. E questo lo intuisci già dallo scambio …

Il concetto di perfezione nel pre – adolescente e un comodo decalogo per stopparlo. Spero.

Sono giunta alla conclusione che durante la notte un gruppo di alieni si sia introdotto in casa mia ed abbia manipolato il cervello del mio cucciolino amoroso duddù daddadà, trasformando un amore di bambino in un pre – adolescente mediamente isterico. Agli sbalzi di umore mi ci stavo quasi abituando, ad un senso dell’umorismo alterato un po’ meno, ma ci stavo lavorando. E invece ogni tanto mi prende lo sconforto. Eppure è sempre stato una bimbo simpatico, gioviale competitore di battute al vetriolo con me, un temperamento molto easy&ciao . Nulla, dai. Devo settarmi su questo nuovo esserino che sfugge alla mia conoscenza, che è alto quasi quanto me, ma ascolta le favole che leggo la sera a Brita e si accoccola in braccio. Ok, proprio accoccola no, dal momento che sembro un bonobo che abbraccia uno scimpanzè, però sempre core de mamma rimane. Da qualche tempo è pure paranoico e ha l’ansia da prestazione. A scuola deve essere bravo, il suo look dev’essere curato – secondo i suoi canoni, i compiti a casa devono …

La sorellanza non è questione di sangue

Margherita e Margherita non sono sorelle, ma si considerano sorelle; che detto così sembra un indovinello di quelli che mi faceva mia nonna ed era pressappoco: “Pianino e adagino andarono in giardino: chi erano?”. Invece è la storia di una sorellanza di cuore ma non di sangue. Ita (Margherita la figlia di Nina, a beneficio di chi ancora non lo sapesse) e Brita (Margherita, mia figlia) si sono conosciute un paio di anni fa, esattamente nello stesso preciso istante in cui io ho conosciuto Nina, all’epoca in cui eravamo due amiche virtuali che s’incontrano per passare un fine settimana insieme con la rispettiva figliolanza. La mia relazione amicale si è trasformata in una relazione d’amore e la convivenza è arrivata dopo quasi un anno di andirivieni sulla A1, pipì all’autogrill e buste di caramelle gommose per distrarre i bambini nelle ore di viaggio. I primi mesi di convivenza sono stati duri per tutti: per Nina e me che, nonostante l’entusiasmo, ci siamo pestate i piedi a sangue sui vari – Chi fa cosa e Come lo fa e Io ho …

Corte Gaya: uno spaccato della società italiana

Corte Gaya non esiste. O meglio, esiste ma non è il suo vero nome. In Corte Gaya ci abitiamo noi: Nina, io e i bambini. Spesso c’è anche Giuseppe, che capita quasi tutti i giorni e pranza qui dopo aver preso Ariele a scuola e generalmente si ferma anche nel pomeriggio per aiutare i bambini coi compiti o a fare l’orto. Corte Gaya è delimitata, infatti, dalla ferrovia e aldilà dei binari c’è il nostro campo dove stiamo creando un orto, un pollaio e…una sorpresa di cui parlerò in un prossimo post. Giuseppe e Nina sono i principali fautori di questo esperimento bucolico, io mi limito ad aggirarmi per la proprietà coprendo la mia pelle diafana con un ombrellino in pizzo bianco, sorridendo a loro chini sugli ortaggi e mangiando le primizie che mi vengono offerte. Lo so, non è vero, ma era una vita che sognavo di scriverlo. Dicevo. Corte Gaya è sempre animata. Oltre ai nostri tre bambini ci sono sempre anche bambini altrui: compagni di classe, figli di vicini un po’ più lontani che …

Di quando faccio coming out in aula

Una precisazione doverosa: non è che io abbia l’abitudine di presentarmi in classe esordendo con un Buongiorno a tutti, sono Veronica Barsotti – e sono lesbica; preferisco puntare su altre informazioni, tipo il contenuto delle lezioni e le competenze che si possono acquisire seguendo un corso di comunicazione digitale. Al massimo faccio un commento sul meteo o sul traffico. Proprio come succede – guarda caso – nel mondo etero. Non mi è mai capitato di chiamare il caldaista e ricevere la sua stretta di mano accompagnata da un Piacere, sono Gianni e sono etero. Non credo ci sia qualcuno che gironzola per il mondo e si presenta declinando le proprie preferenze affettive e sessuali. Sappiatelo. Quando sono in aula – trovandomi ad insegnare blogging, social media e quelle robe lì digitali – è quasi inevitabile che gli allievi trovino i miei account, mi chiedano l’amicizia su facebook, mi seguano su twitter, instagram, pinterest, tumblr e la qualunque con scappellamento a destra. Fortunatamente vivo nella vita virtuale con la stessa trasparenza che ho nella vita reale. L’unica differenza è che nella vita …

Marsiglia val sempre una vacanza

Nina ed io ci siamo prese una bella vacanza, di quelle da fidanzatine spensierate che è difficile inserire nella nostra logistica serrata e che, però, è di fondamentale importanza per la sopravvivenza della coppia. Siamo state 5 giorni a Marsiglia ospiti dal cugino di Nina e abbiamo passato una Pasqua di quelle memorabili. Eravamo già state qui l’anno precedente, ma solo per un weekend. Stavolta ce la siamo presa decisamente più comoda. E ci voleva. Ci siamo fatte trasportare dai ritmi lenti della vacanza, annusando l’aria salmastrosa e speziata, spiando tramonti romantici e godendo della compagnia di Alessandro, del suo fidanzato Jean-François e dei loro amici venuti da Londra. Dire che ci siamo divertite è riduttivo, già solo per il fatto che la conversazione normalmente si svolgeva in un misto di francese, inglese, corso e italiano. Anche Iole ha apprezzato le passeggiate sulla costa, il bagno in mare e pure i biscotti che si è fregata di notte dalla mia borsa, dimostrando un innato buon gusto e poco rispetto per la colazione altrui. Ma vabbè. …

Tutti giù a zappare la terra

C’era una volta un’abitudine molto diffusa in questo Paese di tradizione contadina: i ragazzi che non avevano voglia di studiare venivano torturati con la tremenda minaccia “Finirai a zappare la terra!”. E quella terra, per chi era costretto a lavorarla tutto il giorno, incurante del gelo che spacca le mani e del caldo che fa svenire, era sempre troppo bassa, troppo arida, troppo argillosa o troppo dura. Le mani dei contadini erano callose e la loro pelle aggrinzita dal sole e non c’era sorte peggiore che dedicarsi all’agricoltura, ma dopo due generazioni di falliti e scalda sedie con tanto di diplomi e lauree appese al muro, qualcuno sta iniziando a capire che la terra è anche una risorsa ed una benedizione. Come sempre il marketing se ne è accorto prima di tutti, creando corsi di orticoltura domestica, manuali per cittadini pentiti, kit per viticoltura da balcone e così via. Per farla breve, ci stiamo accorgendo che zappare fa bene, da soddisfazione, alza il livello di serotonina nel sangue e va benissimo anche come terapia sessuale di coppia, …