Nuda veritas
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Educazione sessuale nelle scuole – perché sono favorevole

Ultimamente mi capita sempre più spesso di discutere con altre mamme sull’introduzione dell’educazione sessuale nelle scuole.

Io sono da sempre favorevole. La sessualità è una componente intrinseca della nostra biologia di essere viventi. Già da piccoli i bambini manifestano una naturale predisposizione alla scoperta dell’anatomia del proprio corpo e di quello dei loro coetanei. Trovo sciocco e disonesto il tacere o addirittura il negare questa parte della vita della persona.

Ai miei figli non ho mai parlato di api e fiorellini, né di cicogne e cavoli. Ho risposto sempre con precisione alle loro domande, utilizzando un linguaggio e dei concetti coerenti con la loro età. Capisco che non tutti i genitori riescano a parlare dell’argomento senza imbarazzo, senza tabù culturali e con la giusta preparazione in materia. Proprio per questo accoglierei di buon grado che ci fosse una persona competente a spiegare questo tema ai bambini ed ai ragazzi. L’argomento è sicuramente delicato e necessita di preparazione scientifica, ma anche di capacità di adeguare la comunicazione.

Questo accanimento nel rifiutare quella che per me è una grande opportunità non lo capisco. Davvero. Perché i nostri figli dovrebbero rischiare gravidanze precoci o malattie sessualmente trasmissibili, quando la conoscenza in materia può prevenire tutto questo? Chi si oppone pensa davvero che l’ignoranza preserverà l’innocenza dei ragazzi? È davvero consapevole che sta delegando questo compito educativo a notizie, spesso imprecise, prese dal web o ai consigli degli amici?

La stessa Organizzazione Mondiale della Sanità ha stilato una guida all’educazione sessuale per bambini fino ai 16 anni. Io l’ho letta tutta (la trovate qui) e l’ho trovato molto valida.

Voi cosa ne pensate?

educazione sessuale nelle scuole

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  1. Mario dice

    io sono d’accordissimo!!!
    e poi, si potrebbe insegnare ad essere consapevoli sia delle pulsioni annesse (naturalmente in classi più avanzate), offrendo così una rosa di possibilità, come quella (per esempio) dell’uso dei contraccettivi, e la possibilità di divenir genitori.
    Magari, per le bambine, rivelar anche che hanno, a differenza dei maschietti, più buchi a disposizione. Forse insegnare anche quale scegliere con più lucidità?
    :-))))))

    in ogni caso, direi che sarebbe ora sciogliere il legame: sesso – male.

    I ragazzi (come per altro diversi adulti), hanno il diritto di conoscere e scegliere.
    Così, alla fine, scopriranno che… “siamo noi maschietti detentori della vita”! AH AH AH HA
    (piccola provocazione alle femministe!!)

  2. mela dice

    l problema è quello di trovare una persona competente, in grado di spiegare in modo adeguato per l’età le varie questioni. Io come te non ho tabù, non ho avuto nessun problema a spiegare a mio figlio già a tre anni come nascono i bambini, ovviamente rispondendo alle sue domande, o l’omosessualità ma anche la transessualità: molto semplicemente, senza caricare di emotività. Ci sono persone che amano persone del sesso opposto, altre che amano persone dello stesso sesso, altre ancora in cui la natura ha fatto confusione e ha messo la mente di un uomo nel corpo di una donna o viceversa. Si è sconvolto? No. C’è da sconvolgersi? No.

    Purtroppo è così per una minoranza di persone, io sono stata ripresa e mi è stato detto di non spiegare come nascono i bambini perché se no magari se mio figlio lo raccontava agli amichetti questi poverini si traumatizzavano perché le loro famiglie non vogliono che facciano certe domande!

    A mio figlio ho anche spiegato che è bellissimo farsi le “coccole al pisello” ma che è una cosa privata, personale, da fare da soli, non in mezzo alla gente, non esiste dirgli “è una cosa brutta, vergogna”.

    Sarebbe fantastica l’educazione sessuale a scuola, già all’asilo, proprio per educare al rispetto e al riconoscimento delle differenze, ma in questa Italia bigotta è molto difficile che si realizzi, purtroppo.

  3. Io ricordo che in quinta elementare, ci avevano fatto educazione sessuale a scuola. Come nascono i bambini e così via. E sto parlando del 1984, in una scuola per sole donne gestita da SUORE!!! Per dire, che l’educazione sessuale non riguarda il sesso ma la sessualità. E per fortuna (purtroppo raramente) ci sono persone che lo capiscono…

  4. L’educazione sessuale me la sono fatta da sola..quando mia madre, bacchettona, quando avevo 12 anni mi passò un libro in sala d’attesa del pediatra, io era già due anni che di nascosto leggevo i cioè di mia sorella.avrei voluto però che mia madre me ne avesse parlato e non qualcuno di esterno. Sono momenti unici di complicità nella vita tra madre e figlia 😉

  5. Nicoletta dice

    concordo in pieno…le conseguenze, tristi, sulla salute fisica e psichica di una non corretta informazione ricevuta nell’epoca giusta si rendono evidenti da adulti..affermazione che constato e confermo quasi giornalmente nella mia attività professionale…che poi…la preservazione dell’innocenza tramite l’ignoranza …tutta da dimostrare!!!

  6. ovviamente d’accordo. soprattutto per le donne credo sarebbe rivoluzionaria un’educazione sessuale fatta decentemente ( quando andavo alle medie io 10 anni fa ce la faceva il prete, scuola pubblica eh..)
    Ci sono tante, tante, tante 20enni e passa che non conoscono il loro corpo bene, che non sono mai riuscite ad ottenere orgasmi perché non sanno bene come fare e ovviamente più passano gli anni più serve pazienza e tempo per ottenerlo (la prima volta intendo) e quindi si arrendono. Lasciano perdere…
    inoltre credo che se si insegnasse alle 15 enni come funziona il loro corpo e imparassero ad utilizzarlo anche da sole (come fanno i maschi) farebbero sesso a quell’età con meno facilità. Chi te lo fa fare di fare sesso in leggerezza, con qualcuno che neanche troppo ti piace se riesci a soddisfarti da sola. Aspetti con più tranquillità quello giusto con cui farlo, senza essere presa dalla foga di fare sesso per dire “ho fatto sesso”.
    Non so se si capisce il mio pensiero, sono stata un po’ contorta, scusate 🙂

    • ericagazzoldi dice

      Il prete faceva educazione sessuale alle donne? Permettimi di dire che è un’affermazione inquietante… per molte ragioni. 😉

      • A tutta la classe.. Quindi anche uomini. Non ho dei bruttissimi ricordi, non era bigotto ma nemmeno la persona adatta a cui fare domande.
        PS scuola pubblichissima in cui si faceva cmq la messa di inizio e fine anno e le ceneri. I misteri della vita in uno Stato laico

  7. Argomenti per la scuola italiana:
    1. il sesso, in tutte le sue forme
    2. la dattilografia, in una forma unica, quella giusta, precisa e veloce senza guardare la tastiera
    3. la conoscenza ed esperienza del team di successo
    4. cosa mangiare, come vivere
    5. la religione in tutte le sue forme

    è questo è solo per lunedì, ora mi metto a pensare per il martedì ….

  8. ericagazzoldi dice

    “Educatio coitale ne le schole, cum i libri? Giammai cotesta turpitudine! Si ritorni alle sane fellationes ne le latrine et a la laudabilissima camporella!” (Un parere da una seguace di “Feudalesimo e Libertà). xD

  9. Nicoletta dice

    mi occupo di ricerca clinica all’università…e ho fatto ben due tesi (laurea e dottorato) sull’infezione da HPV (Papillomavirus..una delle più frequenti infezioni a trasmissione sessuale-ITS) nelle donne…confrontandomi con loro a tutte le età, approcciandomi alle loro paure e soprattutto alla loro totale ignoranza riguardo alle ITS…ignoranza che come dicevo prima non solo il più delle volte non è sinonimo di preservazione dell’innocenza ma ancora più spesso si traduce in conseguenze anche gravi sulla salute e sull’equilibrio psicologico della donna.
    Non so se sapete dell’introduzione di un vaccino rivolto contro i ceppi più pericolosi di questo virus, da somministrare, perchè sia efficace, NECESSARIAMENTE prima dell’inizio dell’attività sessuale…anche perchè è una campagna vaccinale che costa un occhio…
    Ebbene, in Italia, sulla base di dati abbastanza attendibili…l’eta del vaccino nelle ragazzine è 12 anni….non ti dico il putiferio quando è capitato di parlarne con qualche genitore!!!!
    Anzichè chiedersi se il vaccino fosse realmente efficace e sicuro…(cosa che più di tutte dovrebbe interessare un genitore, come tutti i vaccini), nella maggior parte dei casi le mamme si sono “offese” perchè si insinuava che le loro “bambine” avrebbero fatto sesso quanto prima…non capendo che aspettare (…cosa poi?? mica lo sanno quando lo faranno visto che è argomento tabù in famiglia) rende inutile la vaccinazione…
    Anche questa è educazione sessuale, altro che pornografia..
    insomma…l’ignoranza è una brutta bestia. Io non ho figli, ma so che quando li avrò quando capiterà che faranno domande (e le faranno…visto il bombardamento mediatico sul tema…alla faccia del bigottismo) cercherò di non alimentare tabù..proprio come dici tu Veronica

  10. Mi hai fatto venire in mente quando all’universita’mi sono trovata a dover rispondere a delle domande di una mia compagna di studi ignoranterrima, suo malgrado una situazione surreale, tanto piu’che sua madre era una sessuologa!

  11. Con i figli non abbiamo fatto una vera e propria educazione sessuale, ma li abbiamo predisposti al dialogo con noi. Le domande sono venute da se, perché i bambini sono curiosi, i bambini hanno l capacità di metterti in imbarazzo. Parlare con loro senza diminutivi e vezzeggiativi ne metafore ridicole. E per quanto preparata puoi essere ci sarà sempre la domanda che ti spiazza o che non conosci, tipo il sesso degli extraterrestri.
    Penso che in italia sia urgente un’informazione sulla sessualità indirizzata agli adulti, non basta aver generato figli per sapere tutto sul sesso.

  12. Io la guida intanto l’ho scaricata, con calma la leggerò. Però mi chiedevo non sarà mica opera degli ideologi gender? Non vorrei che m’infettasse il computer, perché le sentinelle l’ho disattivate da tempo. 🙂

  13. Barbara dice

    Personalmente ho ricevuto lezioni di educazione sessuale fin dalla scuola elementare e so bene che sto parlando di 12 anni fa e non sono molti ma proprio per questo mi sembra stranissimo che ancora oggi questo tema possa suscitare polemiche. In quinta elementare la maestra di scienze ci tenne un paio di lezioni sull’apparato riproduttivo, anticipandoci che se solo avesse sentito la risatina di qualcuno avrebbe sospeso e cancellato la lezione dal programma. Tutti eravamo talmente interessati dall’argomento che riuscimmo a trattenere le risatine tipiche dei bambini e mai fummo più attenti che in quelle lezioni. Inutile dire che 12 anni fa un bambino/ragazzo di 11 anni sa già più o meno, almeno in maniera molto elementare, come funzionano quelle cose ma la lezione, interessante e accurata, fece scoprire a tutti molte più cose di quante ne credessimo di sapere, sfatando falsi miti e correggendo nozioni distorte che credevamo vere.
    Alle medie addirittura facemmo una serie di incontri con un bravissimo sessuologo che seppe metterci a nostro agio e cui potemmo rivolgere tutti i quesiti possibili (cosa resa anche più semplice utilizzando dei bigliettini anonimi). La ricordo ancora come una delle lezioni più interessanti cui ho assistito in tutti gli anni scolastici. Ammetto che, al contrario, in famiglia detto argomento è sempre stato taboo (come d’altronde tanti altri), non ricordo di aver mai affrontato chiacchierate in merito con i miei genitori, neanche quando si sono accorti che sapevo molto più di quanto loro credevano che io potessi saperne. Ora ciò che io mi chiedo è: possibile che molti genitori provino vergogna e imbarazzo nel parlare di una cosa così semplice con i propri figli? E ancora, possibile che preferiscano che i ragazzi restino all’oscuro di molte cose andando in contro a rischi, pericoli ed esperienze poco piacevoli, il tutto semplicemente per evitarsi un briciolo d’imbarazzo? Non si rendono conto che i bambini oggi sono molto molto svegli, intelligenti e preparati da poter trattare benissimo questo argomento?
    Boh, sarò strana io ma resto sempre più basita difronte a cotanto bigottismo.

    P.S. Scusa la prolissità ma questo tema merita qualche parola in più.
    Colgo l’occasione per farti mille complimenti per la tua fantastica famiglia e dirti che hai tutta la mia stima e sei un esempio da seguire per aver scelto e deciso di ‘uscire fuori’, di mostrare la vera te. Grazie perché dimostri ogni giorno che la tua famiglia non ha nulla di anormale e innaturale, anzi, forse, ha un bel po’ d’Amore in più che in molte famiglie ‘ordinarie’ spesso manca.

  14. Conoscere bene l’argomento aiuterebbe molto ma non è sufficiente. Un ragazzino conosce perfettamente la funzionalità di un casco alla guida di un ciclomotore ma parte dal presupposto che non capiterà a loro e portarlo correttamente è da sfigato. E’ molto più figo tenerlo appeso al collo indossando una canotta invece di un giubbino con protezioni.

    Il problema di un adolescente è il bullismo, pratica che non ti permette di seguire azioni sensate con l’obbligo di conformarsi ad un branco di deficienti. Le colpe non cadono solo sui genitori ma sulla società dove il conformarsi vuol dire rischiare.

    Come far ragionare un ragazzino, l’anello mancante fra l’uomo e l’australopiteco? Secondo me la materia più importante dovrebbe essere educazione civica che comprenda, oltre alla sessualità, l’insegnamento di un adeguato comportamento in una società civile senza pregiudizi di ogni genere. Fantascienza? Sì, mi ricorda tanto il film “Divergent”….. niente di buono….

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